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Loot box: 16 stati, Italia esclusa, fanno fronte comune per regolare il fenomeno


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Questa discussione ha avuto 19 risposte

#1
The Newser

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Quello delle casse premio, o loot box, è uno degli argomenti più dibattuti dell'attuale industria videoludica. Belgio e Olanda sono due tra i paesi che hanno preso davvero a cuore la questione: i rispettivi governi le hanno equiparate al gioco d'azzardo e dichiarate illegali, spingendo i publisher a rimuoverle dai loro giochi...
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#2
MarcoGiG

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e beh... italia esclusa :smile-106:

#3
figlio di un dio minore

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Oltre all'Italia mi stupisce anche l'assenza della Germania dalla lista citata. Spero che a breve entrambi questi paesi si uniscano a questa meritoria iniziativa.

#4
STAZ

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Però poi siamo i primi a cantare vittoria per la mossa oscurantista di rimuovere da google i contenuti coperti da Copyright.
Sia mai che smettiamo di alimentare l'ennesima lobby che prende il nome di SIAE...

#5
fabiosat75

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Però poi siamo i primi a cantare vittoria per la mossa oscurantista di rimuovere da google i contenuti coperti da Copyright.
Sia mai che smettiamo di alimentare l'ennesima lobby che prende il nome di SIAE...

La SIAE è una truffa legalizzata

#6
fabiosat75

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Tranquilli ragazzi in Italia arriverà tra 50 anni

#7
Hunder

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Ma scusate, per capire, adesso overwatch in quei paesi come funziona? cioè non ci sono le lootbox ma hanno sostituito con?

#8
Rei978

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Vebbè la metà di questi firmatari sono paesi minuscoli che non sono in grado di fare un'adeguata pressione politica od economica verso le sh, anche dovessero mettere al bando certi giochi le sh semplicemente se ne infischierebbero.
Altri come Francia, Polonia o la Gran Bretagna sono troppo compromessi con l'industria dei videogiochi dopo che l'hanno finanziata con montagne di denaro pubblico e incentivi fiscali, non faranno mai norme che possano mettere in difficoltà le loro sh.

#9
Dech

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e beh... italia esclusa :smile-106:

 
L'Italia ha recentemente favorito il gioco telematico illegale e i giochi più statisticamente iniqui, ci troviamo di fronte ad un livello di tale arretratezza nelle competenze che le Lootboxes non sanno nemmeno che esistono. Sui modi non posso dilungarmi perchè si scadrebbe nella politica, contro il regolamento del forum, sui payout ne parlo tra poco.

Per il resto ottima, eccellente e attesissima notizia. Conta che in GB, Malta, Gibilterra, Spagna e Austria hanno sede i principali player del mercato delle scommesse/azzardo europeo ed alcuni dei top mondiali; in UK e Paesi Bassi sguazzano i publisher per la fiscalitá agevolata.

 

Ma scusate, per capire, adesso overwatch in quei paesi come funziona? cioè non ci sono le lootbox ma hanno sostituito con?

 



 
Rimarranno le scatole ma non potrai pagarle in denaro, solo farming. La vedo come l'unica soluzione applicabile senza togliere intere modalità a giochi come Fifa.
Ora mi dilungo oltre il necessario, ma giusto perchè mi sono svegliato un'ora prima del solito e devo sfogarmi  :culo: .
 
Ingredienti:
 
- Lavoro per il settore di giochi e scommesse con licenza, a Malta da un paio d'anni, pagando le tasse sia qui che in Italia. Odio i social network e ne formatterei i server per liberare l'umanità da questo Genjutsu (in Uchiha Madara we trust :rocker: ). Sono dunque un Nemico Pubblico. Da sempre osteggio Lotto, VLT e pubblicità in TV dei giochi a premi di qualsiasi tipo.
 - L'essere umano medio e medio-basso* gioca per propensioni legate alla sua cultura, per istinto e per noia: non potendo più "scommettere" in quale direzione troverà il cibo, se il raccolto andrà bene o se il villaggio a 5km di distanza reagirà alla razzia, scommette soldi del suo benessere piovuto dal cielo con l'evoluzione tecnologica.
 - All'essere umano medio e medio-basso* che vive in Italia non importa uno stracazzo di niente del concetto di indipendenza stocastica, al quale risponde con un sonoro "stocastooohh" se provi a spiegarglielo. Lui crede di essere una sorta di prescelto. Se gli proibisci di giocare o gli nascondi l'accesso a canali controllati dallo Stato, andrà di corsa a cercare bische clandestine o siti illegali per ingrassare le tasche di qualche delinquente. Lui è il prescelto, non puoi impedirgli di giocare e compiere il suo destino fatto di Ferrari, Sassicaia per lavarsi le mani e una vita a bordo piscina guardando i reality.
 - Tanto è più giovane l'umano, tante meno bastonate avrà tendenzialmente preso dalla realtà per capire che i prescelti e gli unti dal signore, al di fuori di videogames e storie fantastico-fantascientifiche, non esistono.
 
Nozioni:
 
Puoi catalogare i giochi in base al loro payout e alla loro iniquità. Prendo quello che è offerto dall'impianto concessorio Italiano e parto dagli ultimi posti, che sono tutti per i giochi ad estrazione, e vado a salire:
 
- Lotto virtuale, iniquità pari o inferiore al n.5 ma puoi giocare ogni 3 minuti. Rischio sociale oltre il ragionevole.
- Superenalotto, statisticamente equo quando per un euro giocato il 6 paga circa 630.000.000€ a puntata vincente.
- Euromillions, equità a 60.000.000 circa
- Lotterie nazionali, equità in base al numero di biglietti stampati meno tasse e premi minori
- Lotto classico, equità in base alla combinazione, dall'1 a 90 del singolo numero ai 44.000.000 della cinquina.
 
Cambiamo categoria, il distacco concettuale è netto, si paga su stime matematiche per numeri stupidamente elevati di ripetizioni, se hai studiato un po' di statistica si chiama Valore Atteso della Distribuzione;
 
- Gratta e vinci, 70%
- VLT 70%
- Giochi sportivi virtuali 85-90%
- Slot Machine online: dal 96 al 99%
 
Altra categoria, Casino' e Scommesse Sportive, qui avendo tu la possibilità di cambiare la tua strategia di gioco, il payout è inversamente proporzionale alla tua propensione al rischio, ergo se giochi la Juve che vince o passi la mano a carte ogni volta che non hai la mano buona significa che vincerai di meno. SE vincerai.
 
Nella prima categoria le tasse, astronomiche, sono alla fonte sulla giocata. Quindi i payout di base vengono dimezzati, sottraendo poi le provvigioni alla rete di vendita, i costi di gestione ed il margine garantito al titolare della concessione.
Nella seconda e terza categoria le tasse sono in parte sull'utile ed in parte (per le scommesse sportive) sul fatturato. I margini sono aleatori salvo il Gratta e Vinci che è un gioco della prima categoria in incognito.
 
Manca poco, non desistere.
 
Le lootboxes fanno parte della seconda categoria come impostazione, ma hanno payout pari a 0 perchè non restituiscono denaro (a meno che tu non venda l'oggetto droppato, cosa che considero alla stregua della circumvenzione di incapace e che lo è se viene venduto ad un minore). Quindi hanno quel retrogusto di fregatura con tanto di cappello d'asino a ricordare Tom e Jerry.
 
Facciamo un fulton-extract della parola "minore" dalla parentesi chiusa poco fa; un minore è facilmente influenzabile da cazzate come un calciatore con attributi più alti dell'1% o un fucile che da noob ti trasforma in un "noob che se ti colpisce ti oneshotta"; per il minore tipicamente figlio dei nostri tempi il concetto di dover lavorare 1 giorno e mezzo per pagarsi un videogioco o, nel caso di lootboxes, lavorare 10 minuti ogni spin, non esiste. Paga il papy, la mamy, il nonny, il gatty o paga la carta di credito. Lui da retta allo youtuber che fa spin su spin per avere Cristiano SSJ God Eremita delle 6 Vie al giochino del calcio versione 2018. Chissene se allo youtuber le lootboxes vengono pagate dai donatori del canale (ridi fortissimo, per favore) o dal publisher del gioco (ridi di meno).
Ora capisci quanto siano pericolose le lootboxes a livello concettuale, i bambini sono innatamente ludomani/ludopati, perchè da bambini si gioca fino a quando non ci si addormenta sul posto. Istigarli con l'invidia e la "maggggia" del drop raro a pagamento è criminale.
 
Il quadro legislativo italiano si porta dietro l'interessantissimo Decreto Balduzzi del 2012, che tra le tante cose proibiva nella maniera più categorica il gioco ai minori (oltre che a qualsiasi rimando al concetto di vincite, quindi alcune cose dovremmo chiamarle Gratta e Attaccati al Tram). Online era già vietato da un pezzo perchè dovendo sottoscrivere un contratto tra giocatore e concessionario ogni atto giuridico compiuto da chi non ha capacità di agire sarebbe de facto nullo; da qualche anno un minore non potrebbe aver accesso in negozi o porzioni di negozio dove sono esposti giochi di probabilità, grattini scommesse e VLT.
Sarebbe facilissimo estendere la normativa alle piattaforme di gaming, dove comunque puoi collegare carte di credito e addebiti automatici, e costringere gli utenti a verificare il proprio account con indicazioni chiare su payout, limiti di deposito, antiriciclaggio e gioco responsabile come viene già fatto dai siti di gioco comuni. Oltre che a pagare le tasse su quei proventi e a generare un codice aams per la tracciabilità dell'operazione.
 
sono in ritardo... alla faccia dell'ora di anticipo.


* Per medio intendo tutti a prescindere da QI, colore, orientamento, grado di istruzione e fazione politica.
Per medio-basso invece chi ha poco buonsenso, disprezza la cultura e livella dex only nei souls.


Modificata da Dech, 18 September 2018 - 10:21 AM.


#10
Nicola Rossi

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Tranquilli ragazzi in Italia arriverà tra 50 anni

troppo ottimista :smile-16:

#11
fabiosat75

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Rimarranno le scatole ma non potrai pagarle in denaro, solo farming. La vedo come l'unica soluzione applicabile senza togliere intere modalità a giochi come Fifa.
Ora mi dilungo oltre il necessario, ma giusto perchè mi sono svegliato un'ora prima del solito e devo sfogarmi :culo: .

Ingredienti:

- Lavoro per il settore di giochi e scommesse con licenza, a Malta da un paio d'anni, pagando le tasse sia qui che in Italia. Odio i social network e ne formatterei i server per liberare l'umanità da questo Genjutsu (in Uchiha Madara we trust :rocker: ). Sono dunque un Nemico Pubblico. Da sempre osteggio Lotto, VLT e pubblicità in TV dei giochi a premi di qualsiasi tipo.
- L'essere umano medio e medio-basso gioca per propensioni legate alla sua cultura, per istinto e per noia: non potendo più "scommettere" in quale direzione troverà il cibo, se il raccolto andrà bene o se il villaggio a 5km di distanza reagirà alla razzia, scommette soldi del suo benessere piovuto dal cielo con l'evoluzione tecnologica.
- All'essere umano medio e medio-basso che vive in Italia non importa uno stra[Censura] di niente del concetto di indipendenza stocastica, al quale risponde con un sonoro "stocastooohh" se provi a spiegarglielo. Lui crede di essere una sorta di prescelto. Se gli proibisci di giocare o gli nascondi l'accesso a canali controllati dallo Stato, andrà di corsa a cercare bische clandestine o siti illegali per ingrassare le tasche di qualche delinquente. Lui è il prescelto, non puoi impedirgli di giocare e compiere il suo destino fatto di Ferrari, Sassicaia per lavarsi le mani e una vita a bordo piscina guardando i reality.
- Tanto è più giovane l'umano, tante meno bastonate avrà tendenzialmente preso dalla realtà per capire che i prescelti e gli unti dal signore, al di fuori di videogames e storie fantastico-fantascientifiche, non esistono.

Nozioni:

Puoi catalogare i giochi in base al loro payout e alla loro iniquità. Prendo quello che è offerto dall'impianto concessorio Italiano e parto dagli ultimi posti, che sono tutti per i giochi ad estrazione, e vado a salire:

- Lotto virtuale, iniquità pari o inferiore al n.5 ma puoi giocare ogni 3 minuti. Rischio sociale oltre il ragionevole.
- Superenalotto, statisticamente equo quando per un euro giocato il 6 paga circa 630.000.000€ a puntata vincente.
- Euromillions, equità a 60.000.000 circa
- Lotterie nazionali, equità in base al numero di biglietti stampati meno tasse e premi minori
- Lotto classico, equità in base alla combinazione, dall'1 a 90 del singolo numero ai 44.000.000 della cinquina.

Cambiamo categoria, il distacco concettuale è netto, si paga su stime matematiche per numeri stupidamente elevati di ripetizioni, se hai studiato un po' di statistica si chiama Valore Atteso della Distribuzione;

- Gratta e vinci, 70%
- VLT 70%
- Giochi sportivi virtuali 85-90%
- Slot Machine online: dal 96 al 99%

Altra categoria, Casino' e Scommesse Sportive, qui avendo tu la possibilità di cambiare la tua strategia di gioco, il payout è inversamente proporzionale alla tua propensione al rischio, ergo se giochi la Juve che vince o passi la mano a carte ogni volta che non hai la mano buona significa che vincerai di meno. SE vincerai.

Nella prima categoria le tasse, astronomiche, sono alla fonte sulla giocata. Quindi i payout di base vengono dimezzati, sottraendo poi le provvigioni alla rete di vendita, i costi di gestione ed il margine garantito al titolare della concessione.
Nella seconda e terza categoria le tasse sono in parte sull'utile ed in parte (per le scommesse sportive) sul fatturato. I margini sono aleatori salvo il Gratta e Vinci che è un gioco della prima categoria in incognito.

Manca poco, non desistere.

Le lootboxes fanno parte della seconda categoria come impostazione, ma hanno payout pari a 0 perchè non restituiscono denaro (a meno che tu non venda l'oggetto droppato, cosa che considero alla stregua della circumvenzione di incapace e che lo è se viene venduto ad un minore). Quindi hanno quel retrogusto di fregatura con tanto di cappello d'asino a ricordare Tom e Jerry.

Facciamo un fulton-extract della parola "minore" dalla parentesi chiusa poco fa; un minore è facilmente influenzabile da cazzate come un calciatore con attributi più alti dell'1% o un fucile che da noob ti trasforma in un "noob che se ti colpisce ti oneshotta"; per il minore tipicamente figlio dei nostri tempi il concetto di dover lavorare 1 giorno e mezzo per pagarsi un videogioco o, nel caso di lootboxes, lavorare 10 minuti ogni spin, non esiste. Paga il papy, la mamy, il nonny, il gatty o paga la carta di credito. Lui da retta allo youtuber che fa spin su spin per avere Cristiano SSJ God Eremita delle 6 Vie al giochino del calcio versione 2018. Chissene se allo youtuber le lootboxes vengono pagate dai donatori del canale (ridi fortissimo, per favore) o dal publisher del gioco (ridi di meno).
Ora capisci quanto siano pericolose le lootboxes a livello concettuale, i bambini sono innatamente ludomani/ludopati, perchè da bambini si gioca fino a quando non ci si addormenta sul posto. Istigarli con l'invidia e la "maggggia" del drop raro a pagamento è criminale.

Il quadro legislativo italiano si porta dietro l'interessantissimo Decreto Balduzzi del 2012, che tra le tante cose proibiva nella maniera più categorica il gioco ai minori (oltre che a qualsiasi rimando al concetto di vincite, quindi alcune cose dovremmo chiamarle Gratta e Attaccati al Tram). Online era già vietato da un pezzo perchè dovendo sottoscrivere un contratto tra giocatore e concessionario ogni atto giuridico compiuto da chi non ha capacità di agire sarebbe de facto nullo; da qualche anno un minore non potrebbe aver accesso in negozi o porzioni di negozio dove sono esposti giochi di probabilità, grattini scommesse e VLT.
Sarebbe facilissimo estendere la normativa alle piattaforme di gaming, dove comunque puoi collegare carte di credito e addebiti automatici, e costringere gli utenti a verificare il proprio account con indicazioni chiare su payout, limiti di deposito, antiriciclaggio e gioco responsabile come viene già fatto dai siti di gioco comuni. Oltre che a pagare le tasse su quei proventi e a generare un codice aams per la tracciabilità dell'operazione.

sono in ritardo... alla faccia dell'ora di anticipo.


Per medio intendo tutti a prescindere da QI, colore, orientamento, grado di istruzione e fazione politica.
Per medio-basso invece chi ha poco buonsenso, disprezza la cultura e livella dex only nei souls.

Quando ero piccolo ci si andava in sala giochi (200 lire a cabinato) dove il titolare nascondeva con ogni mezzo possibile le macchinette del poker perché illegali: scabuzzini piccolissimi da un metro, interuttori per swichare da videogioco a poker e viceversa, tutto era nascosto ...
Adesso sono legalizzati e non solo perché oltre a trovarli in ogni posto, tabacchi, supermercati e altri luoghi affollati fanno pure pubblicità in tv..... evviva l'Italia

#12
Dech

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Quando ero piccolo ci si andava in sala giochi (200 lire a cabinato) dove il titolare nascondeva con ogni mezzo possibile le macchinette del poker perché illegali: scabuzzini piccolissimi da un metro, interuttori per swichare da videogioco a poker e viceversa, tutto era nascosto ...
Adesso sono legalizzati e non solo perché oltre a trovarli in ogni posto, tabacchi, supermercati e altri luoghi affollati fanno pure pubblicità in tv..... evviva l'Italia

 

 

Le macchinette del poker sono diverse dal poker online e da quello al tavolo, sono slot camuffate ;). E andrebbero bruciate assieme alle VLT.

 

Ovviamente, chi vuole giocare deve sapere dove puó farlo a norma di legge e dovrebbe essere concesso un minimo di pubblicitá (non in tv e non sui social) agli operatori legali a patto che ci siano campagne di sensibilizzazione VERE (questi si in tv e sui social) e che si dia importanza nelle scuole (e sui social, visto che la gente a scuola sta con lo smartphone in mano) al calcolo delle probabilitá.

La guerra andava fatta in primis a lotto e gratta e "vinci", ma rappresentando una delle entrate piú alte dello Stato si é deciso di chiudere gli occhi, bendarsi e urlare "LALALALALALA"


Modificata da Dech, 18 September 2018 - 09:51 AM.


#13
Barone Molotov

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Onestamente un po' mi stupisce: l'Italia solitamente nel trattare tema della dipendenza e del gambling è abbastanza attenta quando c'è da muoversi a livello internazionale/WHO/ecc. Per dire noi sul consumo di tabacco nei luoghi pubblici e negli uffici ci siamo arrivati prima di molti altri. Probabilmente l'argomento gaming è ancora percepito come marginale, una cosa da bambini e bamboccioni che non merita il tempo e le attenzioni della politica. Triste. Bisognerà aspettare il solito servizio delle Iene grossolano, mistificatore e fatto con i piedi prima che se ne parli pure qui.

#14
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Onestamente un po' mi stupisce: l'Italia solitamente nel trattare tema della dipendenza e del gambling è abbastanza attenta quando c'è da muoversi a livello internazionale/WHO/ecc. Per dire noi sul consumo di tabacco nei luoghi pubblici e negli uffici ci siamo arrivati prima di molti altri. Probabilmente l'argomento gaming è ancora percepito come marginale, una cosa da bambini e bamboccioni che non merita il tempo e le attenzioni della politica. Triste. Bisognerà aspettare il solito servizio delle Iene grossolano, mistificatore e fatto con i piedi prima che se ne parli pure qui.

Il non fumare nei luoghi pubblici è arrivato prima negli USA (come tutto tra l'altro...), anzi in piccoli Paesi era vietata la vendita di sigarette, rassegnatevi in Italia arriva tutto dopo complice anche la burocrazia del piffero che ci sommerge.

#15
Barone Molotov

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Il non fumare nei luoghi pubblici è arrivato prima negli USA (come tutto tra l'altro...), anzi in piccoli Paesi era vietata la vendita di sigarette, rassegnatevi in Italia arriva tutto dopo complice anche la burocrazia del piffero che ci sommerge.


Onestamente credo che tu ti sbagli, anche perchè è competenza degli Stati e non federale. Ci sono tuttora Stati molto permissivi e altri che sono intervenuti negli anni '90 come la California. Noi del 2003 prima di molti altri Stati e già dagli anni 70 vietiamo le pubblicità di prodotti con tabacco. Cosa che molti Paesi europei -legittimamente, per carità- non fanno. Quindi no, l'Italia è stato indubbiamente uno dei più celeri sul tema in Europa. Prima di Regno Unito, Francia e Spagna. Anche per il labeling abbiamo iniziato prima di molti altri Paesi. Poi non mi risultano Stati con divieto di vendere tabacco, che comunque non mi sembra una policy particolarmente sveglia.




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