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Videogiochi e Maturità - SPECIALE

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Questa discussione ha avuto 18 risposte

#1
The Newser

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Videogiochi e Maturità - SPECIALE
Warren Spector cerca gli esempi nel mondo dei Videogiochi. Noi ne abbiamo qualcuno da indicare
Questa settimana Warren Spector ha avviato una serie di editoriali su Eurogamer (http://www.[NoSpamPlease]/articles/2013-04-06-warren-spector-esclusivo-editoriale-dove-sono-gli-esempi-nel-mondo-dei-videogiochi-editoriale potete leggere la traduzione in italiano), suscitando con il suo pezzo d'esordio per lo meno la curiosità di tutti gli addetti al settore. Quando una voce potente come quella di Spector si sofferma a raccontare il mercato videoludico, inquadrato da un punto di vista per una volta non focalizzato sul singolo prodotto, non si può che fermarsi ad ascoltare, sicuri di uscirne in qualche modo arricchiti.L'intendo di Spector poi, dichiarato limpidamente nel lungo cappello introduttivo, è certo lodevole: coinvolgere sviluppatori e fruitori in una sorta di dialogo a distanza, in modo da ragionare sugli interrogativi ancora aperti nel mondo videoludico. Invitati a questo “botta e risposta” da uno dei Game Designer più apprezzati delle passate generazioni, non ci tiriamo indietro; soprattutto perché alcune delle premesse su cui Spector costruisce le sue velate tesi d'accusa nei confronti di un medium ancora “adolescente” ci sembrano francamente un po' corrive.
Leggi l'articolo completo: Videogiochi e Maturità - SPECIALE (Multi)



#2
Kin92

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Complimenti, articolo molto intelligente e ragionato. Concordo in pieno sul fatto che i videogiochi affrontano temi seri utilizzando i propri mezzi, non come il cinema

#3
Swingboy

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"My name is John Marston"

E ho detto tutto.

Bravo Francesco, bisogna sempre ampliare il punto di vista e leggere oltre ciò che appare su schermo: altrimenti si finisce col pensare che anche i libri di Saramago o i film di Olmi raccontino semplicemente e banalmente una storia, quando non è così.
Red Dead Redemption non è solo un mondo dove si può andare in giro a sparare a chi si vuole, chi la pensa così vuol dire che è semplicemente andato in giro a sparare a chi voleva. Buon per lui, ma allora è il fruitore che "sbaglia", non il prodotto o opera in sè.
Almeno io la penso così :)

#4
albyok

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Bell'articolo. Vorrei aggiungere un ulteriore angolo. Io trovo che l'evoluzione del videogame e quindi la sua maturità, sia un raggiungimento dovuto ad un fattore anche meramente quantitativo. Come in tutte le altre categorie di arte, ci sono videogiochi brutti e videogiochi belli. Videogiochi impegnati e videogiochi spensierati. Solo che fino ad un po' di tempo fa non esistevano molti giochi "maturi" (vedi Bioshock) semplicemente perché non c'era proprio alla base un approccio maturo al videogioco. La maggior parte dei videogiochi era intrattenimento spiccio. Sia chiaro, questo succede anche tra i libri e tra i film, ma in percentuali sicuramente più basse.

Ora che i giochi sono tanti, che tante persone ci lavorano, che abbiamo pure tanti poligoni in più, vien più naturale sperimentare certe idee relegate prima solo al cinema ed è anche normale che ci si ispiri ad un arte che ha raccontato storie per un secolo. Si comincia anche ad intravedere qualche scelta più coraggiosa, che non appartiene a nessuna arte in particolare. Ed è qui, secondo me, che il gioco in futuro ci riserverà sorprese. Più che altro è dal mondo indie che me lo aspetto, dove le menti sono ancora un po' più libere di certi brand che devono attenersi a regole limitanti la fantasia.

Comunque è già lodevole l'interpretazione videoludica di certi paradigmi cinematografici. Vedi Bioshock Infinite, che potrebbe tranquillamente essere un film per la sua struttura narrativa, ma è esplorabile. Scopribile. Approfondibile. Vedi Heavy Rain, un film multitrama. Vedi Metal Gear Solid. Insomma, è sicuramente giusto sfruttare il potenziale assoluto del videogioco ed esplorare nuove vie, ma non snobberei troppo neppure qualche attingimento dal cinema solo per capriccio.

#5
Link-F

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Comunque è già lodevole l'interpretazione videoludica di certi paradigmi cinematografici. Vedi Bioshock Infinite, che potrebbe tranquillamente essere un film per la sua struttura narrativa, ma è esplorabile. Scopribile. Approfondibile. Vedi Heavy Rain, un film multitrama. Vedi Metal Gear Solid. Insomma, è sicuramente giusto sfruttare il potenziale assoluto del videogioco ed esplorare nuove vie, ma non snobberei troppo neppure qualche attingimento dal cinema solo per capriccio.


Beh, non volevo certo snobbare influenze più spettatoriali e meccanismi espressivi tipicamente cinematografici; nella misura in cui appunto, come dici ad inizio paragrafo, vengono "reinterpretati". E magari utilizzati in diretta connessione con la parte "attiva" del videogioco.
Anche l'aspetto visivo/contemplativo -in generale: passivo- fa parte del medium, e sarebbe sciocco negarlo. Però sono molto diverse le finalità, i metodi di fruizione e di produzione; anche a monte, nel processo di costruzione di un videogame, quella spettatorialità si ottiene -per come la vedo- non tanto per semplice replica delle strutture del film, ma dialogando con quelle strutture e lavorando per arrivare ad ottenere certi risultati con strumenti e tempi diversi.

#6
albyok

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Beh, non volevo certo snobbare influenze più spettatoriali e meccanismi espressivi tipicamente cinematografici; nella misura in cui appunto, come dici ad inizio paragrafo, vengono "reinterpretati". E magari utilizzati in diretta connessione con la parte "attiva" del videogioco.
Anche l'aspetto visivo/contemplativo -in generale: passivo- fa parte del medium, e sarebbe sciocco negarlo. Però sono molto diverse le finalità, i metodi di fruizione e di produzione; anche a monte, nel processo di costruzione di un videogame, quella spettatorialità si ottiene -per come la vedo- non tanto per semplice replica delle strutture del film, ma dialogando con quelle strutture e lavorando per arrivare ad ottenere certi risultati con strumenti e tempi diversi.


No, ma non era assolutamente un'accusa verso di te, anzi. :-)
Era uno "state attenti" in generale, perché spesso si tende ad estremizzare troppo certe prese di posizione a discapito di una collaborazione che invece potrebbe essere fruttuosa per ambo i lati.

#7
jeuthy86

jeuthy86
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Bellissimo motivo... ma è solo un punto di vista. Quello che penso io è : non è che semplicemente le abitudini delle persone, finanche dei gamers, stanno inesorabilmente cambiando e diventando fugaci, e che quindi pensare a nuova direzione per i videogiochi, ricercata da sto tizio nell'improbabile industria hollywoodiana, rappresenti solamente una possibile soluzione per lasciare esprimere agli stessi molte più emozioni in meno tempo? E' vero che il videogioco ci lascia ricordi indelebili proprio in virtù della sua struttura interattivo-pedagogica, perché nei suoi tempi i messaggi si apprendono sin nel profondo, come per nessun altro media; ma non è che le nuove tendenze facili e il carattere usa e getta del mobile gaming abbiano in qualche modo portato la maggior parte dei videogiocatori, anche quelli ossessionati e distratti dai soli game rank, a trascurare la maggior parte dei messaggi, degli insegnamenti, dei caratteri ultimi dei videogiochi, i quali non vengono più nemmeno completati interamente, perché essenzialmente necessitano di troppo tempo e dedizione per ingranare e alla lunga alcuni di essi possono portare perfino alla noia? Journey è un modello da seguire a mio parere, un gioco immediato sotto tutti i punti di vista, quasi perfetto se non fosse mancata ancora più ritmica nella stesura. E che rottura i sandbox....... ma esiste Batman che ha dato un altro buon esempio, perché ci si può giocare molto bene da mordi e fuggi e si può travestire anche in un serial a puntate videoludiche, come dovrebbero fare in molti per avere senso compiuto nel breve e più tollerabile periodo. Per me è vero che il futuro dei videogiochi sarà abbastanza vicino al cinema e alla TV per il modo in cui se ne dispone. Tante ore per uno stesso videogioco semplicemente non si reggono più, a meno di non essere poco indaffarati, estimatori esagerati e lievemente asociali, "addetti ai lavori"o redattori di videogiochi.

#8
Oltjan Lamo

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Personalmente non vado a pensare che ogni gioco deve andare a impattare l'animo del giocatore con delle emozioni forti o richiami all'etica morale, ma ritengo opportuno portare fuori delle idee che possano portare un gioco ad essere ricordato per lungo tempo.
Inizialmente è futile osservare e valutare qualcosa senza averla esaminata in tutte le sue parti: I giochi fini a se stessi e quelli che possono essere considerate opere d'arte.
Alcuni titoli sono caratterizzati da una trama e dei risvolti imprevisti che superano di gran lunga il patos generato da produzioni Hollywoodiane conosciute in tutto il mondo, arrivando ad un incontro tra una profondità emotiva e interazione semplice ma efficace.
Ovviamente questo è giustificato dalle possibilità praticamente infinite di ricreare scenari molto personalizzabili a seconda delle evenienze degli sviluppatori e dalla capacità di quest'ultimi nel saper ricreare scene che non sono possibili nel mondo reale, ma ogni tentativo non sarà mai superiore alla qualità che può uscire dall'interpretazione di un attore qualificato.
Da questo esce anche il fatto che la mente può vagare libera: Esce facilmente da uno schermo qualcosa che può sembrare una idea venuta per caso e che infine diviene il fulcro principale del prodotto, dove voglia di fare e immaginazione possono portare all'elevarsi del prodotto dalla massa e farsi notare per la sua qualità e capacità di intrattenere efficacemente il pubblico.
Temo anche di sbagliare mettendo a confronto i giochi con i film: I primi raccontano una storia che diviene tua, anche se fatta scorrere da dei binari prefissati tutta l'opera messa in piedi viene fatta per te e che è stata concepita per farla fruire in modo che il giocatore si senta coinvolto.
I film invece prediligono storie che devono essere semplicemente osservate, non sono state fatte per essere interpretate dallo spettatore: si lascia poco spazio di manovra a chi osserva la storia, obbligandoli a osservare quello che accade e trarne le conclusioni.
Se quindi il film è una pellicola, il gioco è da considerarsi una tela: c'è chi non riesce a disegnare qualcosa senza che le sbavature si notino, portando alla luce una idea geniale, mai vista e da tutti condivisa; mentre c'è chi è in grado di disegnare in modo praticamente identico alla realtà, ma rendendo quindi l'opera una semplice copia di quello che già esiste.
Dovrebbero prendere i videogiochi come storie vissute, storie che devono lasciare qualcosa della mente e che devono ricordarci qualcosa nella vita.
Per me il tipo di prodotto non conta e la qualità si può considerare una cosa soggettiva, ma se anche un solo prodotto generato dall'industria videoludica può portarmi ad uno stato di tristezza dopo che ero felice, posso ancora dire che c'è speranza per dei validi titoli.
I was born in Macon...(Di tutta la serie penso sia il prodotto migliore, anche di quello televisivo)

#9
meadfrodo75

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Articolo interessante e molto ben ragionato. Siamo secondo me in un momento molto importante nella storia del mio/nostro medium preferito. Fruitori maturi (anagraficamente e intellettualmente ) convivono con giocatori occasionali o giovanissimi, il progresso tecnico ha avvicinato il mondo del videogioco a quello del cinema creando interessanti (a volte ingombranti) commistioni , il business si è ingigantito e questo sta creando parecchi freni dal punto di vista dell innovazione (massificazione dei generi, poca voglia e capacità di rischiare) ma anche dei vantaggi in relazione alla qualità di alcune produzioni recenti. Secondo me se il mercato non abbandonerà il suo pubblico più maturo non ce la passeremo male, diversamente ci troveremo a giocare a parecchi titoli fotocopia, tuttavia non vedo un futuro dalle tinte cosí fosche

#10
SockMaker23

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Bell'articolo! Credo vada anche ricordato che, nonostante la rapida evoluzione, quello dei videogames è un media ancora giovane se paragonato al cinema. Penso che le parole di Spector siano critiche in quanto è stato uno che ha puntato su temi seri, e al momento non vede un evoluzione delle tematiche che ci si poteva aspettare con nuove tecnologie.
Il punto focale a mio avviso sono le emozioni suscitate, e nel caso videoludico dove il fruente e parte attiva e più complicato indirizzarlo rispetto al cinema dove lo spettatore è passivo, ma proprio perchè la fruizione è attiva le emozioni possono essere più incisive.
Ricordiamo anche che il decantato cinema Hollywoodiano oltre ad alte tematiche negli ultimi anni ci ha dato film come "Mercenari" 1 e 2, non proprio pellicole che puntano su temi maturi.

#11
kript96

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Personalmente non vado a pensare che ogni gioco deve andare a impattare l'animo del giocatore con delle emozioni forti o richiami all'etica morale,

io ne sono in una continua ricerca,per me i videogiochi migliori suscitano emozioni forti e sono difficili da dimenticare? qualche esempio? Red dead redemption oppure The walking dead.

#12
GfxManEye

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Penso che uno dei problemi dei videogiochi, dal punto di vista della maturità, e la difficoltà di affrontare temi "importanti" nel momento in cui, a differenza di un film, dove si è semplici spettatori, si è anche protagonisti. Allora tematiche come politica (con riferimenti a partiti e personaggi reali), droga, serial killer, maniaci omicida, razzismo, terrorismo, o anche solo la malattia, la morte, diventano difficilissimi da affrontare se non in modo stereotipato e distaccato. Nessuno avrebbe il coraggio, o forse l'approvazione dell'industria tutta, se qualche gioco vi mettesse nei panni di un drogato, che ruba in casa, spaccia, svende il proprio corpo per farsi la dose quotidiana. In un film si può raccontare una storia del genere, in modo entusiasmante e drammatico, ma in un videogioco, come affronti una tematica del genere?
Aldilà dell'estremismo dell'esempio, ci sono decine di situazioni (ricordate la "missione" da terrorista in MW2) che un videgioco, che ti mette dentro la mente di un criminale, e ti fa agire come tale, impone limiti che il cinema ha affrontato, e superato, molti anni fa.
Aldilà di questo, è innegabile che sia per limiti tecnici (ed economici) sia per limiti di professionalità, ad esempio le sceneggiature e le storie della stragrande maggioranza dei videogiochi sono spesso banali, poco curate, molto inferiori anche a film di media qualità. Senza considerare che i giochi che meglio raccontano una storia, sono quelli più "guidati" e quindi "meno giochi" di tanti altri, e questo come sapete, diventa subito un difetto per un "gioco".

Giocare, interpretare, interagire e scegliere comportano multitrame, multidialoghi, molteplici situazioni, il tutto per essere davvero maturo e credibile necessità di una quantità di lavoro, e denaro, che un film, magari lungo anche più di 2 ore, mai affronterà.

Cinema e videogiochi sono medium che si avvicinano sempre di più ma che non sono e mai saranno la stessa cosa. E non necessariamente uno è superiore all'altro, a ben vedere, tutto dipende da quello che si cerca di ottenere.

#13
Sattva

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"Life is complicated. I killed people, smuggled people, sold people. Perhaps here, things will be different"

E ho detto tutto.

PS:Nell articolo non è stato mai nominato... :sigh:

Modificata da SattvaEyE, 10 April 2013 - 03:40 AM.


#14
Swingboy

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"Life is complicated. I killed people, smuggled people, sold people. Perhaps here, things will be different"

E ho detto tutto.

PS:Nell articolo non è stato mai nominato... :sigh:


Il povero John Marston rimarrà sempre nei nostri cuori... hai ragione, ma nell'articolo almeno si rende un giusto tributo a Red Dead Redemption, questo sì!
("Red Dead Redemption con la chiosa terribile sulla natura umana e sugli interessi della conquista di confine (...)e poi nelle sequenze finali di Read Dead, in cui la vita noiosa del ranch familiare si oppone ai ricordi non domi di un'avventura entusiasmante")

#15
red devils forever

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bell'articolo fra,come sempre tanti complimenti molto equilibrato ma con chiare prese di posizione,io penso e credo che come in molte,se non tutte,le cose ci voglia un certo equilibrio,un videogioco nasce per intrattenere e divertire,veniamo tutti da pac-man mario e company questo non va dimenticato,grazie alle nuove tecnologie e alla maturità accumulata in tutti questi anni d'evoluzione del media videoludico una certa necessità di una narrazzione più matura e profonda è diventata quasi un'"esigenza",ed è anche giusto che sia così,ma credo sempre che non si ci deve scordare le "nostre2 origini e sopratutto le origini della nostra cultura,altrimenti si rischia di far la fine dell'industria giapponese che a forza d'inseguire l'occidentalizzazione ha perso la propria identità con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti...riuscire ad unire le due "facce" della medaglia,gameplay e narrazione,mi rendo conto che sia difficile ma è una sfida possibile e che l'industria deve provare a vincere e ne ha tutti i mezzi per farlo,e i titoli elencati dal fos nel pezzo ne sono un'esempio e c'è ne sarebbero altri.
Per quanto riguarda gli esponenti fps militari tanto in voga negli ultimi anni credo che anche lì si possa raggiungere un "livello" superiore a livello narrativo ma qua si dovrebbero andare a toccare temi spinosi e contemporanei e si dovrebbe avere un'irruenza espressiva e visiva molto più particolare e raffinata di altre produzione,non basta la scena dell'aeroporto di mosca di mw2 citata da gfx,visto la natura stessa della produzione e il genere d'appartenenza...purtroppo il rischio qua è maggiore visto gli ingenti esborsi economici che queste produzione richiedono.
chiudo dicendo,e scusandomi per aver scritto un post infinito,che bisogna anche fare i conti con la relativà gioventù dell'industria che ovviamente è ancora in un processo di evoluzione,io penso e credo che il media videoludico ha tutte le carte in regola per arrivare a vette altissime a livello artistico ma che non si debba confondere con il cinema perchè per quanto simili i due mondi hanno impostazioni,finalità e produzioni molto differenti




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