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abbinamento "vino"/dolce


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Questa discussione ha avuto 41 risposte

#1
littlewing

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visto che mi pare ci sia una cospicua comunità di "bevitori esperti" e buongustai (vedasi thread del whisky)  :D, chiedo a voi:

fra qualche giorno offrirò un dolce per un "brindisi" in ambito lavorativo...al 99% il dolce sarà una torta mimosa alle fragole, ma brancolo più o meno  nel buio in merito a cosa abbinarci da bere. Il problema principale è che a me piace la roba secca (e in più mangio poco i dolci  :goodboy: ), ma leggevo che prosecchi o spumanti brut sarebbero da evitare col dolce (dolce chiama dolce)...quindi che prendo? Le rare volte che ho bevuto spumanti dolci mi sembravano gazzosa e non vorrei offrire un abominio del genere...

Un Brachetto può andare (è da parecchio che non lo bevo ma mi pare di ricordare che sia amabile più che dolce)? O è meglio orientarsi su una tipologia diversa, tipo moscato o malvasia? Altre idee? 

Vorrei fare bella figura :angel:



#2
SATŌ

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se sei in ambito lavorativo, tipo uffiicio, vai di franciacorta. e  accontenti tutti. Se eri in ambito casalingo con amici e parenti e il dolce non era la classica mimosa, potevi tirar fuori un buon passito, o una bella bottiglia di Porto o di Armagnac. 



#3
autechre

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Verduzzo o Ramandolo

 

 

Enjoy



#4
littlewing

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se sei in ambito lavorativo, tipo uffiicio, vai di franciacorta. e  accontenti tutti. Se eri in ambito casalingo con amici e parenti e il dolce non era la classica mimosa, potevi tirar fuori un buon passito, o una bella bottiglia di Porto o di Armagnac. 

 

Sì ambiente lavorativo, direi semi-formale, da cui anche la scelta di un dolce "classico" e leggero

 

 

 

Verduzzo o Ramandolo

 

 

Enjoy

 

Verduzzo mi sembra un ottimo suggerimento, grazie!



#5
autechre

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Prego, comunque il Ramandolo è la versione DOCG del Verduzzo.

E' passito, di colore ambrato e più dolce. Più pregiato e costoso.



#6
skizzo_85

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il vino non è proprio il mio campo, ma io ti consiglierei comunque una bollicina, preferibilmente metodo classico se c'è qualcuno che ce ne capisce (e può apprezzarlo).

Solo occhio al dosaggio.

Tutti i vini spumantizzati hanno un'aggiunta alla cuvee di vini di due "liquer".

il liquer de tirage è l'insieme di lieviti, zuccheri e altre sostanze che servono per fare la rifermentazione.

dopo la sboccatura invece viene aggiunto il liquer d'expedition, che ha ricette segretissime che rappresentano la firma della maison e contiene solitamente zuccheri e distillati o liquori.

la quantità di zucchero residua da queste due aggiunte rappresenta il dosaggio, ovvero una divisione in categorie per sapere quanto sarà dolce il nostro spumante.

 

mi è capitato diverse volte di vedere servito a dolci vini molto secchi, che sono più adatti ad un aperitivo o una cena a base di piatti delicati.

di conseguenza, secondo me, gli spumanti "brut" non vanno col dessert, ma anche gli "extra dry".

 

un'ottima scelta, la prima che mi viene in mente così al volo può essere un Ferrari Demi Sec.

non è doux come l'Asti DOCG, è un metodo classico Trento DOC, 100% chardonnay con le sue note di ananas, dovrebbe essere facile da reperire anche al supermercato a un prezzo tipo 13-15 euro.

e fai gran bella figura.



#7
littlewing

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Prego, comunque il Ramandolo è la versione DOCG del Verduzzo.

E' passito, di colore ambrato e più dolce. Più pregiato e costoso.

 

Non lo conosco in effetti, ma i passiti in generale non li amo particolarmente... -_-

 

 

 

il vino non è proprio il mio campo, ma io ti consiglierei comunque una bollicina, preferibilmente metodo classico se c'è qualcuno che ce ne capisce (e può apprezzarlo).

Solo occhio al dosaggio.

Tutti i vini spumantizzati hanno un'aggiunta alla cuvee di vini di due "liquer".

il liquer de tirage è l'insieme di lieviti, zuccheri e altre sostanze che servono per fare la rifermentazione.

dopo la sboccatura invece viene aggiunto il liquer d'expedition, che ha ricette segretissime che rappresentano la firma della maison e contiene solitamente zuccheri e distillati o liquori.

la quantità di zucchero residua da queste due aggiunte rappresenta il dosaggio, ovvero una divisione in categorie per sapere quanto sarà dolce il nostro spumante.

 

mi è capitato diverse volte di vedere servito a dolci vini molto secchi, che sono più adatti ad un aperitivo o una cena a base di piatti delicati.

di conseguenza, secondo me, gli spumanti "brut" non vanno col dessert, ma anche gli "extra dry".

 

un'ottima scelta, la prima che mi viene in mente così al volo può essere un Ferrari Demi Sec.

non è doux come l'Asti DOCG, è un metodo classico Trento DOC, 100% chardonnay con le sue note di ananas, dovrebbe essere facile da reperire anche al supermercato a un prezzo tipo 13-15 euro.

e fai gran bella figura.

 

Ma infatti, a detta di tutti (anche esperti intendo), col dessert bisogna evitare brut ed extra dry (salvo voler fare abbinamenti "particolari" per i quali però serve una certa competenza e ottima conoscenza dei prodotti da servire). Ferrari lo trovo ottimo (nella versione brut che è quella che ho più presente) e proprio ieri, cercando qualcosa da abbinare al dolce, l'ho visto nella versione demi-sec, ma non avendolo mai provato ho preferito aspettare e sentire/leggere pareri. Ho visto anche un demi-sec berlucchi, più o meno allo stesso prezzo...



#8
skizzo_85

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Ma si, Berlucchi o Ferrari bottiglie base cadi comunque in piedi.

#9
littlewing

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mmm...su altri lidi più "in tema" sedicenti esperti sconsigliano anche un demi-sec...anzi direi che più che altro lo bocciano proprio...in due mi consigliano il moscato d'asti (che se non ricordo male è dolceeeeerrrrrrimo.... ;<



#10
Sicuramente Qualcuno

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http://www.falesco.it/pomele.html

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http://www.bortoluss.../#verduzzo.html



#11
nonfatelomaipił

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mmm...su altri lidi più "in tema" sedicenti esperti sconsigliano anche un demi-sec...anzi direi che più che altro lo bocciano proprio...in due mi consigliano il moscato d'asti (che se non ricordo male è dolceeeeerrrrrrimo.... ;<

Purtroppo sei in un campo rognoso, perché l'idea di chi beve seriamente e abitualmente è esattamente opposta al bevitore occasionale quadratico medio. Esempio: a Milano ti diranno tutti "secco, solo secco assolutamente! Chi beve il dolce? Il dolce è solo per le donne che non bevono". Quindi se i tuoi colleghi sono più orientati all'occasionale spinto che segue le mode, si aspetteranno il classico brut.

 

Se ci pensi col palato di uno che beve abitualmente, invece, accostare qualcosa di dolce a qualcosa poi di molto secco è come prendersi a bastonate sulle gengive: c'è troppo contrasto, troppo stacco e quindi il secco lo senti ancora più estremo. Diventa più una sfida di resistenza a chi ce l'ha più duro, per capirci...

 

Io di solito al massimo mi spingo ad esempio su Franciacorta Saten (per accontentare ad esempio i suoceri, milanesi quadratici medi....) o comunque su qualcosa di vellutato e non semplicemente secco per il gusto di essere secco. Però preferisco in effetti accostare il dolce con un altro dolce: il moscato, se prendi quelli seri, pur nella sua dolcezza estrema riesce ad avere un bouquet di sapori fantastico. Il Bracchetto solitamente non mi entusiasma, quindi stando sul rosso dolce preferisco un Sangue di Giuda che ha un po' più di robustezza nel bicchiere.

Escluderei i passiti, perché non stai portando pasticceria secca e poi diventano impegnativi per chi non è abituato a bere. Inoltre, stai servendo un rinfresco, quindi hai bisogno di qualcosa che si beve facilmente e subito, non di qualcosa da tenere nel bicchiere a lungo e gustare a piccoli sorsi.

 

Se invece vuoi zittirli con qualcosa che nessuno avrà bevuto prima (ma devi avere il tempo di farlo arrivare via internet, perché è raro trovarlo in giro, anche in enoteca), allora gli metti sulla tavola un Moscato Rosa: costa parecchio e fanno quasi solamente le mezze bottiglie, ma fa la differenza.

 

Altrimenti, uscendo dall'Italia, puoi prendere la via dei Sauternes (molto dolci, ma anche corposi per via degli invecchiamenti medio lunghi che fanno solitamente) o un classicone che piaceva parecchio agli inglesi con uno Sherry Pedro Ximenez (denso, cremoso, corposo, dolce da nauseare). Questi però te li consiglierei solo come alternativa: non so quante persone devi conteggiare, ma porterei bottiglie "normali" e poi giusto una di queste come extra per chi vuole sperimentare un assaggio.



#12
littlewing

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prendo nota

 

 

Purtroppo sei in un campo rognoso, perché l'idea di chi beve seriamente e abitualmente è esattamente opposta al bevitore occasionale quadratico medio. Esempio: a Milano ti diranno tutti "secco, solo secco assolutamente! Chi beve il dolce? Il dolce è solo per le donne che non bevono". Quindi se i tuoi colleghi sono più orientati all'occasionale spinto che segue le mode, si aspetteranno il classico brut.

 

Se ci pensi col palato di uno che beve abitualmente, invece, accostare qualcosa di dolce a qualcosa poi di molto secco è come prendersi a bastonate sulle gengive: c'è troppo contrasto, troppo stacco e quindi il secco lo senti ancora più estremo. Diventa più una sfida di resistenza a chi ce l'ha più duro, per capirci...

 

Io di solito al massimo mi spingo ad esempio su Franciacorta Saten (per accontentare ad esempio i suoceri, milanesi quadratici medi....) o comunque su qualcosa di vellutato e non semplicemente secco per il gusto di essere secco. Però preferisco in effetti accostare il dolce con un altro dolce: il moscato, se prendi quelli seri, pur nella sua dolcezza estrema riesce ad avere un bouquet di sapori fantastico. Il Bracchetto solitamente non mi entusiasma, quindi stando sul rosso dolce preferisco un Sangue di Giuda che ha un po' più di robustezza nel bicchiere.

Escluderei i passiti, perché non stai portando pasticceria secca e poi diventano impegnativi per chi non è abituato a bere. Inoltre, stai servendo un rinfresco, quindi hai bisogno di qualcosa che si beve facilmente e subito, non di qualcosa da tenere nel bicchiere a lungo e gustare a piccoli sorsi.

 

Se invece vuoi zittirli con qualcosa che nessuno avrà bevuto prima (ma devi avere il tempo di farlo arrivare via internet, perché è raro trovarlo in giro, anche in enoteca), allora gli metti sulla tavola un Moscato Rosa: costa parecchio e fanno quasi solamente le mezze bottiglie, ma fa la differenza.

 

Altrimenti, uscendo dall'Italia, puoi prendere la via dei Sauternes (molto dolci, ma anche corposi per via degli invecchiamenti medio lunghi che fanno solitamente) o un classicone che piaceva parecchio agli inglesi con uno Sherry Pedro Ximenez (denso, cremoso, corposo, dolce da nauseare). Questi però te li consiglierei solo come alternativa: non so quante persone devi conteggiare, ma porterei bottiglie "normali" e poi giusto una di queste come extra per chi vuole sperimentare un assaggio.

 

Ecco Bisco! Sì ho presente cosa intendi quando parli di bastonata sulle gengive :D ma comunque, al mio palato (e qui sta il forte limite), è meglio quella della "gazzosa" di cui sanno certi spumanti dolci

Essendo un gruppo di lavoro nuovo (nel senso che mi sono trasferita da poco a lavorare in questo gruppo di ricerca), non conosco i gusti dei colleghi (nè quanto siano ferrati in merito, tranne forse uno o due individui che mi sembrano capirne), quindi devo fare un po' di testa mia, cercando un abbinamento azzeccato (anche se non dovesse conciliare le preferenze di tutti). Sicuramente non sceglierei qualcosa di troppo pesante e corposo anche perchè siamo a lavoro e dopo, appunto, dobbiamo continuare a lavorare :D

I tempi sono stretti, quindi non cercherò in rete. Prendo nota del moscato rosa, hai un altro paio di nomi da propormi?



#13
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ma un Riesling tedesco invece?



#14
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Riesling spumantizzato intendi?
Perché ricordo di averne presa una bottiglia da provare della Martini & Rossi, carta dorata, spumante molto aromatico ma comunque piuttosto secco, anche se il dosaggio non mi sembra fosse specificato.

I riesling classici tedeschi sono vini da pesce, non da dolce.

#15
nonfatelomaipił

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Ecco Bisco! Sì ho presente cosa intendi quando parli di bastonata sulle gengive :D ma comunque, al mio palato (e qui sta il forte limite), è meglio quella della "gazzosa" di cui sanno certi spumanti dolci

   Eh, vedi dove sta il punto? Questo è esattamente il motivo per cui ad esempio io evito il Brachetto: bollicina troppo intensa, ma dietro sa di lavatura di vino zuccherata. Tu stai portando una torta morbida, cremosa, quindi in bocca lascia un effetto vellutante dovuto ai grassi delle creme. E' una pellicola coprente, isolante: quando arrivano le bollicine, gli scivolano sopra senza intaccarla. E più sono intense, più ti danno una sensazione sgradevole, esaltando quel sentore di patina burrosa che vorresti levarti. Ma il sorso successivo non aiuta per niente, perché il liquido a contatto con questa patina genera sempre più bollicine che di rimando impediscono all'alcool di intaccarla e scioglierla.

   Se invece mi ci metti sopra un vino più intenso, di corpo, ma poco frizzante, allora senti meno la presenza della materia grassa e allo stesso tempo ti aiuta a pulirla via. E' per questo che un Sangue di Giuda me lo vedo meglio: ha corpo, è denso, e non è così frizzante (a meno che non prendi quelli low cost: a quel punto può esserci scritto anche Champagne, ma saprà semplicemente di fermentato aromatizzato addizionato di anidride carbonica...).

   Il Brut ti da una sensazione leggermente migliore del dolce perché quello shock astringente in bocca ti copre subito la sensazione grassa della torta. E poi, facciamo i meccanici anziché i chimici: se bevi un dolce, lo fai passare in bocca, mandi giù e finito. Il Brut, specialmente se molto secco, ti stimola invece quella sensazione astringente che ti spinge, appena mandi giù, a portare la lingua contro il palato e "succhiare"... ed è fatta, la patina grassa l'hai levata in maniera meccanica anziché chimica: l'abbinamento non è gradevole in bocca, ma il risultato finale è quello giusto, perché hai ripulito lingua e palato dalla patina grassa.

 

Essendo un gruppo di lavoro nuovo (nel senso che mi sono trasferita da poco a lavorare in questo gruppo di ricerca), non conosco i gusti dei colleghi (nè quanto siano ferrati in merito, tranne forse uno o due individui che mi sembrano capirne), quindi devo fare un po' di testa mia, cercando un abbinamento azzeccato (anche se non dovesse conciliare le preferenze di tutti). Sicuramente non sceglierei qualcosa di troppo pesante e corposo anche perchè siamo a lavoro e dopo, appunto, dobbiamo continuare a lavorare :D
I tempi sono stretti, quindi non cercherò in rete. Prendo nota del moscato rosa, hai un altro paio di nomi da propormi?

   Ecco, magari potresti provare a differenziare. Visto che hai fretta, ti linko qualcosa da Bernabei, dove puoi avere la consegna in 48 ore se vuoi (anche Vinitop di solito è rapido e ordinando oggi dovresti ricevere giovedì, ma non hai la garanzia di consegna):

- Moscato tradizionale (valido anche questo, se lo vedi in giro)

- Moscato Rosa e alternativa (se dovessi fare l'ordine, io ti consiglierei di prendertene anche una bottiglia da tenerti in casa: a Pasqua te lo tiri fuori e te lo godi in santa pace)

- Per un secco non ti linko una bottiglia in particolare, perché direi che se prendi un Franciacorta va sempre bene (coi millesimati probabilmente vai fuori budget, ma un classico o al massimo un Saten li trovi a prezzi ragionevoli)

- non trovo un Sangue di Giuda da linkarti su Bernabei, ma di solito questo si trova abbastanza facilmente in giro, visto che si usa sia per i dolci che assieme a certe portate (tipo il cotechino, molto grasso, appunto, analogo ad una torta morbida). Io l'ultimo l'avevo fatto arrivare da ViniTop, ma le stesse marche si trovano spesso anche nei supermercati.

 

   Fossi io ad organizzare, se le persone sono un numero sufficiente a giustificarlo, combinerei un Franciacorta con dolce (Moscato tradizionale o un Sangue di Giuda, vanno bene entrambi). Il Moscato rosa, dovessi trovarlo, lo terrei come bottiglia extra: diciamo l'assaggino per stuzzicarli e fargli provare qualcosa di diverso dal solito.

 

   Altrimenti sai che, se vuoi metterli alla prova e osare, basta chiedere e si mette in piedi senza problemi un accompagnamento a whisky  :asd:






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