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Il Nastro Bianco (Das weisse Band - Eine deutsche Kindergeschichte) (2009) [rece: 6.5]di Michael Haneke con Christian Friedel e Leonie Benesch


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Questa discussione ha avuto 6 risposte

#1
The Newser

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Il nastro bianco - RECENSIONE (Cinema)
La personale ricognizione di Michael Haneke sulla Germania di inizio NovecentoHaneke. Il nome dovrebbe già dirci tutto: un laureato in psicologia, divenuto critico cinematografico e passato definitivamente alla regia, nel suo lavoro dietro la macchina da presa non poteva che dedicarsi allo studio della psiche umana e dei meccanismi che la comandano. Il sottile fascino per la crudeltà umana ed il modo asettico ed impersonale di raccontarla lo rendono unico e perfettamente riconoscibile in ogni suo lavoro. Ma se avete deciso di vedere il suo nuovo film spinti dal fascino che su di voi ha esercitato Funny Games, l'unico vero consiglio che possiamo darvi è di lasciar perdere i popcorn e portarvi in sala piuttosto un pacchetto di caramelle, perché avrete bisogno di molte energie per digerire Il nastro bianco.
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#2
MrVendetta

MrVendetta
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Lo vedro' sicuramente, ho sempre ammirato chi cerca di raccontare una storia piuttosto che creare personaggi con i quali il pubblico puo' immedesimarsi... Penso che sia piu' utile un film che racconta la realta' ad uno che la traveste per farci tornare a casa contenti!!!

#3
Naïlo

Naïlo
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Assolitissimamente vero...
Haneke non voleva raccontare una storia, ma solo analizzare il percorso dei personaggi, la genesi di quella che sarebbe stata una grande 'disgrazia' per il genere umano. Cosa che spiega anche il tipo di finale che ha dato o non ha dato alla sua pellicola. Ma questi, pur essendo fattori che vanno tutti a vantaggio del suo lavoro, lo penalizzano dal punto di vista commerciale. E' un'ottima dimostrazione di cinema, ma è un prodotto poco vendibile... e purtroppo bisogna tener conto di entrambe le cose. ^_^

#4
Kiavik

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E' un'ottima dimostrazione di cinema, ma è un prodotto poco vendibile... e purtroppo bisogna tener conto di entrambe le cose. ^_^


Siamo impazziti? Da quando in qua la poca commerciabilità di un film è diventata una variabile di cui tener conto in un giudizio?
Se un film piace al recensore, piace e basta, non è che si deve fare la media con "quanto piacerà al pubblico medio", non credete?

Modificata da Kiavik, 04 November 2009 - 05:56 PM.


#5
Naïlo

Naïlo
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Ehi... e chi ha mai detto che il giudizio è basato sulla commerciabilità del prodotto??? Appunto... non siamo mica pazzi. Se un film è bello, è bello...chi se ne frega se lo vede solo il regista. ma quando ti ritrovi a dover riassumere tutto il film vai a sottolineare anche che non sarà mai un successo al botteghino.. il che, lo ripeto, non influenza minimamente sulla qualità della pellicola stessa. non travisiamo, please.

#6
Leracs

Leracs
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Andrò a vederlo appena trovo un cinema che lo dia quà da me =O=

#7
Anamelk

Anamelk
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devo vederlo.




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