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Difficile - SPECIALE

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Questa discussione ha avuto 80 risposte

#1
The Newser

The Newser
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Difficile - SPECIALE
Da Bloodborne a DayZ, ecco perché il videogioco del futuro sarà indiscutibilmente difficile. Come lo streaming e la noia hanno ucciso un trend che rischiava di distruggere l'intero mercato.
..
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#2
Link-F

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Sono molto curioso di sapere cosa ne pensate :)

#3
DragonDaemonis

DragonDaemonis
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Sono molto curioso di sapere cosa ne pensate :)

Bell'articolo,mi trovo d'accordo su tutto.
La semplicità può uccidere un videogioco; senza sfida, per me, un titolo non ha senso di esistere. Infatti sono un grande appassionato dei Souls e di Monster Hunter e più in generale di quei giochi che ti mettono "dentro" l'avventura, giochi che hanno un tasso di realismo e di bilanciamento abbastanza elevato.


#4
iDav1de

iDav1de
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Ottimo pezzo, l'ho letto con estremo piacere. Bravo Fra!

#5
fenderman89

fenderman89
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Articolo immenso. Se si vuol bene al "videogioco" non si può che sottoscriverne ogni singola parola.
Bisogna sottolineare come, negli esempi di "positiva ripresa" considerati, il fattore difficoltà maggiore non sia fine a se stesso, ma equivalga ad un aumento esponenziale della profondità: se c'è infatti un qualcosa che ha tragicamente appiattito i titoli rilasciati negli ultimi anni non è solo l'estrema semplicità con cui procedere, ma sopratutto l'assenza di un gameplay realmente interessante, ricco e stratificato. Hanno "spogliato" il videogioco delle sue peculiarità, cercando di convincerci che fossero solo noiosi e non necessari orpelli. In molti ci sono cascati e si sono accontentati, tanti altri fortunatamente no, e sono rimasti nell'ombra, in attesa di tempi migliori. Speriamo che il momento sia giunto.

#6
Silver89

Silver89
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una difficoltà impegnativa e giusta ci deve essere, ma io sono anche del parere che ci debba essere un limite. Se io compro un gioco onestamente lo compro soprattutto per divertirmi e per finirlo entro un certo limite di tempo, sperando che non ci siano poi trofei eccessivamente frustranti.. se devo comprare un gioco per arrabbiarmi, che per completarlo o solo per andare avanti di un metro sbatto la testa al muro e arrivo a livelli di frustrazione enormi, allora non ci sto. Certi punti in Bloodborne sono davvero esageratamente difficili e ti fanno sclerare, a quel punto per me non è più divertimento. Poi per carità è sempre questione di gusti e di limite di sopportazione, ma nel momento in cui pago qualcosa, specie se compro un gioco a prezzo pieno, mi aspetto una difficoltà anche tosta ma accettabile, senza esagerazioni, pago per giocare e divertirmi non per arrabbiarmi.

#7
SoulMe

SoulMe
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Concordo su tutto, ottimo l'esempio BloodBorne/The Order che non fa altro che confermare l'esattezza del tuo pensiero.

#8
Maqroll

Maqroll
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bello, bravo!

#9
Spaceman82

Spaceman82
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Davvero un ottimo articolo e perfettamente in linea con quello che è anche il mio pensiero.
Data la mia veneranda età, i videogiochi li ho vissuti fin dall'inizio e ho visto l'inesorabile parabola che li ha portati dal niente fino all'apice del gameplay per poi ripiombare, nell'ultimo decennio, a giochi che si giocano quasi da soli.
Prendiamo gli FPS, genere che ha stufato molti giocatori, ma perchè ha stufato? Perchè sono stati fatti passi indietro invece che in avanti. Prendiamo Doom (gioco emblematico del genere), mappe intricate, piene di segreti, chiavi, armi nascoste, scorciatorie ecc. confrontiamolo con il gioco simbolo degli FPS odierni, CoD, cioè, in termini di gameplay non c'è neanche il minimo paragone, a livello di contenuti Doom si mangia a colazione qualsiasi capitolo di CoD (per non parlare della sfida).
Questo ragionamento si può applicare a molti generi, quasi tutti a dire il vero.
Per fortuna ultimamente, per diverse ragioni, la tendenza sembra essersi un po' invertita (o per lo meno rallentata). Giochi come i Souls (e BB) e i roguelike sono molto apprezzati, segno che chi cerca una sfida c'è ancora e molto probabilmente è un pubblico in crescita, dato che adesso chi cerca il gioco per passare 10 minuti ha altri punti di riferimento.
Mi ricordo che anche nei primi anni 90 si è provato a fare dei videogiochi dei film interattivi (SEGA CD, 3DO e company), il pubblico però li ha snobbati alla grande, preferendo il gameplay alla grafica e rimanendo con SNES e Mega Drive fino all'avvento delle successive macchine che hanno offerto una vera evoluzione del videogioco.
Con la scorsa generazione di console il limite tra videogioco e film si è assottigliato ancora una volta, fino quasi a non vedersi più in alcuni casi, e va bene, ci possono stare anche dei giochi così, solo fino a quando non diventa la regola però.
Nell'articolo è stato citato Tomb Raider, ora, so che in molti sono saranno d'accordo, la maggior parte credo, non uccidetemi, è solo la mia personale opinione, ma a me il reboot ha lasciato un po' l'amaro in bocca. Sono stato da sempre un grande fan della serie e con il gioco del 2013 è stato buttato tutto nel cesso, in favore di un gameplay che strizza l'occhio ad Uncharted (serie che adoro, ma appunto, è un'altra serie), una trama così così e un taglio cinematografico. Ma ridatemi la tettona che va con gli shorts a combattere tigri e dinosauri a pistolettate!
Scusate per il papiro :D Complimenti ancora per l'articolo.

#10
jethammer

jethammer
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Letto tutto d'un fiato! Articolo stupendo!

#11
Habardeen

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Dr. Serino, dopo queste Sue parole Le rimane solo una cosa da fare:

internet-kill-switch-ars-th.jpg

#12
Wildbone88

Wildbone88
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Bellissimo articolo Fra, bravo!
Un altro aspetto che amo della difficoltà di certi titoli (Dark Souls, Alien Isolation, DayZ ecc.) è il modo in cui esaltano l'atmosfera delle ambientazioni di gioco. Il rischio di morire ogni 3 metri, l'ignoto e la sensazione permeante di solitudine aumentano di 10 spanne la qualità espressiva di ogni location. Passi 10/15 volte dallo stesso dannato corridoio e ormai ne conosci i dettagli minuziosamente e in un certo senso sei proprio "forzato" a viverti il design e a cogliere tutte le idee che gli sviluppatori hanno nascosto tra un mattonella e l'altra, tra una colonna e un capitello, tra un tavolo imbandito e un dipinto appeso storto al muro. Ultimamente, invece, molti giochi spingono sulla frenesia e non ti godi appieno il mondo di gioco.


Modificata da Wildbone88, 10 June 2015 - 01:33 PM.


#13
mrTODD777

mrTODD777
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#Love Jabba. #farafluden

#14
maxter85

maxter85
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Ricordo con piacere le sfide con gli amici in sala giochi a chi finiva il gioco di turno con un solo gettone ( mastodontica la sfida per farlo con raimbow island, che ho portato a termine non senza imprecazioni). Però capisco anche chi chiede ad esempio la scelta del livello di difficoltà nei giochi. Esempio: se bloodborne avesse avuto anche un livello facile da scegliere, ai cosiddetti pro non cambiava nulla, invece ho sempre letto insulti a chi l'avrebbe voluto perché non avvezzo al genere ma che avrebbe voluto giocarci per gustarsi la lore e le ambientazioni. Non bisogna diventare degli estremisti incalliti,la maggiore possibilità di scelta è sempre una buona cosa. Ps: bloodborne l'ho adorato e finito completamente a parte qualche chalice dungeon, e devo dire che parte della difficoltà è data da difetti tecnici non indifferenti, quali telecamera e compenetrazioni.

#15
Lokunthor

Lokunthor
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Daccordissimo, è ora di una rinnovatà profondità e sfida nei videogame, i giochi che si finiscono da soli hanno davvero stufato, con buona pace di quelli che pensano "ho comprato il gioco X e lo voglio giocare fino alla fine, non essere interrotto nel mezzo perchè sono una pippa o non ho tempo da dedicarci!". Beh cambiate hobby in questo caso.
 
Poi il gioco più semplice o con livelli di difficoltà selezionabili è sempre esistitio e sempre esisterà, magari c'era chi ti perculava così:
 
Wolfenstein_3D_(DOS)_05.png
 
ma alla fine sei libero di giocarlo in quel modo :)

Modificata da Lokunthor, 10 June 2015 - 02:47 PM.





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