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Il Vietnam impone un coprifuoco al gioco online

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Questa discussione ha avuto 43 risposte

#1
The Newser

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Il Vietnam impone un coprifuoco al gioco online
Secondo quanto riportato dal portale web AusGamers, il governo della Repubblica Socialista del Vietnam imporrà una sorta di coprifuoco al gioco online. Infatti, a partire dalle 22:00, tutti i provider di servizi di gioco in linea dovranno bloccare gli accessi fino alle 8:00 della mattina successiva. Tale provvedimento, che inizierà a essere attuato dal 3 di marzo, è inteso quale soluzione per "mitigare gli effetti collaterali dell'online game". Il governo effettuerà controlli per accertarsi che le attività in linea siano state bloccate, cancellando totalmente i servizi di chi violerà tale regola. In questo modo si tenta di regolare "lo stile di vita e i costumi dei giovani", mantenendo la sicurezza e il valore informativo di internet.
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#2
Link-F

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Se la son cercata. Il gioco online, in vietnam ed in corea, è quasi una malattia sociale. Ne va ovviamente della libertà di chi gioca con coscienza, ma il governo deve tutelare anche la sanità di chi lo ha fatto diventare un'ossessione...

#3
lm83

lm83
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Be' dai, questo è un atto dittatoriale di privazione della libertà personale eh... :)

#4
cuggio89

cuggio89
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Fanno ridere :doh:

#5
starlink1

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dittatura :vergognatighgh:

#6
Zann

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alcuni utenti del videogioco "Vo Lam Truyen Ky", il più popolare del Vietnam, hanno dichiarato di giocare anche dieci o dodici ore al giorno.


Tanto per rendere l'idea...

#7
Model3

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Se la son cercata. Il gioco online, in vietnam ed in corea, è quasi una malattia sociale. Ne va ovviamente della libertà di chi gioca con coscienza, ma il governo deve tutelare anche la sanità di chi lo ha fatto diventare un'ossessione...



Non sono d'accordo. Si parla di vaccate e di sfere assolutamente uber personalissime dove il governo NON DEVE intervenire. Giochi 25 ore al giorno? Peggio per te, prima o poi morirai, si chiama anche selezione naturale a un certo punto. Ma non vedo per quale motivo un poveraccio debba vedersi chiuse le reti solo perchè qualcuno ha deciso che guardare il grande fratello o caxxeggiare per facebook è meno peggio che giocare online.


"In questo modo si tenta di modificare lo stile di vita dei giovani" e loro chi caxxo sono per fare una cosa del genere???

#8
Far...

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"In questo modo si tenta di modificare lo stile di vita dei giovani" e loro chi caxxo sono per fare una cosa del genere???


Sono gli stessi (come in ogni parte del mondo) che dicono anche non puoi assumere droghe, guidare ubriaco, giocare d'azzardo... non è modificare lo stile di vita questo?
Io in un mondo ideale dove tutta la gente ha la maturità per sapersi regolare leverei una marea di leggi del genere, ma tante persone non ci riescono, quindi trovo giusto un minimo di regolamento... alla fine, in ogni posto ci sono regole di comportamento, al ristorante, in palestra ecc...anche uno stato dovrebbe avere il suo!

#9
Fabrizio EE

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Se la son cercata. Il gioco online, in vietnam ed in corea, è quasi una malattia sociale. Ne va ovviamente della libertà di chi gioca con coscienza, ma il governo deve tutelare anche la sanità di chi lo ha fatto diventare un'ossessione...



Non sono d'accordo. Si parla di vaccate e di sfere assolutamente uber personalissime dove il governo NON DEVE intervenire. Giochi 25 ore al giorno? Peggio per te, prima o poi morirai, si chiama anche selezione naturale a un certo punto. Ma non vedo per quale motivo un poveraccio debba vedersi chiuse le reti solo perchè qualcuno ha deciso che guardare il grande fratello o caxxeggiare per facebook è meno peggio che giocare online.


"In questo modo si tenta di modificare lo stile di vita dei giovani" e loro chi caxxo sono per fare una cosa del genere???


Cosa ci fa uno Stato con orde di zombie che giocano dalla mattina alla sera?

Chi te le paga le tasse se questi senza istruzione, senza lavoro, senza futuro, giocano e basta?

E non guardare solo al Vietnam che è povero, la stessa situazione c'è anche in Corea del Sud, che ormai è un Paese del 1° mondo.

Che poi niente futuro per i giovani = niente futuro per il Paese. Alcuni almeno se ne accorgono.

Ce n'è uno in Europa dove al futuro non ci pensano per niente, dove una laurea vale quanto il tempo sprecato, tanto ti prendono solo a tempo determinato o, se sei fortunato, a 1000 euro al mese per tutta la vita.

Almeno questi agiscono in qualche modo.

#10
Model3

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Sono gli stessi (come in ogni parte del mondo) che dicono anche non puoi assumere droghe, guidare ubriaco, giocare d'azzardo... non è modificare lo stile di vita questo?
Io in un mondo ideale dove tutta la gente ha la maturità per sapersi regolare leverei una marea di leggi del genere, ma tante persone non ci riescono, quindi trovo giusto un minimo di regolamento... alla fine, in ogni posto ci sono regole di comportamento, al ristorante, in palestra ecc...anche uno stato dovrebbe avere il suo!


Ehm....

guidare sotto droghe o alcol AMMAZZA anche altri. E' un pelino diverso dal fare la muffa davanti al PC dentro casa propria. :D

Il vietnam semmai dovrebbe chiedersi PERCHE' tanta gente preferisce "crepare" davanti al PC piuttosto che vivere in Vietnam.

#11
Model3

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Cosa ci fa uno Stato con orde di zombie che giocano dalla mattina alla sera?

Chi te le paga le tasse se questi senza istruzione, senza lavoro, senza futuro, giocano e basta?

E non guardare solo al Vietnam che è povero, la stessa situazione c'è anche in Corea del Sud, che ormai è un Paese del 1° mondo.

Che poi niente futuro per i giovani = niente futuro per il Paese. Alcuni almeno se ne accorgono.

Ce n'è uno in Europa dove al futuro non ci pensano per niente, dove una laurea vale quanto il tempo sprecato, tanto ti prendono solo a tempo determinato o, se sei fortunato, a 1000 euro al mese per tutta la vita.

Almeno questi agiscono in qualche modo.


Appunto, non è chiudendo i games che risolvi il problema. :) Eserciti un potere oppressivo e basta. E poi oggi lo fai coi games, domani potresti farlo con libertà più fondamentali.

Non crei futuro per i giovani togliendogli il videogioco, ma creando alternative, dandogli scopi, motivazioni, OPPORTUNITA', libertà.

#12
Fhion

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Lo stato deve agire per ptoblematiche sociali.
Son paesi dove moltissima gente gioca più di 30 ore filate.
Le alternative ci sono (altrimenti non ci sarebbero persone sopra i 30 anni, tutti morti prima) ma il gioco online (in modo particolare i moorpg locali) son assimilabili a droghe informatiche che creano assuefazione.
Non ci vuole solo libertà e belle parole, lì la situazione è seria.


#13
Masoale93

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Al di la del fatto che viola tutta la libertà che ci dovrebbe essere su internet, è anche vero che per il governo vietnamita, avere persone che guardano il mondo tramite internet non è una bella cosa. I giocatori, parlando con utenti di altri paesi, potrebbero aprire gli occhi e fare una rivoluzione!

#14
Guest_Sambukan MolinarineYe

Guest_Sambukan MolinarineYe
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Per me è sbagliato fino ad un certo punto... La stessa identica faccenda degli USA che intervengono per limitare il fenomeno dell'obesita, diverso contesto, stesso principio...
In Corea soprattutto vedi persone che si credono Zerg...
Io non sono di quegli idioti che credono che i videogame siano strumenti di Satana, loro sono ridicoli...
Ma secondo me uno che gioca 20 ore filate periodicamente qualche problemino, alla lunga, finirà col riportarlo...

#15
Dark Emperor

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No, ragazzi, ma vi drogate? Guarda te se mi devo ritrovare ad essere d'accordo con Model3.

La vita personale una in un paese normale se la gestisce come vuole entro i (teorici) limiti del buon senso, se si deve arrivare al ragionamento che "allo stato non serve un popolo di zombie" allora legittimiamo pure una lobotomia popolare aprioristica per trasformare le persone in zombie da produttività.

Anzi, facciamo che finito l'orario di lavoro ai cittadini vengano iniettate droghe per farle dormire e recuperare energie fino al giorno dopo, la base è sempre la stessa.

Che responsabilizzazione è? Credete che lo stato non sia fatto di altri uomini fessi esattamente come chi si rovina la vita? Credete che lo stato sia Dio e il popolo un semplice gregge?

Io so solo che gli orari imposti penalizzano principalmente chi lavora (pensando che gli orari di lavoro siano simili ai nostri) che tornato a casa non può manco accedere al gioco: ironicamente quell'orario aiuta solamente i ragazzini che di giorno non lavorano.




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