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The House that Jack Built, recensione del film di Lars von Trier


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Questa discussione ha avuto 4 risposte

#1
Cinematografo

Cinematografo
  • EyeFicionados Supreme

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  • Gruppo: Newser Ufficiale
  • Messaggi: : 40259
The House that Jack Built, recensione del film di Lars von Trier
Il regista danese torna in sala con un thriller disperato e violento, che contiene anche la summa del suo cinema.
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#2
Gippo73

Gippo73
  • HardBlackEye

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  • Gruppo: [Mod]Moderatore
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Max e tu non sei scappato???? :asd:
Von Trier va preso così com'è o è meglio non prenderlo. Eccessivo e estremo e senza freni.
Complimenti per la recensione.
Non ricordo , ma per chi avrebbe dovuto fare la serie?

#3
Max Borg

Max Borg
  • Little Eye Fan

  • Stelletta
  • Gruppo: Utente
  • Messaggi: : 90

Max e tu non sei scappato???? :asd:
Von Trier va preso così com'è o è meglio non prenderlo. Eccessivo e estremo e senza freni.
Complimenti per la recensione.
Non ricordo , ma per chi avrebbe dovuto fare la serie?


Per chi non so se era precisato, so solo che all'inizio doveva essere un progetto TV.

#4
giangixz

giangixz
  • Normal Eye Fan

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  • Messaggi: : 345
..non sono molto d'accordo con il recensore. In primo luogo perché l'obbiettivo del regista non è quello di raccontare il percorso di una "mente malata" anzi, la storia del personaggio diventa pretesto per presentare allo spettatore una precisa visione filosofica del mondo, che poi è la visione del regista stesso. E non c'è assolutamente nessun giudizio morale da parte sua rispetto alle azioni di Jack, piuttosto un evidente e dichiarato compiacimento, grazie al quale il regista dà luogo a una serie di scene dense di un umorismo macabro eccezionale. Si può pensare che il regista parli dell'arte e della vita proprio attraverso la voce di Jack. Infatti, come dichiarato dallo stesso autore in varie interviste, lui si considera molto simile a Jack tranne per il fatto di non uccidere. A mio modesto parere il voler presentare a tutti i costi una visione filosofica nichilistica diventa poi il punto debole del film (e mi riferisco soprattutto alla chiusa del film), perché come spesso succede nei film di LVT alla fine la tesi (semplicistica) che vuole arrivare a dimostrare è che il mondo è sofferenza e che dalla sofferenza non c'è via di scampo. Ok Lars, abbiamo capito che la pensi così, ma il passetto successivo lo fai o no? Per quanto tu sia geniale nelle cose che fai però su questo, sempre a mio modesto parere, hai un po' scassato.

#5
giangixz

giangixz
  • Normal Eye Fan

  • StellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 345
P.S. Il fatto che in Italia si possa vedere quasi ovunque solo e soltanto la versione tagliata è abbastanza scandaloso!




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