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Immedesimazione nei RPG occidentali: pg default vs. pg customizzabile


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Questa discussione ha avuto 20 risposte

#1
Torment

Torment
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La diatriba è vecchia quanto la narrativa: l'immersione è maggiore con un pg predefinito alla Geralt of Rivia o con un avatar liberamente customizzabile da cima a fondo privo di voice-acting? 

 

Personalmente apprezzo entrambe le forme di immersione, per motivi diversi. 

 
Un pg custom permette di avere un RPG infinitamente più completo e profondo, dove posso plasmare e segliere tutto del mio alter ego. D'altra parte, tutto questo è inutile se il gioco non prevede X approcci tanti quanti sono le classi/origini/fazioni disponibili, cosa che purtroppo accade. Il che è anche abbastanza giustificato, dato che se le variabili disponibili sono elevate le ramificazioni da offrire aumentano esponenzialmente, dunque o se ne tralasciano alcune o le si inserisce in modo approssimativo.
Un pg predefinito risolve il problema, dato che ci si può concentrare su un ventaglio di opzioni decisamente più limitato e quindi le possibilità offerte sono generalmente molto più soddisfacenti e curate. Inoltre, se ben fatto, un pg precotto può dare ovviamente molto di più in termini narrativi. 
 
Ognuno ha pro e contro. Jensen, Geralt e soci permettono un'immedesimazione diversa rispetto all'avatar generico di altri giochi. Il Dragonborn, il Chosen One, il vagabondo, il corriere, la spia di Alpha Protocol... magari avranno carisma come "alone", ma come figura sono anonimi, inesistenti.
Al contrario, i pg default permettono e trasmettono una capacità mediatica maggiore anche al di fuori del videogioco: sei tempestato da immagini di Shepard, di Geralt, che ti immagini le imprese anche a livello inconscio, e le associ giustamente alle tue azioni, ai tuoi pensieri. 
 
Una via di mezzo perfetta tra queste due filosofie è il Nameless One di Planescape: Torment. 
PG custom e allo stesso tempo default. 
Idem per Revan.
 
Quanto al voice-acting in particolare, invece, si apre una parentesi a parte: in un RPG trovo sia un'aggiunta gradita ma per nulla necessaria, e sì, molto spesso si rischia di togliere risorse ad aspetti più importanti (limitando le possibilità di fare gioco interpretativo nei dialoghi), oltre al fatto che si investono miliardi per assicurarsi attori famosi all'interno del proprio gioco, quando si potrebbe spendere qualcosa in meno e utilizzare doppiatori meno altisonanti ma comunque competenti. 
D'altro canto, se ha un suo scopo nel gioco può essere un valore aggiunto rilevante. Ad esempio in Human Revolution/Alpha Protocol mentre si studia l'interlocutore e le sue reazioni il tono di voce usato sia dal pg che dagli NPC è importante, e vederlo recitato migliora di molto la resa finale.
Certo, questo non vuol dire che lo preferisca sempre all'alternativa. Per fortuna, grazie a Kickstarter, almeno per ora ho la certezza che potrò vedere altri giochi con dialoghi verbosi e che non si preoccupano del doppiaggio.
 
 
 
 


#2
Cinaski

Cinaski
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Senza una customizzazione decente non è un RPG, facile. La narrativa prescinde dal role play.



#3
Castu1983

Castu1983
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io preferisco pg di defaut, almeno la storia si sviluppa meglio. Sceglierne l aspetto secondo me non è una cosa primaria. E poi il pg di defaut è sempre piu curato nelle animazioni e nell aspetto



#4
sonuccio

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se posso aggiungere, una cosa che non sopporto dei personaggi custom è la loro creazione fisiologica: forse il problema sono io, ma mi ritrovo sempre con personaggi deformi e inguardabili, senza contare che ci spendo molto tempo per poi ottenere nulla di decente.

 

Di mio posso dire che dipende da quello che il gioco vuole offrire. Se il gioco punta ad un approccio narrativo cinematografico allora il pg "preconfezionato" è quello preferibile perchè, oltre ad avere (ad dover avere) una presenza scenica importante, deve seguire una precisa regia e sceneggiatura per essere efficace. L'esempio del già citato Shepard è un esempio lampante. Che poi appunto queste sono anche figure che hanno un forte impatto comunicativo, ed infatti Shepard è diventato ormai una icona nel mondo vidoeludico. Il doppiaggio in questi casi  è un elemento essenziale.

Se si vuole invece un rpg più canonico forse l'ingombranza di un personaggio preconfenzionato, magari pure molto carismatico, stona pure.

 

Ma personalmente direi personaggio default, e visto che sono pure materiale dico che deve essere un fico/fica o non se ne fa nulla :P



#5
AkaneTakibana

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dipende... ad esempio non riuscirei ad immaginarmi uno skyrim con pg di default, quando si tratta di mondi vasti da esplorare e ambientazioni tipicamente aperte dove passarci diverse ore beh preferisco farlo con un pg che rispecchi le caratteristiche fisiche che io dico.. (a patto che l'editor sia curato minuziosamente), un rpg invece piu' chiuso ma con una sceneggiatura piu' guidata lo preferisco con pg con carisma

 

in genere protendo sempre verso rpg con sceneggiatura solida anche se sinceramente non se ne vedono molti



#6
Dameth

Dameth
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Per me non e' tanto una questione di immedesimazione. Mi piace la feature del PG creabile e customizzabile a piacere. per me e` un elemento importante, che a volte e` determinante per la scelta di cosa prendere e cosa no



#7
Cinaski

Cinaski
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Io credo, a prescindere dalle preferenze soggettive, che la personalizzazione dell'avatar, sia estetica ma soprattutto pratica, sia basilare per un gioco di ruolo. Geralt di Rivia avra' anche tutto il fascino di questo mondo, anche se io non lo credo... per me e' noia allo stato puro, ma non trasmette nessun senso di immedesimazione, imo tutto il contrario. E' l'eroe di un action game con una collocazione ben definita, il player puo' solo vivere passivamente le gesta del Witcher e seguire gli eventi cronologicamente. E' un po' come l'Assassin Creed di turno: c'e' la storia, i ruoli precostituiti, i cattivoni e i super eroi..... tutto in un cerchio narrativo che inzia e finisce come ritiene il team di sviluppo. Il gioco di ruolo, seppure puo' avere un contesto narrativo presente, necessita di altre caratteristiche totalmente assenti in Witcher e simili.

Per cui: la personalizzazione e' necessaria per un Rpg? Si senza dubbi, altrimenti non e' piu' Rpg. Geralt di Rivia e' lo stesso personaggio per ogni player che ha acquistato il gioco, personalizzazione dell'esperienza ludica nemmeno lontanamente.
Non sono le stringhe dei dialoghi a definire il genere dei videogames.

#8
Shaun

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In teoria propenderei per il customizzabile ma alla fine i personaggi che mi son piaciuti di più erano predefiniti


Modificata da Shaun, 07 May 2014 - 04:40 PM.


#9
Mocassini Assassini

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La mia formula preferita credo sia quella composta da un party/comprimari ultracaratterizzato e un protagonista, non necessariamente customizzabile, ma più anonimo e silenzioso in modo da permettere ai comprimari di spiccare.
In ogni caso story driven tutta la vita.

#10
Wido

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Io credo, a prescindere dalle preferenze soggettive, che la personalizzazione dell'avatar, sia estetica ma soprattutto pratica, sia basilare per un gioco di ruolo. Geralt di Rivia avra' anche tutto il fascino di questo mondo, anche se io non lo credo... per me e' noia allo stato puro, ma non trasmette nessun senso di immedesimazione, imo tutto il contrario. E' l'eroe di un action game con una collocazione ben definita, il player puo' solo vivere passivamente le gesta del Witcher e seguire gli eventi cronologicamente. E' un po' come l'Assassin Creed di turno: c'e' la storia, i ruoli precostituiti, i cattivoni e i super eroi..... tutto in un cerchio narrativo che inzia e finisce come ritiene il team di sviluppo. Il gioco di ruolo, seppure puo' avere un contesto narrativo presente, necessita di altre caratteristiche totalmente assenti in Witcher e simili.

Per cui: la personalizzazione e' necessaria per un Rpg? Si senza dubbi, altrimenti non e' piu' Rpg. Geralt di Rivia e' lo stesso personaggio per ogni player che ha acquistato il gioco, personalizzazione dell'esperienza ludica nemmeno lontanamente.
Non sono le stringhe dei dialoghi a definire il genere dei videogames.

 Io ho sempre preferito un personaggio già definito ed una story driven, il titolo mi colpisce di più e vengo immerso maggiormente nel mondo di gioco.

Anche se ultimamente sto apprezzando di più rpg in cui c'è più una libertà di scelta, come per esempio un personaggio personalizzabile.

 

Argomentando la tua affermazione, Cinaski, la personalizzazione di quel genere non definisce un rpg, almeno per come la penso io. Basti guardare come questo genere venga concepito diversamente nella produzioni nipponiche.


Modificata da Wido, 08 May 2014 - 07:36 PM.


#11
Cinaski

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Io ho sempre preferito un personaggio già definito ed una story driven, il titolo mi colpisce di più e vengo immerso maggiormente nel mondo di gioco.
Anche se ultimamente sto apprezzando di più rpg in cui c'è più una libertà di scelta, come per esempio un personaggio personalizzabile.
 
Argomentando la tua affermazione, Cinaski, la personalizzazione di quel genere non definisce un rpg, almeno per come la penso io. Basti guardare come questo genere venga concepito diversamente nella produzioni nipponiche.


Che non spiccano per meccaniche rpg (tante produzioni nipponiche).

Il gioco di ruolo prescinde dalla narrazione legata al protagonista. Prendiamo i titoli Bethesda per esempio che sono story driven, possiamo criticarne diversi aspetti sicuramente, ma il concetto base del "gioco di ruolo" e' presente in ogni produzione. Da fallout a skyrim il giocatore sente il proprio avatar crescere, all'inizio si e' il sig. Nessuno, progressivamente si diventa importanti. Non va bene Bethesda?
Bioware con DAO, all'inizio si e' sconosciuti dopo ecc ecc. Dark Souls.... nullita' dall'inizio alla fine. Per citare titoli famosi recenti.

Produzioni quali The Witcher, in cui si parte nel ruolo di "guardia del re", come si possono definire rpg? Certamente non per la personalizzazione legata allo sviluppo del proprio avatar.... Alle Classi? Neanche a parlarne..... Rpg legato all'equip? Macche'!!

Rispondere "bianco o nero" durante un dialogo secondo te/voi significa giocare di ruolo? Per me no.
Diamine almeno uno straccio di differenza fra il mio charter e gli altri 2/3 milioni di copie vendute ci deve essere :asd:, in Witcher la presenza del player e' totalmente superflua.... il player guarda, non sceglie che classe/ruolo interpretare, non c'e' la possibilita' di farlo.

#12
Flagello Sam

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GDR, gioco di ruolo, si interpreta un ruolo in una storia personalizzando per quanto possibile il proprio personaggio o personaggi, che questa sia ben definita o meno và a discrezione dello sviluppatore così come che piaccia più o meno una l'altra tipologia è una questione di gusti dell'utente. Ovviamente per essere un gioco di ruolo deve avere caratteristiche di personalizzazione o scelta. Witcher è un vero gdr, addirittura le scelte fatte spesso fanno sì che cambi lo svolgimento della storia, nel 2 in base ad alcune scelte può cambiare completamente una delle ambientazioni con tanto di nuovi personaggi con cui parlare e nuove quest da svolgere, alcuni di essi anche con più di una possibilità di soluzione. Non ha un mondo immenso come skyrim e non si può scegliere l'aspetto del proprio personaggio, ma si può scegliere come giocarlo e anche le specializzazioni sono determinanti e cambiano radicalmente il modo in cui si affrontano i nemici



#13
Wido

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GDR, gioco di ruolo, si interpreta un ruolo in una storia personalizzando per quanto possibile il proprio personaggio o personaggi, che questa sia ben definita o meno và a discrezione dello sviluppatore così come che piaccia più o meno una l'altra tipologia è una questione di gusti dell'utente. Ovviamente per essere un gioco di ruolo deve avere caratteristiche di personalizzazione o scelta. Witcher è un vero gdr, addirittura le scelte fatte spesso fanno sì che cambi lo svolgimento della storia, nel 2 in base ad alcune scelte può cambiare completamente una delle ambientazioni con tanto di nuovi personaggi con cui parlare e nuove quest da svolgere, alcuni di essi anche con più di una possibilità di soluzione. Non ha un mondo immenso come skyrim e non si può scegliere l'aspetto del proprio personaggio, ma si può scegliere come giocarlo e anche le specializzazioni sono determinanti e cambiano radicalmente il modo in cui si affrontano i nemici

Quoto al 100 % Flagello.

Il tuo parere, Cinaski, è puramente personale e non voglio metterlo in dubbio, perché sono gusti, ma non puoi affermare oggettivamente che un RPG debba avere necessariamente quelle caratteristiche.



#14
Shaun

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Io credo, a prescindere dalle preferenze soggettive, che la personalizzazione dell'avatar, sia estetica ma soprattutto pratica, sia basilare per un gioco di ruolo. Geralt di Rivia avra' anche tutto il fascino di questo mondo, anche se io non lo credo... per me e' noia allo stato puro, ma non trasmette nessun senso di immedesimazione, imo tutto il contrario. E' l'eroe di un action game con una collocazione ben definita, il player puo' solo vivere passivamente le gesta del Witcher e seguire gli eventi cronologicamente. E' un po' come l'Assassin Creed di turno: c'e' la storia, i ruoli precostituiti, i cattivoni e i super eroi..... tutto in un cerchio narrativo che inzia e finisce come ritiene il team di sviluppo. Il gioco di ruolo, seppure puo' avere un contesto narrativo presente, necessita di altre caratteristiche totalmente assenti in Witcher e simili.

Per cui: la personalizzazione e' necessaria per un Rpg? Si senza dubbi, altrimenti non e' piu' Rpg. Geralt di Rivia e' lo stesso personaggio per ogni player che ha acquistato il gioco, personalizzazione dell'esperienza ludica nemmeno lontanamente.
Non sono le stringhe dei dialoghi a definire il genere dei videogames.

Vabbè Geralt ha l'espressività di un boiler  XD  però tutto sommato risulta abbastanza credibile non dimentichiamo che non è completamente umano


Modificata da Shaun, 09 May 2014 - 08:27 AM.


#15
Akumasama

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Personalmente apprezzo entrambe le forme di immersione, per motivi diversi.

^ this.

Il voice acting non lo vedo indispensabile, ma è cmq qualcosa che mi piace.
Nei giochi di ruolo "aperti" è poco praticabile (anche se i Dialoghi di Mass Effect, nella loro fittizia apertura, hanno mostrato ottimi compromessi), ma in quelli chiusi non vedo perchè no, anzi lo ritengo un punto molto importanti.
Concordo sullo scegliere "nomi grossi", non servono. Bastano "nomi bravi", punto.


Quello che mi dà immensamente fastidio, tranne rare eccezioni, sono le scelte fittizie, presenti sopratutto negli RPG giapponesi.
Che cosa me la metti a fare una scelta fittizia per darmi l'illuzione della libertà quando tanto poi non cambia niente?
Non ha senso. Non mi far scegliere proprio se la scelta dev'essere irrilevante, e concentrarti sullo scrivere dialoghi interessanti e sul curare la regia degli eventi e delle cut-scenes.




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