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Il Cdm approva il decreto Franceschini: pił cinema italiano in tv


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Questa discussione ha avuto 61 risposte

#31
*ale323*

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Si... siamo degli esterofili...

#32
LambertoKevlar

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Mamma mia raga che commenti :asd: , ma vediamo di spiegare.

Il decreto (si spera) ha lo scopo di rafforzare e migliorare la qualità della produzione cinematografica Italiana.

Con l'obbligo di dover puntare ad una maggiore quantità di contenuti nostrani, e col rischio di perdere audience proprio per via dell'attuale stato qualitativo generale del Made in Italy, chi produce sarà (sempre in teoria) incentivato a migliorarne i contenuti.

Gomorra e ora Suburra, Perfetti sconosciuti e Jeeg Robot dimostrano che possiamo dire la nostra.

Funzionerà? Boh, chissenefrega, a perderci non saremo noi consumatori che abbiamo un parco alternative mostruoso.

Ma prima di tutto scaricatevelo e leggetelo perché non riguarda solo il cinema.

Allora se ne può discutere per bene.

Poi se siete degli esterofili che odiano il prorio Paese e si divertono ad usare slang anglofoni a sfregio dell'italiano, beh alzo le mani e me ne sbatto.

si spera...è la parola giusta.Non è tirando fuori un paio di fiori che riscatti una palude e che non riguardi solo il cinema è ben noto.

Quella degli esterofili che odiano il proprio paese poi mi sembra una sparata totalmente fuoriluogo.Perdonami ma se devo scegliere tra l'ultimo film di Saverio Costanzo e l'ultimo di Fincher la scelta non è poi così difficile.troppo facile,banale e semplicistico ridurla a pure esterofilia.Libero di sbattertene



#33
ManuSP

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si spera...è la parola giusta.Non è tirando fuori un paio di fiori che riscatti una palude e che non riguardi solo il cinema è ben noto.
Quella degli esterofili che odiano il proprio paese poi mi sembra una sparata totalmente fuoriluogo.Perdonami ma se devo scegliere tra l'ultimo film di Saverio Costanzo e l'ultimo di Fincher la scelta non è poi così difficile.troppo facile,banale e semplicistico ridurla a pure esterofilia.Libero di sbattertene

Ho scritto SE siete, ma va bene lo stesso se non hai colto il mio intento, non c'è nulla di semplicistico e questo decreto lo vedo come un tentativo di risollevare un'industria arretrata.

Stracciarsi le vesti come piace tanto fare a noi italiani non è la soluzione.

Il tuo esempio su Fincher è ridicolo considerando la situazione attuale a cui appunto con questa manovra si tenta di porre rimedio.

#34
ManuSP

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Si... siamo degli esterofili...

Stesso discorso.

#35
LambertoKevlar

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Ho scritto SE siete, ma va bene lo stesso se non hai colto il mio intento, non c'è nulla di semplicistico e questo decreto lo vedo come un tentativo di risollevare un'industria arretrata.

Stracciarsi le vesti come piace tanto fare a noi italiani non è la soluzione.

Il tuo esempio su Fincher è ridicolo considerando la situazione attuale a cui appunto con questa manovra si tenta di porre rimedio.

il protezionismo non ha mai aiutato nessuno. Piuttosto farà ancora più adagiare sugli allori i presunti artistoidi che già campano di finanziamenti statali per opere di dubbio gusto. Ora si ritroveranno pure ad avere una visibilità che non meritano. Tra l'altro mi parli di jeeg robot che tutte ste agevolazioni non le ha avute perché non sia mai un cinecomic sia ritenuto degno di sostegno dalla lungimirante commissione. Poi spero che tu abbia ragione, sia chiaro ma io non sono esterofilo. Io voglio impiegare due ore adeguatamente e con cinema e produzioni italiane le possibilità che questo accada si riducono drasticamente

#36
ManuSP

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il protezionismo non ha mai aiutato nessuno. Piuttosto farà ancora più adagiare sugli allori i presunti artistoidi che già campano di finanziamenti statali per opere di dubbio gusto. Ora si ritroveranno pure ad avere una visibilità che non meritano. Tra l'altro mi parli di jeeg robot che tutte ste agevolazioni non le ha avute perché non sia mai un cinecomic sia ritenuto degno di sostegno dalla lungimirante commissione. Poi spero che tu abbia ragione, sia chiaro ma io non sono esterofilo. Io voglio impiegare due ore adeguatamente e con cinema e produzioni italiane le possibilità che questo accada si riducono drasticamente

Non sono d'accordo, tu confondi la tutela col protezionismo, e pensi che queste cose accadano solo da noi quando leggi simili sono presenti ad esempio in Francia e negli USA, un Paese dove lavorano cineasti come Fincher.

Ogni tanto un po di fiducia ci vorrebbe.

#37
LambertoKevlar

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Non sono d'accordo, tu confondi la tutela col protezionismo, e pensi che queste cose accadano solo da noi quando leggi simili sono presenti ad esempio in Francia e negli USA, un Paese dove lavorano cineasti come Fincher.

Ogni tanto un po di fiducia ci vorrebbe.

la Francia cinematograficamente è un altro pianeta e lo è da trent'anni.Noi abbiamo da vent'anni questo protezionismo/tutela o come caspita lo vuoi chiamare e i film che han dato un minimo di speranza son proprio quelli che i finanziamenti non se li sono cuccati perchè troppo di genere.

 

Oh poi come hai detto tu sperare non costa nulla e comunque io la tv la guardo poco o nulla per cui chissene.fra un pò vedremo chi ha ragione ma ribadisco..non è esterofilia,assolutamente.Se fossimo esterofili Don Matteo non farebbe 10 milioni ad episodio e di certo gli spettatori non sono tutti anziani



#38
Basty

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se questo servirà in qualche modo a dare un freno all'invasione di reality e talent show sempre più improbabili allora ben venga... sperando che questo non si traduca in un'ondata di fiction fatte con lo stampino, ma vada ad incentivare nuove produzioni e idee coraggiose.

 

no, non ci credo nemmeno io mentre lo scrivo.

 

Gabriele Salvatores e Manetti ci hanno provato a rendersi "freschi" e "internazionali" sul grande schermo.

Ma quanti potranno?  Soprattutto con le fiction.

Mi rendo conto che è facile dire "Fate meglio", il fatto è che alla gente con meno di 40 anni sul groppone (come campione sicuro) ha sempre dato fastidio l'umorismo quasi dialettale e da gag coloradiana delle produzioni italiane, e non li vogliono guardare punto e basta! Non siamo patriottici per il semplice fatto che non assorbiamo abbastanza la nostra cultura, a differenza degli ispanici che si rifiutano ad usare nemmeno mezza parola di termini considerati "internazionali" ma devono invece trasformare, nella loro versione, qualsasi cosa venga portata loro da un'altro paese.

Esempio stupido tra centinaia che potrei fare: La versione dell'applicazione Watsapp italiana usa termini come "online" quando si connette un contatto della rubrica, e "watsapp web", che diventano "en linea" e "watsapp rede" per la verisone ispanica.

A sentirli, ci considerano persone che hanno rinunciato alla loro cultura, degli esterofili senza ripensamenti., perché ci piace.

 

Poi abbiamo la generazione che controlla tutto, che ci ride in faccia e cerca di imboccarci, nemmeno con tanta convinzione, una minestra fatta di Checco Zalone, 13 stagioni di Carabinieri con attori decisamente improbabili, Un Posto Al Sole, una dozzina di fiction basate sulle vicende di sacerdoti e suore, cinepanettoni e cineangurie del passato e........insomma avete capito.

Siamo arrivati al punto che se, alla tv italiana, dopo quelle ispaniche, iniziassero a riadattare anche le fiction sudcoreane gli italiani di oggi si interfaccerebbero più volentieri con quelle, finché tiene il senso di "nuovo" e di "totalmente diverso".



#39
ManuSP

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Gabriele Salvatores e Manetti ci hanno provato a rendersi "freschi" e "internazionali" sul grande schermo.
Ma quanti potranno?  Soprattutto con le fiction.
Mi rendo conto che è facile dire "Fate meglio", il fatto è che alla gente con meno di 40 anni sul groppone (come campione sicuro) ha sempre dato fastidio l'umorismo quasi dialettale e da gag coloradiana delle produzioni italiane, e non li vogliono guardare punto e basta! Non siamo patriottici per il semplice fatto che non assorbiamo abbastanza la nostra cultura, a differenza degli ispanici che si rifiutano ad usare nemmeno mezza parola di termini considerati "internazionali" ma devono invece trasformare, nella loro versione, qualsasi cosa venga portata loro da un'altro paese.
Esempio stupido tra centinaia che potrei fare: La versione dell'applicazione Watsapp italiana usa termini come "online" quando si connette un contatto della rubrica, e "watsapp web", che diventano "en linea" e "watsapp rede" per la verisone ispanica.
A sentirli, ci considerano persone che hanno rinunciato alla loro cultura, degli esterofili senza ripensamenti., perché ci piace.
 
Poi abbiamo la generazione che controlla tutto, che ci ride in faccia e cerca di imboccarci, nemmeno con tanta convinzione, una minestra fatta di Checco Zalone, 13 stagioni di Carabinieri con attori decisamente improbabili, Un Posto Al Sole, una dozzina di fiction basate sulle vicende di sacerdoti e suore, cinepanettoni e cineangurie del passato e........insomma avete capito.
Siamo arrivati al punto che se, alla tv italiana, dopo quelle ispaniche, iniziassero a riadattare anche le fiction sudcoreane gli italiani di oggi si interfaccerebbero più volentieri con quelle, finché tiene il senso di "nuovo" e di "totalmente diverso".

Il discorso è semplice

Questo decreto prova ad incentivare gli investimenti per incrementarne la qualità, altrimenti l'utenza risponderà picche quando verranno trasmessi contenuti italiani. A perderci non saremo di certo noi, ecco perché trovo un po ridicolo questo stracciarsi le vesti. Quello che molti non comprendono è che la nostra industria sta pagando oltre 40 anni di pessima gestione statale, e ora si trova cosi indietro rispetto agli altri mercati che film come Jeeg Robot sembrano impossibili.

Non si può sistemare tutto in poco tempo, e questo decreto dovrebbe essere un inizio, una sorta di avvio. Se non funzionerà amen, tanto peggio di cosi non vedo come possa andare sinceramente.

#40
LambertoKevlar

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Per me l'effetto sarà l'esatto opposto e mi sembra pure ovvio.
Facciamo pure cagate tanto sono costretti a trasmetterle lo stesso ascolti o meno, lo dice il decreto.

#41
Basty

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Il discorso è semplice

Questo decreto prova ad incentivare gli investimenti per incrementarne la qualità, altrimenti l'utenza risponderà picche quando verranno trasmessi contenuti italiani.

 

Sarebbe bello, per una volta, se le cose andassero come dovrebbero andare, secondo buone intenzioni di fondo.

Non so perché, chiamami malpensante, ma ritorna in mente che ogni volta che si fanno grandi investimenti per dei miglioramenti netti su questa o quell'altra cosa, che grazie al magna-magna va tutto in speculazioni, come i miliardi che lo Stato aveva praticamente tirato addosso a Telecom per portare la linea ad alta velocità all'80% dei comuni italiani (che sono 8800) entro il 2015, in che anno siamo?

Stendere un metro di cavo costa circa mille volte più che nell'India della civilità (lì dove non la fanno in strada, per intenderci) questo perché ogni società e contributore autonomo coinvolto deve conseguire extra-profitti, piuttosto che margini adeguati, e non parlo dei "10 centesimi" del tabaccaio.

 

Che dire, tornando al discorso degli incentivi, sarebbe bello se per una volta le cose andassero diversamente.


Modificata da Basty, 10 October 2017 - 10:51 AM.


#42
ManuSP

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Sarebbe bello, per una volta, se le cose andassero come dovrebbero andare, secondo buone intenzioni di fondo.
Non so perché, chiamami malpensante, ma ritorna in mente che ogni volta che si fanno grandi investimenti per dei miglioramenti netti su questa o quell'altra cosa, che grazie al magna-magna va tutto in speculazioni, come i miliardi che lo Stato aveva praticamente tirato addosso a Telecom per portare la linea ad alta velocità all'80% dei comuni italiani (che sono 8800) entro il 2015, in che anno siamo?
Stendere un metro di cavo costa circa mille volte più che nell'India della civilità (lì dove non la fanno in strada, per intenderci) questo perché ogni società e contributore autonomo coinvolto deve conseguire extra-profitti, piuttosto che margini adeguati, e non parlo dei "10 centesimi" del tabaccaio.
 
Che dire, tornando al discorso degli incentivi, sarebbe bello se per una volta le cose andassero diversamente.

Essere malpensanti è legittimo, ma almeno in questo caso io vedo delle buone intenzioni.

#43
Pulciaro

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Contrario, contrario, contrario!!!

 

Un sistema basato sul protezionismo pure e che vincola tutti operatori privati. Se vuoi promuovere l'Italia lo fai con la RAI e con gli investimenti pubblici, non tassando a forza le aziende private.

 

http://www.benicultu...1181241671.html

 

1506963600267_immagine1.jpg

 

1506964125680_Cattura.jpg

 

 

1506964573278_Cattura2.jpg



#44
Basty

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Complimenti Pulciaro, intervento molto informato che contribuisce con un riepilogo di dati messi a disposizione, molto chiaro.

 

Quando ho letto "fiction" ho pensato che comunque se rimangono sul livello di "Barbara d'Urso suora" (che suona come Marilyn Manson novizio di convento, tra l'altro) c'è veramente poco da fare.

 

Per dire, il Segreto, che chiaramente non ho mai seguito manco di sfuggita, ma dicono, (le mie conoscenti 40enni casalinghe frustrate, badate bene alla fonte) è osannato come un capolavoro di fiction dalla trama piena di mordente e personaggi a tre dimensioni, magari pur non essendo soltanto un pelo più fatto bene di Sentieri non è così al di fuori della portata dei serragli di produzione per la tv italiane, non stiamo parlando di cose per cui servono gli effetti speciali tamarri in prestito da Michael Bay, ma di qualcosa che sia guardabile in tutta l'Europa meridionale come punto di partenza minimo, con una trama interessante e non eccessivamente localistico.

La commedia in dialetto è già inflazionata a teatro.



#45
- Luke -

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Come si fa ad essere favorevoli alle imposizioni governative nella stesura dei palinsesti televisivi di reti private Dio solo lo sa.

 

Che sia un decreto per favorire i soliti amici-degli-amici è lampante e sotto gli occhi di tutti. L'intera produzione televisiva italiana è nelle mani dei soliti noti. E non parlo solo delle robe prodotte dalla Rai. Ad esempio la tanto osannata Cattleya che produce roba come Suburra, Gomorra, Romanzo Criminale, ecc ecc è di proprietà di Riccardo Tozzi. Indovinate un po chi è la moglie di Riccardo Tozzi? Cristina Comencini, madre di Carlo Calenda, attuale Ministro dello Sviluppo Economico :asd:






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