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Acquisto on line vs negozio fisico


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Questa discussione ha avuto 38 risposte

#1
Xmaster

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Direi di iniziare ottimamente questo 2019 con una polemica.
Da qualche giorno circola una notizia di un negoziante che ha deciso di chiedere 10 euro per far provare i capi d abbigliamento che vende per poi scontarli se l acquisto va a buon fine. È una forma di protesta verso chi furbescamente si fa le sue prove in negozio fisico per poi risparmiare acquistando on line. Nei social si sprecano i commenti indignati dei consumatori e il più gettonato è :"se i negozianti non fossero dei ladri sarei contento di comprare da loro".
La discussione mi colpisce da vicino perché io lavoro dietro un bancone(non sono il proprietario ) e anche a me capita di perdere del buon tempo con finti clienti a caccia di delucidazioni che serviranno solo a perfezionare l acquisto on line. Prima di dire come la penso vorrei sentire la vostra

Modificata da Xmaster, 02 January 2019 - 07:25 AM.


#2
tovu

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è folle



#3
gnigno77

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Ha ragione il negoziante. E penso che tutti i commercianti (o la maggioranza) la pensano così. P.s. anche io sono un addetto vendita e mi capita spesso di stare a perdere un sacco di tempo a fare preventivi per persone che poi usano i codici degli articoli per acquistarli online; alla fine non metto i codici così se li cercano loro. P.p.s.: sono diversi i commercianti che si fanno pagare i preventivi proprio per questo motivo

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#4
mayhem

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Semplicemente ridicolo, con queste geniali iniziative non fanno che incentivare ulteriormente gli acquisti online.



#5
Vagabond

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Sono da sempre a favore dell'e-commerce e di qualunque progresso/evoluzione nel mercato del lavoro, questo però non legittima i clienti ad approfittarsene.

Andare a provarsi un capo in negozio per poi comprarlo online significa usufruire di un servizio per poi tramutarlo in un vantaggio per la concorrenza... non è proibito, ma è certamente di cattivo gusto.

 

D'altro canto non mi pare una bella mossa quella di far pagare una caparra per l'utilizzo del camerino, anzi lo vedo come un ulteriore incentivo per rivolgersi direttamente alle controparti online (tanto ormai offrono quasi tutti il reso gratuito).

Io sarei più per rimuovere le diciture con le taglie dagli indumenti, ad esempio. Ma anche questa sarebbe una seccatura in più, sia per il cliente che perde più tempo per provarsi più cose prima di trovare quella giusta, sia per il commesso che poi dovrà risistemare tutto.



#6
gabblo

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Capisco il negoziante che spreca tempo e denaro per favorire acquisti fuori dal suo negozio ma capisco anche il cliente che trova online lo stesso capo al 20/30% in meno sui negozi online.


Non mi pare comunque che la soluzione adottata porterà un qualche beneficio al negozio.

#7
gnigno77

gnigno77
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Nessuna soluzione adottata andrà bene finché ci sarà questo divario di prezzi tra negozio fisico e online. Però mettetevi nei panni del negoziante e cercate di capirlo

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#8
Itachi

Itachi
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Ha ragione il negoziante. E penso che tutti i commercianti (o la maggioranza) la pensano così. P.s. anche io sono un addetto vendita e mi capita spesso di stare a perdere un sacco di tempo a fare preventivi per persone che poi usano i codici degli articoli per acquistarli online; alla fine non metto i codici così se li cercano loro. P.p.s.: sono diversi i commercianti che si fanno pagare i preventivi proprio per questo motivo

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Nessuna soluzione adottata andrà bene finché ci sarà questo divario di prezzi tra negozio fisico e online. Però mettetevi nei panni del negoziante e cercate di capirlo

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Il problema principale di questa situazione non riguarda la differenza di prezzo ma proprio il fatto che i negozi vedano l'online come una minaccia e non un'opportunità.
 
Recenti statistiche hanno dimostrato che in realtà la gente vorrebbe andare nei negozi fisici. Il motivo per cui stanno perdendo terreno non è per i prezzi (che in molto casi si sono ormai allineati) ma proprio per la differenza dei servizi.
C'è una testata giornalistica che giusto un mese fa ha raccontato di come provando a chiedere rimborsi di prodotti acquistati nei negozi fisici si incontrano quasi sempre problemi se non addirittura risposte negative. E se è vero che all'inizio le persone si sono spostate online per i prezzi, sembra che adesso rimangano li per la differenza nei servizi a cui si sono abituati.
 
A questo va aggiunto che come in molti altri ambiti sopratutto in Italia le persone vedano i cambiamenti come una minaccia e non un'opportunità.
Il negoziante che vede i clienti andare online dovrebbe essere spinto a modificare il suo modello di business, non a chiudersi a riccio boicottando addirittura il cliente che va verso servizi diversi.
 
Ci sono moltissime attività che si sono semplicemente adeguate offrendo un portale online parallelo dove comprare. In molti negozi ormai si pubblicizza il proprio sito consigliando al cliente di provarsi le cose e poi acquistarle online, cioè l'esatto contrario di quello che il negozio della notizia sta facendo.
Se offri al cliente un'esperienza ottima e completa stai tranquillo che è molto probabile concluda l'acquisto attraverso di te (online o nel negozio che sia).

Anche perché una regola fondamentale del mercato di oggi è che le persone comprano le esperienze,non solo gli oggetti in se.
Andare in un negozio deve essere un'esperienza piacevole,qualcosa che vuoi fare persino oltre il bisogno dell'oggetto che cerchi in se.
I negozi fisici avranno sempre questo vantaggio e c'è chi ha saputo sfruttarlo a dovere e chi no.
 
Il problema è, come sempre, questa assurda idea che quando il mercato cambia il problema sia chi offre qualcosa di diverso e non chi punta i piedi rifiutandosi di cambiare in qualunque modo quello che fa da decenni. 

#9
RainKing

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Il problema principale di questa situazione non riguarda la differenza di prezzo ma proprio il fatto che i negozi vedano l'online come una minaccia e non un'opportunità.
 
 
Il problema è, come sempre, questa assurda idea che quando il mercato cambia il problema sia chi offre qualcosa di diverso e non chi punta i piedi rifiutandosi di cambiare in qualunque modo quello che fa da decenni. 

Dio mio quanto ho cercato di far capire questo concetto parlandone in famiglia!

 

Oltre tutto se vendi un bene particolarmente "fungibile" come scarpe o abbigliamento, non puoi aspettarti che non vi sia concorrenza sia fisica che online. O ti adegui e cerchi di cambiare il tuo modello di vendita, o ti metti a vendere qualcosa di diverso e che magari abbia un certo valore aggiunto, o chiudi.


Modificata da RainKing, 02 January 2019 - 12:50 PM.


#10
r3dl4nce

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Fortunatamente nel mio settore è importante l'assistenza post vendita, quindi non ho particolari problemi se un cliente acquista un prodotto online, dato che generalmente poi in caso di problemi lo porta da me per sistemarlo.
Capita che qualche cliente venga in negozio a informarsi e poi vada a acquistare online, bene per loro, tanto a me la vendita dell'hardware ormai rende poco (per essere concorrenziali con i prezzi delle grandi catene dobbiamo tenere i ricarichi bassissimi).
Inoltre la vendita a privato conta poco, sono aziende e enti pubblici che fanno girare il settore informatica.

#11
SabaKu

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Fortunatamente nel mio settore è importante l'assistenza post vendita, quindi non ho particolari problemi se un cliente acquista un prodotto online, dato che generalmente poi in caso di problemi lo porta da me per sistemarlo.
Capita che qualche cliente venga in negozio a informarsi e poi vada a acquistare online, bene per loro, tanto a me la vendita dell'hardware ormai rende poco (per essere concorrenziali con i prezzi delle grandi catene dobbiamo tenere i ricarichi bassissimi).
Inoltre la vendita a privato conta poco, sono aziende e enti pubblici che fanno girare il settore informatica.

 

Tutto corretto.

Io ho i prezzi allineati con quelli dei centri commerciali (tranne che sui fuori tutto o offerte assurde) e su televisori, decoder o accessori ci si guadagna praticamente nulla.



#12
Xmaster

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Il problema principale di questa situazione non riguarda la differenza di prezzo ma proprio il fatto che i negozi vedano l'online come una minaccia e non un'opportunità.
 
Recenti statistiche hanno dimostrato che in realtà la gente vorrebbe andare nei negozi fisici. Il motivo per cui stanno perdendo terreno non è per i prezzi (che in molto casi si sono ormai allineati) ma proprio per la differenza dei servizi.
C'è una testata giornalistica che giusto un mese fa ha raccontato di come provando a chiedere rimborsi di prodotti acquistati nei negozi fisici si incontrano quasi sempre problemi se non addirittura risposte negative. E se è vero che all'inizio le persone si sono spostate online per i prezzi, sembra che adesso rimangano li per la differenza nei servizi a cui si sono abituati.
 
A questo va aggiunto che come in molti altri ambiti sopratutto in Italia le persone vedano i cambiamenti come una minaccia e non un'opportunità.
Il negoziante che vede i clienti andare online dovrebbe essere spinto a modificare il suo modello di business, non a chiudersi a riccio boicottando addirittura il cliente che va verso servizi diversi.
 
Ci sono moltissime attività che si sono semplicemente adeguate offrendo un portale online parallelo dove comprare. In molti negozi ormai si pubblicizza il proprio sito consigliando al cliente di provarsi le cose e poi acquistarle online, cioè l'esatto contrario di quello che il negozio della notizia sta facendo.
Se offri al cliente un'esperienza ottima e completa stai tranquillo che è molto probabile concluda l'acquisto attraverso di te (online o nel negozio che sia).

Anche perché una regola fondamentale del mercato di oggi è che le persone comprano le esperienze,non solo gli oggetti in se.
Andare in un negozio deve essere un'esperienza piacevole,qualcosa che vuoi fare persino oltre il bisogno dell'oggetto che cerchi in se.
I negozi fisici avranno sempre questo vantaggio e c'è chi ha saputo sfruttarlo a dovere e chi no.
 
Il problema è, come sempre, questa assurda idea che quando il mercato cambia il problema sia chi offre qualcosa di diverso e non chi punta i piedi rifiutandosi di cambiare in qualunque modo quello che fa da decenni. 


Purtroppo nel posto dove lavoro io la realtà è molto distante anzi funziona esattamente al contrario di quanto descritto. Il luogo dove lavoro nasce come e-commerce nel 2010 non avevamo un negozio fisico ma solo vendita on line con magazzino per far partire le spedizioni. Lavoro in un settore giovane possiamo dire neonato e 8 anni fa era l alba dei tempi tanto che in ordine di anzianità siamo stati il terzo negozio esistente in tutta italia. Vista la vertigginosa richiesta del prodotto viene decisa l apertura dello store fisico dedicato. Il negozio fisico in quegli anni era preso d assalto i commessi non bastavano dietro al banco. Questo è durato circa 1 anno poi chiunque avesse 2 risparmi ha aperto un attività simile facendo collassare non solo noi ma l intero settore. L offerta superava la domanda. Questa situazione ha determinato la morte del settore on line perché la guerra a ribasso dei prezzi ha toccato livelli talmente assurdi da rasentare il ridicolo commercialmente parlando. Alla fine è venuto fuori che gli stessi grossisti vendevano ai negozianti e anche al pubblico allo stesso prezzo sotto prestanomi ed attività fittizie determinando l impossibilità di applicare anche 1 solo euro di ricarico. Se compro a 10 e rivendo a 11 con prezzo on line a 10 sono già fuori prezzo. Questa situazione ha decretato la fine del e commerce a differenza del negozio fisico che tutt ora vive grazie al servizio offerto. Il prodotto è tecnico e richiede assistenza, spiegazioni e capacità di gestione, quindi i clienti sono disposti a spendere di più per essere seguiti. In tutta questa situazione si arriva al punto in cui ci ricolleghiamo al topic stesso, il cliente viene da noi vorrebbe usufruire di spiegazioni e assistenza e poi ti dice ci penso per l acquisto sapendo che on line troverà il prezzo ingrosso ovviamente inapplicabile nel negozio fisico. Per far capire la problematica dico che amazon stesso è fuori prezzo almeno del doppio nel mio settore e non è leader quindi figuriamoci cosa può fare il negozio di paese


Aggiungo una piccola parentesi sul decantato servizio di reso. Questa e' una domanda non una affermazione. Ma ai prodotti acquistati e non piaciuti quindi non difettosi ma semplicemente mandati indietro per x motivi cosa succede? Vengono cestinati? Vengono venduti come usati? O vengono re-inmballati e venduti per nuovi? Perché il sistema se così fosse ha 2 facce. Comodo uso qualcosa un mese poi mi gira che non lo voglio più e qualcuno se lo ricompra per nuovo.

Modificata da Xmaster, 02 January 2019 - 03:38 PM.


#13
Winterfury

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Aggiungo una piccola parentesi sul decantato servizio di reso. Questa e' una domanda non una affermazione. Ma ai prodotti acquistati e non piaciuti quindi non difettosi ma semplicemente mandati indietro per x motivi cosa succede? Vengono cestinati? Vengono venduti come usati? O vengono re-inmballati e venduti per nuovi? Perché il sistema se così fosse ha 2 facce. Comodo uso qualcosa un mese poi mi gira che non lo voglio più e qualcuno se lo ricompra per nuovo.

Vengono venduti come "warehouse deals".



#14
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Allora vediamo, sono un lavoratore dipendente in un settore che non ha a che vedere con questa tematica, ma non avrei mai il becco di andare nella bottega a provare le cose per comprarle online.
Poi io tendenzialmente non gradisco i negozi di abbigliamento (mi sembra sia il tema principale) dove entri e hai una persona che ti segue senza la quale non puoi guardare niente.
Quindi tendo a non utilizzarli nemmeno come "camerino di prova".
Mi sembra comunque che il successo di outlet e centri commerciali sia legato a questo modo di comprare e consultare, il poter scegliere senza essere seguiti, e chiedere al bisogno.

#15
Ryu13

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Vero che online si hanno diritti che in negozio non si hanno.
Ma,mio modesto parere,vero anche che ormai la gente si è abituata a rendere la merce acquistata online con troppa facilità.
E a forza di farlo probabilmente anche i negozi online diventeranno più selettivi in tal senso




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