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C'erano una volta un italiano, un discriminato ed un tollerante...


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Questa discussione ha avuto 59 risposte

#1
Jagral

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Inizia l'ennesima barzelletta italiana sulla "tolleranza" per non discriminare.

 

La notizia è quella della coppia gay che ha ottenuto di far abolire nella scuola del proprio figlio la festa del papà e della mamma (lo so che la notizia è già stata postata nell'altro topic, ma non voglio entrare nel merito della coppia gay avente figlio, se n'è già discusso ampiamente nell'altra discussione).

 

Il punto è un altro. In Italia abbiamo sempre avuto la bella tradizione di festeggiare il papà e la mamma, con delle giornate agli stessi dedicate. Ora, che per una coppia con problemi (perchè al di là di tutto sentirsi discriminati perchè non è possibile festeggiare una delle due feste vuol dire che sono loro ad avere problemi, non è certo la tradizione il problema) si debba calpestare la volontà di tutte le altre famiglie lo trovo assurdo.

 

Quest'anno per la prima volta mio figlio mi ha portato da scuola dei pensierini fatti a mano insieme alla sua classe ed è stata una grandissima emozione. Se mi dicessero che devo rinunciare a questo per via di una singola famiglia, mi sentirei di dire "che ne pensa la maggioranza?" per non essere offensivo...

 

Un po' come il voler togliere il crocifisso dalla classi perchè poteva "disturbare" i bambini non cristiani. Ora, in Italia la religione praticata è il cristianesimo. Chi viene in Italia sa che avrà a che fare con i cristiani. Ma perchè un genitore deve subire il dover "nascondere" la propria fede per via di pochi?

 

Qui si sta rasentando il ridicolo a mio avviso. Siamo un popolo senza identità, pronti a cambiare tutto, a sputtanarci ed a rinnegarci per chiunque alzi la voce.

 

Vogliono indire la festa della famiglia? Ben venga. Ma perchè tutti gli altri bambini figli di coppie etero non debbano festeggiare la normale festa del papà e della mamma proprio non lo concepisco.

 

A questo punto, visto che tutti amano gli animali e che i cani possono entrare ovunque ma mia moglie ne ha paura, facciamo una legge perchè debbano restare chiusi nelle case dei loro padroni.

 

Mia moglie avendone paura non può frequentare parchi o spazi aperti, ed ormai se li trova anche al supermercato, in chiesa o in qualunque posto. Posso dire che è discriminata e che quindi non debbano più esserci cani in circolazione?

 

Se non puoi accontentare tutti, accontenta la maggioranza.

 

Queste storielle sulla tolleranza sono buffonate...



#2
Jagral

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Il fatto che una cosa sia supportata dalla maggioranza non vuol dire che sia giusta. Ogni singola libertà che abbiamo all'inizio era suppurata solo da una minoranza, se dovessimo fare qualcosa solo perchè numericamente in favore avremo ancora gli schiavi e le donne non potrebbero votare.

 

Tra l'altro la religione non è uno di quei casi. Non so perchè si dia per scontato che la maggior parte del paese sia d'accordo, guarda questo topic, hanno praticamente risposto tutti che era perfettamente normale toglierlo.

La religione come dicevo è un'aspetto come un'altro della vita privata di una persona, non è una questione di "dare retta a pochi",  semplicemente per il corretto funzionamento di un paese sviluppato non può esserci una religione predominante, perchè all'atto pratico non ce n'è una giusta e una sbagliata, quindi non puoi metterne una "perchè si" solo perchè c'è un sacco di gente che la segue, sarebbe un'imposizione e le imposizioni per fortuna appartengono al passato.

 

C'è anche un sacco di gente che pensa che la medicina olistica funzioni e che i vaccini facciano male, ma non per questo chiudiamo gli ospedali.

 

Se dovessimo accettare ogni cosa che la massa considera normale domani torneremmo nel medioevo.

 

Ma perchè continui a tornare sul discorso della religione?

 

Ho fatto un esempio sbagliato, ma non è quello il tema della discussione.

 

Il famoso esempio del crocifisso, ma anche il discorso dei genitori gay che hanno insistito per non far festeggiare la festa del papà e della mamma sono discorsi puramente ideologici in quanto avere un crocifisso appeso, o vedere altri bambini festeggiare la festa del papà o della mamma senza festeggiarli insieme non lede nessuno... o meglio... il forzare a rimuoverli lede le masse.

 

Ora, è giusto tutelare la minoranza che in linea di massima dovrebbe essere in una posizione più debole, ma il volerla accontentare anche nelle piccole cose a scapito di quanto pensino tutti gli altri lo trovi corretto?

 

Appendere un simbolo o festeggiare un genitore piuttosto che un altro non sono eventi paragonabili alla schiavitù o alla medicina, se io un giorno festeggio il papà ed un altro la mamma, in cosa farei del male ai genitori o al bambino?



#3
Itachi

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Ma perchè continui a tornare sul discorso della religione?
 
Ho fatto un esempio sbagliato, ma non è quello il tema della discussione.
 
Il famoso esempio del crocifisso, ma anche il discorso dei genitori gay che hanno insistito per non far festeggiare la festa del papà e della mamma sono discorsi puramente ideologici in quanto avere un crocifisso appeso, o vedere altri bambini festeggiare la festa del papà o della mamma senza festeggiarli insieme non lede nessuno... o meglio... il forzare a rimuoverli lede le masse.
 
Ora, è giusto tutelare la minoranza che in linea di massima dovrebbe essere in una posizione più debole, ma il volerla accontentare anche nelle piccole cose a scapito di quanto pensino tutti gli altri lo trovi corretto?
 
Appendere un simbolo o festeggiare un genitore piuttosto che un altro non sono eventi paragonabili alla schiavitù o alla medicina, se io un giorno festeggio il papà ed un altro la mamma, in cosa farei del male ai genitori o al bambino?

Ho risposto alle risposte di prima che erano sulla religione.

Per il resto io sono d'accordo con te su questo specifico caso (in cui non vedo necessità di cambiare quella festa), ma non lo sono sul discorso generale del "se la massa vuole una cosa perché fare diversamente".
Per me piccole o grandi cose che siano la quantità di persone non è in alcun modo correlata all'effettiva necessita di quella cosa.

Ripeto tra l'altro che il discorso "questa piccola cosa a me pare normale quindi non vedo perché se alcuni non sono d'accordo dovrei cambiarla" è praticamente la stessa identica ideologia che si accusa a quelle persone, cioè considerare quella cosa (piccola o grande che sia) secondo i propri standard e voler imporre a tutti i risultati.

Chi è che decide se quello cosa è importante o no?

La maggioranza? Torniamo al discorso di prima,per me la maggioranza non è indice di giusto o sbagliato.
Lo si decide in base alle conseguenze pratiche.

Nel caso del crocefisso tu non vedi conseguenza ma in realtà ci sono e anche gravi. Il fatto stesso che un simbolo di una specifica religione sia presente nei luoghi pubblici implica che lo stato è "di parte" in una religione piuttosto che un'altra, e questo lede i diritti fondamentali della libertà di culto perché indirettamente è come dire che alcuni cittadini sono più importanti di altri.

Nel caso della festa io non vedo conseguenze,quindi sono d'accordo con te. Ma anche lì vai a sapere se altre persone hanno motivazioni più serie. Di base non mi prendo io il diritto di scegliere, ne le considero ridicole solo perché non vicine alle mie esigenze.

#4
Ovino81

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Quando vuoi togliere (o non dare) diritti agli altri, specialmente se non ledono i tuoi, sbagli. Un po' tipo quelli che protestano per le unioni gay e le adozioni a coppie omo.

#5
Jagral

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Quando vuoi togliere (o non dare) diritti agli altri, specialmente se non ledono i tuoi, sbagli. Un po' tipo quelli che protestano per le unioni gay e le adozioni a coppie omo.

 

Intanto hanno tolto il diritto ai padri e alle madri di avere delle feste dedicate... spero che rimanga un fenomeno isolato, perchè a me darebbe molto fastidio doverci rinunciare.

 

Sono egoista? A me lo sono sembrati questi due genitori ad avanzare questa pretesa ed il preside a concedergliela.



#6
Vagabond

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Fosse per me cancellerei ogni festività di questo tipo, l'affetto verso altri membri della famiglia (o i propri compagni a s.valentino), se esiste ed è consistente, non ha bisogno di dimostrazioni forzate una volta l'anno. Viceversa, se il rapporto è inesistente, non vedo perchè far sentire in obbligo a fare auguri o regali a persone verso cui non proviamo nulla. Ma è un pensiero personale, non mi interessa imporlo agli altri.

 

Tornando al crocifisso, mi domando come la sua rimozione dalle scuole pubbliche potrebbe "ledere le masse".


Modificata da Vagabond, 01 May 2018 - 07:05 AM.


#7
dende

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Ammiro lo spirito di voler sostenere discussioni su certi temi. Fa sempre uscire opinioni allineate con il tempo perché il tempo ci fa credere di essere importante con magari qualche positività.
Certo che essere tolleranti significa avere rispetto e senza di esso pare ci sia bisogno di un obbligo che ci costringe a applicarci ugualmente in questo rispetto, contro la volontà di chi vorrebbe ragionevolmente scegliere ma senza dare l'idea che ci sia venuto lui addosso a noi durante una corsa, ma piuttosto far sembrare che hai percorso una strada errata ed è avvenuto l'incidente, incolpandoci di essere stati distratti o lenti.
È un problema di chi crede di farsi baciare dal tempo e poi vorrebbe che altri lo chiamassero amico, senza mezze misure, si pone come basilare la formazione di una correttezza truccata per evitare malcontenti nelle sale delle spezie, azzerando le caratteristiche e le particolarità formando un grigio che ha il sapore del nulla, usando un tappeto mediatico per esagerare, umiliare o esaltare il piccolo o il grande, senza agire nel giusto o nell'ingiusto, ma nell'interesse, una vera guerriglia dai soliti idioti per i soliti idioti, chi la spunta, che sia l'idea o la persona, diventa un utile tassello in un mosaico caratterizzato sempre dalle stesse forme da dover aggiornare col tempo attraverso le parole su carta dal valore così limitato da sparire semplicemente spostandosi.
La festa della mamma o papà può essere praticata anche da una coppia omosessuale, se la ritengono inopportuna quel giorno possono tenere il bimbo a casa, dare situazione alle maestre di fargli fare un'attività con un tema diverso ma con gli stessi strumenti oppure subire i cartoncini standard al ritorno del piccolo.
Per il crocifisso è una questione di sottomissione del quando ciò è avvenuto, senza intervento intelligente e spontaneo, ma influenzato da chi non si lascerebbe influenzare poiché il corpo che lo ospita o lo ha ingurgitato è vaccinato.

Modificata da dende, 01 May 2018 - 07:46 AM.


#8
Stefano Grandi

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La festa del papà e della mamma  non danneggiano la coppia gay. Al massimo ne festeggia solo una delle due.

Non vedo perché, chi è discriminato ora (le coppie omosessuali), debba chidere di discriminare gli altri.



#9
Jagral

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Fosse per me cancellerei ogni festività di questo tipo, l'affetto verso altri membri della famiglia (o i propri compagni a s.valentino), se esiste ed è consistente, non ha bisogno di dimostrazioni forzate una volta l'anno. Viceversa, se il rapporto è inesistente, non vedo perchè far sentire in obbligo a fare auguri o regali a persone verso cui non proviamo nulla. Ma è un pensiero personale, non mi interessa imporlo agli altri.

 

Tornando al crocifisso, mi domando come la sua rimozione dalle scuole pubbliche potrebbe "ledere le masse".

 

Il punto è che con la scusa della tolleranza pochi devono prevalere sugli altri...

 

Io per esempio ho sempre trovato inutile la festa dell'onomastico, non capisco perchè si debba festeggiare il proprio nome. Ma se gli altri lo festeggiano o se mia moglie ci tiene, perchè dovrei imporre di non festeggiarlo???

 

Il punto è: perchè per un fastidio personale dovrei andare ad imporre la mia volontà a tutti gli altri?

 

Se io sono intollerante al glutine impongo alla pizzeria di attrezzarsi o cambio pizzeria????

 

A me spiace che gli omosessuali siano sempre bistrattati o discriminati, però non possono usare questa scusa per cambiare anche cose che non li discriminano affatto... probabilmente il preside della scuola si sarà trovato di fronte ad un bivio viste le enormi pressioni esercitate dai due: dire di no e passare per nemico degli omosessuali o dire di si e farsi pubblicità... 

 

Tornando al crocifisso, mi domando come la sua presenza nelle scuole pubbliche potrebbe "ledere i pochi"



#10
Vagabond

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Il punto è che con la scusa della tolleranza pochi devono prevalere sugli altri...

 

Io per esempio ho sempre trovato inutile la festa dell'onomastico, non capisco perchè si debba festeggiare il proprio nome. Ma se gli altri lo festeggiano o se mia moglie ci tiene, perchè dovrei imporre di non festeggiarlo???

 

Il punto è: perchè per un fastidio personale dovrei andare ad imporre la mia volontà a tutti gli altri?

 

Se io sono intollerante al glutine impongo alla pizzeria di attrezzarsi o cambio pizzeria????

 

A me spiace che gli omosessuali siano sempre bistrattati o discriminati, però non possono usare questa scusa per cambiare anche cose che non li discriminano affatto... probabilmente il preside della scuola si sarà trovato di fronte ad un bivio viste le enormi pressioni esercitate dai due: dire di no e passare per nemico degli omosessuali o dire di si e farsi pubblicità... 

 

Tornando al crocifisso, mi domando come la sua presenza nelle scuole pubbliche potrebbe "ledere i pochi"

 

 

allora, sul discorso festa della mamma/papà sono sostanzialmente d'accordo, nel senso che la ritengo una sciocchezza e se fossi stato al posto della coppia gay me ne sarei altamente fregato. se il bimbo ha due papà allora li festeggia entrambi il 19 marzo (credo), se ha due mamme le festeggia l'8 maggio (credo). oppure se ne frega e non festeggia nulla, è un diritto anche quello.

 

sul crocifisso invece la penso in modo totalmente diverso, è un preciso simbolo di una specifica religione, che con la scuola pubblica (o qualunque altro esercizio pubblico) non deve avere nulla a che fare (al massimo puoi affiggerlo in un'aula di religione assieme ai simboli di tutte le altre religioni, al pari di un planisfero in un'aula di geografia).

e non perché la sua presenza nella classe di una scuola statale potrebbe nuocere a qualcuno, ma per semplice buonsenso e perché non ha il minimo motivo di trovarsi lì. è puro indottrinamento subliminale, il bambino che vede il simbolo di una religione tutti i giorni in un luogo familiare da per scontato che sia normale vedere quel simbolo ovunque, come se credere in gesù fosse una cosa dovuta nella vita di tutti. sorpresa: non è così.

il cristianesimo NON è la religione nazionale, NON esiste una religione nazionale. un crocifisso può benissimo trovare posto nella casa di un cristiano, in una chiesa cristiana, o nel negozio privato di un cristiano, perchè mai dovrebbe stare anche in un edificio pubblico che è stato costruito per ospitare tutti?

da italiano mi sento quasi offeso che un mio connazionale ritenga la mia cittadinanza vincolata all'appartenenza religiosa, come se un vero italiano dovesse per forza essere cristiano cattolico per definirsi degno del tricolore. e invece pensa un po', anche se ateo sono italiano esattamente quanto te o chiunque altro nato qui, e lo sarei pure se credessi in buddha, allah, vishnu, il mostro di spaghetti volante o l'invisibile unicorno rosa.

p.s: la penserei così anche se fossi cristiano, spero tento di non essere l'unico.


Modificata da Vagabond, 01 May 2018 - 11:27 AM.


#11
Itachi

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Il punto è che con la scusa della tolleranza pochi devono prevalere sugli altri...
 
Io per esempio ho sempre trovato inutile la festa dell'onomastico, non capisco perchè si debba festeggiare il proprio nome. Ma se gli altri lo festeggiano o se mia moglie ci tiene, perchè dovrei imporre di non festeggiarlo???
 
Il punto è: perchè per un fastidio personale dovrei andare ad imporre la mia volontà a tutti gli altri?
 
Se io sono intollerante al glutine impongo alla pizzeria di attrezzarsi o cambio pizzeria????
 
A me spiace che gli omosessuali siano sempre bistrattati o discriminati, però non possono usare questa scusa per cambiare anche cose che non li discriminano affatto... probabilmente il preside della scuola si sarà trovato di fronte ad un bivio viste le enormi pressioni esercitate dai due: dire di no e passare per nemico degli omosessuali o dire di si e farsi pubblicità... 
 
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Domanda. Da come ti esprimi in questo messaggio sembra che accada spesso che gli omosessuali costringano le persone ad adattarsi alle loro cose.
Apparte questo caso (dove poi siamo anche d'accordo con te come puoi vedere) quando è successo che forzassero le persone a cambiare le cose per loro?

#12
matumba

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Mio padre è morto quando avevo 2 anni, per me la festa del papà era una gran rottura di zebedei che ribadiva ogni anno che io ero quello diverso e anche la festa della mamma mi stava sullo stomaco perché capivo quale grande rottura era per chi una madre non l aveva; tuttavia non avevo compagni di classe che me lo facevano pesare e alla fine eventuali lavoretti li davo a mio nonno. Era più un mio preoblema con cui ho imparato a convivere già a 9 anni, insomma non tutti, purtroppo possono avere tutti e due i genitori, alla fine anche questo significa crescere,
Tuttavia penso che obbligare una intera scuola ad abolire una cosa del genere sia quantomeno egoistico e serve solo a fomentare forme di astio sia nei confronti dei bambini che dei genitori.

#13
Jagral

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Domanda. Da come ti esprimi in questo messaggio sembra che accada spesso che gli omosessuali costringano le persone ad adattarsi alle loro cose.
Apparte questo caso (dove poi siamo anche d'accordo con te come puoi vedere) quando è successo che forzassero le persone a cambiare le cose per loro?

 

Non ce l'ho in particolare con gli omosessuali, ma con tutte le classi sociali, religiose, politiche o qualsiasi cosa ti possa venire in mente che usano il vittimismo per ottenere quello che vogliono egoisticamente.

 

Forse forse me la prendo di più con chi gli va dietro...

 

Alla fine tutti abbiamo il diritto di lamentarci, ma non per questo ad ogni lamentela va preso un provvedimento.

 

Se non si tratta di cose gravi si può anche rispondere "mi spiace che la cosa ti dia fastidio ma è un problema tuo"



#14
Frank_West

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Negare che l'Italia sia uno stato legato profondamente (nel bene e nel male) alla religione cattolica mi sembra poco sensato.

Basta guardare il calendario: nell'arco di un anno ci sono una decina di giorni festivi per motivi religiosi.
Non ha senso togliere i crocefissi imho, perché sarebbe una negazione inutile del nostro passato (come qualcuno ha già detto). E badate bene che io sono tutt'altro che religioso, anzi. Però se togliamo i crocifissi allora dobbiamo cancellare anche il natale, la pasqua e compagnia cantante.

Certo, si potrebbe fare, ma avrebbe senso? Vale la pena rivoluzionare il calendario (e non solo) unicamente per negare il passato del nostro paese? Per me no. Tutti sti discorsi sulla tolleranza sono figli di questi (tristi) tempi in cui è diventato di moda puntare il dito contro qualunque stupidaggine per futili motivi.
Per decenni i crocefissi non hanno dato fastidio a nessuno (e gli atei/non cristiani ci sono sempre stati), forse una volta si era tutti più tolleranti per davvero.

E comunque mi aspetto da un momento all'altro un moto indignato per aggiungere al calendario le festività delle altre religioni, mica si vorrà fare del favoritismo, no? Io nel caso sono d'accordo, non vedo l'ora di stare a casa per qualche festa ebraica/altra religione a caso.. :asd:

 

Il Natale Natalis Solis Invicti è cristiano quanto Halloween.

Ed è divertente il fatto che il cristianesimo, al tempo, fu usato proprio per cancellare le nostre "vere" origini culturali.

Come probabilmente i romani fecero con le usanze/credenze di quelli che c'erano prima di loro.

Mi immagino i romani leghisti ai tempi di Teodosio che non volevano togliere le statue di Giove dai templi.

 

Il significato liturgico delle feste ha valenza nulla, e anche rinnegassimo il Cristianesimo (ahahahahahaha ma quando mai?) rimarrebbe una semplice festa.

 

E la questione del crocefisso è di principio.

Se l'Italia è un paese laico non vedo perché debba esserci il simbolo di un culto in un luogo pubblico, sopratutto in un luogo di apprendimento e formazione.


Modificata da Frank_West, 01 May 2018 - 08:06 PM.


#15
The MILFimpegnato

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Il Natale Natalis Solis Invicti è cristiano quanto Halloween.
Ed è divertente il fatto che il cristianesimo, al tempo, fu usato proprio per cancellare le nostre "vere" origini culturali.
Come probabilmente i romani fecero con le usanze/credenze di quelli che c'erano prima di loro.
Mi immagino i romani leghisti ai tempi di Teodosio che non volevano togliere le statue di Giove dai templi.
 
Il significato liturgico delle feste ha valenza nulla, e anche rinnegassimo il Cristianesimo (ahahahahahaha ma quando mai?) rimarrebbe una semplice festa.
 
E la questione del crocefisso è di principio.
Se l'Italia è un paese laico non vedo perché debba esserci il simbolo di un culto in un luogo pubblico, sopratutto in un luogo di apprendimento e formazione.


Anche la pasqua e l'annunciazione (se si dice così) tanto per citarne altre due a caso? Mi sta bene che ci siano delle radici culturali precedenti, ma da qui a dire che le feste cristiane "rimarrebbero semplici feste" mi sembra decisamente eccessivo. Poi concordo che è più una questione di principio che altro, e proprio per questo io lascerei stare, ma ovviamente è un mio pensiero.




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