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Shape of Water Recensione: Guillermo Del Toro rende magica Venezia 74


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Questa discussione ha avuto 9 risposte

#1
Cinematografo

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Shape of Water Recensione: Guillermo Del Toro rende magica Venezia 74
Alla mostra del cinema di Venezia 74 arriva il primo grande acuto del concorso grazie a Shape of Water di Guillermo Del Toro.
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#2
16BIT

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uuuhhh non vedo l'ora di piazzarmici davanti! :smile-106:

#3
Deatheater785

Deatheater785
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Peccato aver saltato Venezia quest'anno, mi bastava Guillermone.

#4
darkchris73

darkchris73
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Grande Del Toro, raramente sbaglia! :smile-106:

#5
Paolo Galantino

Paolo Galantino
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Curiosissimo di vedere questo nuovo film... Adoro il suo stile. Però attenzione... Vorrei far notare un errore nella recensione... La spina del diavolo e il labirinto del fauno non sono ambientati durante la seconda guerra mondiale ma durante la guerra civile spagnola.. uno dei pochi registi ad aver mostrato qualcosa di quel periodo.

#6
LambertoKevlar

LambertoKevlar
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Felicissimo per Del Toro

#7
Sylentless

Sylentless
  • Little Eye Fan

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Film molto interessante e già solo dal trailer mette molta curiosità, la cosa impressionante è l'atmosfera creata magistralmente.

#8
LambertoKevlar

LambertoKevlar
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spero tanto che abbia successo e gli dia l'attenzione per merita per la miriade di progetti che ha in stallo,su tutti Le Montagne della follia



#9
Matte44

Matte44
  • La classe non acqua

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Spero tanto che abbia successo e gli dia l'attenzione per merita per la miriade di progetti che ha in stallo, su tutti Le Montagne della follia

Quoto duro



#10
Barone Molotov

Barone Molotov
  • Gran Duca Conte di Pigrizistan

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Personalmente: dietro al film c'è un lavoro maestoso, soprattutto nelle atmosfere -come dice Bianchini- oniriche, in questa commistione tra America anni 60 e tinte abissali pazzesche che ricordano molto da vicino la Rapture di Bioshock. E nulla da dire (se non sincere lodi) sul lavoro del cast a partire dalla Hawkins per arrivare a Shannon che è sempre fenomenale e dopo animali notturni mi fa un sacco piacere rivederlo più carismatico che mai in un film presentato alla mostra. Però per quanto mi riguarda nella sostanza non c'é mai qualcosa che vada oltre quello che il recensore chiama uno strano incontro tra la bella e la bestia e il nostro della palude. Non c'è mai un sincero coinvolgimento per questa bizzarra storia d'amore né tantomeno per il tema della solitudine che poi riguarda un pochino tutti e tre i personaggi principali. Sarà forse proprio perché è tutto immerso in questa gelatina verde e molto surreale, ma sta di fatto che si fa davvero fatica -o almeno io l'ho fatta- a sviluppare una empatia per i personaggi e le loro storie, cosa che dovrebbe essere il punto del film. Nzomma lo stupore (sgomento) per la strana coppia prevale sulla meraviglia per i loro sentimenti. Bello? Sicuramente, ma mi pare che parte della stampa di settore lo abbia pompato leggermente più del dovuto.




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