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Io, e AlIn ricordo di un papā che ha dimenticato


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Questa discussione ha avuto 50 risposte

#1
Darth Pain

Darth Pain
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Cosa sapete di Al?

Non vi preoccupate se la risposta è "niente".

Forse sapete che Al, Alzheimer, è il nome di quel soldato tedesco che faceva impazzire la nonna in una barzelletta.

Forse, scherzosamente, qualche volta, avete accusato qualche amico un pò sbadato di soffrire dell'omonimo morbo.

Forse ancora sapete di striscio di qualche vicino, conoscente che ne soffre.

E' più probabile che abbiate visto qualche anziano trasandato per strada che calcia cartacce, che inveisce contro qualcosa o qualcuno di invisibile.

"Ecco, un vecchio rincoglionito". Non vi vergognate, l'ho pensato anch'io.

 

Vorrei esordire citando Drauzio Varela, Nobel per la medicina nel 2009

"Nel mondo d'oggi spendiamo 5 volte di più per i medicinali che aiutano l'impotenza dei maschi e il silicone per le donne, che non per investire sulla guarigione dell'Alzheimer, di conseguenza in futuro avremo donne vecchie con le tette grosse e uomini vecchi con il pisello duro... però nessuno di loro riuscirà a ricordare a cosa servano!"

 

Ebbene sì, di Alzheimer non si parla, se non con una sigla, AD, Alzheimer Disease, chi ha la sfortuna di avere un malato in casa spesso se ne vergogna, abbandonato dalle istituzioni e ai propri istinti, alle proprie paure di fronte a qualcosa di ignoto. Immaginate, provateci, per un istante a immaginare un vostro caro parente, un padre, una madre, un nonno che ha solo l'aspetto di ciò che per voi ha rappresentato. Una scatola, una sagoma di quella persona che non sa più chi siete, che riesce a perdersi in casa, incapace di prendersi cura di se stessa dopo che per anni, quando eravate più piccoli, si è presa cura di voi. Rendo l'idea?

 

Se volete, se siete alle prese (o conoscete qualcuno che lo è) con questa malattia ignorata anche dai media, fatevi avanti. E' doloroso ricordare, ma è ancora più doloroso non sapere dove sbattere la testa.

 

Un breve, brevissimo racconto per ricordare papà che dua anni fa è andato via con quel bastardo di Al.

Ciao papà :)



#2
Adalgrim

Adalgrim
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Purtroppo conosco molto bene quel bastardo, troppo bene.

E' una malattia che colpisce l'intera famiglia e ti rovina la vita per anni. E' in assoluto la cosa che più mi ha condizionato nei miei 31 anni di esistenza -_-

Spero che il karma, il destino, Topo Gigio o chi per loro un giorno mi ripaghi facendomi vincere il superenalotto. Mi spetta.



#3
Akumasama

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Mia nonna paterna ha l'Alzheimer.
Non la vedo dal vivo da tipo 3 o 4 anni, forse di più.

:mellow:

Faccio schifo lo so.
E' in una casa di cura e i miei parenti passano a trovarla quotidianamente, anche più volte al giorno.

#4
Adalgrim

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La mia l'hanno cacciata dalla casa di cura :gad2:

Mio nonno invece non ce lo portammo per niente.

Comunque con nonna è un po' più semplice, nonno quando gli facevamo il bidet urlava sempre "LASCIATEMI, SONO UN UOMO SPOSATO IOOOOO!!!!" e volavano gli schiaffoni. Tra la mèrda ovunque e gli schiaffoni (nonno era un omone) non era proprio una passeggiata :gad2:


Modificata da Adalgrim, 20 March 2014 - 03:06 PM.


#5
Sicuramente Qualcuno

Sicuramente Qualcuno
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Anche mio nonno è morto per l'alzheimer, ogni tanto ci chiamavano i vicini che se lo trovavano in giardino/casa; poichè credeva che abitasse li.

 

io ero piccolino e ci ridevo; la partita della vita è veramente strana; non puoi vincere ne perdere; e la cosa bella è che non puoi neanche abbandonare.



#6
Faber-Castell

Faber-Castell
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Una mia prozia ha l'Alzheimer. Paradossalmente (ma non so quanto sia adatto questo avv. per una tale sindrome), io e gli altri pronipoti li riconosce benissimo, i suoi figli (cugini di mio padre) a tratti no.

 

Non vivo direttamente la cosa, ma mi fa un estremo dispiacere vederla così. A proposito, non la vedo da un bel po', effettivamente, durante le vacanze estive, quando scenderò, potrei andare a trovarla assieme a mia nonna.


Modificata da Faber-Castell, 20 March 2014 - 04:17 PM.


#7
Darth Pain

Darth Pain
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Non fartene un cruccio, Akuma. Parlavo apposta di "sagome" e "scatole" ;)

 

Adalgrim: abbiamo evitato fino all'ultimo di portarlo in casa di cura, fino a quando la situazione è diventata impossibile per tutti.

Passi una notte in bianco perchè vuole andare a trovare chissà chi o a fare la spesa, passi la seconda, forse anche la terza... Poi arrivi al punto che i tranquillanti, l'unica cura che somministrano, non servono più e cerchi aiuto. I servizi sociali, cui ci siamo rivolti, non hanno fondi e l'alternativa è proprio la casa di cura, a 3700€ al mese, a Torino, fuori città un pò meno e nel frattempo devi cercare di far convivere notti insonni e sveglia al mattino.

 

Faber-Castell: per assurdo, quella che viene colpita è proprio la memoria a breve termine. Papà ricordava i suoi fratelli, chiamava me col nome del più giovane, ma non riconosceva più me, mio fratello e mia mamma. Diverse volte ci ha chiesto di accompagnarlo dai Carabinieri perchè in casa c'era una signora che non conosceva... sua moglie :)



#8
Adalgrim

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Capisco bene la situazione e mi dispiace Darth.

Conosco bene le malattie che portano demenza degenerativa, alle quali poi si aggiungono altri problemi dell'età, non perché le abbia studiate, ma per esperienza personale.

Nell'ordine mi sono dovuto occupare di mia nonna paterna, poi di mio nonno materno, poi di mia madre (che aveva altri problemi, ma il risultato cambiava poco) e ora di mia nonna materna.

 

Sicuramente ho cambiato più pannoloni io a loro di quanto non abbiano fatto con me :P ... tanto per dirne una.

E sicuramente ci ho preso più schiaffoni da grande perché magari si agitavano e non mi riconoscevano mentre li lavavo che non da bambino.

Le notti insonni poi sono solo la punte dell iceberg. Ci sono gli scleri perché sei nervoso, la stanchezza che non ti fa vivere la tua vita come vorresti, gli altri che non capiscono quanto sia impegnativo mandare avanti una famiglia fatta a pezzi da malattie e lutti precoci, il non poter prendere decisioni importanti perché devi essere sempre lì disponibile, l'aver rinunciato a fare l'Erasmus e studiare un anno fuori, idem per master o corsi fighi a migliaia di chilometri... oltre a non venir riconosciuto da nessuno il culo mastodontico che ti fai OGNI giorno e OGNI notte.

 

Comunque ho appena fatto il cambio pannolone della sera e l'ho messa a letto. Ora sono più rilassato, ma la giornata MIA praticamente comincia adesso. Ora mangio e mi metto a lavorare, visto che durante la giornata posso concludere poco.

 

Per sdrammatizzare:

I primi tempi con mio nonno era quasi divertente, succedevano scenette spassose quando non creava problemi seri.

Una volte io ero al computer a smanettare come al solito, si avvicina e mi poggia un fazzoletto sporco sulla scrivania dicendo "quando posso venire a ritirare la pratica?"

e io "anche domani, solito orario: dalle 10:00 alle 12:00 al mattino e dalle 15:00 alle 17:30 al pomeriggio" :gad2:


Modificata da Adalgrim, 20 March 2014 - 08:22 PM.


#9
Darth Pain

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XD Già... quando hai la lucidità di farlo è meglio assecondarli, tranquillizzarli.

Una notte, verso le 3, mi ha svegliato apposta perchè doveva andare in aeroporto, dove lavorava prima della pensione, per andare a prendere delle ragazze.

Per un attimo ho sperato fosse vero -_-



#10
Faber-Castell

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Grazie Darth. E forza Aldalgrim. :)
 
Visto che mi piacciono molto le ''buone notizie''... posto due articoli da uno dei miei siti preferiti, li ho letti di recente:
 
Alzheimer: la poesia può riaccendere i ricordi: http://www.buonenoti...endere-ricordi/
 
“Quando si sentono tristi, soli o del tutto spaesati – spiega Jill Fraser, co-fondatrice di “Kissing it Better” –  se qualcuno recita loro un poema che conoscevano bene 60 o 70 anni fa,cominciano improvvisamente a sorridere perché incontrano qualcosa che riescono a ricordare. E così torna la memoria degli anni di scuola, di quelli di guerra, tornano le immagini della famiglia, della campagna di una volta”.
 
Un villaggio anni Cinquanta, creato su misura per chi soffre d’Alzheimer: http://www.buonenoti...fre-dalzheimer/
 
Hogeweyk è una sorta di “villaggio nel villaggio” situato nel cuore della cittadina olandese di Weesp. Il progetto, realizzato dallo studio architettonico olandese Molenaar&Bol&VanDillen è stato in realtà concepito negli anni Novanta da una religiosa – Yvonne van Amerongen - ed è strutturato per consentire a chi soffre di demenza senile di condurre una libera ma al tempo stesso sicura. La recinzione e la monitorabilità delle strade, esorcizzano i naturali rischi a cui va incontro il malato d’Alzheimer con la sua attitudine a deambulare, i ristoranti e i bar creano e incrementano normali occasioni di convivialità, le case accolgono senza rinchiudere con i loro arredi diversificati e lontani anni luce dall’uniformità asettica delle cliniche. A Hogeweyk le case ospitano dalle sei alle otto persone (pazienti e assistenti in abiti rigorosamente civili) e perché gli arredi si avvicinino il più possibile al vissuto quotidiano dei pazienti, gli stili decorativi delle abitazioni sono addirittura sei.



#11
Kprut

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Io ho fatto il tirocinio in un reparto demenze ed è impressionante vederli.



#12
IcoUeda

IcoUeda
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Questi racconti di vita in compagnia di Al sono toccanti e fanno pensare, ma devo ammettere che mi hanno strappato anche qualche risata, per esempio la storia del fazzoletto. ^_^

Ci sono metodi validi per la prevenzione da AD?

#13
*ale323*

*ale323*
  • SHENMUE III

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Eh si è proprio dura quando lavoravo in una casa di cura, tornavo a casa che mi sentivo malato anch'io

#14
reriel

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Dispiace sentire certi racconti, e mi fanno sentire un pò fortunato ad avere l'unica nonna ancora in vita, centenaria da qualche giorno, con una memoria di ferro, meglio della mia :o



#15
Akumasama

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Io i nonni praticamente non li ho mai avuti :sigh:




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