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L'Italia un paese razzista?


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Questa discussione ha avuto 294 risposte

#1
bigol83

bigol83
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Ho letto la notizia di Seid Visin morto suicida a soli 20 anni, riporto solo alcuni estratti della sua lettera:

 

"ovunque io vada, ovunque io sia, ovunque mi trovi sento sulle mie spalle, come un macigno, il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone".

 

"Qualche mese fa ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, prevalentemente anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non bastasse, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche la responsabilità del fatto che molti giovani italiani (bianchi) non trovassero lavoro".

 

 

Enorme tristezza e rabbia.  


Modificata da bigol83, 05 June 2021 - 11:13 AM.


#2
Me-Se 12

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Chissà cosa giustificheranno a questo giro.

#3
Arloth

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Una goliardata (cit.)



#4
Me-Se 12

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"...Perchè non vi indignate del razzismo verso i bianchi in Zimbawe?"

#5
bigol83

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Chissà cosa giustificheranno a questo giro.

 

"Era una persona debole di mente, paranoico, lo sanno tutti che in Italia non esiste il razzismo." 



#6
Vagabond

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Ho letto la notizia di Seid Visin morto suicida a soli 20 anni, riporto solo alcuni estratti della sua lettera:

 

 

Enorme tristezza e rabbia.  

 

Quello che mi dispiace è che non cambierà niente, perché nessuno dei responsabili si sentirà chiamato in causa e l'unico pensiero che saranno in grado di formulare sarà "uno in meno".



#7
^Alucard^

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Già, il razzismo in Italia non esiste -_-. Non ricordo con chi ho discusso qua dentro qualche mese fa al riguardo. Che tristezza e che schifo di mondo.

#8
bigol83

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Quello che mi dispiace è che non cambierà niente, perché nessuno dei responsabili si sentirà chiamato in causa e l'unico pensiero che saranno in grado di formulare sarà "uno in meno".

 

Nella lettera ci sono nomi specifici di politici nominati dalle persone che insultavano il ragazzo (sapete già a quali politici mi riferisco)

 

Già li sento giustificarsi con frasi del tipo:

 

"In Italia ci sono tantissime persone di colore integrate nella società, il nostro partito combatte contro il razzismo, ed è per la legalità"

 

"Noi siamo contro l'immigrazione irregolare, non contro l'immigrazione".


Modificata da bigol83, 05 June 2021 - 12:18 PM.


#9
luuca

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non nonoscevo il ragazzo ma mi viene un groppo in gola.

mi prodigo ogni giorno nell'insegnare ai miei figli l'uguaglianza, sperando che la prossima generazione sia migliore, poi mi guardo in giro e vedo genitori con comportamenti aberranti... e mi sembra di combattere contro i mulini a vento.

certo, in italia non esiste il razzismo.
ho in mente alcuni episodi con conoscenti che mi fanno venire la pelle d'oca, altroché.

#10
Arloth

Arloth
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Il top comunque è il medico fiscale di colore che va a casa del furbetto in malattia che torna dalla spiaggia, e viene quasi preso in ostaggio, minacciato e riempito di insulti. Ha fatto male a non reagire :asd:

 

(dimenticato una virgola se no si pensa che la vittima fosse il furbetto)


Modificata da Arloth, 05 June 2021 - 01:06 PM.


#11
Me-Se 12

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Quello che mi dispiace è che non cambierà niente, perché nessuno dei responsabili si sentirà chiamato in causa e l'unico pensiero che saranno in grado di formulare sarà "uno in meno".

Il capolavoro è quando dicono:

"...Quando dico 'nègro di mèrda' a Pogba è solo per insultarlo, come dargli dello strònzo, mica perchè sono razzista. Guarda che sono juventino e c'ho il suo poster in camera eh"

Modificata da Me-Se 12, 05 June 2021 - 01:09 PM.


#12
Merlo

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Nella lettera ci sono nomi specifici di politici nominati dalle persone che insultavano il ragazzo (sapete già a quali politici mi riferisco)
 
Già li sento giustificarsi con frasi del tipo:
 
"In Italia ci sono tantissime persone di colore integrate nella società, il nostro partito combatte contro il razzismo, ed è per la legalità"
 
"Noi siamo contro l'immigrazione irregolare, non contro l'immigrazione".

Mi dispiace moltissimo.

Ma dove si può trovare la lettere intera?

#13
Sarastro

Sarastro
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È cmq. colpa del Deep State.

#14
^Alucard^

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Mi dispiace moltissimo.

Ma dove si può trovare la lettere intera?


"
«Dinanzi a questo scenario socio-politico particolare che aleggia in Italia, io, in quanto persona nera, inevitabilmente mi sento chiamato in questione. Io non sono un immigrato. Sono stato adottato quando ero piccolo. Prima di questo grande flusso migratorio ricordo con un po di arroganza che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, ovunque mi trovassi, tutti si rivolgevano a me con grande gioia, rispetto e curiosità. Adesso, invece, questa atmosfera di pace idilliaca sembra così lontana; sembra che misticamente si sia capovolto tutto, sembra ai miei occhi piombato linverno con estrema irruenza e veemenza, senza preavviso, durante una giornata serena di primavera.



Adesso, ovunque io vada, ovunque io sia, ovunque mi trovi sento sulle mie spalle, come un macigno, il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone. Qualche mese fa ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, prevalentemente anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non bastasse, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche la responsabilità del fatto che molti giovani italiani (bianchi) non trovassero lavoro.

Dopo questa esperienza dentro di me é cambiato qualcosa: come se nella mia testa si fossero creati degli automatismi inconsci e per mezzo dei quali apparivo in pubblico, nella società diverso da quel che sono realmente; come se mi vergognassi di essere nero, come se avessi paura di essere scambiato per un immigrato, come se dovessi dimostrare alle persone, che non mi conoscevano, che ero come loro, che ero italiano, che ero bianco. Il che, quando stavo con i miei amici, mi portava a fare battute di pessimo gusto sui neri e sugli immigrati, addirittura con unaria troneggiante affermavo che ero razzista verso i neri, come a voler affermare, come a voler sottolineare che io non ero uno di quelli, che io non ero un immigrato.

Lunica cosa di troneggiante però, lunica cosa comprensibile nel mio modo di fare era la paura. La paura per lodio che vedevo negli occhi della gente verso gli immigrati, la paura per il disprezzo che sentivo nella bocca della gente, persino dai miei parenti che invocavano costantemente con malinconia Mussolini e chiamavano Capitano Salvini. La delusione nel vedere alcuni amici (non so se posso più definirli tali) che quando mi vedono intonano allunisono il coro Casa Pound. Laltro giorno, mi raccontava un amico, anchegli adottato, che un po di tempo fa mentre giocava a calcio felice e spensierato con i suoi amici, delle signore si sono avvicinate a lui dicendogli: goditi questo tuo tempo, perché tra un po verranno a prenderti per riportarti al tuo paese.

Con queste mie parole crude, amare, tristi, talvolta drammatiche, non voglio elemosinare commiserazione o pena, ma solo ricordare a me stesso che il disagio e la sofferenza che sto vivendo io sono una goccia dacqua in confronto alloceano di sofferenza che stanno vivendo quelle persone dalla spiccata e dalla vigorosa dignità, che preferiscono morire anziché condurre unesistenza nella miseria e nellinferno. Quelle persone che rischiano la vita, e tanti lhanno già persa, solo per annusare, per assaporare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente Vita."


Senza parole

#15
The Big Boss

The Big Boss
  • Lo direttore delLO museo delLO cere delLO REgno

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"
«Dinanzi a questo scenario socio-politico particolare che aleggia in Italia, io, in quanto persona nera, inevitabilmente mi sento chiamato in questione. Io non sono un immigrato. Sono stato adottato quando ero piccolo. Prima di questo grande flusso migratorio ricordo con un po di arroganza che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, ovunque mi trovassi, tutti si rivolgevano a me con grande gioia, rispetto e curiosità. Adesso, invece, questa atmosfera di pace idilliaca sembra così lontana; sembra che misticamente si sia capovolto tutto, sembra ai miei occhi piombato linverno con estrema irruenza e veemenza, senza preavviso, durante una giornata serena di primavera.



Adesso, ovunque io vada, ovunque io sia, ovunque mi trovi sento sulle mie spalle, come un macigno, il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone. Qualche mese fa ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, prevalentemente anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non bastasse, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche la responsabilità del fatto che molti giovani italiani (bianchi) non trovassero lavoro.

Dopo questa esperienza dentro di me é cambiato qualcosa: come se nella mia testa si fossero creati degli automatismi inconsci e per mezzo dei quali apparivo in pubblico, nella società diverso da quel che sono realmente; come se mi vergognassi di essere nero, come se avessi paura di essere scambiato per un immigrato, come se dovessi dimostrare alle persone, che non mi conoscevano, che ero come loro, che ero italiano, che ero bianco. Il che, quando stavo con i miei amici, mi portava a fare battute di pessimo gusto sui neri e sugli immigrati, addirittura con unaria troneggiante affermavo che ero razzista verso i neri, come a voler affermare, come a voler sottolineare che io non ero uno di quelli, che io non ero un immigrato.

Lunica cosa di troneggiante però, lunica cosa comprensibile nel mio modo di fare era la paura. La paura per lodio che vedevo negli occhi della gente verso gli immigrati, la paura per il disprezzo che sentivo nella bocca della gente, persino dai miei parenti che invocavano costantemente con malinconia Mussolini e chiamavano Capitano Salvini. La delusione nel vedere alcuni amici (non so se posso più definirli tali) che quando mi vedono intonano allunisono il coro Casa Pound. Laltro giorno, mi raccontava un amico, anchegli adottato, che un po di tempo fa mentre giocava a calcio felice e spensierato con i suoi amici, delle signore si sono avvicinate a lui dicendogli: goditi questo tuo tempo, perché tra un po verranno a prenderti per riportarti al tuo paese.

Con queste mie parole crude, amare, tristi, talvolta drammatiche, non voglio elemosinare commiserazione o pena, ma solo ricordare a me stesso che il disagio e la sofferenza che sto vivendo io sono una goccia dacqua in confronto alloceano di sofferenza che stanno vivendo quelle persone dalla spiccata e dalla vigorosa dignità, che preferiscono morire anziché condurre unesistenza nella miseria e nellinferno. Quelle persone che rischiano la vita, e tanti lhanno già persa, solo per annusare, per assaporare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente Vita."


Senza parole

 

 

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