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Se si fa una proposta di acquisto di un immobile da costruire, per quanto tempo si "vincolati"?


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Questa discussione ha avuto 6 risposte

#1
Jagral

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Ho un cliente che ha fatto una proposta di acquisto per un immobile da costruire a fine 2017, ma ad oggi, dell'immobile, non è stato costruito nulla.

 

Ora, l'immobile non lo sta comprando dal costruttore ma in permuta. Avendo lasciato una caparra, vorrei capire entro quando il contratto (o la proposta... non so neanche come intenderlo) può ritenersi risolto? Il futuro proprietario ha intascato la caparra e di fatto non ha vincoli temporali???

 

Mi ha fatto vedere la proposta e non vedo termini risolutivi, ma non essendoci nulla ed essendo passati quasi 2 anni, è possibile che il mio cliente debba restare per sempre vincolato a questo immobile da costruire? E se non venisse mai realizzato resterebbe ad attendere per sempre?

 

Ci sono cantieri in zona (stanno costruendo palazzine e ville) ma l'immobile specifico è ancora un terreno incolto...

 

Che gli devo dire? Esiste una tempistica che disciplina casi come questi??



#2
Basty

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Mai comperare sulla carta, c'è la possibilità di prendere fregature atroci per cui ci si pente per tutta la vita, pensando di aver fatto la furbata per risparmiare.

 

Mai comperare strutture che sono sui disegni.

Si può ritrattare anche dopo la caparra, poi dipende quanto hai lasciato (in genere lasciare più di 10mila è follia, a meno che non stiamo parlando di immboli di cateogorie lussuose)

 

Putroppo bisogna mettere il fuoco allo studio legale/notarile che cura la cosa, capita che quelli che fanno le valutazioni per il finanziamento siano incompetenti e non ci provino nemmeno ad interpretare i disegni.

 

Non ci sono tempistiche prefissate, ma una serie di cancelli burocratici che a volte, quando le circostanze ti si accaniscono contro, bisogna aprire in maniera creativa, o altrimenti dispendiosa.

 

Però questo avverrebbe ad immobile costruito.

 

In ogni caso prima del compromesso si può ancora chiedere un diverso accordo, tra cui quello di ritirarsi dall'accordo, a patto che la banca non abbia già emesso il finanziamento, ma di quest'ultima cosa non posso essere certo.



#3
Jagral

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Non c'è finanziamento... Il cliente gli ha dato un assegno da 5000 euro che già è stato incassato.

Vorrei capire se lui può richiedere indietro la somma in quanto non essendo stato costruito nulla l'atto è da ritenersi nullo o comunque scaduto nei termini

#4
Basty

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Direi "bene", perché se ha versato solo la caparra e non ha ancora firmato nulla oltre il contratto preliminare, può ritirarsi dall'accordo e se chi ha venduto per ora soltanto aria fritta fa problemi, risolverà probabilmente attivando il proprio avvocato.



#5
Jagral

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Dovrà comunque qualcosa all'agenzia? Gli ha fatto una sorta di progetto su misura con alcune modifiche... dice di essere andato un pomeriggio da un geometra ed hanno fatto queste modifiche.



#6
Basty

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Sì, dovrà rimborsare a parte le parti che hanno lavorato surplus per elaborare queste modifiche, sempre sulla carta.

 

E se è prevista una penale per il recesso dal contratto preliminare (cose a cui comunque avranno almeno accennato davanti al notaio) il tuo cliente si potrebbe trovare a pagare questa penale, anche se ci potrebbe essere una clausola che abroga il diritto del proponente di riscuotere la penale in caso di grave inadempimento di quest'ultimo.

 

Consigliagli di dare una sfogliata anche al codice civile corrente, per evitare di fidarsi sulla parola.

 

Tuttavia, non è detto che ci debba essere per forza una penale, per quanto ne so io è consuetidine inserirla nei contratti di locazione a tempo determinato, e si attiva qual'ora il contraente decida di risolvere anticipatamente il contratto.

 

Il grave inadempimento c'è, salvo che non fossero esplicitamente previsti tempi prefissati nella proposta, che dovrebbero essere molto più lunghi di quelli che il tuo cliente ha trascorso ad aspettare che qualcosa si spostasse dalla carta alla malta.



#7
Jagral

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Intanto ti ringrazio per tutte le dritte che mi stai dando, il mio cliente non è molto ferrato in materia (e neanche io... quindi già un'infarinatura fa tanto), ma da quello che mi ha raccontato lui non è mai stato davanti ad un notaio.

 

E' andato in agenzia, gli è piaciuto il progetto della casa ed insieme al titolare dell'agenzia hanno fatto una proposta (che mi ha fatto vedere), accettata verbalmente dal venditore (mi dice di non aver ricevuto nessun foglio di carta in merito ma ha solo la copia della proposta firmata anche dal venditore).

 

Ha lasciato un assegno da 5000 euro in agenzia che è rimasto lì per quasi un anno, poi lo hanno incassato ed è venuto da me per finanziare l'acquisto. Io per fortuna non ho inserito alcuna pratica in quanto lui era convinto che una volta incassato l'assegno voleva dire che i lavori stavano iniziando, ma di fatto mi dice che è sempre tutto fermo.

 

Ora è un tantino, ma proprio poco poco, seccato, e voleva capire se poteva mandare l'agenzia a quel paese e cercare altrove... da quello che mi dici penso che potrei dirgli di andare con tutta serenità a pretendere di avere indietro le somme, anche perchè nella proposta che ha fatto (lui dice di non aver firmato altro) non ho letto da nessuna parte nè di penali, nè di tempi entro cui consegnare la casa. Fa riferimento unicamente a 15 giorni di tempo per confermare la proposta (ma sembra più indirizzato al venditore il messaggio che all'acquirente)






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