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Roma, la recensione: l'arte e la vita s'incontrano, diventando indistinguibili


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Questa discussione ha avuto 14 risposte

#1
Cinematografo

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Roma, la recensione: l'arte e la vita s'incontrano, diventando indistinguibili
Alfonso Cuaròn usa sguardo e tecnica per portarci indietro nel tempo, in una Città del Messico poetica e brutale in cui vita e arte s'incontrano.
..
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#2
kPaink

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Ottimo articolo.
Vorrei anche chiedere delucidazioni per quanto riguarda l'uscita in sala, sarà possibile vederlo in Italia? Se si quando?

Modificata da kPaink, 31 August 2018 - 11:13 AM.


#3
Deatheater785

Deatheater785
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Ottimo articolo.
Vorrei anche chiedere delucidazioni per quanto riguarda l'uscita in sala, sarà possibile vederlo in Italia? Se si quando?


Grazie per i complimenti, ieri Netflix ha confermato che l'uscita di Roma avverrà il 14 dicembre, probabilmente sia al cinema che in streaming (anche se la visione su grande schermo è assolutamente consigliata).

Modificata da Deatheater785, 31 August 2018 - 11:21 AM.


#4
Prometheo

Prometheo
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Bene, non mi aspettavo nulla di meno. Complimenti per la recensione.

#5
Gippo73

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Ecco , adesso sono ancora più impaziente! Complimenti per la recensione, sappiate che voi che andate a Venezia godete di tutta la mia invidia :rosik:

#6
Alessio Sabia

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Eh niente le recensioni di Everyeye credo siano le migliori che abbia mai letto in giro sul web, riescono a farti immergere a pieno in un film senza nemmeno averlo visto, ogni volta che ne leggo una di un film che mi interessa, una volta finita rimango sempre qualche secondo fermo per quanto mi colpiscono! :smile-33: Detto questo a causa dell'uscita limitata, non credo riuscirò a vederlo in sala, e questo mi rammarica parecchio, a meno che non mi voglia fare 70 km in macchina per 55 minuti abbondanti da dove sono io, fino probabilmente a Bari, dove credo il film arriverà, dove fra biglietto e benzina se ne andrà un patrimonio, che dire, grazie di cuore Netflix.

#7
Luca Ceccotti

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Eh niente le recensioni di Everyeye credo siano le migliori che abbia mai letto in giro sul web, riescono a farti immergere a pieno in un film senza nemmeno averlo visto, ogni volta che ne leggo una di un film che mi interessa, una volta finita rimango sempre qualche secondo fermo per quanto mi colpiscono! :smile-33: Detto questo a causa dell'uscita limitata, non credo riuscirò a vederlo in sala, e questo mi rammarica parecchio, a meno che non mi voglia fare 70 km in macchina per 55 minuti abbondanti da dove sono io, fino probabilmente a Bari, dove credo il film arriverà, dove fra biglietto e benzina se ne andrà un patrimonio, che dire, grazie di cuore Netflix.


Su questa di Roma di Aurelio, impossibile restare indifferenti.
Detto questo, da redattore cinema, ti ringrazio per i complimenti generali e felice ti colpiscano così tanto le recensioni del sito.

#8
Deatheater785

Deatheater785
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Eh niente le recensioni di Everyeye credo siano le migliori che abbia mai letto in giro sul web, riescono a farti immergere a pieno in un film senza nemmeno averlo visto, ogni volta che ne leggo una di un film che mi interessa, una volta finita rimango sempre qualche secondo fermo per quanto mi colpiscono! :smile-33:


Grazie mille Alessio, non potevi farmi e farci un complimento migliore. Peccato non riuscire a vederlo al cinema, ma è anche a questo che serve Netflix, a rendere i film disponibili a tutti, al di là dello spazio...

#9
Alessio Ferraiuolo

Alessio Ferraiuolo
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Eh niente le recensioni di Everyeye credo siano le migliori che abbia mai letto in giro sul web, riescono a farti immergere a pieno in un film senza nemmeno averlo visto, ogni volta che ne leggo una di un film che mi interessa, una volta finita rimango sempre qualche secondo fermo per quanto mi colpiscono! :smile-33: Detto questo a causa dell'uscita limitata, non credo riuscirò a vederlo in sala, e questo mi rammarica parecchio, a meno che non mi voglia fare 70 km in macchina per 55 minuti abbondanti da dove sono io, fino probabilmente a Bari, dove credo il film arriverà, dove fra biglietto e benzina se ne andrà un patrimonio, che dire, grazie di cuore Netflix.


Grazie per il complimento, davvero gradito!

#10
American horizon

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Ma perché si chiama Roma?

#11
Frank_West

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Ma perché si chiama Roma?

 

E' il nome di un quartiere borghese di Città del Messico.



#12
Ampe

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Visto ieri sera. Bellissimo

#13
Alan Wake

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Visto ieri sera, e purtroppo ne sono rimasto deluso!  :smile-20:  (cè qualche piccolo spoiler, consiglio di leggere dopo averlo visto)

 

Roma - recensione by Alan Wake

 

dal trailer sembrava un film epico ed imponente oltre che struggente, purtroppo e solo il fantasma di tutto ciò, Roma è solo un a specie di docu-film smil neo-realista e ricordi d'infazia del regista, dove non succede niente di ecclatante o sconvolgente per rcirca il 90% del film, l'unica scena che smuove qulcosa è quella del parto, ma di brutalità ce ne davvero poca, una coppia benestante che si sepra, un pezzo di MeXXX fissato con le arti marziali dal pisello in bella mostra svolazzante che abbandona una povera ragazza (serva dei signori) messa incinta al primo incontro e che non è mai stata prima con nessun altro, sono tutte vicende che sono successe a migliai e migliai di persone nel mondo ed ogni epoca, dove sarebbe il dramma e la  sua l'eccezionalità? solo un prestesto per un bel esercizio di stile?

 

una reppresentazione a metà tra il documentario, dove gli attori non gurdano mai in camera, ed il cinema l'essai, una sorta di neo-realismo moderno con un aproccio un pò assettico qusi da film d'autore nordico per la maggior parte del film, istanti di vità reale nella banalità del vivere quotidiano catturati e riassunti attraverso il mezzo cinematografico e le abili mani di Alfosno, storia banalissima infarcita da un paio di eventi drammatici o "storici" (indireti-diretti), della durata complessiva di di circa 15 minuti su un totale di circa 125 min, titoli di coda compresi con tre aerei di linea passanti nel cielo, aaa che poesia..! l'areo sarebbe la metafora di un infxxxx che è mxxxx ed è volato in cxxx, mentre il passare lo straccio per pulire l'uscio di casa, è una metafora del "lavare i pecatti dell'uomo", originali e non, cosi come l'accostamento tra la scena iniziale dell'acqua che scorre sul pavimento a quella delle onde nel mare sulla siaggia, vuole ricordare che tutto passa, che tutto passa, e vita e morte sono indissulubilmente legate l'una a altra.

 

Cuaròn ha deciso di fare questo film di contenuto essenziale e ricordi d'infanzia, utlizzando la sua abilità registica e tecniche ed uno uso totale delle eccellenti camaere digiatali ALEXA 65 (65mm digital camera By ARRI) del  dolby-vision ed un ottimo mix audio in dolby-atmos, con un sub tavolta un pò incontrollato-inpreciso (terremoto) o ecessivo (onde del mar), da risultare forzato e scollato dallo spazio sonoro, il tutto in ottimo bianco e nero, con molte sfumature di grigio-luce, e ben poche ombre, senza alcun dubbio un eccellente confezione, che regala un eccellente dettaglio, pulizia assoluta ed alcune panoramiche davvero impressionanti (tipo quella dei Cactus) e con la quasi totale assenza di primi piani, l'opposto del cinema americano per intenderci, ed un ritmo narrativo quasi da fiction televisiva di ottima qualità da 8-10 puntate, ma che qui dura meno di 2 ore e 15 minuti, ma che bastano ampiamente a raccontare questa breve storia che si poteva riassumere in 50-60 minuti, eliminado numerose scene inutili e lungaggini estetiche, lo stile è forse fin troppo realistico, ma non poi cosi crudo, il tutto da sembrare a tutti gli efetti una sorta d'occhio del grande fratello meno invadente, e senza l'uso dello zoom, che osserva come un fantasma una simulazione-ricostruzione di attimi di vita reale, di banale quatidiana, con due o tre eventi di maggior effetto e drammaticità, ma niente di sconvolgente, si è visto anche al cinema molto più in ogni ambito dal dramma alla crudezza delle immagini, senza giocarsi la carta del bimbo infante indifeso, per strappare a tutti costi la lacrima, lacrma che ha me non mi si è sbloccata, quasi riusciro, ma si è fermarta, perchè cose del genere sono sempre accadute, la fatalità nella sfortuna, l'ulteriore dramma è pronto dietro l'angolo, anche quando le cose già vanno male, succede ad un sacco di persone, di avere sfortune consecutive, anche peggiori di quelle precedenti, o in ambiti diversi, e per chi non avuto una vita facile, un film come questo è solo un modo per rattristarsi ed annoiarsi, non ci voleva un regista a farcelo notare Cuaròn, questà è la vita, per la gente comune, spesso fà schifo.

 

gli attori sono bravi emolto naturali, in particolare la protagonista Cleo, bene anche i bambini, Cleo è un introversa una donna fragile ma non troppo, coraggiosa a suo modo nei suoi limiti, soprattutto nei momenti difficili, ci si aspetterebbe un più di fuegò, siamo in Mexico, ed invece si preferisce i silenzi ed non detti, non cè un libero sfogo neppure nel cofronto diretto da tra in contrapposti, quindi non è facile entrare in empatia con i personaggi, il regista non fà quasi nulla per far piacere i personaggi, neppure quelli femminili, seppur con essi si è voluto donargli una maggiore dignità e compostezza, dove gli uomini al cofronto sono rappresentati come degli esseri infimi o ridicoli, tra il fenomeno da baraccone, fanatici, fancazzisti o libertini inresponsabili, uno spot peggiore per gli umini mexicani Cuaròn non poteva farlo, sarà adottato dall'estero?

 

mi chiedo se questo film, senza le sue qualità tecniche (fotografia interamente in Alexa 65), un colosso come Netflix dietro, ed un nome come quello di Alfonso Cuaròn, regista premio Oscar per Gravity, (dove viene in maniera piuttosto evidente citato), che è senza dubbio uno dei mie 5 registi preferiti, ho la sensazione che pochi se lo sarebbe filato, salvo la critica d'elite ed in qualche piccolo festival che gli avrebbe dato qulche premio, ma se questo è il migliore film dell'anno, allora il cinema mondiale è messo davvero male, molto male, se basta questo per fare un capolavoros assoluto, che non teme il tempo, ma che sostanza è meno appagante ed avvincente di un'ottima  fiction come l'Amica Geniale, che reputo molto più godibile e di maggiore impatto del film di Cuaròn, e solo sul lato tecnico/fotografico è superiore alla fiction co-prodotta da Rai-HBO.

 

Roma è un film fin troppo personale, fatto solo per lo sfizio di farlo, ed ora che Alfonso è diventato famoso e pagato profumatamente, lo ha potuto realizzare, grazi anche ad una abile strategia di Netflix, per farsi sdoganare-leggitimare dalla critica Marzulliana, producendo un pò di cinema d'autore, come l'ultima opera incompiuta del grande e tormentato Orson Welles, con anessa proposizione nelle sale, hanno trovato il modo di far calare le brage ai critici ad al pubblicco d'elite ed intellettuali che vivono nella Roma bene, nei quartieri tipo Parioli, e Roma è stato il principale grimaldello di questa operazione, e a quanto pare ci sono cascati qusi tutti in pieno!
 
La tematica trattata e fin troppo ridotta all'osso, e con pochissimo momenti riflessivi, perchè il film deve andare avanti ed avere una conclusione, il tutto seppur in una bellissima cornice, forse un pò statica-morta, salvo i belli piano sequenza nel 80% dei casi sempre in orizontale verso sinistra o verso destra, il tutto risluta un pò noiso, come una natura morta in bianco e grigi, che viene ridotta solo nell'attesa che succeda qualcosa di grosso, inanspettato, sconvolgente, e devastante per l'animo anche più duro, ed invece non succede quasi niente per oltre 90% del film, per quale motivo ci dovrebbe entusiasmare, nel vedere pulire le merde di cane in 65mm (cinemascope), o il pissello di un cretino-vigliacco, non basta solo il nome o lo stile di grande regista, buoni attori da documentario, per fare un capolavoro assoluto, perchè la vità quella reale, è molto più drammatica, crudele ed inaspetata di ciò che viene mostrato nelle due ore e un quarto circa, e non ce bisogno di andare tornare negli anni 70', ne in Messico o nel basso Medioevo, basta solo adesso entrare nella vita delle persone, famiglie, madri, padri, bambini, che soffrono le pene dell'inferno in terra, vedere il loro quatidiano incubo ad occhi a aperti! ed allora il film di Cuaròn apparari più come una favolettà dolce amara da prima sera su Rai 3 al cofronto.
 
A tal punto, meglio tornare a vedere "Umberto D" o "Ladri di Biciclette", che nonostante i mezzi tecnici limitatissimi dell'epoca, e la veneranda età alle loro spalle, riescono ancora oggi a smuovere le corde anche più dure dell'animo umano, più di quanto non riesca a fare un ricamato "Roma" nello splendore 65mm/DolbyVison, in questo film la poesia non cè, e solo presunta, oltre che spicciola, non cè alcuni approfindimento su qualle che accade, ne a livello spicologioco ne a livello storico, tutto accade e passa, vi è solo un bella forma nel mod in cui ciò è mostrato, e che riesce ad ingannare il 90% dei cosidetti "esperti" di arte cinematografica, ed in questo tanto di cappello a Cuaròn, ma in Cuor mio spero che torni presto a fare i suoi bei film come una volta, dove può essere libero di mostrare tutte le sue abilità senza ingessature di una storia fin troppo piccola, con nuove tematiche e soggetti ineteressanti, magari un film storico, o un ritorno alla fantastico, mettendo da parte i suoi ricordi d'infanzia, una volta può bastare.

 

 

Ps: nella recensione cè un errore tecnico, Roma è stato catturato interamente con ALEXA 65 = la migliore camera "Digitale professionale" per il cinema ad oggi, che ha esoridito con "The Revenant" di Iñárritu, non cè nessuna pellicola per il girato di Roma, cattura/postprocessing/grading e montaggio, sono interamente in digitale, salvo forse qualche copia che si conta sulle dita di una mano in formato di stampa 70mm, per le pochissime sale attrezzate, tipo l'Arcadia sala Energia o Cineteca di Bologna, dotate di proiettore 70mm, ma che non può reggere il cofronto con il master DI 4K, essendo il giarato "negativo" un master RAW di cattura digitale a 6.5K

 

Camera ARRI Rental ALEXA 65, Prime 65 Lenses Negative Format ARRIRAW Cinematographic Process ARRIRAW (6.5K) (source format) 
Digital Intermediate (4K) (master format) Printed Film Format 
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Modificata da Alan Wake, 02 January 2019 - 03:37 PM.


#14
Van Heert

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Visto ieri sera, e purtroppo ne sono rimasto deluso! :smile-20: (cè qualche piccolo spoiler, consiglio di leggere dopo averlo visto)
Roma - recensione by Alan Wake
dal trailer sembrava un film epico ed imponente oltre che struggente, purtroppo e solo il fantasma di tutto ciò, Roma è solo un a specie di docu-film smil neo-realista e ricordi d'infazia del regista, dove non succede niente di ecclatante o sconvolgente per rcirca il 90% del film, l'unica scena che smuove qulcosa è quella del parto, ma di brutalità ce ne davvero poca, una coppia benestante che si sepra, un pezzo di MeXXX fissato con le arti marziali dal pisello in bella mostra svolazzante che abbandona una povera ragazza (serva dei signori) messa incinta al primo incontro e che non è mai stata prima con nessun altro, sono tutte vicende che sono successe a migliai e migliai di persone nel mondo ed ogni epoca, dove sarebbe il dramma e la sua l'eccezionalità? solo un prestesto per un bel esercizio di stile?
una reppresentazione a metà tra il documentario, dove gli attori non gurdano mai in camera, ed il cinema l'essai, una sorta di neo-realismo moderno con un aproccio un pò assettico qusi da film d'autore nordico per la maggior parte del film, istanti di vità reale nella banalità del vivere quotidiano catturati e riassunti attraverso il mezzo cinematografico e le abili mani di Alfosno, storia banalissima infarcita da un paio di eventi drammatici o "storici" (indireti-diretti), della durata complessiva di di circa 15 minuti su un totale di circa 125 min, titoli di coda compresi con tre aerei di linea passanti nel cielo, aaa che poesia..! l'areo sarebbe la metafora di un infxxxx che è mxxxx ed è volato in cxxx, mentre il passare lo straccio per pulire l'uscio di casa, è una metafora del "lavare i pecatti dell'uomo", originali e non, cosi come l'accostamento tra la scena iniziale dell'acqua che scorre sul pavimento a quella delle onde nel mare sulla siaggia, vuole ricordare che tutto passa, che tutto passa, e vita e morte sono indissulubilmente legate l'una a altra.
Cuaròn ha deciso di fare questo film di contenuto essenziale e ricordi d'infanzia, utlizzando la sua abilità registica e tecniche ed uno uso totale delle eccellenti camaere digiatali ALEXA 65 (65mm digital camera By ARRI) del dolby-vision ed un ottimo mix audio in dolby-atmos, con un sub tavolta un pò incontrollato-inpreciso (terremoto) o ecessivo (onde del mar), da risultare forzato e scollato dallo spazio sonoro, il tutto in ottimo bianco e nero, con molte sfumature di grigio-luce, e ben poche ombre, senza alcun dubbio un eccellente confezione, che regala un eccellente dettaglio, pulizia assoluta ed alcune panoramiche davvero impressionanti (tipo quella dei Cactus) e con la quasi totale assenza di primi piani, l'opposto del cinema americano per intenderci, ed un ritmo narrativo quasi da fiction televisiva di ottima qualità da 8-10 puntate, ma che qui dura meno di 2 ore e 15 minuti, ma che bastano ampiamente a raccontare questa breve storia che si poteva riassumere in 50-60 minuti, eliminado numerose scene inutili e lungaggini estetiche, lo stile è forse fin troppo realistico, ma non poi cosi crudo, il tutto da sembrare a tutti gli efetti una sorta d'occhio del grande fratello meno invadente, e senza l'uso dello zoom, che osserva come un fantasma una simulazione-ricostruzione di attimi di vita reale, di banale quatidiana, con due o tre eventi di maggior effetto e drammaticità, ma niente di sconvolgente, si è visto anche al cinema molto più in ogni ambito dal dramma alla crudezza delle immagini, senza giocarsi la carta del bimbo infante indifeso, per strappare a tutti costi la lacrima, lacrma che ha me non mi si è sbloccata, quasi riusciro, ma si è fermarta, perchè cose del genere sono sempre accadute, la fatalità nella sfortuna, l'ulteriore dramma è pronto dietro l'angolo, anche quando le cose già vanno male, succede ad un sacco di persone, di avere sfortune consecutive, anche peggiori di quelle precedenti, o in ambiti diversi, e per chi non avuto una vita facile, un film come questo è solo un modo per rattristarsi ed annoiarsi, non ci voleva un regista a farcelo notare Cuaròn, questà è la vita, per la gente comune, spesso fà schifo.
gli attori sono bravi emolto naturali, in particolare la protagonista Cleo, bene anche i bambini, Cleo è un introversa una donna fragile ma non troppo, coraggiosa a suo modo nei suoi limiti, soprattutto nei momenti difficili, ci si aspetterebbe un più di fuegò, siamo in Mexico, ed invece si preferisce i silenzi ed non detti, non cè un libero sfogo neppure nel cofronto diretto da tra in contrapposti, quindi non è facile entrare in empatia con i personaggi, il regista non fà quasi nulla per far piacere i personaggi, neppure quelli femminili, seppur con essi si è voluto donargli una maggiore dignità e compostezza, dove gli uomini al cofronto sono rappresentati come degli esseri infimi o ridicoli, tra il fenomeno da baraccone, fanatici, fan[Censura]sti o libertini inresponsabili, uno spot peggiore per gli umini mexicani Cuaròn non poteva farlo, sarà adottato dall'estero?
mi chiedo se questo film, senza le sue qualità tecniche (fotografia interamente in Alexa 65), un colosso come Netflix dietro, ed un nome come quello di Alfonso Cuaròn, regista premio Oscar per Gravity, (dove viene in maniera piuttosto evidente citato), che è senza dubbio uno dei mie 5 registi preferiti, ho la sensazione che pochi se lo sarebbe filato, salvo la critica d'elite ed in qualche piccolo festival che gli avrebbe dato qulche premio, ma se questo è il migliore film dell'anno, allora il cinema mondiale è messo davvero male, molto male, se basta questo per fare un capolavoros assoluto, che non teme il tempo, ma che sostanza è meno appagante ed avvincente di un'ottima fiction come l'Amica Geniale, che reputo molto più godibile e di maggiore impatto del film di Cuaròn, e solo sul lato tecnico/fotografico è superiore alla fiction co-prodotta da Rai-HBO.
Roma è un film fin troppo personale, fatto solo per lo sfizio di farlo, ed ora che Alfonso è diventato famoso e pagato profumatamente, lo ha potuto realizzare, grazi anche ad una abile strategia di Netflix, per farsi sdoganare-leggitimare dalla critica Marzulliana, producendo un pò di cinema d'autore, come l'ultima opera incompiuta del grande e tormentato Orson Welles, con anessa proposizione nelle sale, hanno trovato il modo di far calare le brage ai critici ad al pubblicco d'elite ed intellettuali che vivono nella Roma bene, nei quartieri tipo Parioli, e Roma è stato il principale grimaldello di questa operazione, e a quanto pare ci sono cascati qusi tutti in pieno!

La tematica trattata e fin troppo ridotta all'osso, e con pochissimo momenti riflessivi, perchè il film deve andare avanti ed avere una conclusione, il tutto seppur in una bellissima cornice, forse un pò statica-morta, salvo i belli piano sequenza nel 80% dei casi sempre in orizontale verso sinistra o verso destra, il tutto risluta un pò noiso, come una natura morta in bianco e grigi, che viene ridotta solo nell'attesa che succeda qualcosa di grosso, inanspettato, sconvolgente, e devastante per l'animo anche più duro, ed invece non succede quasi niente per oltre 90% del film, per quale motivo ci dovrebbe entusiasmare, nel vedere pulire le merde di cane in 65mm (cinemascope), o il pissello di un cretino-vigliacco, non basta solo il nome o lo stile di grande regista, buoni attori da documentario, per fare un capolavoro assoluto, perchè la vità quella reale, è molto più drammatica, crudele ed inaspetata di ciò che viene mostrato nelle due ore e un quarto circa, e non ce bisogno di andare tornare negli anni 70', ne in Messico o nel basso Medioevo, basta solo adesso entrare nella vita delle persone, famiglie, madri, padri, bambini, che soffrono le pene dell'inferno in terra, vedere il loro quatidiano incubo ad occhi a aperti! ed allora il film di Cuaròn apparari più come una favolettà dolce amara da prima sera su Rai 3 al cofronto.

A tal punto, meglio tornare a vedere "Umberto D" o "Ladri di Biciclette", che nonostante i mezzi tecnici limitatissimi dell'epoca, e la veneranda età alle loro spalle, riescono ancora oggi a smuovere le corde anche più dure dell'animo umano, più di quanto non riesca a fare un ricamato "Roma" nello splendore 65mm/DolbyVison, in questo film la poesia non cè, e solo presunta, oltre che spicciola, non cè alcuni approfindimento su qualle che accade, ne a livello spicologioco ne a livello storico, tutto accade e passa, vi è solo un bella forma nel mod in cui ciò è mostrato, e che riesce ad ingannare il 90% dei cosidetti "esperti" di arte cinematografica, ed in questo tanto di cappello a Cuaròn, ma in Cuor mio spero che torni presto a fare i suoi bei film come una volta, dove può essere libero di mostrare tutte le sue abilità senza ingessature di una storia fin troppo piccola, con nuove tematiche e soggetti ineteressanti, magari un film storico, o un ritorno alla fantastico, mettendo da parte i suoi ricordi d'infanzia, una volta può bastare.
Ps: nella recensione cè un errore tecnico, Roma è stato catturato interamente con ALEXA 65 = la migliore camera "Digitale professionale" per il cinema ad oggi, che ha esoridito con "The Revenant" di Iñárritu, non cè nessuna pellicola per il girato di Roma, cattura/postprocessing/grading e montaggio, sono interamente in digitale, salvo forse qualche copia che si conta sulle dita di una mano in formato di stampa 70mm, per le pochissime sale attrezzate, tipo l'Arcadia sala Energia o Cineteca di Bologna, dotate di proiettore 70mm, ma che non può reggere il cofronto con il master DI 4K, essendo il giarato "negativo" un master RAW di cattura digitale a 6.5K
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Vabbè ma l'hai demolito manco fosse tv spazzatura, dai! XD il film non ti è piaciuto e ci sta! rispetto la tua opinione perchè hai dato delle motivazioni, alcune delle quali condivisibili, ad esempio quando affermi che probabilmente qualche scena in meno avrebbe giovato, sono d'accordo. Oppure quando dici che la trama pecca di originalità (effettivamente sa di già visto). Io sono dell'opinione però che l'originalità in un film è importante fino ad un certo punto, conta di più il modo in cui viene raccontata una storia, e quì Cuaron lo fa in modo ineccepibile. Grazie al suo stile ed all'utilizzo maestoso della fotografia riesce infatti a centrare il punto del film, ovvero quello di trasmettere emozioni. Se poi a te come qualcun'altro non abbia detto nulla a livello emotivo, allora si va sul personale e non avrei nulla da dire. D'altro canto si sta parlando di un film non per tutti, molto intimo. Per me il bello del film stà proprio in questo, nel raccontare la "banalità" della vita quotidiana, fatta di momenti, silenzi, percezioni, frasi non dette ed emozioni non espresse (come quelle della protagonista). Sta nel parlare in maniera velata di vita, morte, rinascita e cambiamento, senza ricadere nel solito clichè da cinema americano fatto di colpi di scena e reazioni irrealistiche da parte dei personaggi. Ci tengo ad aggiungere inoltre che non credo che Cuaron abbia voluto ingannare il 90% degli spettatori come affermi tu, puntando solamente sulla tecnica per mascherare eventuali mancanze in questo film. Significherebbe che l'intera critica mondiale, che tanto lo ha elogiato, in realtà sia caduta nel tranello del regista ed abbia valutato in maniera errata la pellicola. Converrai con me che si tratta di un ipotesi altamente improbabile. Infatti è proprio attraverso l'utilizzo del bianco e nero, degli effetti di luce, del montaggio e della maestosa fotografia che Cuaron ha potuto esprimere al meglio ciò che aveva da raccontare. L'arte nel cinema consiste anche in questo, la trama non deve necessariamente essere il fattore principale, sai quanti "plotless" esistono nella storia del cinema? prendi Eraserhead di Lynch, Clerks di Kevin Smith, o il recente Mad Max: Fury Road, il cinema è anche questo, il saper trasmettere qualcosa attraverso la tecnica anche quando non c'è nulla o quasi da raccontare. Quello che voglio dire, per concludre, è che non stiamo parlando sicuramente di un capolavoro immenso, infatti non è un film perfetto, ma neanche una mezza ciofeca come fai passare tu, un pò di obiettività in più non guasterebbe ;)


Modificata da Van Heert, 14 February 2019 - 02:39 AM.


#15
Alan Wake

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Vabbè ma l'hai demolito manco fosse tv spazzatura, dai! XD il film non ti è piaciuto e ci sta! rispetto la tua opinione perchè hai dato delle motivazioni, alcune delle quali condivisibili, ad esempio quando affermi che probabilmente qualche scena in meno avrebbe giovato, sono d'accordo. Oppure quando dici che la trama pecca di originalità (effettivamente sa di già visto). Io sono dell'opinione però che l'originalità in un film è importante fino ad un certo punto, conta di più il modo in cui viene raccontata una storia, e quì Cuaron lo fa in modo ineccepibile. Grazie al suo stile ed all'utilizzo maestoso della fotografia riesce infatti a centrare il punto del film, ovvero quello di trasmettere emozioni. Se poi a te come qualcun'altro non abbia detto nulla a livello emotivo, allora si va sul personale e non avrei nulla da dire. D'altro canto si sta parlando di un film non per tutti, molto intimo. Per me il bello del film stà proprio in questo, nel raccontare la "banalità" della vita quotidiana, fatta di momenti, silenzi, percezioni, frasi non dette ed emozioni non espresse (come quelle della protagonista). Sta nel parlare in maniera velata di vita, morte, rinascita e cambiamento, senza ricadere nel solito clichè da cinema americano fatto di colpi di scena e reazioni irrealistiche da parte dei personaggi. Ci tengo ad aggiungere inoltre che non credo che Cuaron abbia voluto ingannare il 90% degli spettatori come affermi tu, puntando solamente sulla tecnica per mascherare eventuali mancanze in questo film. Significherebbe che l'intera critica mondiale, che tanto lo ha elogiato, in realtà sia caduta nel tranello del regista ed abbia valutato in maniera errata la pellicola. Converrai con me che si tratta di un ipotesi altamente improbabile. Infatti è proprio attraverso l'utilizzo del bianco e nero, degli effetti di luce, del montaggio e della maestosa fotografia che Cuaron ha potuto esprimere al meglio ciò che aveva da raccontare. L'arte nel cinema consiste anche in questo, la trama non deve necessariamente essere il fattore principale, sai quanti "plotless" esistono nella storia del cinema? prendi Eraserhead di Lynch, Clerks di Kevin Smith, o il recente Mad Max: Fury Road, il cinema è anche questo, il saper trasmettere qualcosa attraverso la tecnica anche quando non c'è nulla o quasi da raccontare. Quello che voglio dire, per concludre, è che non stiamo parlando sicuramente di un capolavoro immenso, infatti non è un film perfetto, ma neanche una mezza ciofeca come fai passare tu, un pò di obiettività in più non guasterebbe ;)


Il pragone tra film come Mad Max: FR o Lynch, con Roma non calza proprio

 

Fury Road è un film di puro intrattenimento e di certo non aveva la pretesa d'apparire come capolavoro annunciato, fatto appositamente per strizzare l'occhio ai critici "autoreferenziali" tradizionali, mentre "Clerks" è una commedia originale e divertente fatta con pochissimi soldi, che ha fatto scoprire alcuni talenti, un primo esempio di buon cinema indipendente americano, per quanto riguarda Eraserhead di Lynch. è una sorta di "Alice nel paese delle meraviglie" moderno, dove la tana del bianconiglio porta nei meandri più scuri e insidiosi della mente umana, un incubo della mente del visionario regista, il suo cinema è spesso incompreso e mal digerito dalle masse, nessuna delle due opere si può raffrontare su ciò che è Roma.

 

Ci sono ben altri film dove le immagini sono il centro dell'opera in tutta la loro potenza, che hanno una visionarietà che Roma non ha, per qunto abbia alcune belle inqudrature tipo il 15-20% del film, gran parte del merito è della Alexa 65, con qualche piano sequeza orizzontale, l'uso intelligente della macchiana da prese, che da Cuaron è il minimo sindacale, basta vedere come usa la macchina da presa in maniera magistrale in "Gravity" o nelle sequenze finali in 2stedy" di "I figli degli uomini", sembra che la ciritca abbia visto per la prima volta un suo film, il passaggio al bianco e nero deve averli provocato un orgasmo celebrale che gli scombusolato i sensi.. a parte la scena del parto, non cè nulla di cui vale la pena ricordare di questo film, non basta quella seqeunza, a fare di Roma un capolavoro, ne un grande film da mostrare ai posteri, ma un costoso e ben confezionato docu-film, bel "giocattolo dei suoi ricordi d'infanzia".

Con la mia critica non sto sto dicendo che Roma è una schifezza immonda, ma non vi ho visto nulla che mi abbia fatto gridare al capolavoro irrinunciabile, di cui alcuni critici parlano.

Apesso i critici, hanno preso delle cantonate pezzesche, demolendo certi film che sono risultati "incompresi" o "troppo avanti", che anni dopo sono stati rivalutati a film di culto, solo per fare qualche esempio: PsychoApocalypse Now, L'esorcista, Alien, HalloweenFight Club o Shining, film diventati un modello di riferimento, furono distrutti dalla critica, è capitato in svariate occasioni nella storia del Cinema che la cosidetta "critica" nota, tra i quali mancati registi o attori, elogi quasi alla nausea certi film fin dalla loro prima visione, me che poi in raltà ad un'occhio attento, si rivelano solo un grosso "raffinato" inganno, e questo è propio il caso di Roma, è il tipico esempio di film immediatamente sopravvalutato dai falsi o presunti tali intenditori di Cinema, che fatalmente sedotti, dal suo involucro tanto maliardo e cupidamente accattivante, hanno perso poi di vista l'essenza stessa del concetto profondo d'Arte cinematografica, Roma è un film impregnato di piacevole estetismo. non è estetizzante alla maniera alle volte insopportabile di un Sorrentino, ma per certi versi, in questo grondante, suo sfacciato ed esibito, luccicante flusso d'immagini formalmente e tecnicamente impeccabili, lindamente nitidissime, rimane purtroppo un evanescente, infecondo film che nasconde, dietro l'adescante stratagemma dl porsi come un adorabile "oggetto", ludicamente meraviglioso a vedersi, ma di un'inconsistenza pressoché lampante, che fà sembrare "Gravity" un quasi Shakespeare al confronto.


Modificata da Alan Wake, 02 April 2019 - 02:19 PM.





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