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Kingdom Hearts: Una Sublime Confusione - SPECIALE

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Questa discussione ha avuto 17 risposte

#1
The Newser

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Kingdom Hearts: Una Sublime Confusione - SPECIALE
In occasione del "secondo mix", torniamo a sondare il peso e le emozioni di una saga storica
Un tempo pensai che Kingdom Hearts fosse una superflua operazione commerciale dalla sciocchezza disarmante, addirittura offensiva per me e tutti coloro che amavano l’opera di Squaresoft. Erano i tempi dell’annuncio, quando sulle riviste specializzate furono pubblicate le prime immagini di Sora con quelle enormi scarpe giallognole e una spada improbabile a forma di chiave. Il protagonista mi apparve troppo giovane, pacchiano, e l’idea di un’avventura d’azione ambientata tra gli scenari dei più celebri lungometraggi disneyani mi sembrò un’ammissione di sconfitta creativa da parte degli autori di tanti capolavori. Inoltre alcuni leggendari personaggi delle Fantasie Finali sarebbero comparsi durante il videogame, e ritenni che il loro carisma sarebbe stato necessariamente diluito nella tazza di latte parzialmente scremato di un’ingenua e infantile mediocrità. Quel senso di appassionata anticipazione che viene definito “hype” era poco sopra lo zero, in una mia personale scala del desiderio videoludico, e per l’imminente Kingdom Hearts provai quindi lo stesso vago e indolente interesse che mi anima quando sto per scoprire quale sia la sorpresa contenuta in un ovetto di cioccolata. Sapevo già, ne ero certo, che sarebbe stato un gioco insulso. Eppure lo comprai subito, sedotto infine dal disegno sulla copertina e troppo innamorato di Squaresoft per poterlo ignorare. Ricordo che mi pentii subito dopo avere pagato e mi portai la mia copia a casa recriminando contro la pochezza della mia volontà, pensando per consolarmi che avrei potuto riutilizzare Kingdom Hearts come regalo per il prossimo natale ad un nipote di sette anni.Tuttavia iniziai a ricredermi subito dopo avere inserito il disco nella console, dapprima annoiato poi attratto dalle note liquide del preludio musicale di Yoko Shimomura che risuonava nella schermata del menù con gli accenti malinconici di una misurata, dolce tristezza. Restai ad ascoltare quei suoni e poi, automaticamente, iniziò un trailer la cui epica e grave potenza mi meravigliò.Iniziai a giocare e per qualche giorno non feci altro, annegato felicemente nell’oceano pluridimensionale di una favolosa fusione di sogni. Ora mentre rivivo il secondo episodio, nella lucente riedizione per Playstation 3, sono convinto che Kingdom Hearts sia un’invenzione straordinaria che non solo possiede la stessa profondità lirica, ludica e tragica dei migliori Final Fantasy, ma che ha fornito una nuova linfa vitale ai personaggi, ai luoghi e alle storie di Walt Disney, riuscendo a trasformare anche le opere meno ispirate e più fasulle, come Tarzan, in esperienze fantastiche. Chissà quindi che grazie alla contemporanea egemonia di Disney nel terzo episodio di Kingdom Hearts non vedremo audaci rielaborazioni nipponiche degli eroi Marvel e soprattutto di Star Wars. Una keyblade-laser avrebbe un impatto visivo devastante, in una serie dove i vettori dalla lama-chiave compongono impressionanti architetture luminose, geometriche e cromatiche. Attraverso la rilettura di Nomura e Nojima rifiorisce quel miracolo originale dei grandi classici disneyani, una magia che non è l’illusionismo del periodo che fu di Eisner, ma un vero incanto che rianima antichi immaginari universali, esaltandone la dimensione storica, narrativa e artistica mentre la rilancia nel futuro. Nel momento in cui Sora, Pippo e Paperino uniscono le loro mani in segno di amicizia osserviamo un prodigio che cancella tempo e spazio con la potenza di un big bang, così universi che apparvero inconciliabili e distanti si sovrappongono in una sublime confusione che ancora oggi favorisce l’incedere di una storia ermetica e sempre più nebulosa, perché lascia spazio agli interrogativi di chi la vive e alle sue speculazioni.Kingdom Hearts suggerisce impressioni, scatena deliranti ipotesi, scardina la certezza che ci sia un confine tra ciò che è reale o solo immaginato. Nella chimerica fusione tra panorami, racconti, tempi e toni la trama che dovrebbe unire tutti gli episodi si sfilaccia e si perde nello spazio dell’ignoto e del dubbio restando mitica, celata dietro una porta chiusa di cui solo una spada-chiave definitiva potrà infine aprire la serratura.
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#2
Isegrim

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Mamma mia che articolo.... Sono senza parole. Fantastico!! Complimenti!



#3
Babush89

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Bell'articolo mi hai quasi commosso XD
Anch'io ricordo che prima dell'uscita del gioco ero molto scettico nonostante fossi un ragazzino delle medie. Ma dopo aver giocato i primi minuti, me ne innamorai in tutto e per tutto. Ormai sono un maniaco di questa saga, appena leggo Kingdom Hearts automaticamente mi emoziono, e non so come sia possibile avendo ormai 25 anni. Sarà che, come dici te, i personaggi di questa saga mi chiedono di farli vivere. E non vedo l'ora di rifarlo col terzo capitolo.

#4
losttimefactory@gmail.com

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Non oso immaginare quali derive prenda il terzo episodio. Spero sia devastante... Una tempesta sul presente videoludico. No mura non può sbagliare.

#5
Apprendista eroe

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Un articolo molto personale. Mi sembra una visione troppo malinconica dell'opera. Il gioco in se è molto malinconico, ma perché è un lungo viaggio di introspezione nella natura umana, non a caso il tema portante è la dicotomia luce-oscurità. Seguendo attentamente i fili della trama ci si rende conto che non si tratta solo di una sublime confusione, ma di un puzzle piuttosto complesso raccontato con il linguaggio del sogno. C'è una logica dietro ogni ricordo. Non per fare una battuta, ma secondo me non è questa la chiave di lettura del gioco: è troppo semplice limitarsi a dire "è un sogno i cui personaggi fingono di esistere", non è questa l'intenzione di Nomura. Fin che lo si vive ogni sogno è reale, perché i sentimenti con cui hanno a che fare i personaggi vogliono essere reali. Nomura nella sua visione adotta un linguaggio semplice, utilizza personaggi e mondi infantili, ma pone in discussione alcuni punti focali dell'essenza umana... A cosa serve l'amicizia? Abbiamo un'anima? Cos'è un cuore? Ci sarebbero molte altre cose da dire su KH.

#6
losttimefactory@gmail.com

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Ci sarebbe un tomo da scrivere su Kingdom Hearts... È come un gioiello dalle mille sfaccettature sulle quali risplende un'impressione. Ne ho afferrata qualcuna... Poche... Ma continuo a indagare

#7
denblaffer

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in realtà più va avanti la saga più la presenza dei mondi disney dal punto di visto narrativo diventa svilente:

-da una parte c'è la volontà di adattare a tutti i costi la storia dei film in 15 minuti con in mezzo sora-pippo-paperino e il risultato il più delle volte è forzatissimo e pacchiano 

-dall'altra ci sono i personaggi e le tematiche di kingdom hearts che più vanno avanti e più diventano "seriosi" e "epici"(o cercano di essere seriosi e epici) che mal si adattano alle atmosfere di alcune pellicole/mondi (il mondo della sirenetta nel II è parecchio WTF e pure quello del re leone)

 

 

cioè a me la saga piace parecchio, ma dal II in poi c'è stato un cambio di rotta che non riesce ad amalgamare perfettemente le 2 anime della serie. (mentre nel primo KH l'alchimia era perfetta, imho)



#8
Nome inventato

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in realtà più va avanti la saga più la presenza dei mondi disney dal punto di visto narrativo diventa svilente:
-da una parte c'è la volontà di adattare a tutti i costi la storia dei film in 15 minuti con in mezzo sora-pippo-paperino e il risultato il più delle volte è forzatissimo e pacchiano
-dall'altra ci sono i personaggi e le tematiche di kingdom hearts che più vanno avanti e più diventano "seriosi" e "epici"(o cercano di essere seriosi e epici) che mal si adattano alle atmosfere di alcune pellicole/mondi (il mondo della sirenetta nel II è parecchio WTF e pure quello del re leone)


cioè a me la saga piace parecchio, ma dal II in poi c'è stato un cambio di rotta che non riesce ad amalgamare perfettemente le 2 anime della serie. (mentre nel primo KH l'alchimia era perfetta, imho)


Esatto. Nel primo la fusione dei mondi disney con la trama e i personaggi principali ers perfetta. Dal 2 giá si notava che venivano inseriti proprio a forza e in bbs non li volevo proprio vedere tant'è che li rushavo e l'ho finito una volta sola con un solo personaggio.
Ormai la trama ha preso una sua totale autonomia e identità e la disney è piú un peso che un valore aggiunto. Io considero ff15 l'erede di kh depurato dalla disney piú che un nuovo ff.

#9
Stein

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articolo ben scritto, io di mio continuo a pensare che KH sia un dei giochi che in assoluto, ha fatto più male ai giochi di ruolo giapponesi. Non mi soffermo sull'insulsa storia a "siparietti" ambientata nei mondi Disney nè su uno dei BS più penosi mai concepiti e che purtroppo ha fatto da apripista alla banalizzazione action di molti giochi di ruolo giapponesi. Un titolo che sicuramente andrebbe conosciuto, un po' come si dovrebbe conoscere la storia del nazismo. :D

Conoscerlo per capire quanto male ha fatto ai videogiochi...


Modificata da Stein, 29 December 2014 - 03:58 PM.


#10
red devils forever

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Ci sarebbe un tomo da scrivere su Kingdom Hearts... È come un gioiello dalle mille sfaccettature sulle quali risplende un'impressione. Ne ho afferrata qualcuna... Poche... Ma continuo a indagare

va beh fede ora basta! cioè :wub::applauso: pezzo meraviglioso il giorno che sbaglierai uno di questi editoriali fammi un fischio :) su kh beh è un pò come quando sony disse di entrare nel mondo console,non ci credeva nessuno...a volte la bellezza risplende in luoghi in cui la luce sembra svanita

#11
Igno

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Io sono ancora convinto che si cerchi di rendere KH più intelligente e profondo di quanto non sia.

Il primo lo porto nel cuore, quando ci giocai la prima volta avevo la stessa età di Sora e rimasi avviluppato da quella che ancora oggi ricordo come una bellissima fiaba videoludica, anche se adesso ci aggiungo la postilla "invecchiata male".

Ma davvero, il primo KH fu qualcosa di indescrivibile per me, fu proprio un'esperienza emozionale, era l'avventura che avrei sempre voluto vivere, nei posti che avrei sempre voluto visitare, con gli amici che sempre avrei voluto avere.

Poi crebbi, e crebbe anche KH, e così anche Sora e tutti gli altri, il secondo capitolo lo attesi con spasmodica, vorace e autodistruttiva attesa, ancora in astinenza da Chain of Memories.

E lì la fiaba finì, io forse ero cresciuto troppo, ne dubito visto che anche oggi vorrei svegliarmi in una terra incantata e combattere per salvare l'universo :sisi:, ma sicuramente la crescita di Sora e di KH non era quello che mi aspettavo, non era una fiaba che prendeva forme e toni più adulti, era solo un'accozzaglia di tutte quelle cose che andavano di moda negli Shonen a quel tempo... frasi, pose e personaggi accattivanti (in teoria) che rendevano tutto molto meno idilliaco e molto più commerciale. Videoludicamente mi spezzò il cuore.



#12
Stein

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Io sono ancora convinto che si cerchi di rendere KH più intelligente e profondo di quanto non sia.

Il primo lo porto nel cuore, quando ci giocai la prima volta avevo la stessa età di Sora e rimasi avviluppato da quella che ancora oggi ricordo come una bellissima fiaba videoludica, anche se adesso ci aggiungo la postilla "invecchiata male".

Ma davvero, il primo KH fu qualcosa di indescrivibile per me, fu proprio un'esperienza emozionale, era l'avventura che avrei sempre voluto vivere, nei posti che avrei sempre voluto visitare, con gli amici che sempre avrei voluto avere.

Poi crebbi, e crebbe anche KH, e così anche Sora e tutti gli altri, il secondo capitolo lo attesi con spasmodica, vorace e autodistruttiva attesa, ancora in astinenza da Chain of Memories.

E lì la fiaba finì, io forse ero cresciuto troppo, ne dubito visto che anche oggi vorrei svegliarmi in una terra incantata e combattere per salvare l'universo :sisi:, ma sicuramente la crescita di Sora e di KH non era quello che mi aspettavo, non era una fiaba che prendeva forme e toni più adulti, era solo un'accozzaglia di tutte quelle cose che andavano di moda negli Shonen a quel tempo... frasi, pose e personaggi accattivanti (in teoria) che rendevano tutto molto meno idilliaco e molto più commerciale. Videoludicamente mi spezzò il cuore.

 

quoto. Il primo era una gioco molto confuso e decisamente mal raccontato, ma almeno riusciva ad incarnare lo spirito fanciullesco delle atmosfere disneyane. Il secondo era sempre confuso e tremendamente mal raccontato, in più perdeva la "magia disney" per cercare pateticamente di assumere atmosfere pseudo-adulte che non stavano nè in cielo nè in terra...



#13
Caniderrimo

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  • And now for something completely different

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in realtà più va avanti la saga più la presenza dei mondi disney dal punto di visto narrativo diventa svilente:

-da una parte c'è la volontà di adattare a tutti i costi la storia dei film in 15 minuti con in mezzo sora-pippo-paperino e il risultato il più delle volte è forzatissimo e pacchiano 

-dall'altra ci sono i personaggi e le tematiche di kingdom hearts che più vanno avanti e più diventano "seriosi" e "epici"(o cercano di essere seriosi e epici) che mal si adattano alle atmosfere di alcune pellicole/mondi (il mondo della sirenetta nel II è parecchio WTF e pure quello del re leone)

 

 

cioè a me la saga piace parecchio, ma dal II in poi c'è stato un cambio di rotta che non riesce ad amalgamare perfettemente le 2 anime della serie. (mentre nel primo KH l'alchimia era perfetta, imho)

 

Quoto, purtroppo dopo il secondo (che a mio parere è stato il mix perfetto tra i mondi disney ed una trama di fondo per Sora e company più coesa e convincente) la presenza della disney è stata messa sono perché doveva essere messa. La mia impressione è che i personaggi e la storia (ormai troppo confusionaria, ampollosa e dall'intreccio artificiosamente complicato senza nessun motivo valido) di Nomura stiano schiacciando la componente disney. E questo è male perché sia BBS sia DDD a livello di trama principale sono mediocri a voler essere gentili (ma a livello di combat system e level design sono avanti anni luce dai primi due episodi principali, The grid e Symphony of sorcery sono due dei mondi migliori mai creati dell'intera saga). Spererei in un cambio di rotta nel terzo capitolo che dia maggior risalto ai mondi ed ai personaggi disney, ma non credo avverrà.

 

Sto comunque rigiocando or ora il secondo capitolo in hd e mi sta piacendo come la prima volta. KH è una bellissima saga che ho riscoperto l'estate scorsa grazie al DDD su 3ds e che mi ero dimenticato di quanto amassi  :wub:



#14
Alfrays

Alfrays
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Io sono ancora convinto che si cerchi di rendere KH più intelligente e profondo di quanto non sia.

Il primo lo porto nel cuore, quando ci giocai la prima volta avevo la stessa età di Sora e rimasi avviluppato da quella che ancora oggi ricordo come una bellissima fiaba videoludica, anche se adesso ci aggiungo la postilla "invecchiata male".

Ma davvero, il primo KH fu qualcosa di indescrivibile per me, fu proprio un'esperienza emozionale, era l'avventura che avrei sempre voluto vivere, nei posti che avrei sempre voluto visitare, con gli amici che sempre avrei voluto avere.

Poi crebbi, e crebbe anche KH, e così anche Sora e tutti gli altri, il secondo capitolo lo attesi con spasmodica, vorace e autodistruttiva attesa, ancora in astinenza da Chain of Memories.

E lì la fiaba finì, io forse ero cresciuto troppo, ne dubito visto che anche oggi vorrei svegliarmi in una terra incantata e combattere per salvare l'universo :sisi:, ma sicuramente la crescita di Sora e di KH non era quello che mi aspettavo, non era una fiaba che prendeva forme e toni più adulti, era solo un'accozzaglia di tutte quelle cose che andavano di moda negli Shonen a quel tempo... frasi, pose e personaggi accattivanti (in teoria) che rendevano tutto molto meno idilliaco e molto più commerciale. Videoludicamente mi spezzò il cuore.

 

Esperienza molto simile, solo che all'uscita di KH2 ero in piena fase Otaku chiuso con i manga e gli anime(perché secondo me dal 2 in poi è diventato un lungo e semplicissimo shonen sceneggiato anche male), e quindi non ho potuto far altro che apprezzare anche quello, sebbene sentivo che molte cose non quadravano. Il tutto poi si è accentuato con 358/2 days, ed è straripato con Birth by sleep in cui vedevo il solito shonen che questa volta  non era sceneggiato male, ma peggio, e con una storia che oramai non aveva più niente da dire se non trovare un motivo banale per andare avanti. E così è stato con l'arrivo di Dream Drop Distance(che mi sono rifiutato di comprare, sebbene lo abbia visto su YT). Sinceramente mi dispiace vedere che certe persone pendano dalle labbra di Nomura quando quest'ultimo è uno degli sviluppatori più sopravvalutati e egocentrici di sempre, e vorrei che invece andasse nel dimenticatoio insieme alle sue opere, la saga di KH fra tutte, prima che possa rovinare ancora di più il ricordo di quella che è stata l'esperienza con il primo capitolo. Ma poi penso che Nomura ha dichiarato che vuole rendere la saga di KH lunga come quella di FF, tanto che nel 3 ci sarà la fine della sola saga di Xeanorth, ed è li che mi rendo conto che l'erba cattiva, come al solito, non muore mai.



#15
LorenZ

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Insomma, leggendo i commenti qui sopra sono rimasto un pò perplesso. Io che ho saltato la seconda era console di Sony perchè affascinato dal passo in avanti fatto dagli FPS su console con Halo e Halo 2, mentre i miei amici si raccontavano le vicissitudini dei due Kingdom Hearts e bruciavo d'invidia.

E adesso mi ritrovo qui, ad ascoltare il tema principale di Kingdom Hearts 2 con la Ps3 inscatolata in soffitta di fianco alla 360 per un (forse troppo) prematuro passaggio alla next-gen di Microsoft. Qui leggo commenti che vanno parecchio in contrasto con le enormi lodi che i miei amici fanno ad entrambi i capitoli di questa saga (ammettendo però la confusione della trama, causa capitoli frammentati su più piattaforme).

Insomma, devo rispolverare la Ps3 o no? :D




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