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Prolegomeni ad un Percorso di Unificazione EuropeaCome accelerare e rafforzare il processo di Unificazione Europea?


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Questa discussione ha avuto 19 risposte

#1
(V) Sarastro

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Non credo di essere l'unico, qui dentro, ad auspicare un'accelerazione ed un rafforzamento del processo di Unificazione Europea.

 

Le motivazioni che animano il mio pensiero sono abbastanza ovvie: ritengo necessario proteggere dalle insidie di mondi diversi dal nostro le peculiarita' culturali proprie del vecchio continente, e sono certo che nessuna nazione singolarmente, in Europa, possa competere con i giganti del mondo, US, China, Russia, India, ne' gestire i complessi sconvolgimenti che incombono su di noi, terrorismo, immigrazione, instabilita' politica.

 

Il destino delle nostre piccole nazioni, se non saremo uniti, sara' l'irrelevanza politica, l'asservimento a questa o quella superpotenza, in definitiva un ruolo secondario, soggetto alle mire vuoi del consumismo americano vuoi dell'espansionismo russo.

 

Personalmente credo che l'Europa possa, o debba, puntare a costituire una nuova elite culturale che funga da cinghia di trasmissione di valori e tecnica tra le sue diverse componenti.

 

In questo senso confido molto nel programma 'Erasmus', e ne approfitto qui per chiedere se qualcuno di voi l'ha seguito, ed un suo parere in merito.

 

Voi come pensate in proposito?

 

Altra cosa: oggi si sente spesso usare il termine 'elite' a sproposito, dimenticando che la sua radice e' nel verbo latino 'eligere', cioe' 'scegliere', e confondendola con 'casta', o comunque una minoranza che acquisisce posizioni di potere in modo non chiaro, e non per merito.

 

Voi ritenete necessario e benvenuto il contributo delle elite, che piaccia o non piaccia esistono, in ogni ambito, o lo considerate intrinsicamente in competizione con l'idea stessa di democrazia?


Modificata da (V) Sarastro, 01 June 2017 - 02:03 PM.


#2
maronno

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quali sono le peculiarità culturali proprie europee? e chi ha detto che bisogna competere con cina o stati uniti..



#3
(V) Sarastro

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quali sono le peculiarità culturali proprie europee? e chi ha detto che bisogna competere con cina o stati uniti..

 

Le peculiarita' culturali europee? Moltissime. Cosi' ad occhio direi che una da considerare e' l'economia sociale di mercato.

Che noi si debba competere con Cina o Stati Uniti e' un dato di fatto, non abbiamo scelta.



#4
Yggdrasil

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quali sono le peculiarità culturali proprie europee?

 

L'evoluzione storica comune, per dirne una (Radici culturali greco romane, medioevo, rinascimento, illuminismo, rivoluzione francese, lo sviluppo degli stati nazionali...)



#5
Ovino81

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Prolegoche?  :gesty:



#6
Yggdrasil

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"Con il termine prolegomeni (anche prolegomena) si intende una trattazione introduttiva (a volte anche semplificata) allo studio di una materia, di un personaggio, di un testo, ecc."

#7
Vergil™

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Imprescindibile destrutturare gli attuali Stati in realtà macroregionali di 10-15 milioni di abitanti massimo

#8
Dameth

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...sono stato entusiasta dell"UE, di come era pensata, di come avrebbe dovuto essere, ma QUESTA Europa la ritengo un fallimento.

Non e` uno stato federale...non e` una coalizione di stati che fa fronte comune ai problemi...non e` nulla.

Ha preso il peggio di ognuno dei paesi membri e ci ha creato un'elite politica e finanziaria che non fa altro che aumentare il divario tra chi ha troppo e chi ha troppo poco.

 

Poi culturamente parlando, credo che l'Europa rappresenti a livello mondiale il caso di massime differenze culturali concentrate nel minor spazio geografico.

Non per questo sono 2000 anni che facciamo guerra tra di noi....



#9
(V) Sarastro

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Prolegoche?  :gesty:

 

Ho puntato tutto su un titolo altisonante, ben sapendo di aver poco da dire :D E' un vecchio trucco che funziona quasi sempre, a meno che qualcuno non dica 'Ehy, ma il Re e' nudo!!' :D :D :D



#10
(V) Sarastro

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...sono stato entusiasta dell"UE, di come era pensata, di come avrebbe dovuto essere, ma QUESTA Europa la ritengo un fallimento.

Non e` uno stato federale...non e` una coalizione di stati che fa fronte comune ai problemi...non e` nulla.

Ha preso il peggio di ognuno dei paesi membri e ci ha creato un'elite politica e finanziaria che non fa altro che aumentare il divario tra chi ha troppo e chi ha troppo poco.

 

Poi culturamente parlando, credo che l'Europa rappresenti a livello mondiale il caso di massime differenze culturali concentrate nel minor spazio geografico.

Non per questo sono 2000 anni che facciamo guerra tra di noi....

 

Vero, ma come si possono cambiare le cose?

 

C'e' troppa burocrazia, ad esempio, e questo e' un male che va affrontato - forse - con semplificazione e digitalizzazione.

 

Vogliamo una costituzione europea, che si affianchi, o sostituisca, le costituzioni vigenti (cosa non da poco, visto che non si possono mandare in pensione le costituzioni facilmente).



#11
Dameth

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Vero, ma come si possono cambiare le cose?

 

C'e' troppa burocrazia, ad esempio, e questo e' un male che va affrontato - forse - con semplificazione e digitalizzazione.

 

Vogliamo una costituzione europea, che si affianchi, o sostituisca, le costituzioni vigenti (cosa non da poco, visto che non si possono mandare in pensione le costituzioni facilmente).

 

Di sicuro un sistema piu` snello e` sempre piu` efficiente.

Un primo passo e` quello di capire che l'efficienza e` inversamente proporzionale alla democrazia. Ci sono cose imprescindibili e cose sacrificabili, ma non si raggiungera` mai il pieno accordo su dove stiano le prime e dove le seconde.

Un secondo passo e` quello di smettersi di crogiolarsi nell'idea dell'integrazione culturale.

E` un controsenso e non ha alcuna base antropologica



#12
(V) Sarastro

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Di sicuro un sistema piu` snello e` sempre piu` efficiente.

Un primo passo e` quello di capire che l'efficienza e` inversamente proporzionale alla democrazia. Ci sono cose imprescindibili e cose sacrificabili, ma non si raggiungera` mai il pieno accordo su dove stiano le prime e dove le seconde.

Un secondo passo e` quello di smettersi di crogiolarsi nell'idea dell'integrazione culturale.

E` un controsenso e non ha alcuna base antropologica

 

Esistono persone piu' intelligenti e capaci di altre. Piu' dinamiche, veloci, competenti, al punto che l'ambizione non e' per loro un fine volto ad affermare pretese ma un mezzo per esprimere talento.

Queste sono l'elite, che riconosco in tanti colleghi di varie nazionalita', e che rappresentano in pieno l'aristocrazia platonicamente intesa che attendiamo da 2500 anni.



#13
Yggdrasil

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Esistono persone piu' intelligenti e capaci di altre. Piu' dinamiche, veloci, competenti, al punto che l'ambizione non e' per loro un fine volto ad affermare pretese ma un mezzo per esprimere talento.

Queste sono l'elite, che riconosco in tanti colleghi di varie nazionalita', e che rappresentano in pieno l'aristocrazia platonicamente intesa che attendiamo da 2500 anni.

 

Questa è un idea che piace a molta gente, di solito perché sotto sotto è convinta di fare parte di quell'elite.



#14
(V) Sarastro

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Questa è un idea che piace a molta gente, di solito perché sotto sotto è convinta di fare parte di quell'elite.

 

Piace anche a chi ha visto da vicino le potenzialita' di quell'aristocrazia. Io non faccio parte di quell'elite (elite che non si autodefinisce tale, elite di fatto, non settaria), ma ne conosco diversi esponenti da vicino.


Modificata da (V) Sarastro, 01 June 2017 - 10:28 AM.


#15
Dameth

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Esistono persone piu' intelligenti e capaci di altre. Piu' dinamiche, veloci, competenti, al punto che l'ambizione non e' per loro un fine volto ad affermare pretese ma un mezzo per esprimere talento.

Queste sono l'elite, che riconosco in tanti colleghi di varie nazionalita', e che rappresentano in pieno l'aristocrazia platonicamente intesa che attendiamo da 2500 anni.

E` una visione utopistica.

Come afferma il principio di Peter, in ogni campo, un individuo tende a migliorarsi fino a raggiungere il proprio livello di incompetenza, dopodiche` si ferma.

Diventa pertanto paradossalmente inevitabile che le posizioni piu` alte siano occupate da persone inadatte a quel ruolo, e nel contempo tali posizioni non vengono liberate per chi magari farebbe meglio di loro

 

Non nego che possano esistere individui mossi dal desiderio del bene comune, ma nella societa` moderna i probiviri sono spariti e dobbiamo accettare il fatto che nemmeno il cane muove la coda per niente...






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