Vai al contenuto

Bashu e il passante


  • Non puoi aprire una nuova discussione
  • Effettua l'accesso per rispondere
Questa discussione ha avuto 18 risposte

#1
Faber-Castell

Faber-Castell
  • Eye Bastard

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 6997

Bashu e il passante

<<Maestro, un predicatore sostiene: io sono la Via, la Verità, la Vita>> disse un passate a Bashu.
<<Così è>> disse Bashu. <<Anche tu lo sei>>.
<<No, Maestro. Egli dice che Cristo diceva di esserlo>>.
<<Anche lui lo era>> lo rassicurò Bashu.
<<Solo Lui lo era>> precisò il passante. <<E basta credere per essere salvati>>.
<<Ognuno da solo lo è e per salvarsi basta credere, - replicò Bashu - ma non si può essere salvati da sé stessi>>.

 

La apro, magari potrei dire qualcosa in più oppure qualcun'altro potrebbe postare qualcosa di interessante a riguardo, vi sprono a far uscire il Maestro che è in voi.

 

basho-loc-01518v.jpg


Modificata da Faber-Castell, 16 February 2014 - 10:57 PM.


#2
The Big Boss

The Big Boss
  • Lo direttore dello museo delLO cere delLO Regno

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 31702

Sorridi e il mondo sorriderà con te , piangi .. e piangerai da solo .


Modificata da The Big Boss, 17 February 2014 - 12:14 AM.


#3
Akumasama

Akumasama
  • Disarmonica la luce

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 74139

Sorridi e il mondo sorriderà con te , piangi .. e piangerai da solo .

 

/manlytears



#4
kuroneko87

kuroneko87
  • 餓狼~ za hangury worufu

  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 1971
Ullala da studioso di lingue e culture orientali il topic Mi solletica...

I monaci del tempio orientale e occidentale discutevano riguardo la dottrina prendendo ad esempio un gatto.
Nansen, prendendo il gatto disse: "monaci, se riuscirete a parlare di zen, risparmiero la vita del gatto". Cosi dicendo non ebbe risposta e taglio il gatto in due.
Quella sera quando rientró il maestro Joshu, nansen gli riferì l'accaduto. Joshu prese i suoi sandali, li poggió sulla sua testa e andò via. Nansen disse:"se solo fosse stato lì, avrebbe salvato la vita del gatto".

Questo è un koan, una sorta di indovinello usato dai maestri zen in Cina e Giappone dal 12esimo secolo, grazie al quale mettevano alla prova l'intelletto dei propri discepoli che arrovellandosi per cercare un significato (che ben inteso, non esisteva) raggiungevano l'illuminazione. :) spero sia di vostro gradimento

#5
Faber-Castell

Faber-Castell
  • Eye Bastard

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 6997

Sorridi e il mondo sorriderà con te , piangi .. e piangerai da solo .

 

Il mondo ti sorriderà perché non vi è separazione tra te e la realtà (mondo). Quando piangerai, il sentirsi solo sarà solamente apparente, perché la sensazioni di separazione con il mondo aumenterà, ma se il tuo umore sarà questo anche la tua realtà sarà questa.

 

In entrambi i casi, la cosa importante è essere consapevoli che non v'è separazione tra te e la realtà, e che quest'ultima la crei tu.

 

Ullala da studioso di lingue e culture orientali il topic Mi solletica...

I monaci del tempio orientale e occidentale discutevano riguardo la dottrina prendendo ad esempio un gatto.
Nansen, prendendo il gatto disse: "monaci, se riuscirete a parlare di zen, risparmiero la vita del gatto". Cosi dicendo non ebbe risposta e taglio il gatto in due.
Quella sera quando rientró il maestro Joshu, nansen gli riferì l'accaduto. Joshu prese i suoi sandali, li poggió sulla sua testa e andò via. Nansen disse:"se solo fosse stato lì, avrebbe salvato la vita del gatto".

Questo è un koan, una sorta di indovinello usato dai maestri zen in Cina e Giappone dal 12esimo secolo, grazie al quale mettevano alla prova l'intelletto dei propri discepoli che arrovellandosi per cercare un significato (che ben inteso, non esisteva) raggiungevano l'illuminazione. :) spero sia di vostro gradimento

 

Non si può parlare di Zen, il succo è questo. E' un'esperienza, non filosofia, è semplicemente Essere, qui e ora, sempre. Joshu non poteva fare altro.

 

I koan servono, come hai ben detto, a portare al limite la mente, facendola cedere. Si può impazzire o illuminarsi, e le due cose sono simili solo superficialmente. Impazzire vuol dire perdere la ragione (mente), illuminarsi vuol dire trascenderla. E' una espansione, non una privazione.

 

Dopo essere tornato da lezione, forse dirò qualcosa riguardo alla storia Zen che ho postato.

Intanto, cercate anche voi, fate uscire il Maestro che è in voi, perché pure voi siete la Via, la Verità e la Vita.


Modificata da Faber-Castell, 17 February 2014 - 02:44 PM.


#6
kuroneko87

kuroneko87
  • 餓狼~ za hangury worufu

  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 1971

 
Il mondo ti sorriderà perché non vi è separazione tra te e la realtà (mondo). Quando piangerai, il sentirsi solo sarà solamente apparente, perché la sensazioni di separazione con il mondo aumenterà, ma se il tuo umore sarà questo anche la tua realtà sarà questa.
 
In entrambi i casi, la cosa importante è essere consapevoli che non v'è separazione tra te e la realtà, e che quest'ultima la crei tu.
 
 
Non si può parlare di Zen, il succo è questo. E' un'esperienza, non filosofia, è semplicemente Essere, qui e ora, sempre. Joshu non poteva fare altro.
 
I koan servono, come hai ben detto, a portare al limite la mente, facendola cedere. Si può impazzire o illuminarsi, e le due cose sono simili solo superficialmente. Impazzire vuol dire perdere la ragione (mente), illuminarsi vuol dire trascenderla. E' una espansione, non una privazione.
 
Dopo essere tornato da lezione, forse dirò qualcosa riguardo alla storia Zen che ho postato.
Intanto, cercate anche voi, fate uscire il Maestro che è in voi, perché pure voi siete la Via, la Verità e la Vita.

È giusto, il koan è stato uno degli elementi della mia tesi di laurea e sono abbastanza ferrato In materia. Sono ovviamente espressioni di maestri chan e zen che vengono riprese ed estrapolate da un contesto più ampio al fine di frustrare la mente dell'allievo, frustrare il suo intelletto permette lo svilupparsi della capacità zen di andare oltre la mente discorsiva. Nel buddhismo in particolare è molto presente il potere dell'immaginazione, la capacità di trascendere il "sé" inteso alla occidentale dato che di sé non si può propriamente parlare.

La storia di bashu mostra come la via sia qualcosa di non fisso, di mutevole e soggettivo, tutto è mente, tutto è buddha, e questo si ricollega anche all'inesistenza del sé nel buddhismo mahyana (perchè altri veicoli contemplano un sé anche se inteso sempre come seme del buddha)

Modificata da kuroneko87, 17 February 2014 - 03:08 PM.


#7
Faber-Castell

Faber-Castell
  • Eye Bastard

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 6997

È giusto, il koan è stato uno degli elementi della mia tesi di laurea e sono abbastanza ferrato In materia. Sono ovviamente espressioni di maestri chan e zen che vengono riprese ed estrapolate da un contesto più ampio al fine di frustrare la mente dell'allievo, frustrare il suo intelletto permette lo svilupparsi della capacità zen di andare oltre la mente discorsiva. Nel buddhismo in particolare è molto presente il potere dell'immaginazione, la capacità di trascendere il "sé" inteso alla occidentale dato che di sé non si può propriamente parlare.

 

PIù che frustare la mente, credo che sia un'espediente per dis-identificarsi dalla mente (e con il corpo, che son poi due facce della stessa medaglia, quindi sarebbe meglio parlare di corpo-mente). Perché tendiamo, nello stato di oblio del nostro Sé (intendo il nostro Essere, non l'Ego) in questa realtà, a identificarci con i pensieri (che insieme sono la mente), che non siamo noi, ma sono nostri prodotti. E' come se ci identificassimo con le nostre feci e urine (senza l'intendo dispregiativo verso queste o il mente-corpo, che è una cosa meravigliosa, nostra grande creazione).

 

E la stessa cosa succede con la nostra realtà, ci identifichiamo in questa e crediamo sia l'unica vera realtà che creiamo (oppure, all'opposto, pensiamo che la vera realtà sia altrove, che è sempre un estremo della nostra mente, visto che è duale).

 

Trascendere l'identificazione, ma per arrivare dove? Al Tutto, ciò che noi Siamo. Al divino, all'esistenza, al comprendere che, appunto siamo la Via, la Verità e la Vita. E che non c'è altro al di fuori di ciascuno di noi.

 

La storia di bashu mostra come la via sia qualcosa di non fisso, di mutevole e soggettivo, tutto è mente, tutto è buddha, e questo si ricollega anche all'inesistenza del sé nel buddhismo mahyana (perchè altri veicoli contemplano un sé anche se inteso sempre come seme del buddha)

 

 

Tutto è infinito ed eterno, ma muta e cambia, nella forma, non nella sostanza. Tutto è mente, perché tutto è creato attraverso il pensiero, tutto è pensiero-energia. Tutto è Buddha, perché tutti e ogni cosa è il divino, è illuminato, si ripete come un frattale in ogni direzione (in realtà, in nessun luogo e in nessun tempo, ma in questa realtà con tempo e spazio non possiamo esprimerci diversamente).

 

Sulla parola ''Sé'' dipende dai significati che le vengono attribuiti. Può indicare il nostro Ego, così come il nostro ''Vero Io'' (cioè la parta collegata al tutto), o ancora il nostro Essere (idem) e così via.

Ciascuno ricopre le parole di un significato personale, giustamente, che meglio esprime il proprio Essere, la Verità che si è, etc. Cambiano anche i modi per veicolare ciò: i Maestri orientali del passato usavano le storie Zen, Gesù le parabole, Socrate il dialogo, Osho le barzellette e discorsi, quelli moderni (es. Neal Walsh o Ektart Tolle o Luise Hay o Tiziano Terzani) fanno conferenze, scrivono libri, fanno interviste e così via. Sono solo pochi nomi in un oceano.



#8
vval

vval
  • Eye Terminator

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 8638

 

Trascendere l'identificazione, ma per arrivare dove? Al Tutto, ciò che noi Siamo. Al divino, all'esistenza, al comprendere che, appunto siamo la Via, la Verità e la Vita. E che non c'è altro al di fuori di ciascuno di noi.

 

E dopo che ci siamo arrivati? Cioè, 2 domande rozze e ignoranti lol

1) dopo che ci si è arrivati che succede? Cosa si fa?

2) Ci si può arrivare? La nostra mente ha dei limiti, il corpo pure, viviamo 80 anni circa... ci si può arrivare?


Modificata da vval, 18 February 2014 - 07:04 PM.


#9
Faber-Castell

Faber-Castell
  • Eye Bastard

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 6997

 

E dopo che ci siamo arrivati? Cioè, 2 domande rozze e ignoranti lol

1) dopo che ci si è arrivati che succede? Cosa si fa?

2) Ci si può arrivare? La nostra mente ha dei limiti, il corpo pure, viviamo 80 anni al massimo... ci si può arrivare?

 

1) La mente sarà usata quando necessario (non saremo costantemente preda dei pensieri sul futuro o sul nostro passato, gli unici ''luoghi'' in cui la mente può stare), verrà usata in modo più efficiente, e tutto ci sarà più chiaro. Spariranno le paure e non saremo più in balia di queste. Riusciremo a vedere che gli altri fanno ciò che fanno perché hanno paura e riusciremo a comprenderli, accettarli e persino amarli. Riusciremo a smascherare il nostro Ego non appena farà capolino e, riconoscendo che tutti sono Esseri Superiore come noi, faremo altrettanto con l'Ego degli altri. Sapremo che nulla è superiore, e nulla è inferiore. Non saremmo superbi, ma nemmeno modesti, non ne abbiamo bisogno: sapremo fruttare le nostre capacità e sapremo lodare e riconoscere quelle altrui, senza invidia. Riusciremo a vedere la bellezza, dove prima vedevamo solo la bruttezza, la ricchezza al posto del nulla, la pace dove prima vedevamo solo la violenza. Smetteremo di identificarci con le nostre idee e le abitudini, le sosteremo sì, ma le lasceremo cadere senza rimpianti, se necessario. Rimarremmo sempre noi stessi, non diventeremo mai più un ''noi'', perdendo la nostra individualità, continueremo magari ad associarci con gli altri, ma sarà sarà una collaborazione e mai conformismo. Staremo bene sia in compagnia, che da soli, perché sapremo essere presenti a noi stessi (e sapremo che di non poter mai rimanere soli, perché noi siamo ovunque). Sapremo che non abbiamo bisogno che altri ci dicano cosa è giusto e cosa no, lo sappiamo già, in noi. Sapremo che l'unica morale, verità, giustizia è quella che sgorga da noi e alberga in noi. Nasceranno in noi il Rispetto, la Compassione ('cum-patire', partecipare al sentimento altrui), la Potenza, la Saggezza. Sapremo fare la cosa giusta, nel momento giusto. Parleremo con autorità, senza prevaricazione. Se dovessimo sbagliare, ce ne accorgeremmo e, senza sentirci in colpa, chiedere scusa, ma sopratutto perdonarci. Sapremo perdonare senza risentimento. Sapremo amare noi stessi, e sapremo che ciò non è egoismo, ma pure amore di sé, senza di cui non potremmo amare nessun'altro, tutto parte da noi. Sapremo divertirci e godere delle vita, in ogni sua aspetto, senza eccessi, ma nemmeno limiti o privazioni assurde. Sapremo vedere nell'altro, noi stessi e saremo capaci di amarlo, come amiamo noi stessi. Vedremo come ''ogni cosa è illuminata'', avremo rispetto per tutte le specie animali e vegetali e saremo affascinati da tutto ciò ci circonda, noteremo cose che prima non notavamo, le cose ci appariranno per il miracolo che sono: ciò che semplicemente sono. Avremo fiducia in noi stessi e negli altri e sapremo, che se pure le cose dovessero andare ''male'', questo non è che un giro di giostra. Scomparirà, quindi, la paura della morte. Sapremo che la materialità, questa vita che viviamo, è il nostro dono - che ci siamo fatto - più grande, un'occasione che ci siamo data. Sapremo che non v'è nulla di non spirituale, ma che tutto dipende non da cosa facciamo, ma da come lo facciamo, dalla qualità che ci mettiamo, dalla consapevolezza con cui lo facciamo, dalla presenza di noi stessi a noi stessi che ci mettiamo. Sapremo ridere, senza sentirci in colpa. Sapremo piangere, senza sentirci a disagio. Sapremo prendere, senza sentirci in debito. Sapremo dare, senza richiedere nulla in cambio. Sapremo amare, senza possedere. Sapremo che se ci dovesse mancare qualcosa, la daremo noi per prima. Che non ci manca nulla, di ciò che davvero ci serve, perché noi abbiamo già tutto. Sapremo che l'Esistenza stessa, che noi siamo, non può che amarci. Sapremo che i nostri pensieri modificano la realtà, in questo modo potremmo cambiare noi stessi e la nostra vita, nel modo in cui potrebbe essere più piacevole per noi. Sapremo anche che noi non possiamo nulla per gli altri, ma possiamo decidere di essere dei Maestri per gli altri e, attraverso il nostro esempio, far emergere il Maestro che è in loro. Inoltre, sapremo vedere Maestri ovunque: in uno sconosciuto o meno, in un Maestro spirituale o un falso maestro, in un libro, un animale, una pianta, un oggetto, un evento, un assassino, un bambino, una donna o un uomo, una pubblicità, un film, una musica, un'opera teatrale etc. Perché la Verità è ovunque, ma spetta a noi vederla, perché la Verità è in noi,, siamo noi. Sapremo che IL Maestro è: sia la Vita stessa, che noi stessi... e sapremo che tra le due cose non c'è contraddizione (sapremo conciliare e trascendere gli opposti): perché noi Siamo la Vita.

 

Saremo più belli (indipendentemente dai canoni), più simpatici, intelligenti e sopratutto amati da alcuni... ma anche odiati da altri (sarà un contrasto troppo evidente con le loro vite). Le difficoltà di questa vita, i momenti di smarrimento, i nemici, il dolore fisico e non e così via, non spariranno. Semplicemente, ora abbiamo i mezzi, ma sopratutto la consapevolezza e fiducia in noi stessi che ci renderà più pronti a superarli. Vedremo nei ''nemici'' e negli ''eventi spiacevoli'' le più grandi benedizioni che ci siamo messi davanti: avremo la possibilità di riconfermare ciò che noi abbiamo deciso di Essere, ci daranno la possibilità di scegliere, di nuovo, la massima immagine che abbiamo di noi e di poterla manifestare, realizzandola. Tutto sottostà ad una nostra decisione.

 

2) Ci si può arrivare? Certo, altri lo hanno fatto. Anzi, non bisogna fare nulla, perché lo SEI GIA', solo che non lo ricordi. Non c'è nulla da raggiungere, siamo già arrivati, bisogna solo ricordarlo, siamo qui a fare gli smemorati, per gioco e nostra scelta. Non si può perdere, abbiamo già vinto, tutti. Non ha importanza a che età, perché siamo eterni, non hanno importanza i limiti del corpo-mente, perché non servono a ciò e perché tali limitazioni le abbiamo scelte noi, per sperimentare qualcosa di diverso da ciò che Siamo (Infiniti ed Eterni). 

 

Questa è solo una delle tante vite che stiamo vivendo. Però è anche l'unica che stiamo vivendo come Faber-Castell, vval, Pinco Pallo e così via, sarebbe un'occasione sprecata, per quanto ne abbiamo di infinite. Non serve altro, (parlo a tutti) se non credere in voi stessi, cercando la Verità e l'Amore più ampio e meno limitato che potete Essere in ogni istante.

 

Per farlo, ricordate di non farvi sfuggire questo istante, l'unica realtà esistente, perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. :)


Modificata da Faber-Castell, 18 February 2014 - 08:51 PM.


#10
Faber-Castell

Faber-Castell
  • Eye Bastard

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 6997

Ho corretto qualche errore ortografico, scusate, sono stato chiamato a mangiare e non potevo tardare. :P



#11
Faber-Castell

Faber-Castell
  • Eye Bastard

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 6997

 

 

non bisogna fare nulla, perché lo SEI GIA', solo che non lo ricordi.

 

Come fare a ricordarlo? Ricordandolo!

 

Decidendo, senza ombra di dubbio, che ci si è già risvegliati. 

 

Il passante, affannato, diceva a Bashu:

 

<<Maestro, un predicatore sostiene: io sono la Via, la Verità, la Vita>> disse un passate a Bashu.

 

Bashu rispondeva: lo sei anche tu, lo sei già.

 

<<Così è>> disse Bashu. <<Anche tu lo sei>>.

 

Bisogna solo divenirne consapevoli (decidere ed essere presenti a sé stessi, osservare senza giudicare, essere qui e ora), si potrebbe aggiungere.


Modificata da Faber-Castell, 18 February 2014 - 08:57 PM.


#12
vval

vval
  • Eye Terminator

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 8638

ho letto eh, più volte. Più avanti ti faccio altre domande :P grazie comunque per la lunga risposta



#13
Faber-Castell

Faber-Castell
  • Eye Bastard

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 6997

ho letto eh, più volte. Più avanti ti faccio altre domande :P grazie comunque per la lunga risposta

 

L'ho letto anch'io più volte, ahah, come hai visto. 

Fai pure, per le domande, risponderò come saprò.


Modificata da Faber-Castell, 19 February 2014 - 07:20 PM.


#14
Mizu

Mizu
  • Strong Eye Fan

  • StellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 938

http://www.101storiezen.com/



#15
Faber-Castell

Faber-Castell
  • Eye Bastard

  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • Gruppo: Utente Pro
  • Messaggi: : 6997

 

Grazie, lo conosco già. Ogni tanto ci dò uno sguardo, premendo su ''una a caso''. Quelle che comprendo, le condivido, quelle che ancora non comprendo le metto da parte, per il futuro. Credo sia importante fare esperienza di certe cose, per comprendere davvero tali storie. E non lo si fa ragionandoci su.

 

Questa qui, ''Bashu e il passante'', però è tratta da un libricino trovato all'online: ''Trovare il senso: 70 storie zen occidentali'', di MIchele Lalla: http://reader.ilmiol...en_occidentali#!"

 

Il vero nome della storia era ''Virtù e peccato'' ed aveva qualche riga in più... :P, io l'ho modificata togliendo ogni riferimento al peccato, perché era fraintendibile. Il peccato di cui si parla qui, ma anche di cui parla Gesù, non è quello propinato dalle religioni (e in questo caso dalla Chiesa)... è stato totalmente sovvertito il senso. Ma di questo, se volete, si potrà parlare.


Modificata da Faber-Castell, 19 February 2014 - 07:37 PM.





Leggono questa discussione 0 utenti

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi