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Avventure Grafiche - Prima Puntata: le Origini - SPECIALE

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Questa discussione ha avuto 26 risposte

#1
The Newser

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Avventure Grafiche - Prima Puntata: le Origini - SPECIALE
Comincia un viaggio alla (ri)scoperta delle avventure grafiche. Gli albori del genere.
È ormai dalla fine degli anni Novanta che industria dei videogiochi e stampa di settore celebrano i funerali delle avventure punta e clicca; salvo poi, occasionalmente, ricredersi quando qualche brillante titolo riesce a far breccia sul grande pubblico ormai assuefatto dai ritmi adrenalinici dei moderni FPS. Il caso più recente risale al 2012 con il trionfo di The Walking Dead, la cui coraggiosa ricerca di nuove declinazioni che modificassero le meccaniche classiche dell'adventure non rinnegava le radici di provenienza. Nonostante non manchino timidi segnali di rinascita, l’atteggiamento dell’industria mainstream verso questo genere rimane cauto, oscillando tra la diffidenza ed uno sprezzante disinteresse. Gli anni in cui furoreggiavano le avventure LucasArts e Sierra sono lontani e, dal punto di vista informatico, sembrano essere trascorse ere geologiche. L’avvento delle console 3D e le rinnovate dinamiche di gameplay hanno definito standard ludici inconciliabili con le rigide meccaniche ed i tempi dilatati delle avventure classiche. A poco sono serviti i tentativi di far risorgere questo genere attraverso operazioni d'ibridazione quasi sempre risoltesi in derive action, che finivano per scontentare sia l'audience “consolaro”, sia i nostalgici di Monkey Island e King's Quest, confermando, se mai, il pregiudizio di chi vedeva in questa tipologia ludica un relitto del passato, anacronistico e non sufficientemente profittevole.Se nonostante la loro travagliata storia, tra morti e improvvise resurrezioni, le avventura grafiche sono oggi vive e vegete è merito soprattutto delle storie che queste hanno saputo regalarci, lasciando un luminoso ricordo nella memoria di chi, con mouse o tastiera, le ha "vissute". Forse per l'esigenza di evadere dalla propria esistenza e sognare altre vite, l'uomo è sempre stato affascinato dai racconti. Come Sharazad ne Le mille e una notte, l'avventura grafica sopravvivrà finché saprà narrare al suo pubblico storie che possano divertire, commuovere o spaventare e che, soprattutto, sappiano parlare di ciò che è al cuore d'ogni racconto: l'uomo, con i suoi desideri e le sue paure. Prima di qualsiasi altro genere, l'avventura grafica ha intuito la vocazione del videogioco alla narrazione. Potremmo addirittura azzardare l'affermazione che, come per nessun'altra categoria ludica, un'avventura grafica è anzitutto la storia che narra. Tra puzzle e racconto esiste però il medesimo rapporto - valido per ogni opera narrativa - che si stabilisce tra contenuto e forma: l'uno dà corpo all'altro e viceversa; dalla loro organica integrazione scaturisce il grado di coinvolgimento del giocatore negli eventi narrati. Una perfetta alchimia tra i due ingredienti che stanno alla base d'ogni avventura grafica è pero assai rara. Spesso, più che un viatico al dipanarsi del plot, le meccaniche legate ai rompicapo si manifestano come rallentamenti che segmentano l'intreccio ed ostacolano il naturale flusso del racconto. Nella sua lunga evoluzione, il genere delle avventure grafiche ha avuto modo di attraversare gran parte dei traguardi raggiunti della tecnologia informatica, beneficiandone a vari livelli; primo fra tutti quello visivo, passando dalla pixel art agli sfondi prerenderizzati, dal full motion video al real time 3D. Questo speciale a tema "avventure grafiche" vuole essere un punto di partenza per una ricognizione sulla lunga storia di questo glorioso genere: dalle sue lontane origini, che affondano le radici all'epoca degli home computer, sino alle attuali declinazioni. Cercheremo di descrivere, senza pretese d'esaustività, cosa questo genere sia stato, cosa è ed anche ciò che potrebbe verosimilmente divenire, inseguendo le complesse e sfuggenti forme già oggi delineate dai più avanguardistici "esperimenti" che si susseguono in questo, ancora fecondo, ambito ludico.
Leggi l'articolo completo: Avventure Grafiche - Prima Puntata: le Origini - SPECIALE (Multi)



#2
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"Per questo motivo egli insisterà sulla necessità, da parte del game designer, di costruire enigmi che contribuissero allo sviluppo dell'intreccio piuttosto che bloccarlo, vanificando la sospensione dell'incredulità."

Gilbert ci aveva visto lungo. Forse, anche chi non sviluppa avventure grafiche, dovrebbe leggersi persino oggi il suo saggio dei venticinque anni fa.

#3
axydraul

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avventure grafiche :memy:

 

da sempre il mio genere preferito



#4
Nome inventato

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Scusate eh, ma non si puó esordire in uno speciale sulle avventure grafiche definendo, una grapich novel come TWD, una di esse. Per carità, ho adorato questo titolo ma bisogna prenderlo per quello che è.

#5
Stein

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è vero che c'è un timido risveglio. TWD seppur molto orientato sulla storia è un buon esempio, anche Stick it to the men prende spunto dalle vecchie avventure grafiche e inserisce questi elementi in un contesto ben fatto e originale. IL miglior esempio recente però rimane quel gioiellino che è Broken Age. D'altronde Tim Schafer rimane sempre una spanna sopra tutti! :)



#6
AlexMercer

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è vero che c'è un timido risveglio. TWD seppur molto orientato sulla storia è un buon esempio, anche Stick it to the men prende spunto dalle vecchie avventure grafiche e inserisce questi elementi in un contesto ben fatto e originale. IL miglior esempio recente però rimane quel gioiellino che è Broken Age. D'altronde Tim Schafer rimane sempre una spanna sopra tutti! :)


A me broken age ha parecchio deluso...aspettiamo la seconda parte

#7
MatteoViscuso

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"Scusate eh, ma non si puó esordire in uno speciale sulle avventure grafiche definendo, una grapich novel come TWD, una di esse. Per carità, ho adorato questo titolo ma bisogna prenderlo per quello che è".

Premettendo che, a mio modo di vedere, ogni "genere" non è che una "convenzione" (per lo più arbitraria) con cui la critica cerca di classificare lavori dai caratteri - inevitabilmente - unici ed irripetibili, per me l'avventura grafica è un videogioco dalla forte impronta narrativa che sviluppa il suo racconto attraverso enigmi di varia natura (che vanno dalla combinazione di oggetti al dialogo). Non mi pare dunque assurdo ritenere The Walking Dead perfettamente confacente a questa concezione. Sebbene l'enfasi sia posta maggiormente sulla narrazione che sugli enigmi (che permangono più che altro come retaggio d'un passato sempre più lontano), a mio parere, come avrai letto nella mia introduzione, il nucleo fondamentale di ogni avventura grafica è la storia che racconta:

"Potremmo addirittura azzardare l'affermazione che, come per nessun'altra categoria ludica, un'avventura grafica è anzitutto la storia che narra. Tra puzzle e racconto esiste però il medesimo rapporto - valido per ogni opera narrativa - che si stabilisce tra contenuto e forma: l'uno dà corpo all'altro e viceversa; dalla loro organica integrazione scaturisce il grado di coinvolgimento del giocatore negli eventi narrati".

Se non condividi la mia maniera d'intendere le avventure grafiche sarei ben lieto di conoscere la tua opinione in merito.

#8
Nome inventato

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"Scusate eh, ma non si puó esordire in uno speciale sulle avventure grafiche definendo, una grapich novel come TWD, una di esse. Per carità, ho adorato questo titolo ma bisogna prenderlo per quello che è".

Premettendo che, a mio modo di vedere, ogni "genere" non è che una "convenzione" (per lo più arbitraria) con cui la critica cerca di classificare lavori dai caratteri - inevitabilmente - unici ed irripetibili, per me l'avventura grafica è un videogioco dalla forte impronta narrativa che sviluppa il suo racconto attraverso enigmi di varia natura (che vanno dalla combinazione di oggetti al dialogo). Non mi pare dunque assurdo ritenere The Walking Dead perfettamente confacente a questa concezione. Sebbene l'enfasi sia posta maggiormente sulla narrazione che sugli enigmi (che permangono più che altro come retaggio d'un passato sempre più lontano), a mio parere, come avrai letto nella mia introduzione, il nucleo fondamentale di ogni avventura grafica è la storia che racconta:

"Potremmo addirittura azzardare l'affermazione che, come per nessun'altra categoria ludica, un'avventura grafica è anzitutto la storia che narra. Tra puzzle e racconto esiste però il medesimo rapporto - valido per ogni opera narrativa - che si stabilisce tra contenuto e forma: l'uno dà corpo all'altro e viceversa; dalla loro organica integrazione scaturisce il grado di coinvolgimento del giocatore negli eventi narrati".

Se non condividi la mia maniera d'intendere le avventure grafiche sarei ben lieto di conoscere la tua opinione in merito.

L'articolo è ben scritto e mi è piaciuto scoprire le origini di un genere che ha sengnato la mia infanzia videoludica. E' vero che hai sottolineato come la componente narrativa è l'elemento principale ma hai anche detto che gli enigmi vanno a braccetto con essa, cosa che non accade in TWD. Quest'ultimo è camuffato da avventura grafica ma è palesemente una graphic novel in cui è richiesto praticamente solo fare scelte dal punto di vista della storia.
Citare TWD per dirr che il genere è ancora vivo non mi sembra giusto nei confornti di un gioco che mi ha costretto ad esere giocato alla difficoltà più bassa perchè non sapevo che per chiudere l'acqua di una cascata mi occorresse una scimmia ipnotizzata :asd:

Concordo sul fatto che catalogare i giochi in genere è una convenzione che è diventata sempre piú difficile e viste le tante sfaccettature, derivazioni e contaminazioni che ha assunto il gameplay negli anni, tuttavia se lo si deve fare e bisogns citare in un articolo i maggiori esponenti penso che questi debbano contenere nella misura giusta gli elementi che contraddistinguono il genere citato.

Modificata da Nome inventato, 18 May 2014 - 06:46 PM.


#9
MatteoViscuso

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La difficoltà è un dato opinabile. Certamente credo che nessun giocatore al mondo sia rimasto bloccato in The Walking Dead così invece poteva di fequente accadere nel titolo da te citato (Monkey Island 2 LeChuck's Revenge). Il punto, però, è che ci sono momenti in The walking Dead in cui per far avanzare la storia abbiamo bisogno di combinare oggetti. Questo avviene, ad esempio, nel primo episodio della serie d'esordio in cui dovevamo far funzionare una radio. Seppur semplicissime, le interazioni cui siamo chiamati a compiere hanno uno stretto legame con il gameplay delle vecchie avventure punta e clicca, tanto da poter definire il titolo dei telltale una diretta evoluzione dei classici adventure (così come le avventure punta e clicca erano un'evoluzione delle avventure testuali).
Fortunatamente, però, non esiste solo The walking Dead a dimostrare che le avventure grafiche non sono affatto morte, ma di questo parleremo in seguito.

#10
Stein

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A me broken age ha parecchio deluso...aspettiamo la seconda parte

 

perchè ti ha deluso? E' un gioco di grandissimo stile, dotato di finissima ironia.



#11
Stein

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Quest'ultimo è camuffato da avventura grafica ma è palesemente una graphic novel in cui è richiesto praticamente solo fare scelte dal punto di vista della storia.

 

tenicamente TWD è perfettamente inquadrabile con una avventura grafica. Ci sono degli oggetti e devi usarli per avanzare. Che poi sia facile o guidato questo è un altro discorso. C'è poco da fare.



#12
Double_D

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aspettavo un articolo sulle avventure grafiche!
a proposito, ne avete qualcuna recente (ultimi 10-12 anni) da consigliarmi? perché dopo syberia e black mirror non ho trovato altre avventure grafiche dello stesso livello, solo machinarium mi ha quasi fatto emozionare allo stesso modo

#13
MatteoViscuso

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Ne parleremo più avanti; comunque se vuoi un titolo davvero meritevole uscito negli ultimi due anni non posso che consigliarti "The cat Lady", un autentico capolavoro dalle forti connotazioni psicologiche. Altrimenti potresti provare il promettente broken age (di cui stiamo ansiosamente attendendo la seconda parte). Molto interessante anche l'ultimo episodio della serie "Blackwell" ma, per godertelo appieno, dovresti aver giocato a tutti i precedenti capitoli della saga.
Approfondiremo in seguito.

#14
LorenZ

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Purtroppo non ho avuto modo di godere i capolavori degli anni 90, ma ho avuto modo di giocarne alcune che ancora oggi ritengo esperienze che hanno profondamente cambiato il mio modo di vedere e giocare. Titoli come il meraviglioso Amerzone (di cui possiedo ancora oggi la scatola) e Syberia :memy:

aspettavo un articolo sulle avventure grafiche!
a proposito, ne avete qualcuna recente (ultimi 10-12 anni) da consigliarmi? perché dopo syberia e black mirror non ho trovato altre avventure grafiche dello stesso livello, solo machinarium mi ha quasi fatto emozionare allo stesso modo


Potrebbe interessarti Darkness Within, non sarà recentissimo (è del 2009) ma è godibilissimo e possiede una grandissima atmosfera ;)

#15
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Articolo di altissimo livello, solo su everyeye.it :)




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