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Generi debilitanti


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Questa discussione ha avuto 27 risposte

#1
sauron82

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  • "E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacri

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Perdonate il titolo ma non mi veniva altro in mente, se proprio suggerite qualcosa di meglio.

Parto dalla conversazione nata e morta (l'assassino è LUK@) su Warcraft.

Perché si ritiene che fare certi generi di film sia un passo indietro per un regista promettente? Non è che dipende da regista e regista? Cioè non tutti sanno reggere la pressione dovuta ad una grossa produzione da gestire, ma capita che il regista di turno dimostra di avere gli attributi e se la cava più che degnamente.

A voi la parola.

#2
LUK@

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mi raccomando argomentate e non fate come l'ultima volta :sisi: 



#3
Genocide

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Non ci sono generi di seconda categoria. Non ci sono temi di seconda categoria o tipologie di film.

 

Ci sono registi di seconda categoria e attori di seconda categoria.



#4
sauron82

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  • "E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacri

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Tornando a Warcraft un attimo, voi Jones come lo vedete? A rischio risucchio o che? Cioè un Tranks è finito tra incudine e martello e ne è uscito a pezzi, ecco, rischia quella fine? Io non lo vedo come un problema che faccia sto film, soprattutto se gli apre molte porte. Vedo che uno Spielberg passa tranquillamente da film di intrattenimento puro a opere più impegnate.

#5
-Krell

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Boh per miei gusti personali certi film sono contenutisticamente poveri. Secondo me un regista però non necessariamente fa un passo indietro se prova a fare certe cose, sta sperimentando. Certo, se ti butti via come Marc Webb.. per ora si è buttato via alla grande, e per quanto possa essere legittimo sperimentare, i suoi due film su Spiderman sono film inferiori al suo primo lungometraggio, anche se certamente parlo per mio gusto. Poi comunque sono difficilmente paragonabili, per carità, ma davvero si parla di due livelli diversi qui.



#6
sauron82

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  • "E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacri

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Però la mano di Webb rispetto a Raimi s'è vista, cioè la storia tra Peter e Gwen resterà nella memoria di molti.

#7
-Krell

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Però la mano di Webb rispetto a Raimi s'è vista, cioè la storia tra Peter e Gwen resterà nella memoria di molti.

EH, il resto però? Ma il film poi può piacere e tutto sommato risultare valido. Il punto è che chiunque abbia visto 500 Days of Summer sa bene che è un film contenutisticamente più sviluppato degli altri due film



#8
sauron82

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  • "E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacri

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Beh, aveva le mani legate e non è un genere suo, però nelle tematiche sentimentali distrugge la precedente trilogia, ergo non ha perso la mano.

#9
Genocide

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Tornando a Warcraft un attimo, voi Jones come lo vedete? A rischio risucchio o che? Cioè un Tranks è finito tra incudine e martello e ne è uscito a pezzi, ecco, rischia quella fine? Io non lo vedo come un problema che faccia sto film, soprattutto se gli apre molte porte. Vedo che uno Spielberg passa tranquillamente da film di intrattenimento puro a opere più impegnate.

 

se c'è scarlett johansson nel film il rischio risucchio me lo prenderei volentieri :sese:

 

le uniche persone che possono vedere un regista risucchiato in generi che ritengono essere inferiori sono persone, a mio personalissimo modo di vedere, la cui opinione dovrebbe contare ben poco per i registi in questione

 

 

EH, il resto però? Ma il film poi può piacere e tutto sommato risultare valido. Il punto è che chiunque abbia visto 500 Days of Summer sa bene che è un film contenutisticamente più sviluppato degli altri due film

 

il secondo spiderman è piaciuto a tantissimi fan del pg. Praticamente tutti. 500 days of summer non me lo ricorderò tra 10 anni come mi ricorderò l'amazing spiderman 2 di webb.

 

E' una questione solo e puramente personale e di gusti personali. Non c'è nulla di oggettivo. Ed è puro classismo.



#10
ManuSP

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Non ci sono generi di seconda categoria. Non ci sono temi di seconda categoria o tipologie di film.
 
Ci sono registi di seconda categoria e attori di seconda categoria.

Quoto col sangue, e aggiungerei che ci sono produzioni (chi sgancia i soldi, scrive la sceneggiatura e quant'altro) di prima categoria e di seconda categori

Un film come Godzilla per quanto mi riguarda si è salvato dal baratro grazie ad Edwards perché, regia a parte, è un film debole.

#11
Mad Lefty

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se c'è scarlett johansson nel film il rischio risucchio me lo prenderei volentieri :sese:

 

 

 

:monty:



#12
Escher

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EH, il resto però? Ma il film poi può piacere e tutto sommato risultare valido. Il punto è che chiunque abbia visto 500 Days of Summer sa bene che è un film contenutisticamente più sviluppato degli altri due film

 

lo so krell, ma parti dal presupposto che approcciarsi ad un comic movie significa piegarsi spesso a novanta

 

l'impronta la puoi dare, ma se pure raimi con spiderman 3 ha fallito, un Webb non ha speranze se si pensa che sempre sony c'è dietro.



#13
Genocide

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:monty:

 

tralasciando che ho sbagliato ogni tipo di tempo verbale :sisi:



#14
Quilty

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Mi fa piacere che la discussione sia stata recuperata. Anche io non penso che esistano generi di serie A o di serie B, anzi: non mi interessa affatto parlare di generi. Il problema, però, si pone lo stesso, anche se in altri termini.

 

 

Io la vedo così: ci sono stati moltissimi casi di giovani registi che avevano raccolto premi e lodi con i loro primi, piccoli film, e che hanno finito con l'attirare l'attenzione delle Major o comunque di compagnie grandi, grosse e cattive. Il giovane talentuoso è ovviamente lusingato dal prestigio del progetto, dalla visibilità che questo gli assicura e, soprattutto, dalla montagna di denaro che gli viene offerta. Purtroppo il passaggio da una produzione indipendente, solitamente a basso budget, ad un blockbuster da mille milioni di miliardi è ovviamente traumatica: si tratta di un’impresa completamente diversa, con un’infinità di regole, leggi e vincoli spesso soffocanti. Qualcuno tiene botta (il già citato Nolan, ma anche Alfonso Cuaron), la maggior parte rimane stritolata dall’impietoso ingranaggio.

 

 

Josh Trank è il caso più eclatante tra quelli recenti, talmente eclatante che è facile comprendere chi si preoccupa per il destino di Duncan Jones. E anch’io includerei Marc Webb nella lista: non sono affatto sicuro che (500) Days of Summer verrà dimenticato prima dei suoi due Spider-Man, per i quali la cosa più neutrale che si possa dire è che sono stati non brutti, ma sicuramente superflui e poco ispirati.

 

 

Ma il discorso vale in generale per tutti i casi in cui l’estro autoriale entra in collisione con le inappellabili leggi dell’industria. Molto frequenti sono i casi di registi stranieri invitati a fare il “grande passo” e comprensibilmente incapaci di resistere al canto delle sirene hollywoodiane: così capita di vedere spettacoli desolanti come John Woo che passa da Hard Boiled ai film con Van Damme, o Florian Henckel Von Donnersmarck che fa seguire all’incensatissimo Le Vite degli Altri il risibile The Tourist.

 

 

In realtà, anche autori navigati ed apparentemente a loro agio nelle acque tempestose dei blockbuster possono tradire i sintomi di questo peculiare “Mal-di-Hollywood”. La differenza tra Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit è parsa evidente a tutti; non è che sia mancata la bravura e la prodigiosa tecnica di Peter Jackson, ma semplicemente che, come ha sintetizzato brillantemente il critico Francesco Alò, “Il Signore degli Anelli era un’opera, mentre Lo Hobbit è un’operazione”. Io stesso ho più volte accennato a quella tangibile sensazione di libertà, divertimento, persino euforia, espressa da ogni fotogramma di Drag Me to Hell dopo il calvario che era stata la realizzazione di Spider-Man 3.

 

 

Sono convinto che un autore di vero talento sia in grado di elevare (quasi) qualsiasi materiale, ma il punto è proprio questo: per ottenere questa reazione alchemica capace di trasformare materiale rozzo, grezzo e popolare in Grande Cinema, bisogna che l’autore sia lasciato libero di fare le sue scelte e prendersi i suoi rischi. Fatte salve alcune felici eccezioni, non è così che funzionano le cose ad Hollywood. Occorre sempre ricordarsi che gli studios sono a loro volta controllati da multinazionali che agiscono secondo le ben note logiche delle multinazionali, perciò quando si parla di investimenti multi-milionari, è comprensibile che la tendenza a correre rischi sia severamente zittita. La soluzione? Rivolgersi a giovani facilmente controllabili o a “esecutori” affidabili perfettamente inseriti in queste logiche. Si, sto pensando proprio a Zack Snyder. E visto che ci siamo, chiariamo una volta per tutte: il fatto che trovi i suoi film di cattivo gusto, grossolani o stupidotti (mi manca da vedere solo quello sui gufi, e chissà se troverò mai la forza) non vuol dire che consideri il suo lavoro come facile. Ci vogliono ampie competenze tecniche e organizzative anche per realizzare una cosa come 300 (oltre ad una grande faccia tosta per pensare di poter fare un certo film meglio di George A. Romero), e se fossi un produttore sarei abbastanza tranquillo nell’affidare il mio fantastiliardo di budget a questo professionista, che però non può certo definirsi “regista” nel senso che questa parola dovrebbe avere.

 

 

E qui forse ci si può riallacciare al discorso sui “generi debilitanti”: se a debilitare è la macchina da popcorn hollywoodiana, il fatto che vengano favoriti progetti facilmente etichettabili, riconoscibili e riconducibili ad un’ uniformità di genere fa si che certi generi appaiano più debilitanti di altri. E la prima responsabilità è sempre quella del pubblico, che non ha affatto sempre ragione, ma è pigro, superficiale, svogliato e disattento, quando non platealmente idiota. Vuole vedere sempre la stessa cosa, al massimo con qualche superficiale ritocco, ed invoca la stessa originalità da cui rifugge, lanciandosi in commenti tipo “questo film come commedia sentimentale non funziona, ma se lo vediamo come comico-demenziale è fico” che andrebbero a loro volta commentati a suon di bastonate sulle gengive.


Modificata da Quilty, 06 November 2015 - 03:06 PM.


#15
Perunamico

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Tornando a Warcraft un attimo, voi Jones come lo vedete? A rischio risucchio o che? Cioè un Tranks è finito tra incudine e martello e ne è uscito a pezzi, ecco, rischia quella fine? Io non lo vedo come un problema che faccia sto film, soprattutto se gli apre molte porte. Vedo che uno Spielberg passa tranquillamente da film di intrattenimento puro a opere più impegnate.

per me non è un problema che faccia quel film( mi piace warcraft), il problema è che per farlo ci ha messo tantissimi anni! È da anni che un non vediamo un suo film...




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