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Bevitori di whisky?


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#1
aLchi

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Salve ragazzi, abbiamo un thread per la birra, uno per il kaffééé, perché non aprirne uno per il whisky? :D

Chi di voi apprezza questo superalcolico? Tra i vari alcolici "lisci" è quello che mi piace di più, anche se sono tutto tranne che un esperto in materia, anche se mi piacerebbe farmi un po' di cultura in merito :sisi:

Per ora posso solo dire che le bottiglie che vado cercando quando sono in un locale sono il Johnnie Walker Black Label, il Chivas Regal e il Jack Daniel's Single Barrel, mentre evito il Jack normale e soprattutto il Johnnie Walker Red Label :sisi:
Altre bottiglie che non mi dispiacciono anche se non le vado cercando sono il Jim Beam e il Four Roses "base", che sono anche quelli che uso in cucina e/o chiedo nei cocktail :sese:

#2
littlewing

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Biscoooooooo!!!!!!!!

#3
Olorien_89

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Devo dire che li apprezzo ma non ho mai approfondito più di tanto, mi erano piaciuti il Glenfiddich 12 e il Laphroaig (Laphroaig 10, forse), che mi pare avesse un forte aroma e gusto di salmastro/torbato... Ne ho assaggiati altri, ma non ne ricordo il nome



#4
skizzo_85

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eccomi :D

a casa ho qualche bottiglia, sono appassionato di miscelazione, ma ho anche diversi whisky e rum.

 

se volete spiegazioni sono a vostra disposizione, ma tanto per cominciare, prima di sparare nomi di bottiglie sarebbe utile distinguere i whisky in categorie:

 

i whiskey americani, bourbon, tennessee, rye e canadian (e mettiamoci anche il corn e i moonshine)

lo scotch whisky, blended o single malt.

l'irish whisky, che sta crescendo come qualità e interesse degli appassionati.

a queste si aggiungono i whisky dal resto del mondo, che si ispirano a quelli più famosi spesso con ottimi risultati: i giapponesi sono prodotti eccezionali.

 

se vi interessa sapere le differenze, sono disponibile a farlo in maniera semplice e comprensibile.

vi posso dire quali sono i whisky che utilizzo io per fare i cocktail:

 

scotch blended: The Famous Grouse

irish: Bushmills White Label

bourbon: Four Roses

rye/canadian: Canadian Club o Jim Beam Rye

 

sono tutte bottiglie reperibili abbastanza facilmente e dal costo di circa 10/15 euro.

 

naturalmente volendo/potendo salire intorno ai 20/25 ci sono prodotti migliori ma sempre adatti all'uso in miscelazione

 

scotch blended: Johnnie Walker Black Label

irish: Bushmills Black Bush

bourbon: Maker's Mark, Buffalo Trace o Bulleit Bourbon

rye/canadian: Bulleit Rye

 

generalmente puri bevo solo single malt scotch whisky, e qui si apre tutto il mondo delle zone di produzione...

a casa ne ho circa una dozzina, più quelli che devo recuperare...

 

Talisker 10

Caol Ila 12

Glen Grant 10

Laphroaig 10

Oban 14

Glenmorangie 10

Ardbeg 10

Glenlivet 18

Lagavulin 16

Glenkinchie 12

Jura 10

Dalwhinnie 15

Cardhu 12



#5
-Krell

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Non sono un esperto, però quando esco a bere chiedo quasi sempre un old fashioned, che è a base di whisky. È l'unico super alcolico che mi piace liscio, ho una bottiglia di Laphroaig 10, bello torbato che adoro.

Già che siamo in topic: avete dei consigli sul ghiaccio? Magari dei cubetti che basta mettere in congelatore, fatti apposta, e non ghiaccioli? Perché quelli mollano subito acqua :(

#6
skizzo_85

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cubetti pieni, prendi le formine e le metti in congelatore.

se devi servire qualcosa "on the rocks" avere un ghiaccio pieno e con un cubetto di dimensioni generose è la cosa migliore.

spero sia superfluo dire che di ghiaccio nei cocktail ce ne vuole "tanto", ovvero il bicchiere pieno.

 

ora la moda è quella di fare l'old fashioned nel mixing glass e servirlo nel bicchiere con una sfera gigante di ghiaccio...



#7
aLchi

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E vabbè io avevo fatto i nomi delle bottiglie perché quelli conosco e so che mi piacciono o meno, non so dirti ancora se mi piacciono più gli scozzesi o gli americani, i blended o i single malt, ecc...  :P

 

Per le varie categorie avevo letto qualcosa, quella che più mi sfugge ancora però è la differenza tra bourbon, scotch, irish, ecc..., praticamente se alla fin fine è solo una definizione prettamente geografica, o se oltre alla provenienza hanno altre caratteristiche distintive che all'assaggio ti fanno "Ah, questo è un bourbon, quell'altro invece un giapponese" :sisi:

 

Per come berlo, io il whisky lo bevo o liscio, o con una goccia d'acqua, comunque mai col ghiaccio perché freddo lo trovo disgustoso XD



#8
Hyoga di Cygnus

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Ho provato diverse volt a farmelo piacere, non riuscendoci. Mai apprezzato il sapore. 

Sono un un tipo da Sambuca molinari :fg: . 



#9
Genocide

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bisco ci affoga tutti i giorni i dolori della sua esistenza :sisi:



#10
pixie81

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L'esperto è Bisco :sisi:

 

Io sono solo irlandese e al momento di whiskey in casa ho

- black bush

- talisker skye

- red breast

- powers signature release



#11
nonfatelomaipiù

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Biscoooooooo!!!!!!!!

bisco ci affoga tutti i giorni i dolori della sua esistenza :sisi:

   Maledetti, volevo tenere a bada la mia depravazione alcolica.....
 

E vabbè io avevo fatto i nomi delle bottiglie perché quelli conosco e so che mi piacciono o meno, non so dirti ancora se mi piacciono più gli scozzesi o gli americani, i blended o i single malt, ecc...  :P
 
Per le varie categorie avevo letto qualcosa, quella che più mi sfugge ancora però è la differenza tra bourbon, scotch, irish, ecc..., praticamente se alla fin fine è solo una definizione prettamente geografica, o se oltre alla provenienza hanno altre caratteristiche distintive che all'assaggio ti fanno "Ah, questo è un bourbon, quell'altro invece un giapponese" :sisi:
 
Per come berlo, io il whisky lo bevo o liscio, o con una goccia d'acqua, comunque mai col ghiaccio perché freddo lo trovo disgustoso XD

Allora, andiamo per gradi: le differenze non sono solo geografiche, ma ci sono differenze anche molto pesanti a livello di disciplinare. Provo a dirla molto ma molto in breve (quindi sto scrivendo anche qualche castroneria per non dover riportare tutte le eccezioni e sfumature, ma avrai tutto il tempo, se ti interessa, per studiarti questo mondo per bene).
 
Scotch: fatto, distillato, maturato e imbottigliato su suolo scozzese. Se esce, per qualsiasi motivo, puoi chiamarlo solo distillato d'orzo. Deve essere prodotto a partire da orzo, acqua e lievito. Non sono ammessi altri cereali, E deve essere invecchiato per un minimo di 3 anni in botti NON vergini (solitamente si utilizzano quelle usate precedentemente per il bourbon perché.... vedere punto sotto)
 
Bourbon: denominazione geografica molto ristretta (Kentuchy), il mash che viene distillato può contenere diversi tipi di cereale, ma il 51% deve essere di mais (a cui poi si associano segale o altri cereali a scelta), deve essere invecchiato solo ed unicamente in botti di rovere americano ancora vergini e tostate. Invecchiamento minmo 2 anni. Jack Daniel? Loro si chiamano Tennessee Whisky, nonostante rispettino la disciplinare del Bourbon, perché sono una potenza a se, perché vogliono essere distinti e perché poi ci sono tanti cavilli a cui tutti possono attaccarsi per fare il proprio gioco.
 
Irish: a parte l'area geografica, vengono solitamente distillati tre volte anziché due, ma hanno una disciplinare che fa acqua da tutte le parti, come scoperto quest'anno quando alcune distillerie, costruite da meno di 5 anni, si sono messe a vendere whiskey (la "e" nel nome si usa se non sono Scotch, tanto per farla breve) con 10 anni di invecchiamento. Siccome la macchina del tempo non esiste, è evidente che il whiskey venduto con il loro nome non era stato prodotto da loro e da qui, scava scava, ci si è accorti che l'unico requisito per essere chiamati Irish era di essere distillati sul suolo Irlandese. Poi potevi fare qualsiasi cosa (anche prenderlo, portarlo in Spagna, farlo maturare e pure imbottigliare in quel posto) senza perdere il nome di Irish Whiskey. Al momento, per fortuna, stanno rivedendo il disciplinare per adottare una formula simile agli Scotch.
 
Il resto? Varianti sul tema. I giapponesi si sono originati tutti da un unico distillatore giapponese che è andato in scozia più di un secolo fa, ha studiato, è cresciuto, ha guadagnato il titolo di master distiller e poi è tornato in patria per dare inizio alla dinastia dei distillati giapponesi. Sono buoni? Si, sono diventati maestri. Ma costano come l'oro e, detta alla maniera di Samaroli, sono senza palle.
I canadesi sono considerati un po' delle chioppe ed in effetti si fatica a trovarne di decenti e validi: tanto vale comprare Americano che è meglio. In giro per il mondo c'è poi Kavalan in Taiwan che è molto brava nel suo lavoro e c'è MackMyra in Svezia che promette benissimo, ma diciamo che agli inizi tanto vale partire dalle basi con Scotch e Americani. Il resto del mondo hai tutto il tempo di esplorarlo.
 
Se consideri quindi solo Scotch e Americani, le differenze nel gusto sono abissali: il Bourbon è molto più dolce (il legno vergine rilascia vanillina), tende ad esprimere note di frutta rossa (ciliegia, prugna) e al naso rivela un fondo di "diluente". Non potendo giocare con le botti (sempre e solo vergini, quindi "usa e getta"), sono costretti a giocare con la miscela di cereali (il mais porta dolcezza, la segale è vegetale e piccante, ad esempio) e con i lievii (ogni distilleria ha la sua ricetta segreta). Poi esiste comunque chi, al di fuori del Kentuchy e della denominazione "Bourbon" qualcosa sperimenta, ma sono pochi. A causa anche del fatto che le botti sono sempre vergini, quindi molto attive, difficilmente il Bourbon regge invecchiamenti importanti (diciamo che 12 anni sono già molto borderline).

 

Lo scotch invece gioca tantissimo con le botti: essendo costretti a comprare botti non vergini, da un lato vanno a comprare tutte quelle usate in america per il Bourbon (ad esempio Glenmorangie compra botti vergini, le "presta" a Jack Daniel e poi se le riprende per i suoi invecchiamenti) e dall'altro vanno a comprare le botti di Sherry che un tempo aveva una produzione altissima, quindi se ne trovavano tante e costavano poco (da tenere presente che gli scozzesi hanno il braccino corto: sono i genovesi del regno unito....). Ma ci sono poi esperimenti di ogni tipo: finishing in Porto, vini vari, Rum e chi più ne ha più ne metta. Gli Scotch reggono invecchiamenti molto importanti: diciamo che a 10 anni trovi gli entry level (ci vogliono 10/12 anni perché l'alcool diventi meno tossico), a 16 anni iniziano a uscire le note floreali e fruttate (18 è l'età tipica dei puttanoni che bevi come fossero acqua), sopra i 20 vai di dolcezza e frutta bella matura, verso i 30 cominciano ad uscire i tannini dei legni e sopra ci arrivano solo rarissime botti (buttando giù un numero molto a spanne, una su mille raggiunge i 30 anni e di queste sono rare quelle che riescono a continuare). 

In virtù di questi giochi con le botti, combinati poi a ricette di lieviti personalizzate e variegati stili di maltaggio (chi usa il fumo semplice, chi brucia torba, chi usa fumi più neutri, ecc....), gli scoth spaziano tra i più disparati "gusti": la torba (Lagavulin, Laphroaig, Ardbeg o Kilchomann con la cenere di sigaretta violenta), la frutta rossa derivante dallo sherry (Glendronach, Glenfaclas, Macallan), i frutti gialli (GlenGrant, Dalwhinnie), l'erba (Glenlivet, Cragganmore), il brodo di carne misto a olio motore (Ben Nevis, Mortlach), il peperoncino (Talisker), il sale (Tobermory) e chi più ne ha più ne metta. Ma non mi dilungo su questo, altrimenti stiamo qui anni.
 
E poi da ultimo il come berli: bicchiere a tulipano assolutamente (Glencairn ufficiale o al limite calici da grappa) e niente ghiaccio (a meno che tu non sia un texano....). Si serve attorno ai 19 gradi e si gioca con qualche goccia d'acqua nel bicchiere per farli aprire (o sul palato prima di bere, se non vuoi alterare il bicchiere). Si può giocare col calore della mano per far uscire gli aromi, ma occhio alla fiammata d'alcool di ritorno. Anche su questo, se ti interessa, parliamo in un post a parte dei consigli per la degustazione, che questo è già diventato un WOT.

 

Ma di dove sei, che non ricordo? Perché il WhiskyClub comincia ad avere parecchi clan in giro per l'Italia, quindi magari sei a portata delle degustazioni organizzate da qualcuna di queste.



#12
nonfatelomaipiù

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L'esperto è Bisco :sisi:

 

Io sono solo irlandese e al momento di whiskey in casa ho

- black bush

- talisker skye

- red breast

- powers signature release

Ecco, tra gli irlandesi che meritano (perché non è che tutti sono filibustieri tipo quelli che imbottigliavano roba comprata da altri, anzi!) ci sono i RedBreast: gran bel bere a prezzo ancora decente. Il 12 è già sfizioso nella versione base e diventa fantastico nella versione Cask Strenght (non diluito), ma la differenza di prezzo non è poca. Se poi si sale con l'invecchiamento (e con il prezzo) si va solo a migliorare ancora.



#13
TheKaronte

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Io sono un amante dell' Ardbeg, un whisky scozzese Islay, ossia con un sapore torbato. 

 

Da impazzire  :dribble:

 

E quoto sul non utilizzo del ghiaccio. Una volta versato basta aggiungere tre goccioline di acqua e tenere un po in mano il bicchiere; sorsi piccoli, facendo girare un po il whisky in bocca prima di buttarlo giù, perchè cosi facendo si gustano tutti gli aromi senza far pizzicare il palato. 



#14
nonfatelomaipiù

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Io sono un amante dell' Ardbeg, un whisky scozzese Islay, ossia con un sapore torbato. 

 

Da impazzire  :dribble:

 

E quoto sul non utilizzo del ghiaccio. Una volta versato basta aggiungere tre goccioline di acqua e tenere un po in mano il bicchiere; sorsi piccoli, facendo girare un po il whisky in bocca prima di buttarlo giù, perchè cosi facendo si gustano tutti gli aromi senza far pizzicare il palato. 

Eh beh, la maggioranza cade folgorata dai torbati la prima volta. E di questi puoi scommetterci quello che vuoi che nella maggioranza dei casi i nomi saranno Ardbeg, Lagavulin o Laphroaig. Tre distillerie che si trovano in meno di 2 chilometri su un'isola il cui commercio é fondato sue due sole materie: importano orzo ed esportano whisky, fine del sistema economico di Islay. A fianco c'é l'isola di Jura che é ancora peggio: 360 km quadrati, un unico paese in tutta l'isola, un solo negozio, una sola strada, 190 abitanti ad esagerare, 5000 cervi (riserva reale, non si toccano) e una distilleria che produce 2 milioni di litri all'anno.

 

Io per anni ho schivato i whisky (esperienze con Four Roses e simili mi avevano nauseato) preferendogli Cognac e Armagnac, ma il giorno che ho stappato un Ardbeg 10 mi é bastato sentire il profumo che ha riempito la stanza per convertirmi.

 

Sulla questione del palato e della sensibilitá all'alcool, ci sono due fattori che fanno la differenza: l'abitudine e l'invecchiamento. L'abitudine perché i recettori sensibili all'alcool funzionano allo stesso modo di quelli del peperoncino, quindi con l'allenamento riesci ad andare oltre la saturazione del palato data dall'alcool. Michael Jackson (non il cantante, ma uno dei critici di whisky piú famigerati nei primi anni 2000) parlava del "muro": bevendo whisky tutti i giorni (non ubriacarsi, eh! una dose da 2cl è più che sufficiente ed è ben al di sotto del livello di tossicità), dopo circa 2 settimane si sperimenta quello che lui descriveva come l'abbattimento del muro. Da un giorno all'altro, il whisky che fino alla sera prima credevi di conoscere diventa un'esplosione di sapori pazzesca: da quel momento l'esperienza cambia totalmente.

Il secondo fattore è l'invecchiamento, perchè l'alcool col tempo va incontro ad un processo di maturazione che lo lega ad altri componenti presenti nella botte e nel distillato. Il contenuto d'alcool che arriva nel sangue é lo stesso, ma il suo rilascio diventa piú lento, dando tempo all'organismo di poterlo trattare a dosi piú moderate (é analogo agli zuccheri a lento rilascio per i diabetici: il glucosio sovraccarica il sistema, mentre uno zucchero a lento rilascio risulta meno dannoso. Sempre a patto di non esagerare!). E la cosa si percepisce anche al palato dove l'impatto è più gentile: solitamente, gli imbottigliamenti ufficiali delle distillerie con almeno 18 anni si bevono come fossero acqua a prescindere dal grado alcolico (e in giro si trovano facilmente bottiglie fino ai 60 gradi e più).



#15
pixie81

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Ecco, tra gli irlandesi che meritano (perché non è che tutti sono filibustieri tipo quelli che imbottigliavano roba comprata da altri, anzi!) ci sono i RedBreast: gran bel bere a prezzo ancora decente. Il 12 è già sfizioso nella versione base e diventa fantastico nella versione Cask Strenght (non diluito), ma la differenza di prezzo non è poca. Se poi si sale con l'invecchiamento (e con il prezzo) si va solo a migliorare ancora.

 

Questo è un 12 base, ma il vantaggio di vivere in Svizzera è che agli aeroporti europei compriamo duty free, quindi sono tutti acquistabili a prezzi ragionevoli nonché in bottiglie da litro anziché da 0.75 :D

Mio padre l'ha trovato troppo dolce, per me è un po' soft ma si lascia bere.

 

In ogni caso per le papille della nostra famiglia Bushmills e soprattutto Black Bush sono i migliori per la meditazione, rigorosamente senza ghiaccio.

 

Talisker (Skye o Storm) e Powers li trovo corposissimi e veramente gustosi, è anche vero che fanno 46 gradi al posto dei normali 40.






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