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La politica parla di videgiochi: la tragica realtà italiana al Games Forum 2012il sottosegratario presente ha 75 anni e di che parla, del rischio del

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Questa discussione ha avuto 26 risposte

#1
The Newser

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Games Forum 2012 - SPECIALE
Un preciso resoconto dell'edizione 2012
Nell’elegante contesto della Sala del Mappamondo, presso Palazzo Montecitorio, si è tenuta l’edizione 2012 del Games Forum, dedicata all’Agenda Digitale ed alle prospettive di sviluppo del settore videogiochi in Italia. Per quanti non lo sapessero, il Games Forum è un evento promosso da AESVI, l’associazione di categoria degli Editori e Sviluppatori italiani di videogiochi, giunto alla IV Edizione e pensato come momento d’incontro fra il mondo dei videogames e le istituzioni italiane. Nel corso degli anni l’incontro, promosso, bisogna dirlo, con entusiasmo dall’Onorevole Antonio Palmieri, membro della Commissione Cultura della Camera, ha permesso al Videogioco e ai suoi rappresentanti di ottenere quantomeno un riconoscimento ufficiale da parte di Istituzioni che, se non la competenza, hanno dimostrato un minimo di apertura mentale nei confronti di un mercato dal valore costantemente crescente. Il contesto attuale, con le sfide e i cambiamenti che la crisi globale ha imposto, presenta le possibilità di un adeguamento della legislazione e del contesto economico del Paese, attraverso una serie di misure che in potenza potrebbero fare da volano non solo per l’industria dei videogiochi, ma anche più in generale per tutte le imprese che hanno nell’innovazione e nella creatività i loro punti di forza.
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#2
GfxManEye

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E' un industria con tante possibilità e talmente importante, che il suo stato reale, definisce chiaramente l'Italia di oggi. Ne fa una fotografia amara ma realistica.

Il videogioco è la massima espressione dell'unione di campi quale

ricerca scientifica
programmazione
grafica 2d e 3d
arte
matematica e fisica
video, recitazione, doppiaggio, filming

Tutte cose in cui investimenti, soldi, ricerca e sviluppo, percorsi di studio, scuole, sono fondamentali, e fin dagli anni del liceo, durante e dopo l'università.

Mancano gli investimenti e gli investitori.
Manca la cultura del videogioco come forma di intrattenimento valida quanto il cinema, nelle persone che dovrebbero investire.
Mancano i percorsi di studio, pubblici e privati sia per i programmatori che i per i grafici.

Manca l'incentivo all'essere artista: disegnatore, grafico 3d o 2d, video editor, animatore, scrittore o sceneggiatore. Persino i musicisti hanno paura a seguire la loro passione.

Mancano le aziende dove poter investire le proprie capacità, magari raggiunte da soli, usando metodi autodidatti. Negli ultimi 10 anni ho visto e conosciuto molti italiani capaci: programmatori, grafici, animatori 3D, tutti quelli che sono rimasti, hanno cambiato lavoro, miseramente. Chi è voluto riuscire è andato all'estero. Inghilterra, stati uniti. canada
Certo.
Ma anche Francia (ubisoft) Germania (crytek) , spagna ( MercurySteam Entertainment: hanno fatto Castlevania Lord of Shadow, immaginate un gioco del genere prodotto in Italia, andremmo fuori di testa) , Polonia ( cd project: The Witcher...) , Croazia! (Croteam).

Poi in spagna ci sono software house come Next Limit ( maxwell render, real flow), Solid Angle ( Arnold render: per intenderci quello con cui renderizzano le intro CG di Assasin's Creed o fanno i film alla Sony Pictures) in Germania c'è Mental Images ( mental ray, il motore di rendering 3d standard in quasi tutte le applicazioni 3d Autodesk) e potrei andare molto oltre.

In Italia c'era phoenix tools, ormai morta ( http://www.siggraph....detail/515.html ) da 10 anni. Unica società davvero all'avanguardia nel 3D. E poi... basta. Che io sappia.

Più di tutto è mancata una politica.
Siamo in ritardo di almeno 25 anni, nei percorsi di studio, negli incentivi all'industria.
Nella riduzione della burocrazia, delle tasse.

La situazione di Milestone è emblematica, e la presenza di soli piccolissimi studi la dice lunga sulle possibilità di creare un gioco come il peggiore dei Resident Evil, in italia. Si anche il peggiore dei peggiori giochi giapponesi, è troppo difficile da veder realizzare in Italia.

Non è il solito populismo anti-italiano, anzi, sono contrario a questo modo di scrivere e pensare, ma la realtà è questa, e per cambiarla e diventare competitivi ci vuole almeno un decennio di impegno politico ed industriale, e visto come stanno le cose qui da noi, la vedo difficile che questo cambio di mentalità politica (parte tutto da lì: leggi per percorsi di studio, sgravi fiscali alle aziende ed ai lavoratori,) arrivi presto.

Guardatevi un film in 3D realizzato in sud africa, in spagna, in francia, e poi il migliore dei nostri "gladiatori di roma" per rendervi conto di quanto indietro siamo, anche solo nella grafica 3D.

#3
GfxManEye

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A chiudere l’incontro, seminando nell’uditorio molte incertezze su quello che ci si può ragionevolmente aspettare dalle istituzioni in merito al settore videogiochi, è stato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Massimo Vari. Presente per l’intera durata dell’incontro in prima fila, il Sottosegretario si è detto colpito da quanto ascoltato e sicuramente favorevole agli aspetti positivi dell’investire nel settore, soprattutto in considerazione del fatto che gli interventi di cui necessita sono comuni a molti settori e presentano ricadute positive in un’ottica di convergenza. Il suo intervento ha poi avuto una digressione, poco apprezzata perché totalmente fuori focus, sui rischi della sovraesposizione ai videogiochi da parte degli utenti, argomento che, seppur certamente rilevante in un’ottica generale sul tema videogioco, e come dallo stesso Sottosegretario ampiamente considerata dalla AESVI, non aveva alcuna connessione con il tema dell’incontro. Oltre questo, il Sottosegretario non si è pronunciato sui temi messi in campo, giustificando i propri silenzi con la prossima presentazione del decreto Restart Italia, che dovrebbe avvenire, nella visione più rosea, entro la settimana.

Quindi dalla politica, da un "tecnico" perdipiù, quello che siamo riusciti ad ottenere sono apprezzamenti generici ed il pippone sui videogiochi cattivi che fanno male. Mi sbagliavo, non siamo ridotti male, siamo proprio nella [Censura] con questa mentalità.
Quanti anni aveva il sottosegretario? 75. Avete letto bene, 75 anni. Nulla contro l'età avanzata e l'esperienza, ma uno di 75 anni come potrebbe anche solo lontanamente capire, aiutare, sostenere i videogiochi.
Lo devo ripetere, siamo nella [Censura].

#4
parside

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Quindi dalla politica, da un "tecnico" perdipiù, quello che siamo riusciti ad ottenere sono apprezzamenti generici ed il pippone sui videogiochi cattivi che fanno male. Mi sbagliavo, non siamo ridotti male, siamo proprio nella [Censura] con questa mentalità.
Quanti anni aveva il sottosegretario? 75. Avete letto bene, 75 anni. Nulla contro l'età avanzata e l'esperienza, ma uno di 75 anni come potrebbe anche solo lontanamente capire, aiutare, sostenere i videogiochi.
Lo devo ripetere, siamo nella [Censura].

E che te devo diì?
Sai cosa ho fatto, con un minimo di risorse e non hai idea di cosa vorrei/potrei fare ad averne tante ma tantè che chi dovrebbe darmele?
Dei tizi del genere?
Mahh....

p.s.
Aspetto sempre tuo pm...

#5
meadfrodo75

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Un bellissimo articolo, anche se dipinge una realtà italiana sconfortante. Siamo come paese indietro in tanti settori, in quello del videogioco come paese praticamente non ci siamo affatto, ed è un peccato, sappiamo bene che è un mercato in crescita.
Come sempre la cecità di una politica cui non appartiene una visione al lungo termine anzi miope e autorefenziale ci ha tagliato fuori. Sviluppo ? ricerca? innovazione? se parliamo del contesto italiano queste parole sembrano aliene ad ogni azione programmatica che i governi che si sono susseguiti hanno azionato o solo immaginato. In fondo come può avere voglia di "guadare al futuro" un politico di 75 anni? Quelli più giovani poi non è che siano meglio, i più (o forse tutti?) guardano al futuro solo per capire come meglio riempirsi il portafogli...ma sto divagando e questa non è la sede, scusate l' OT


#6
GfxManEye

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p.s.
Aspetto sempre tuo pm...

Cavolo, davvero? Rimandamelo che non ricordo affatto.... scusa :

#7
Vampirolol

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Mi trovo totalmente d'accordo con quello che ha detto GFX e complimenti per l'articolo. Come al solito ci sono persone in grado di fare anche quì ma che non ricevono la giusta attenzione, e sono sicuro che ce ne siano molte di più che SAREBBERO in grado di fare se vivessero in una sociteà più aperta a questa cultura (non parlo soltanto della disinformazione, ma di veri e propri programmi a lungo termine). Per come stanno ora le cose è molto facile arrendersi prima di cominciare. Il settore dei videogames è uno di quelli più sottovalutati quì e potremmo trarre molto beneficio adattandoci.
La base dell'economia italiana è ancora quella che c'era sui libri 30 o 40 anni fà ma sembra che a nessuno importi di allargare questa "torta".

#8
parside

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scusa :


Ma figurati...
Mandato...

#9
OROCHI

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Davvero un ritratto raccapricciante del nostro futuro...
Se penso a quanti artisti sprecati ci sono nel nostro paese...a quanta gente con ottime idee e grandi capacita' mi e' capitato di conoscere e che ora e' inevitabilmente sull' orlo della disoccupazione o al contrario un artista di successo ma in un' altro paese (ovviamente).

Io stesso da ragazzo avevo tante idee, capacita' e voglia di fare...avevo speso una fortuna in corsi di formazione e la cosa piu' vicina al lavorare nel mondo dei videogiochi che sono riuscito a trovare qui in Italia e' stato fare il commesso da Gamestop ;< Mi viene da piangere se ci penso...

In questo paese l' unica cosa che potrei sperare di ottenere per realizzare la mia "visione artistica" sarebbe vincere la lotteria ed aprire uno studio con gente capace di concretizzare il tutto.
Paradossale che in Italia se vuoi creare qualcosa sei tu che devi pagare e non gli altri a pagarti per farlo...

#10
- Luke -

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ma Antonio Palmieri è lo stesso tizio che cura il sito internet ufficiale del PDL ?

#11
Dameth

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...e pensare che nei secoli la creativita` e` stato il punto forte dell'Italia...l'Italia e` stata in prima linea nella storia e nello sviluppo dell'eta` moderna, ha contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo dell'arte, della musica, dell'architettura e di tantissime altre scienze...e oggi siamo un paese in rovina, arretrato, screditato agli occhi del mondo...e tra poco il nostro glorioso passato non sara` piu` sufficiente ad assicurarci la simpatia del resto del mondo.

Giusto parlare e tentare di mantenere vive queste cose, ma alla fine la realta` dei fatti e` che i mecenati, coloro che proteggevano, pruomuovevano e aiutavano gli artisti ad esprimere e migliorare la loro creativita`, non esistono piu`...e sappiamo benissimo che qui in Italia sono ben pochi coloro che possono o riescono a sfamarsi con la loro passione, e che sono costretti a rinunciare per tentare altre strade meno rischiose...
Stanno uccidendo gli stimoli di un popolo che, se i propri mezzi fossero ben amministrati, avrebbe potenzialita` quasi infinite...

#12
Black Eagle

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considerando la situazione italiana, credo che il modo in cui siano visti i videogiochi sia l'ultimo dei problemi.

credo che chiunque abbia un minimo di voglia di intraprendere la strada verso l'altra barricata dei videogiochi (ovvero chi sviluppa) lo debba fare al di fuori di questo paese.

ma per quanto mi riguarda, vale anche per qualsiasi altra cosa.


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#13
GfxManEye

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considerando la situazione italiana, credo che il modo in cui siano visti i videogiochi sia l'ultimo dei problemi.
credo che chiunque abbia un minimo di voglia di intraprendere la strada verso l'altra barricata dei videogiochi (ovvero chi sviluppa) lo debba fare al di fuori di questo paese. ma per quanto mi riguarda, vale anche per qualsiasi altra cosa.

Invece è uno specchio fedele della burocrazia e dell'arretratezza culturale e scientifica in cui siamo finiti.

#14
Black Eagle

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Invece è uno specchio fedele della burocrazia e dell'arretratezza culturale e scientifica in cui siamo finiti.



perché, da quando l'italia è stata all'avanguardia in questo genere di cose? XD

questo paese è assurdo e non vedo l'ora di potermene andare una volta per tutte XD

#15
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perché, da quando l'italia è stata all'avanguardia in questo genere di cose? XD

questo paese è assurdo e non vedo l'ora di potermene andare una volta per tutte XD

Bè la nostra storia è epica. Per questo la caduta è ancora più rovinosa. Dire che non siamo mai stati all'avanguardia in arte e scienza è piuttosto grottesco.




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