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Istruzione e scuola dell'obbligosplit da alimentazione


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Questa discussione ha avuto 136 risposte

#31
Iskander Beg

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Anche il solo pensare di dover togliere dalle scuole la lettura, in lingua originale, dei classici greci e latini, che sono sempre attuali e moderni, mi fa venire i brividi. Si perderebbe la possibilità di aprire gli occhi su argomenti, pensieri e filosofie di vita che potrebbero davvero aiutare nella vita di tutti i giorni.

I Colloqui con sé stesso, di Marco Aurelio, o il De brevitate vitae di Seneca o, meglio ancora, le Vite dei filosofi di Diogene Laerzio sono solo alcuni dei tanti esempi che si possono fare.

#32
Sarastro

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Pasquale Villari:

 

Bisognerà però che l'Italia cominci col persuadersi che v'è nel seno della nazione stessa un nemico più potente dell'Austria, ed è la nostra colossale ignoranza, sono le moltitudini analfabete, i burocrati macchina, i professori ignoranti, i politici bambini, i diplomatici impossibili, i generali incapaci, l'operaio inesperto, l'agricoltore patriarcale e la rettorica che ci rode le ossa. Non è il quadrilatero di Mantova e Verona che ha potuto arrestare il nostro cammino, ma è il quadrilatero di 17 milioni di analfabeti e di 5 milioni di Arcadi. (precedentemente in Di chi è la colpa?, 1866)

 

 

Il latino e' bello, il greco l'hanno usato grandi pensatori. Evviva. Fino a 2000 anni fa andavano benone, bastavano. Ora non piu'. Non sono sufficienti, non sono necessari. Viceversa viviamo in un'epoca nella quale si e' ANALFABETI se non si sa di matematica, punto. L'ignoranza tecnica, specialmente in statistica, dell'italiano medio e' spaventosa, e tutto il sapere classico (che adoro) non ci servira' a molto se non mettiamo l'addensante della tecnica alla base del nostro sapere. Studiare\/far studiare latino e greco per ore ed ore, quando le risorse sono limitate e c'e' un mondo di altre cose cui applicarsi, e' follia.



#33
Iskander Beg

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Io, oltre ad essere un amante delle antichità, del passato e della storia (sono alla seconda laurea), sono anche una persona pratica e votata alla scienza. Amo l'astrofisica, le materie riguardanti l'evoluzione fisica del nostro pianeta e tutte quelle "cose" che, in genere, permettono di capire il funzionamento di piante, essere viventi e sistemi naturali e non che spopolano sul nostro pianeta.
Ma una vita senza gli insegnamenti dei grandi del passato, che in lingua originale hanno tutto un altro sapore, davvero non la riesco ad immaginare. Sono favorevole, quindi, al discorso dell'equilibrio nell'insegnamento proposto, mi pare, da Genocide qualche riga fa.

Modificata da Iskander Beg, 03 February 2020 - 12:02 PM.


#34
Cap

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Ma una vita senza gli insegnamenti dei grandi del passato, che in lingua originale hanno tutto un altro sapore, davvero non la riesco ad immaginare. 

 

Detto che in questo discorso non prendo parti, ho studiato latino, ne riconosco fascino e utilità, credo però che il piede sul suo insegnamento sia eccessivamente calcato, ai tempi del liceo ricordo che si studiava latino per lo stesso numero di ore dedicate alla matematica; ecco, detto questo non concordo minimamente con questa affermazione.

 

O meglio, è ovviamente veritiera ma suona limitata, in questo senso cosa renderebbe una scelta migliore leggere Seneca in latino piuttosto che Sun Tzu in cinese?



#35
Genocide

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Anche il solo pensare di dover togliere dalle scuole la lettura, in lingua originale, dei classici greci e latini, che sono sempre attuali e moderni, mi fa venire i brividi. Si perderebbe la possibilità di aprire gli occhi su argomenti, pensieri e filosofie di vita che potrebbero davvero aiutare nella vita di tutti i giorni.

I Colloqui con sé stesso, di Marco Aurelio, o il De brevitate vitae di Seneca o, meglio ancora, le Vite dei filosofi di Diogene Laerzio sono solo alcuni dei tanti esempi che si possono fare.

 

:applauso:

 

Io, oltre ad essere un amante delle antichità, del passato e della storia (sono alla seconda laurea), sono anche una persona pratica e votata alla scienza. Amo l'astrofisica, le materie riguardanti l'evoluzione fisica del nostro pianeta e tutte quelle "cose" che, in genere, permettono di capire il funzionamento di piante, essere viventi e sistemi naturali e non che spopolano sul nostro pianeta.
Ma una vita senza gli insegnamenti dei grandi del passato, che in lingua originale hanno tutto un altro sapore, davvero non la riesco ad immaginare. Sono favorevole, quindi, al discorso dell'equilibrio nell'insegnamento proposto, mi pare, da Genocide qualche riga fa.

 

ma sì infatti è una questione di equilibrio. Che si risolve appunto riequilibrando, non levando tutto da una parte.

Mi fa effetto poi sentir parlare di analfabetismo e materie scientifiche quando uno potrebbe benissimo risolvere integrali doppi sbadigliando per poi non riuscire a comprendere del semplice testo scritto.

Sono aree diverse che vanno, equamente (ancora), coperte.


Modificata da Genocide, 03 February 2020 - 12:08 PM.


#36
Genocide

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Detto che in questo discorso non prendo parti, ho studiato latino, ne riconosco fascino e utilità, credo però che il piede sul suo insegnamento sia eccessivamente calcato, ai tempi del liceo ricordo che si studiava latino per lo stesso numero di ore dedicate alla matematica; ecco, detto questo non concordo minimamente con questa affermazione.

 

O meglio, è ovviamente veritiera ma suona limitata, in questo senso cosa renderebbe una scelta migliore leggere Seneca in latino piuttosto che Sun Tzu in cinese?

 

al classico fai tanto latino E greco quanta matematica (latino+greco=matematica), se non ricordo male.

allo scientifico dubito fortemente che le ore del solo latino bilancino quelle di matematica

 

comunque sarei anche daccordo a ridurre latino e greco come lingue (ma non la letteratura) in favore di materie anche più pratiche. Ma ridurre appunto, non eliminare


Modificata da Genocide, 03 February 2020 - 12:10 PM.


#37
Cap

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al classico fai tanto latino E greco quanta matematica (latino+greco=matematica), se non ricordo male.

allo scientifico dubito fortemente.

 

comunque sarei anche daccordo a ridurre latino e greco come lingue (ma non la letteratura) in favore di materie anche più pratiche.

 

Io ai tempi avevo 3 ore di latino a fronte di 4 di matematica. E sinceramente lo trovavo assurdo.

 

Per completezza, e ancora più assurdo, era una cosa tipo:

 

2h chimica

2h fisica

2h ginnastica

1h disegno tecnico

2h storia dell'arte

3h inglese

4h matematica

3h storia

2h filosofia

4h letteratura

1h religione

 

E mi sto perdendo 3 ore, non ricordo minimamente come venissero gestite.



#38
d1ablo

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il latino aiuta tantissimo a generare un certo tipo di forma mentis, amplifica le capacità di deduzione e logica (ci son libri interi su come paradossalmente gli studi classici aiutino poi a fare studi scientifici) e pure quelle di comprensione della PROPRIA lingua e di tutte quelle che dal latino sono nate o sono state influenzate (e considerando l'estensione dell'impero romano non son poche).

Impari l'importanza ed il significato delle parole, di come non ne bastino 4 per poi usare solo grugniti.

Non a caso chi ha studiato latino poi ha meno problemi ad imparare alcune lingue o anche solo a comprendere la nostra. 

 

A scuola non si può fare solo roba pratica o utile in senso "pragmatico".

 

bisogna formare le menti, non solo metterci dentro quello che serve

dici eh

 

personalmente lo bannerei da tutti gli indirizzi tranne quello classico, a favore di altra roba che ti serve sicuramente di più per lavorare al giorno d'oggi...sempre fatto controvoglia al liceo, studiato quel minimo indispensabile per avere la sufficienza, ad oggi non ricordo NULLA di latino

 

e questo non mi ha impedito ugualmente di parlare o scrivere bene, di laurearmi in informatica e di trovare un buon lavoro...la nostra lingua l'ho compresa lo stesso, l'inglese lo conosco abbastanza bene

 

boh, non so...non dico che quello che dici sia sbagliato, ci mancherebbe, ma secondo me tutta questa filosofia "quella materia X è importantissima perchè ti apre la mente" è un po' sopravvalutata



#39
d1ablo

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Io ai tempi avevo 3 ore di latino a fronte di 4 di matematica. E sinceramente lo trovavo assurdo.

 

 

this

 

al posto del latino c'avessero dato un'infarinatura minima di informatica, ma non dico solo programmazione ma proprio quello che alla fine fai alla patente europa, c'avrebbe fatto un bene che non ti dico considerando che l'informatica ormai è richiesta ovunque e si sapeva già negli anni 90 che sarebbe stata il futuro, suvvia

 

senza scomodare il mio percorso universitario, dove mi sono trovato più in difficoltà rispetto a chi invece veniva da un instituto tecnico ad indirizzo informatico


Modificata da d1ablo, 03 February 2020 - 12:18 PM.


#40
Iskander Beg

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O meglio, è ovviamente veritiera ma suona limitata, in questo senso cosa renderebbe una scelta migliore leggere Seneca in latino piuttosto che Sun Tzu in cinese?


Ho letto Sun Tzu e ho ancora il rammarico per non averlo potuto fare in lingua originale :)

Se dipendesse da me, infatti, dedicherei l'intera esistenza, e quella di tutto il pianeta, allo studio :asd:

#41
Iskander Beg

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I lavori che orbitano attorno alle lingue morte sono molti di più di quelli che si possano immaginare quindi il discorso sul ricordarlo o no, ad anni di distanza dal Liceo, è un po' insensato. Così come trovo insensato l'affermare di aver comunque imparato a scrivere e parlare in maniera corretta nonostante si sia trovato inutile il tempo perso dietro al latino.
Una lingua, anche quella che impari sin da piccolo, può essere compresa in modi molto diversi tra loro se la si osserva attraverso la lente delle lingue che l'hanno fatta nascere ed evolvere (dialetti compresi ovviamente).

Ovviamente con "insensato" non voglio né usare un tono aggressivo e nemmeno offendere :)

#42
Merlo

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Secondo me è tempo perso non servono più a nulla

Piuttosto farei più ore di inglese

#43
Crio97

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Anche il solo pensare di dover togliere dalle scuole la lettura, in lingua originale, dei classici greci e latini, che sono sempre attuali e moderni, mi fa venire i brividi. Si perderebbe la possibilità di aprire gli occhi su argomenti, pensieri e filosofie di vita che potrebbero davvero aiutare nella vita di tutti i giorni.

I Colloqui con sé stesso, di Marco Aurelio, o il De brevitate vitae di Seneca o, meglio ancora, le Vite dei filosofi di Diogene Laerzio sono solo alcuni dei tanti esempi che si possono fare.

Perdonami ma mi sorgono due domande spontanee.
1) Secondo te non sarebbe possibile studiare pensieri e filosofie di vita dell'antica Roma/Grecia senza studiare latino/greco antico?

2) Allo stesso modo se uno fosse interessato alle filosofie/religioni orientali secondo te dovrebbe per forze conoscere la lingua in cui sono scritti i testi per apprezzarle?

#44
Sarastro

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Io, oltre ad essere un amante delle antichità, del passato e della storia (sono alla seconda laurea), sono anche una persona pratica e votata alla scienza. Amo l'astrofisica, le materie riguardanti l'evoluzione fisica del nostro pianeta e tutte quelle "cose" che, in genere, permettono di capire il funzionamento di piante, essere viventi e sistemi naturali e non che spopolano sul nostro pianeta.
Ma una vita senza gli insegnamenti dei grandi del passato, che in lingua originale hanno tutto un altro sapore, davvero non la riesco ad immaginare. Sono favorevole, quindi, al discorso dell'equilibrio nell'insegnamento proposto, mi pare, da Genocide qualche riga fa.

 

Tu forse sei speculare a me (fisico, ricercatore, e profondamente amante dei classici, tieni presente che 'Memorie di Adriano' e' il mio libro preferito), ma quando si fa analisi sociale i casi 'eccezionali' non contano molto. Contano i grandi numeri, e questi dicono che siamo, noi italici, un bel po' ignoranti, ed in modo spaventoso ad essere sinceri. Proprio perche' e' bene studiare in lingua originale forse e' meglio impratichirsi bene in inglese, per dire, e leggersi in lingua madre Sapolsky, Pinker, Kahneman e soci. La conoscenza non si e' fermata con il mondo classico, anzi. Ciao!



#45
Iskander Beg

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Perdonami ma mi sorgono due domande spontanee.
1) Secondo te non sarebbe possibile studiare pensieri e filosofie di vita dell'antica Roma/Grecia senza studiare latino/greco antico?

2) Allo stesso modo se uno fosse interessato alle filosofie/religioni orientali secondo te dovrebbe per forze conoscere la lingua in cui sono scritti i testi per apprezzarle?


1) Certo che è possibile farlo, non ho mai affermato il contrario.

2) Sì, le opere vengono sempre capite e apprezzate meglio quando sono lette in lingua originale. Soprattutto i classici, che vengono spesso reinterpretati in fase di traduzione.




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