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I musicisti in italia (documentario)La guerra dei poveri...


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Questa discussione ha avuto 10 risposte

#1
cancelled_self_2012

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Ho trovato questo interessante documentario con interviste a professionisti della musica che spiega la situazione disastrosa dei musicisti italiani e il perchè la maggior parte O rinunci o scappi all'estero.

il video dura più di un'ora ma è ben fatto (soprattutto l'ultima parte) per chi vuole rendersi conto di una realtà davvero dura e ignorata sia dalla gente che dallo stato.



NB a scanso equivoci (e flame) specifico che non centro assolutamente e non conosco nessuno che lo abbia realizzato...
L'ho solo preso da una famosissima community di musicisti italiani.

Modificata da lucifero, 27 October 2009 - 10:11 AM.


#2
Grim Reaper

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interessante, appena posso lo vedo ^_^

#3
cancelled_self_2012

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non ci ha guardato nessuno :<
e dire che spiegava la situazione dei musicisti italiani...credevo fosse interessante soprattutto perchè non è una questione solo da musicisti, ma soprattutto da fruitori di musica (chi vuol suonare suona a prescindere....ma la qualità dell'offerta si abbassa).

Spoiler


#4
Mysterious_Ways

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Lo guarderei ma ho internet solo in ufficio e non posso :(

#5
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ok, finalmente sono riuscito a vederlo.


Molto interessante, ma purtroppo non ci dice niente che non sapevamo già. E peggio, è un discorso che si può estendere a tutti i settori in Italia.
Esempio concreto:

Qualche mese fa Trenitalia mi offre uno stage: 6 mesi per preparare la campagna di presentazione dell'alta velocità.
Stipendio?zero
Rimborso spese?zero
Possibilità di essere assunto in seguito?mi ha esplicitamente detto di no, che sicuramente non assumevano nessuno.


Io ovviamente li ho mandati al diavolo, ma magari quello a cui l'hanno offerto subito dopo di me ha accettato. Si è prostituito, ed ha fatto un danno per tutti quelli che come me hanno la strana idea di farsi pagare quando vanno a lavorare.


Stessa cosa avviene per la musica: finchè la gente accetterà di suonare gratis (o per 30 euro) portandosi pure gli amici al pub la situazione non migliorerà.
Poi ci sono situazioni che danno l'illusione di aver raggiunto qualcosa: gente felice di suonare al pub sotto casa per 20 euro a testa + 2 birre con solo gli amici che stanno ad applaudire...gente soddisfatta ed orgogliosa di avere un contratto con un'etichetta indipendente senza capire che il disco se lo pagano loro e i produttori al massimo ci guadagnano qualcosina senza investire nulla. Ho degli amici che addirittura hanno fatto un videoclip, ovviamente lo hanno visto solo loro, poi gli hanno "regalato" una decina di passaggi radio ed ecco là che erano contenti, come se servisse a qualcosa.
A tal proposito è interessante il racconto di Casalino, che pur avendo un disco uscito in 13 nazioni è finito col cambiare lavoro, ed ora fa il comico con la gialappa's (motivo per cui, a dire il vero, trovo un po' curiose le sue critiche contro il sistema dei media).

#6
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beh la situazione è diversissima...
Primo in italia non esiste la professione musicista...esiste l'albo dei buttafuori ma non l'albo dei musicisti :goodboy:

Poi di cose nuove ne dicono....solo tra le righe.
Per esempio fa capire bene la differenza tra turnisti E musicisti....
I musicisti in italia non lavorano da secoli ben prima della crisi....per esser musicisti bisogna investire decine di migliaia di euro a fondo perduto per rischiare di poter avere un paio di occasioni di "emergere"....
Solo che pochi sanno che non c'è una via di mezzo tra famoso e professionista....
C'è solo il bianco e il nero purtroppo.....

NB che a differenza della tua situazione un musicista (visti i tempi) accetterebbe con felicità un'occasione di farsi conoscere suonando Gratis, ma per suonare in situazioni decenti (cioè da spalla a qualcuno famoso) bisogna pagare addirittura e tanto...
Nonostante entrambi i casi siano al limite della decenza, la situazione del musicista è più grave.....

Così come spiega bene che il problema è chi considera la musica come un sottofondo.


Per la questione casalino...sarà ma credo ci sia differenza tra comico e musicista...magari sbaglio io... :unsure:

#7
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beh la situazione è diversissima...
Primo in italia non esiste la professione musicista...esiste l'albo dei buttafuori ma non l'albo dei musicisti :goodboy:

Poi di cose nuove ne dicono....solo tra le righe.
Per esempio fa capire bene la differenza tra turnisti E musicisti....
I musicisti in italia non lavorano da secoli ben prima della crisi....per esser musicisti bisogna investire decine di migliaia di euro a fondo perduto per rischiare di poter avere un paio di occasioni di "emergere"....
Solo che pochi sanno che non c'è una via di mezzo tra famoso e professionista....
C'è solo il bianco e il nero purtroppo.....

beh appunto, non mi sembra niente di nuovo...quanti anni sono che è così in italia?

NB che a differenza della tua situazione un musicista (visti i tempi) accetterebbe con felicità un'occasione di farsi conoscere suonando Gratis, ma per suonare in situazioni decenti (cioè da spalla a qualcuno famoso) bisogna pagare addirittura e tanto...
Nonostante entrambi i casi siano al limite della decenza, la situazione del musicista è più grave.....

si in effetti, anche per il discorso dei "produttori" furbetti, direi che nel campo musicale la cosa è anche estremizzata, ma non cambia il motivo di fondo: finchè tutti si prostituiranno, le offerte saranno sempre peggiori e più umilianti.

Per la questione casalino...sarà ma credo ci sia differenza tra comico e musicista...magari sbaglio io... :unsure:

Immagine inserita

lui sto disco lo ha fatto grazie alle canzoncine comiche che faceva in tv, quindi come dicevo trovo curioso che vada a criticare il sistema dei media...


cmq un altro spunto interessante l'ho trovato all'inizio, quando parla della musica nelle scuole...sarebbe da approfondire con un topic sulle nostre esperienze musicoscolastiche :asd:


cmq un documentario ben fatto. Mi sarebbe piaciuto vedere anche qualche intervista a quelli che "ce l'hanno fatta", intendo sempre nell'area indie ovviamente. Sapere cosa ne pensano loro...

#8
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è cambiato il fatto che un tempo i professionisti erano pagati per suonare nei locali.....e un tempo non si pagavano le etichette per avere date particolari..

inoltre il fatto di piegare la testa e adattarsi a un sistema marcio non vuol dire per forza esserne felici....

#9
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è cambiato il fatto che un tempo i professionisti erano pagati per suonare nei locali.....e un tempo non si pagavano le etichette per avere date particolari..

inoltre il fatto di piegare la testa e adattarsi a un sistema marcio non vuol dire per forza esserne felici....

eh lo so che non sono contenti, però accettare certi compromessi è quello che porta il sistema a divenire ancora più marcio, è una spirale negativa...

#10
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vero ma non tutti sono martiri.... il problema ripeto stà nel fatto che la gente non vuole più la musica...
C'è chi è rimasto nei 70
c'è chi ascolta tunz tunz
c'è chi ascolta musica solo per i testi :fg:
c'è chi ascolta musica per moda....
o chi ascolta pop perchè gli piace (e probabilmente perchè non ha le basi per apprezzare nulla di più....al massimo vasco e liga che fanno pezzi fotocopia da decenni).

Insomma manca un pubblico che voglia ascoltare musica non perchè qualcuno gle la infila a forza nelle orecchie.....ma per il piacere di farlo.
se da una parte lo stato non aiuta (anzi) dall'altra lo stress quotidiano fa il resto e la musica muore.

#11
*Leon*

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Sono a lavoro,appena posso lo guardo anche io!




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