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Ci aspetta un futuro sempre pił piatto?


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Questa discussione ha avuto 56 risposte

#1
Jagral

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Di ritorno da lavoro ero come sempre bloccato nel traffico. La stanchezza e l'inalazione di ampie boccate di smog cittadino mi hanno portato a ricordare di quando ero bambino, di quando amavo con i pupazzi creare delle piccole avventure e di come un pezzo di carta potesse diventare un piccolo mondo da esplorare.

 

Rispetto ai miei figli, o rispetto ai bambini che incontro, mi sono reso conto di quanto fossi "stupido", di quanto mi accontentassi di semplici giochi.

 

Oggi i bambini sono più evoluti, sembra che conoscano la tecnologia già in fase gestazionale. Sono già predisposti a qualsiasi apparecchiatura elettronica, non si accontentano più di poco ma in una folle corsa al consumismo dei genitori sono famelici di ogni nuovo giocattolo venga pubblicizzato, anche perchè tutti lo hanno già.

 

Sono dei piccoli adulti dei giorni nostri insomma.

 

Eppure mi viene da pensare che quanto viviamo oggi è stato creato da quelli che anni fa erano bambini stupidi come me, capaci con la loro fantasia di creare oggi ciò che un tempo avevano immaginato.

 

Ma i bambini oggi vivono storie create da altri, si immergono in giochi che tagliano la loro fantasia e vivono nella continua corsa al miglioramento sterile.

 

Cosa ci regalerà questo? In futuro avremo un semplice miglioramento di quanto esiste senza nessuna reale idea? Vivremo storie ambientate in universi sempre più stantii ma abbelliti di volta in volta? Vivremo nei giochi grafiche ultrapompate senza neanche uno straccio di storia in quanto non ci saranno più menti in grado di crearle?

 

Chissà, magari la cosa è ciclica. Magari la povertà di idee di domani spingerà le generazioni di dopodomani a ricominciare a ragionare con le proprie teste, senza che storie di altri, pubblicità e moda possano incanalare ed omologare il pensiero.

 

Nonostante sia amante della tecnologia mio figlio cerco di tenerlo il più lontano possibile da lei. Vederlo giocare mentre crea voci dei personaggi, mentre disegna avventure e mentre immagina mi fa sperare che un giorno possa avere dei sogni e che magari riesca anche a realizzarli. 

 



#2
Sicuramente Qualcuno

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non sai quanto mi sforzo a far giocare mia figlia con i giochi di legno, oppure fare le case con il cartoncino ecc

 

purtroppo la società che gli è intorno va avanti ed tutti i suoi compagni di classe hanno già il tablet; non tanto perchè gli serve, quanto perchè fa figo ai genitori che se ne vantano

 

ed a natale è arrivato pure a lei (non da parte nostra ovviamente)

 

l' uso è molto limitato e solo app a sfondo istruttivo

 

per il resto mi ero ripromesso anche io di limitare l' uso di tv ecc, ma purtroppo arrivi ad un momento che quei 15/20 minuti davanti alla tv ti servono, se non altro per metterti seduto e riposarti tu.



#3
Itachi

Itachi
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Discorso che condivido poco.

 

Come sempre il problema non è assolutamente il mezzo, ma le persone. I cattivi genitori c'erano prima e ci saranno domani, cosi come i bambini cresciuti male.

 

Ma la tecnologia non è assolutamente il problema,anzi, per molte cose casomai è la soluzione. Molti bambini oggi hanno accesso a strumenti creativi che noi ci sognavamo.

Cose che gli permettono di esprimersi in modi per noi al tempo impensabili e che gli permettono di sviluppare una creatività e intelligenza probabilmente superiore alla nostra. Un semplice tablet usato bene può essere per un bambino un boost incredibile.

 


 

 

Nonostante sia amante della tecnologia mio figlio cerco di tenerlo il più lontano possibile da lei. Vederlo giocare mentre crea voci dei personaggi, mentre disegna avventure e mentre immagina mi fa sperare che un giorno possa avere dei sogni e che magari riesca anche a realizzarli. 

 

 

Tutte cose che può fare benissimo (e meglio) anche con la tecnologia, con la differenza che può svilupparli meglio. Togliere questi strumenti a un bambino è di quanto peggio si possa fare. Esattamente come prima il problema è il genitore che deve controllare che uso se ne fa, invogliarlo a usarli per disegnare, creare e imparare (e non stare su Facebook). Toglierglieli vuol dire solo farlo partire svantaggiato, un pò come impedirgli  di suonare uno strumento perchè è pieno di ragazzini che lasciano gli studi per suonare e drogarsi in qualche rock band. Non ha alcun senso.

Io pagherei per essere bambino oggi, ho dovuto faticare molto di più per acquisire un'elasticità mentale che loro con questi strumenti hanno fin da piccolissimi.

 

IMHO ovviamente.



#4
Kprut

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Si ma a livello di pressione sociale ti assicuro (e lo vedi) che limpronta di vivere estemporaneamente il presente è sempre più marcato.
Consumo, estetica e velocità non aiutano un caxxo a crescere dei figli

IMHO

#5
Itachi

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Si ma a livello di pressione sociale ti assicuro (e lo vedi) che limpronta di vivere estemporaneamente il presente è sempre più marcato.
Consumo, estetica e velocità non aiutano un caxxo a crescere dei figli

IMHO

 

 

Si ma io non trovo che siano cose automatiche. Non facciamo l'errore di considerare il peggio come standard.

 

Far disegnare a un bambino su un tablet, fargli comporre suoni al computer, farli giocare con strumenti interattivi, non vuol dire assolutamente instradarlo verso valori sballati come consumismo o estetica.

 

Quelle sono cose che dipendono dalla cultura e dalla società dove si vive, e non è certo l'ipad che ti direziona verso quelle cose, sono le persone intorno a te. Sono cose che, se il bambino non è cresciuto bene, impara comunque appena esce di casa, e NON esiste un modo per nascondergliele.

 

L'unico modo è crescerlo bene in modo che sia lui poi a capire la differenza, e in tal caso l'uso della tecnologia fin da piccolo non può che fargli bene.

Togliere qualcosa per paura che possa influenzarlo male non funziona MAI, ma proprio mai.

 

L'unico lavoro da fare è quello del genitore, dandogli gli strumenti per capire da solo come muoversi nel mondo, questa è l'unica cosa che può fare un genitore. Togliergli la tecnologia lo fa solo partire svantaggiato rispetto agli altri, per poi vederlo comunque acquisire quei valori errati appena mette piede fuori casa (se cresciuto male ovviamente).



#6
Kprut

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Quello che cerco di dirti è che spesso, leducazione in casa non basta a contrastare valori aleatori e mezzi utilizzati erroneamente allesterno
E ho come la percezione che questa forbice tra educazione sana e educazione esterna si stia sempre più ampliando

#7
Itachi

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Quello che cerco di dirti è che spesso, leducazione in casa non basta a contrastare valori aleatori e mezzi utilizzati erroneamente allesterno
E ho come la percezione che questa forbice tra educazione sana e educazione esterna si stia sempre più ampliando

 

 

Torniamo sempre li. Se parliamo di quello che il bambino acquisisce quando è fuori casa noi non abbiamo alcun potere. Se lui stando con gli amici impara a diventare un social-dipendente che si fa i selfie a bocca di papera togliergli il telefono a che dovrebbe servire? Come se prima o poi non lo userà comunque.

 

Il genitore ha potere su quello che può insegnargli, gli strumenti con cui ha che fare per conto suo sono solo strumenti, e toglierglieli non fa che danneggiarlo se è cresciuto bene o assolutamente niente (perchè tanto prima o poi li userà comunque) se è cresciuto male.

 

Invece di riempirlo di regole e restrizioni è meglio usare le energie per imparargli a mettere tutto in discussione,a dargli una base morale e a prendersi le sue responsabilità. A crescerlo davvero insomma, cosi che poi fuori casa possa davvero gestirsi bene.



#8
Alex88

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Nonostante sia amante della tecnologia mio figlio cerco di tenerlo il più lontano possibile da lei. Vederlo giocare mentre crea voci dei personaggi, mentre disegna avventure e mentre immagina mi fa sperare che un giorno possa avere dei sogni e che magari riesca anche a realizzarli. 

 

Discorso che condivido solo in parte, nel senso che si, sono d'accordo con te su alcune cose perché effettivamente vedere bambini di 4-5 anni che sanno usare un tablet o uno smartphone mi fa un po' strano, ma il problema piuttosto sono i genitori che non gli danno un limite. Che ci piaccia o no il mondo sta cambiando parecchio rispetto alla nostra infanzia, e magari i nostri genitori pensavano lo stesso quando usciva il NES, la PlayStation e cosi via, e ricordo che io avevo a disposizione un numero preciso di ore per poter videogiocare.

 

Isolare un bambino dalla tecnologia in quanto potenzialmente pericolosa lo vedo quasi controproducente (e qui sono d'accordo con Itachi) perché vuol solo dire di farlo rimanere indietro fin dall'inizio rispetto ai coetanei, e la quantità di tecnologia che entra nelle nostre vite sarà sempre maggiore, quindi bisogna "semplicemente" trovare il giusto equilibrio, anche perché siamo stati tutti bambini, se gli altri hanno qualcosa spesso la vogliamo pure noi, e stare li a vedere per anni gli amici che hanno un tablet piuttosto che una console e noi no beh, pensate a come vi sareste sentiti voi, si passa di nuovo da un eccesso all'altro.

 

Il problema non è la tecnologia, il problema sono i genitori che mi sembrano sempre meno genitori, che non vogliono sforzarsi di spiegare ai figli le regole, che non vogliono perdere tempo per spiegargli le cose, che non li rimproverano mai etc. E se i figli non sanno darsi un limite con la tecnologia di chi è la colpa? Loro? Della tecnologia? O forse di chi non gli ha mai dato dei limiti?



#9
SATŌ

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Entrando speravo in una riflessione sugli adulti,ed invece si parla di ragZzini monopolizzati dal modernismo.
Chi se ne frega dei ragazzini ,ormai sono perduti, dobbiamo pensare a noi adulti .
Devi preoccuparti per te caro Jagral che per tornare a casa devi infilarti nel traffico e sorbire realmente ampie boccate di smog.
I ragazzini sono gia morti, scusate la frase brusca ma vedo mio fratello di 13 e si impegna solamente a fare lo youtuber, e vederlo in quello stato mi fa male al cuore. Alla sua età friggevo il cd dei led zeppelin , dei foghat, di tutta quella buona musica che chiudendo gli occhi mi faceva volare. Non avevo bisogno dei social per dire agli altri che ero felice, mi bastava mettere su un pezzo dei Queen ed il cuore si riempiva di gioia.

#10
Hyoga di Cygnus

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Di ritorno da lavoro ero come sempre bloccato nel traffico. La stanchezza e l'inalazione di ampie boccate di smog cittadino mi hanno portato a ricordare di quando ero bambino, di quando amavo con i pupazzi creare delle piccole avventure e di come un pezzo di carta potesse diventare un piccolo mondo da esplorare.

 

Rispetto ai miei figli, o rispetto ai bambini che incontro, mi sono reso conto di quanto fossi "stupido", di quanto mi accontentassi di semplici giochi.

 

Oggi i bambini sono più evoluti, sembra che conoscano la tecnologia già in fase gestazionale. Sono già predisposti a qualsiasi apparecchiatura elettronica, non si accontentano più di poco ma in una folle corsa al consumismo dei genitori sono famelici di ogni nuovo giocattolo venga pubblicizzato, anche perchè tutti lo hanno già.

 

Sono dei piccoli adulti dei giorni nostri insomma.

 

Eppure mi viene da pensare che quanto viviamo oggi è stato creato da quelli che anni fa erano bambini stupidi come me, capaci con la loro fantasia di creare oggi ciò che un tempo avevano immaginato.

 

Ma i bambini oggi vivono storie create da altri, si immergono in giochi che tagliano la loro fantasia e vivono nella continua corsa al miglioramento sterile.

 

Cosa ci regalerà questo? In futuro avremo un semplice miglioramento di quanto esiste senza nessuna reale idea? Vivremo storie ambientate in universi sempre più stantii ma abbelliti di volta in volta? Vivremo nei giochi grafiche ultrapompate senza neanche uno straccio di storia in quanto non ci saranno più menti in grado di crearle?

 

Chissà, magari la cosa è ciclica. Magari la povertà di idee di domani spingerà le generazioni di dopodomani a ricominciare a ragionare con le proprie teste, senza che storie di altri, pubblicità e moda possano incanalare ed omologare il pensiero.

 

Nonostante sia amante della tecnologia mio figlio cerco di tenerlo il più lontano possibile da lei. Vederlo giocare mentre crea voci dei personaggi, mentre disegna avventure e mentre immagina mi fa sperare che un giorno possa avere dei sogni e che magari riesca anche a realizzarli. 

 

È una mia impressione o i tuoi post son sempre più pessimisti?

Cmq anche la nostra generazione era fortemente legata alla tecnologia... stupidamente aggiungerei. Ricordo i miei amici che alle medie si facevano un pc che al tempo gli costava l'occhio delle testa (cinque milioni delle vecchie lire) per farci praticamente niente. Nel 1997 internet era ancora gli albori.. almeno adesso ci guardano la porngrafia XD

 

Ma cmq è naturale la nostra attrazione verso la tecnologia... qualcuno assimilerebbe il fascino dell'uomo moderno verso le diavolerie tecnologiche a quello che provavano gli indigeni quando i conquistatori barattavano i diamanti dando loro le pietre colorate. Forse dopotutto non siamo tanto evoluti come ci piace pensare. 



#11
Vagabond

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mah, francamente mi sembra il solito discorso nostalgico del "ma come si stava bene quando eravamo piccoli noi".

ovvero lo stesso discorso che facevano i nostri genitori quando ci vedevano buttare i pomeriggi davanti al commodore 64.

o lo stesso discorso che facevano i nostri nonni vedendo i nostri genitori davanti alla tv.

o i nostri bisnonni vedendo i nostri nonni davanti ai giornalini con i primi fumetti.

ecc...

 

semplicemente stiamo assistendo a un cambiamento che non comprendiamo e ci spaventa perche non siamo in grado di prevederne le conseguenze, ma è così da sempre. domandarsi "ma dove andremo a finire" significa una sola naturalissima cosa: stiamo invecchiando.



#12
Genocide

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Nonostante sia amante della tecnologia mio figlio cerco di tenerlo il più lontano possibile da lei. Vederlo giocare mentre crea voci dei personaggi, mentre disegna avventure e mentre immagina mi fa sperare che un giorno possa avere dei sogni e che magari riesca anche a realizzarli. 

 

 

è il modo migliore per creare una personcina al di fuori del mondo moderno, non in grado di rapportarsi al meglio col mondo che lo circonda.

 

io la chiamo "sindrome del genitore vampiro".

 

Derivata dall'idea di vampiro di Anne Rice. Creature antiche terribilmente ancorate al loro passato. Così ancorate al passato da non essere in grado di rapportarsi ai cambiamenti del mondo, fino al punto di lasciarsi morire di inedia.

 

Bisogna saper leggere il mondo che ci circonda attraverso gli occhi delle nuove generazioni e dare loro tutto il supporto per farlo nel migliore dei modi.

 

Ma mio padre invece di comprarmi un transformer o un sega mega drive che doveva fare? Mettermi in mano una trottola in legno e dirmi: "tiè gioca con questa che 'sta roba con le luci ti fa male, io giocavo con le trottole in legno tutto il giorno" ?

 

Ma scherziamo?

 

 

 

 

Si ma io non trovo che siano cose automatiche. Non facciamo l'errore di considerare il peggio come standard.

 

Far disegnare a un bambino su un tablet, fargli comporre suoni al computer, farli giocare con strumenti interattivi, non vuol dire assolutamente instradarlo verso valori sballati come consumismo o estetica.

 

Quelle sono cose che dipendono dalla cultura e dalla società dove si vive, e non è certo l'ipad che ti direziona verso quelle cose, sono le persone intorno a te. Sono cose che, se il bambino non è cresciuto bene, impara comunque appena esce di casa, e NON esiste un modo per nascondergliele.

 

L'unico modo è crescerlo bene in modo che sia lui poi a capire la differenza, e in tal caso l'uso della tecnologia fin da piccolo non può che fargli bene.

Togliere qualcosa per paura che possa influenzarlo male non funziona MAI, ma proprio mai.

 

L'unico lavoro da fare è quello del genitore, dandogli gli strumenti per capire da solo come muoversi nel mondo, questa è l'unica cosa che può fare un genitore. Togliergli la tecnologia lo fa solo partire svantaggiato rispetto agli altri, per poi vederlo comunque acquisire quei valori errati appena mette piede fuori casa (se cresciuto male ovviamente).

 

amen


Modificata da Genocide, 23 January 2018 - 09:05 AM.


#13
Jagral

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Probabilmente ho impostato male la discussione ed è fuorviata...

 

La parte relativa a mio figlio (che per la cronaca ha 5 anni appena compiuti... se invece di colorare con il tablet colora in un quaderno non penso rimanga fuori dal mondo) da appendice è diventata primaria.

 

Mi pare giusto precisare, visto che sembro il peggior genitore del mondo, che le apparecchiature tecnologiche sono sempre più user friendly, e davvero non serve uno scienziato per entrarci dentro e capirne il funzionamento. Di fatto sono diventati però un oppiaceo per i bambini, e quindi genitori sempre più di corsa o sempre meno propensi a fare i genitori preferiscono fare instupidire i bambini davanti ad un tablet piuttosto che dedicargli tempo. Se dite di no andate in un ristorante, o in un parco, o dove volete e fate 2 conti. Vedrete in percentuale quanti giocano, socializzano o fanno attività costruttive e quanti sono lì a dare da mangiare ad una cacca o a farsi inseguire da un gorilla virtuale.

 

Poi ci sono gli altri estremi, quelli che pensano che i bambini sono più ricettivi e quindi fanno fare corsi di inglese ai bambini di 3 anni, li coinvolgono in attività sempre più stressanti per regalare loro un futuro privandoli del presente, o riversando sugli stessi i propri sogni irrealizzati.

 

Ma finiamola, un bambino deve fare il bambino. Ha tutta la vita per essere "istruito", a questa età dovrebbe giocare ed imparare con il gioco.

 

Vi faccio un esempio su tutti.

 

Secondo voi è giusto che i bambini sappiano eseguire le operazioni aritmetiche a mente? Io penso di si tutta la vita... le calcolatrici le abbiamo tutti, non ci sarebbe bisogno di farli a mente, ma la mente si atrofizza.

 

Da come mi avete descritto sembra che io sia contrario alla tecnologia... io penso che debba essere un mezzo, attualmente sembra divenuto un fine. Le stesse considerazioni che facevano i nostri nonni sulle televisioni non erano sbagliate. Se usato male il televisore è la peggiore droga del mondo.

 

Io ritengo che in percentuale attualmente le apparecchiature tecnologiche siano utilizzate male, e questo porti ad un appiattimento dell'inventiva. Levata l'inventiva e la voglia di creare dal nulla cosa rimane?

 

Oggi abbiamo tutto subito ed accessibile. Bello da vivere, ma la domanda che voleva essere il centro del topic è: a che prezzo?

 

Voi potreste dire che anche con i televisori il ragionamento 40 anni fa era uguale, ma a quello che so era comunque un bene di lusso... oggi la tecnologia è di massa, alla portata di tutti, ma la mia paura è che senza fantasia ci sia un appiattimento nelle menti dei futuri uomini



#14
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quanti di quelli che hanno replicato hanno figli?



#15
littlewing

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Probabilmente ho impostato male la discussione ed è fuorviata...
 
La parte relativa a mio figlio (che per la cronaca ha 5 anni appena compiuti... se invece di colorare con il tablet colora in un quaderno non penso rimanga fuori dal mondo) da appendice è diventata primaria.
 
Mi pare giusto precisare, visto che sembro il peggior genitore del mondo, che le apparecchiature tecnologiche sono sempre più user friendly, e davvero non serve uno scienziato per entrarci dentro e capirne il funzionamento. Di fatto sono diventati però un oppiaceo per i bambini, e quindi genitori sempre più di corsa o sempre meno propensi a fare i genitori preferiscono fare instupidire i bambini davanti ad un tablet piuttosto che dedicargli tempo. Se dite di no andate in un ristorante, o in un parco, o dove volete e fate 2 conti. Vedrete in percentuale quanti giocano, socializzano o fanno attività costruttive e quanti sono lì a dare da mangiare ad una cacca o a farsi inseguire da un gorilla virtuale.
 
Poi ci sono gli altri estremi, quelli che pensano che i bambini sono più ricettivi e quindi fanno fare corsi di inglese ai bambini di 3 anni, li coinvolgono in attività sempre più stressanti per regalare loro un futuro privandoli del presente, o riversando sugli stessi i propri sogni irrealizzati.
 
Ma finiamola, un bambino deve fare il bambino. Ha tutta la vita per essere "istruito", a questa età dovrebbe giocare ed imparare con il gioco.
 
Vi faccio un esempio su tutti.
 
Secondo voi è giusto che i bambini sappiano eseguire le operazioni aritmetiche a mente? Io penso di si tutta la vita... le calcolatrici le abbiamo tutti, non ci sarebbe bisogno di farli a mente, ma la mente si atrofizza.
 
Da come mi avete descritto sembra che io sia contrario alla tecnologia... io penso che debba essere un mezzo, attualmente sembra divenuto un fine. Le stesse considerazioni che facevano i nostri nonni sulle televisioni non erano sbagliate. Se usato male il televisore è la peggiore droga del mondo.
 
Io ritengo che in percentuale attualmente le apparecchiature tecnologiche siano utilizzate male, e questo porti ad un appiattimento dell'inventiva. Levata l'inventiva e la voglia di creare dal nulla cosa rimane?
 
Oggi abbiamo tutto subito ed accessibile. Bello da vivere, ma la domanda che voleva essere il centro del topic è: a che prezzo?

 
Voi potreste dire che anche con i televisori il ragionamento 40 anni fa era uguale, ma a quello che so era comunque un bene di lusso... oggi la tecnologia è di massa, alla portata di tutti, ma la mia paura è che senza fantasia ci sia un appiattimento nelle menti dei futuri uomini


Io ho capito ciò che dici e credo però che non si discosti molto dalle considerazioni fatte da altri utenti qui: il fulcro del discorso imho è "quanto e come". Certi "strumenti tecnologici" andrebbero assolutamente consentiti, ma magari per tempi limitati nell'arco della giornata e comunque, se possibile, in compagnia di un genitore che partecipi al "gioco". Allo stesso modo, se un giorno si decide di fare una scampagnata, imho il tablet lo si lascia a casa così come al ristorante (tuo esempio molto calzante) si sta seduti a tavola composti e non si gioca.
Il punto è che spesso sono i genitori stessi ad essere "dipendenti dalla tecnologia" è in più "fa comodo": il bambino è contento, non fa capricci e per quel lasso di tempo ti "lascia in pace". Che detto così sembra parlare di genitori snaturati, ma a volte, nell'arco della giornata, può servire. Ma è anche vero che dalla necessità momentanea al perdere la capacità di dire di no, il passo può essere breve.
Su una cosa che dici non concordo: imparare le lingue da piccoli è estremamente importante, imho. Apprendono con molta meno fatica e sicuramente aiuta l'elasticità mentale, al pari di un calcolo a mente. Poi chiaro, a seconda dell'età va fatto più come gioco che come "lezione"




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