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La grandezza dei Tales Of - SPECIALE

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Questa discussione ha avuto 7 risposte

#1
The Newser

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La grandezza dei Tales Of - SPECIALE
In attesa del nuovo Zestiria, guardiamo al recente passato di una saga intramontabile
Mentre un’estate quasi sempre autunnale giunge al declino, le foglie morte si accumulano anzitempo e moltissimi di coloro che amano i videogame vanno incontro al proprio “destino” online, io gioco a Tales of Xillia 2, sia perché dove ora mi trovo non posso usufruire di una connessione sia perché gli universi della serie di Bandai-Namco esercitano su di me un’attrazione irresistibile. Poi temo un po’ Destiny. Io sono un giocatore solitario di ferro e quella del nuovo lavoro di Bungie sarà la mia prima esperienza in rete, perché quell’universo fantascientifico mi affascina, così non vorrei trascurarlo per pigrizia e paura dell’ignoto.Ma i Tales Of sono la certezza di decine di ore di epopea e una promessa di solinga avventura virtuale che viene sempre mantenuta con risultati sorprendenti. Ogni gioco della serie conserva l’anima ludica che la identifica variandola senza mai pervertirla, così che quando si comincia a giocare un’opera nuova, con emozione e senso di anticipazione, sembra di tornare in un mondo che si conosce, sebbene tutto sia sempre diverso. Un po’ come succedeva durante l’epoca classica dei Final Fantasy, quella che va dal quarto al decimo episodio, un’emozione che ora considero smarrita, sebbene io non vituperi assolutamente la trilogia di Lightning. Con Xillia 2 quella dolce sensazione di ritorno risulta amplificata dal fatto che si tratta di un seguito diretto, come quello di Symphonia ma assai più riuscito, poiché migliora alcuni difetti del primo episodio offrendo uno svolgimento delle missioni secondarie di fattura esemplare, mai noioso, e un combat-system che considero il migliore tra tutti gli altri episodi, grazie all’estrema variabilità che consente. Cambiare le armi del taciturno Ludger (forse troppo silenzioso, perché sembra irrimediabilmente ottuso da un bad trip lisergico) in tempo reale durante le battaglie utilizzando spade, mazze e pistole, oppure trasfigurare il protagonista grazie ai suoi poteri innati, trasforma i combattimenti in un ludibrio dinamico e strategico che li rende sempre nuovi e appassionanti. Gioco oltre modo felino, e non solo perché pullula di gatti, ma per la sua qualità misteriosa e ultra-dimensionale, Tales of Xillia 2 ribadisce la grandezza ludica, estetica, narrativa e musicale di una serie che ormai è la più importante nel panorama dei giochi di ruolo giapponesi; una magnifica e solitaria sopravvissuta in un mondo dove tante altre saghe di ruolo nipponiche si sono estinte, prima fra tutte Star Ocean, una space-opera di cui non si hanno più notizie dopo l’epico e gigantesco Last Hope. Ma il destino peggiore, almeno per chi scrive, è quello che tocca all’indimenticabile serie di Breath of Fire, gioiello di Capcom che sarebbe stato meglio se fosse naufragato negli abissi del tempo e dei ricordi invece di essere destinato a diventare un “online touch rpg” per telefoni e tablet. Povero Ryu.
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#2
KyoSiegfried86

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Penso sia il miglior articolo riguardante i videogames che io abbia mai letto. Quoto tutto quello che è stato scritto e non ho ho praticamente niente da dire se non la speranza che questo genere non muoia mai, e se deve andare su altri lidi (che ne so, portatili o mobile) che lo faccia mantenendo la qualità che il genere si merita.
Riguardo Tales indubbiamente una delle poche saghe che ha mantenuto sempre la sua essenza e pare proprio lo farà per ancora molto tempo. La speranza è che l'interesse occidentale rimanga nel tempo e con esso l'interesse di Namco Bandai a mandarceli.
Devo dire che il "successo" di Tales degli ultimi anni non me lo sarei mai aspettato, dato che comunque la qualità dei capitoli è sostanzialmente invariata nel tempo. A mio avviso la "delusione" che molti hanno provato per FF (di cui io non faccio parte) ha aperto un pò gli occhi in giro e mi fa piacere vedere giochi come questo e Ni no kuni fare successo. Anni fa, probabilmente, non sarebbe successo.

#3
denny96

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Io son quasi stufo dei Tales of :asd: Graces è un capolavoro, Xillia non mi prese molto, con Eternia mi son reso conto che la trama è sempre molto simile in tutti, Symphonia non mi sta prendendo come credevo. Comprerò sicuramente Hearts su Psvita ma poi credo che la smetterò. In pochi anni ne son usciti troppi, e personalmente ne ho quasi la nausea :asd:

#4
Sasuke Uchiha

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Io sto ancora giocando a Tales of Xillia 2 e sono a quasi tre settimane!
Posso dichiararlo apertamente che mi ha preso più il secondo che il primo capitolo di Xillia.
Il debito alla fin fine non è un problema, nemmeno il semi-mutismo di Ludger(IMHO), forse fa storcere il naso la questione del riciclo delle locations e mostri al primo Xillia, però è l'unico difetto che ho trovato.

Senza contare che il gioco vanta di 5 finali.


Modificata da Sasuke Uchiha, 11 September 2014 - 01:28 PM.


#5
XpainX

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Sinceramente non penso che Zestiria uscirà anche su PS4, credo che si concentreranno sulla nuova console solo a gioco uscito.

#6
TarchiatoTasso

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che bell'articolo! viene descritta esattamente quella sensazione di smarrimento che ,da amante dei jrpg , ho provato lungo tutta la gen passata.
E anche la ritrovata "familiarità" che mi hanno trasmesso vesperia ed il primo xillia (ma anche l'immenso xenoblade).
Non credevo che Graces avesse risvolti della trama cosi interessanti, cercherò di recuperarlo in futuro( mi aveva allontanato ila design troppo puccettoso per i miei gusti).
Mi accodo anche io alla speranza che zestiria possa essere convertito per ps4, l'esplorazione world potrebbe giovarne e di parecchio.

#7
Leon84

Leon84
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Per la mia personalissima esperienza dei tales of nessuno batte l'abyss..

Memorabile e indimenticabile.

 

Aspetto speranzoso il primo tales of nextgen, ho bisogno di jrpg.. visto che non ne gioco uno da un bel po' :D



#8
Stein

Stein
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Non capirò mai come il mondo dei videogiochi si sia fatto sfuggire di mano quella magnifica e mai troppo esaltata categoria videoludica che sono i JRPG. Giochi che hanno fatto la fortuna di tante console del passato e che hanno fatto felici tantissimi videogiocatori e che sono stati inspiegabilmente relegati a oggetto misterioso e non adatto ai gusti delle nuove leve o al massimo troppo complicati per avere successo per le console maggiori (ripiegandole a oggetti di nicchia su console portatili). Le SH giapponesi che ormai non tengono più testa alle produzioni occidentali avrebbero un unico asso nella manica per tornare in auge. E questo asso nella manica è così chiaro e cristallino che davvero non capisco come facciano a non vederlo :doh:






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