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Meritocrazia in Italia? No, grazie!


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Questa discussione ha avuto 21 risposte

#1
FabioFabioisanheroMucci

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Non so se questa è la 'stanza' giusta e non so se il tema è già stato affrontato, ma mi sta a cuore. 

 

Ora io lancio spesso discussioni, risultando anche antipatico spesso e volentieri però trovo ignobile il fatto che in Italia non si dia spazio ai giovani, in tutti i campi. 
 
Se parliamo di campi d'intrattenimento è ancor peggio. 
 
Se parliamo dell'industria cinematografica sono sempre i soliti noti a fare cinema. E quando ne esce "qualcuno nuovo", scopri che è "figlio di...", "raccomandato da...".
 
Televisione? Radio? Peggio, mi sento.
 
E non parliamo dei fumetti. Sono sempre 'i soliti' a farli. Chi è esordiente, se vuole un fumetto pubblicato, non riceve una "lira". E le grandi società li snobbano in toto. 
 
A volte vorrei esser nato con tanti ma proprio tanti soldi ed essere editore/distributore/produttore per sentire quel che i giovani hanno da dire/da proporre. Ma non è cosi. La meritocrazia non esiste. In Italia no. E se qualcuno vi dirà che "noi siamo per la meritocrazia", non dategli ascolto: provate a proporgli un progetto. Al 90% v'ignorerà, al 10% vi risponderà con un secco "no". Ma non perché non siete capaci/il vostro progetto fa schifo, semplicemente perché non siete nessuno. 
 
Ed è per questo che l'Italia va a puttane.
 
 


#2
Alex_di Roma

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Condivido pienamente con il tuo discorso, ma purtroppo non possiamo farci nulla...

L'Italia è questa e non credo cambierà neanche fra cent'anni! 

 

Purtroppo, mi duole dirlo, la situazione attuale dell'Italia mette ancora di più in evidenza questo "squilibrio" sociale. Una volta uscì un articolo di giornale, dove si parlava delle raccomandazioni all'AMA, società che si occupa di smaltimento rifiuti. Non sapevo se piangere o ridere, perché siamo arrivati al punto dove, anche per fare il netturbino, tocca farsi raccomandare sennò non lavori!


Modificata da Alex_di Roma, 06 December 2013 - 02:09 PM.


#3
Faber-Castell

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Ecco come la penso, susciterà forse polemiche o derisioni, ma non fa nulla: è quello che penso:

 

Piangere su stessi, non serve a nulla. E nemmeno arrabbiarsi. Incominciamo innanzitutto, a farci delle domande: ho fiducia nelle mie capacità? Io mi comporto diversamente nei confronti degli altri? Se le risposte sono negative, accettatevi (non esistono colpe), perdonatevi e iniziate a cambiare.

Poi: ho paura di non trovare lavoro? In questo caso, sarà così. Questa domande è legata con la prima: bisogna avere fiducia in sè stessi, sempre. Non bisogna lasciarsi influenzare ''dall'esterno'', quello cambierà assieme a noi. ;)

Infine, ho desiderio di sfondare? Avere successo va benissimo, ma non bisogna desiderarlo (sì lo so, è facile dirlo). Per desiderare qualcosa dobbiamo prima creare la sua mancanza...

 

Bene, fatto questo, che è importantissimo, si inizia ad analizzare: da dove viene questo meccanismo perverso? Un po' tutti lo sappiamo. Perché taluna gente si comporta con tale egonismo e opportunismo? Hanno paura. Ecco perché: hanno paura! Sono un ottimo esempio di ciò che non vogliamo Essere!

Non si devono disprezzare, hanno paura, ma anche loro sono vittime. Allora, comprendiamoli, e iniziamo a essere noi coraggiosi, felici, soddisfatti, anche se l'esterno non ci dà motivi per esserlo... diventiamolo prima noi, la realtà sarà costretta ad adeguarsi (non vi è separazione tra noi e la realtà).

 

Le difficoltà sono fatte per essere superate, lo so pare retorica, ma è la pura verità. Lo so, la vita è difficile, ma conta molto l'atteggiamento con cui si... gioca! Iniziamo, anche ad abbandonare l'idea che la vita sia una lotta, questo pensiero fa diventare davvero tale la vita.

 

Dire che ''tutti sono raccomandati, o figli di'' è una generalizzazione, di per sé non può essere così: e chi non è ''raccomandato o figlio di'' come ha fatto a real-zzare i proprio sogni? La fortuna non esiste, né destino, né caso, né provvidenza divina, né quant'altro: hanno avuto fiducia in sé stessi. Questo gli ha permesso di creare una realtà che hanno immaginato. Non saranno mancate le difficoltà, non lo metto in dubbio, ma avere fiducia in sé stessi, ti fa spostare montagne!

 

Quindi: ci si deve accettare, amare, conoscere e poi iniziare a decidere chi Essere, puntare - nonostante tutto - verso gli obiettivi che NOI abbiamo deciso, con fiducia e allegria. Stando attenti a pensieri come ''non ce la farò mai!'', ''non sarà possibile!'', ''non cambierà nulla!'' etc. etc. Eccerto! Stai creando proprio ciò!

Oh, poi: a meno che non vi piaccia essere vittima o lamentarsi... in questo caso, continuate così, state andando benissimo!

 

Naturalmente, nulla di personale verso chi ha aperto il topic, il mio post ha la pretesa di essere universale!

 

Ho visto tanta gente lamentarsi di tale meccanismo clientelare... e poi entrare dove avrebbero voluto, allo stesso modo! Hanno scelto di farlo, credevano di non aver scelta (e così è stato!), ma le scelte non gli mancavano... voi che decidete di fare?

 

E ora, un buon vecchio sognatore:

 

"Se uno avanza fiducioso in direzione dei suoi sogni, e si sforza di vivere la propria vita come l'ha immaginata, incontrerà un successo inatteso in situazioni normali." -  Henry David Thoreau


Modificata da Faber-Castell, 06 December 2013 - 03:05 PM.


#4
FabioFabioisanheroMucci

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Ecco come la penso, susciterà forse polemiche o derisioni, ma non fa nulla: è quello che penso:

 

Piangere su stessi, non serve a nulla. E nemmeno arrabbiarsi. Incominciamo innanzitutto, a farci delle domande: ho fiducia nelle mie capacità? Io mi comporto diversamente nei confronti degli altri? Se le risposte sono negative, accettatevi (non esistono colpe), perdonatevi e iniziate a cambiare.

Poi: ho paura di non trovare lavoro? In questo caso, sarà così. Questa domande è legata con la prima: bisogna avere fiducia in sè stessi, sempre. Non bisogna lasciarsi influenzare ''dall'esterno'', quello cambierà assieme a noi. ;)

Infine, ho desiderio di sfondare? Avere successo va benissimo, ma non bisogna desiderarlo (sì lo so, è facile dirlo). Per desiderare qualcosa dobbiamo prima creare la sua mancanza...

 

Bene, fatto questo, che è importantissimo. Si inizia ad analizzare: da dove viene questo meccanismo perverso? Un po' tutti lo sappiamo. Perché taluna gente si comporta con tale egonismo e opportunismo? Hanno paura. Ecco perché, hanno paura! Sono un ottimo esempio di ciò che non vogliamo Essere!

Non si devono disprezzare, hanno paura, ma anche loro sono vittime. Allora, comprendiamoli, e iniziamo a essere noi coraggiosi, felici, soddisfatti, anche se l'esterno non ci dà motivi per esserlo... diventiamolo prima noi, la realtà sarà costretta a adeguarsi (non vi è separazione tra noi e la realtà).

 

Le difficoltà sono fatte per essere superate, lo so pare retorica, ma è la pura verità. Lo so, la vita è difficile, ma conta molto l'atteggiamento con cui si... gioca! Iniziamo, anche ad abbandonare l'idea che la vita sia una lotta, questo pensiero fa diventare davvero tale la vita.

 

Dire che ''tutti sono raccomandati, o figli di'' è una generalizzazione, di per sé non può essere così: e chi non è ''raccomandato o figlio di'' come ha fatto a real-zzare i proprio sogni? La fortuna non esiste, né destino, né caso, né provvidenza divina, né quant'altro: hanno avuto fiducia in sé stessi. Questo gli ha permesso di creare una realtà che hanno immaginato. Non saranno mancate le difficoltà, non lo metto in dubbio, ma avere fiducia in sé stessi, ti fa spostare montagne!

 

Quindi: ci si deve accettare, amare, conoscere e poi iniziare a decidere chi Essere, puntare - nonostante tutto - verso gli obiettivi che NOI abbiamo deciso, con fiducia e allegria. Stando attenti a pensieri come ''non ce la farò mai!'', ''non sarà possibile!'', ''non cambierà nulla!'' etc. etc. Eccerto! Stai creando proprio ciò!

Oh, poi: a meno che non vi piaccia essere vittima o lamentarsi... in questo caso, continuate così, state andando benissimo!

 

Naturalmente, nulla di personale verso chi ha aperto il topic, il mio post ha la pretesa di essere universale!

 

E ora, un buon vecchio sognatore:

 

"Se uno avanza fiducioso in direzione dei suoi sogni, e si sforza di vivere la propria vita come l'ha immaginata, incontrerà un successo inatteso in situazioni normali." -  Henry David Thoreau

 

E' un po' più difficile di cosi. Uno può credere in sé stessi quanto vuole ma non è NESSUNO se nessuno gli dà importanza o meglio detto se qualcuno non si mette lì ad ascoltare cosa ha da proporre/dire. 

Io ho provato sulla mia pelle. E non voglio generalizzare ma purtroppo è cosi. Ora io non ho accettato questo ma semplicemente ho imparato a conviverci. Solo che provo rabbia per i molti giovani, pure più "piccoli" di me, che hanno cosi tanto da dire ma non hanno la possibilità. Ho visto/letto/sentito cose che sono 10 mila volte meglio di roba sfornata ogni giorno dall'industria, eppure rimangono 'anonimi', senza possibilità alcuna.

 

Io ho avuto il piacere di parlare con numerose persone di questi settori e tutti mi hanno confermato questa  triste verità. Non faccio nomi perché non voglio mettere nei casini nessuno, ma quando stavo provando a scrivere per i fumetti, mi è stato esplicitamente detto "lascia perdere, con il cuore te lo dico" da un disegnatore italiano di un certo livello. Mi ha detto che io posso mandare tutte le sceneggiature possibili a tutti gli editori: nessuno le leggerà. La stessa cosa me l'ha detta un regista di un certo livello, dicendomi che nessuno legge le cose nuove e si affida al vecchio/già conosciuto.



#5
Igno

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Sul fronte fumettistico potrei ampiamente parlarne :D
 



#6
FabioFabioisanheroMucci

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Sul fronte fumettistico potrei ampiamente parlarne :D
 

E parliamone. Siamo qui per questo.  XD 

Direi che la discussione nasce come 'protesta' o, meglio, come "manifesto di una società" ma è giusto anche raccontare i propri aneddoti. Belli o brutti, che smentiscano o confermano tali proteste.



#7
Faber-Castell

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E' un po' più difficile di cosi. Uno può credere in sé stessi quanto vuole ma non è NESSUNO se nessuno gli dà importanza o meglio detto se qualcuno non si mette lì ad ascoltare cosa ha da proporre/dire. 

Io ho provato sulla mia pelle. E non voglio generalizzare ma purtroppo è cosi. Ora io non ho accettato questo ma semplicemente ho imparato a conviverci. Solo che provo rabbia per i molti giovani, pure più "piccoli" di me, che hanno cosi tanto da dire ma non hanno la possibilità. Ho visto/letto/sentito cose che sono 10 mila volte meglio di roba sfornata ogni giorno dall'industria, eppure rimangono 'anonimi', senza possibilità alcuna.

 

Io ho avuto il piacere di parlare con numerose persone di questi settori e tutti mi hanno confermato questa  triste verità. Non faccio nomi perché non voglio mettere nei casini nessuno, ma quando stavo provando a scrivere per i fumetti, mi è stato esplicitamente detto "lascia perdere, con il cuore te lo dico" da un disegnatore italiano di un certo livello. Mi ha detto che io posso mandare tutte le sceneggiature possibili a tutti gli editori: nessuno le leggerà. La stessa cosa me l'ha detta un regista di un certo livello, dicendomi che nessuno legge le cose nuove e si affida al vecchio/già conosciuto.

 

Hai sicuramente molta più esperienza di me, non voglio mettere in dubbio tali esperienze. Ma ho compreso che gli altri ci vedranno come noi pensiamo di essere e che la nostra vita sarà come noi la pensiamo. La realtà collettiva è condivisa con tutti, ma non è uguali per tutti: ciascuno di noi vive nella sua personale realtà, ecco perché vi si trovano così tante esperienze diverse, magari una accanto all'altra.

 

Se noi ci immaginiamo come un NESSUNO... così sarà. La realtà è basata sulla lotta, sulla concorrenza, sul ''non ce ne per tutti'', sulla violenza e così via, perché la pensiamo così, tutti quanti (o meglio, la maggior parte). Non è tale di per sé. Allora iniziamo a pensarla diversamente, immaginiamo a pensarla come un gioco, basata sulla condivisione, sul ''ce ne per tutti!'' etc. Iniziamo da noi: pensiamoci indispensabili, preziosi e amati. Pensiamoci come l'elemento indispensabile di tutto: l'intero Universo non esisterebbe senza di noi! (non sto parlando di superbia: l'umiltà è già insita in noi, sapremo che questo vale per tutti!).

 

Ora potrei sembrarti un sognatore, un esaltato, un pazzo o - se va bene - uno poco ''realista''. Ma non importa, poco realista sarà quello che ti ha sfiduciato nel tuo sogno, un vero delitto! Ma non dargli colpa, pensava di farti una favore.

 

Digli che le persone che hanno cambiato il mondo, le persone che vivono felicemente (anche non celebri) hanno sempre avuto fiducia in sé, non saranno mancati i bassi nella loro vita, ma hanno saputo affrontarli e superarli. Sono quelle persone che sono ammirate, venerate e quant'altro, ma cosa hanno di speciale? Nulla! Sono persone normalissime, ma cosa gli ha permesso di spiccare positivamente dagli altri? Niente, se non la fiducia in sé e nella realtà (che è la stessa cosa). Tutto il resto (intelligenza, saggezza, talenti, successo, celebrità etc.) è una conseguenza.

 

Non ho esperienze nel campo dei fumetti, non ti conosco, non ho visto tuoi lavori etc., ma è questo che ti dico: ''Abbi fiducia, continua e realizza il tuo sogno, con il cuore te lo dico!''.


Modificata da Faber-Castell, 06 December 2013 - 02:58 PM.


#8
FabioFabioisanheroMucci

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Hai sicuramente molta più esperienza di me, non voglio mettere in dubbio tali esperienze. Ma ho compreso che gli altri ci vedranno come noi pensiamo di essere e che la nostra vita sarà come noi la pensiamo. La realtà collettiva è condivisa con tutti, ma non è uguali per tutti: ciascuno di noi vive nella sua personale realtà, ecco perché vi si trovano così tante esperienze diverse, magari una accanto all'altra.

 

Se noi ci immaginiamo come un NESSUNO... così sarà. La realtà è basata sulla lotta, sulla concorrenza, sul ''non ce ne per tutti'', sulla violenza e così via, perché la pensiamo così, tutti quanti (o meglio, la maggior parte). Non è tale di per sé. Allora iniziamo a pensarla diversamente, immaginiamo a pensarla come un gioco, basata sulla condivisione, sul ''ce ne per tutti!'' etc. Iniziamo da noi: pensiamoci indispensabili, preziosi e amati. Pensiamoci come l'elemento indispensabile di tutto: l'intero Universo non esisterebbe senza di noi! (non sto parlando di superbia: l'umiltà è già insita in noi, sapremo che questo vale per tutti!).

 

Ora potrei sembrarti un sognatore, un esaltato, un pazzo o - se va bene - uno poco ''realista''. Ma non importa, poco realista sarà quello che ti ha sfiduciato nel tuo sogno, un vero delitto! Ma non dargli colpa, pensava di farti una favore.

 

Digli che le persone che hanno cambiato il mondo, le persone che vivono felicemente (anche non celebri) hanno sempre avuto fiducia in sé, non saranno mancati i bassi nella loro vita, ma hanno saputo affrontarli e superarli. Sono quelle persone che sono ammirate, venerate e quant'altro, ma cosa hanno di speciale? Nulla! Sono persone normalissime, ma cosa gli ha permesso di spiccare positivamente dagli altri? Niente, se non la fiducia in sé e nella realtà (che è la stessa cosa). Tutto il resto (intelligenza, saggezza, talenti, successo, celebrità etc.) è una conseguenza.

 

Non ho esperienze nel campo dei fumetti, non ti conosco, non ho visto tuoi lavori etc., ma è questo che ti dico: ''Abbi fiducia, continua e realizza il tuo sogno, con il cuore te lo dico!''.

 

Ma uno non abbandona mai, semplicemente NON c'è sbocco. Ma aspetto di leggere anche altri commenti.



#9
Faber-Castell

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Ma uno non abbandona mai, semplicemente NON c'è sbocco. Ma aspetto di leggere anche altri commenti.

 

Eppure, mai come oggi si hanno tanti mezzi per realizzare ciò che si vuole.

Comunque sia, ti ho detto quanto volevo dirti, non posso che farti gli auguri!

 

;)


Modificata da Faber-Castell, 06 December 2013 - 03:15 PM.


#10
FabioFabioisanheroMucci

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Eppure, mai come oggi si hanno tanti mezzi per realizzare ciò che si vuole.

Comunque sia, ti ho detto quanto volevo dirti, non posso che farti gli auguri!

 

;)

Oggi come oggi abbiamo molti mezzi ma non servono se poi t'ignorano comunque. In USA è ben diverso. 

Prendiamo un regista che fa un corto. Lo carica su Youtube, con un bel po' di fortuna/pubblicità virale riceve numerose visualizzazioni, commenti, elogi, qualcuno lo nota, lo ingaggia per fare un film per il grande schermo.

In Italia:

Prendiamo un regista che fa un corto. Lo carica su Youtube, con un bel po' di fortuna/pubblicità virale riceve numerose visualizzazioni, commenti, elogi, fine.



#11
Freno Le Roi

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Ma è una discussione su un ambito professionale specifico o sulla meritocrazia in generale?



#12
FabioFabioisanheroMucci

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Ma è una discussione su un ambito professionale specifico o sulla meritocrazia in generale?

Entrambe. Meritocrazia in ogni campo. Io ho parlato nello specifico di arte, ma si può parlare di tutto. Ditemi in quale campo esiste la meritocrazia... 



#13
Frank_West

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Nell'arte è difficile investire sui giovani.

Non puoi affidare una sceneggiatura/regia/disegni o cos'altro a un giovane bravo di belle speranze.

Nell'arte conta moltissimo l'esperienza, che si fa con tanta, ma tanta gavetta.

L'arte è poi un mercato per sua natura "a numero chiuso", se mi concedete il modo di dire.

Oggi ci sono i mezzi perché tutti imparino a "fare arte", ma è materialmente impossibile che tutti questi ragazzi realizzino poi il loro sogno.

Poi chiaro che in Italia non gireremo mai il nuovo Signore degli Anelli, ma allora questo vale per quasi tutti i mercati extra americani ed è una questione proprio culturale.

 

Nel mondo del lavoro "normale" la meritocrazia è rara: qui in Italia si avverte molto perché siamo ancorati ad un idea di azienda famigliare che, purtroppo, viene traslata anche nelle grandi imprese dove, "l'amico dell'amico" o "il figlio di quello la", hanno corsia preferenziale.

Diverso discorso per le aziende multinazionali: per mia esperienza personale posso dire che in alcune di queste realtà la meritocrazia è presente.  :sisi:



#14
Igno

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Nell'arte è difficile investire sui giovani.

Non puoi affidare una sceneggiatura/regia/disegni o cos'altro a un giovane bravo di belle speranze.

Nell'arte conta moltissimo l'esperienza, che si fa con tanta, ma tanta gavetta.

 

 

Sì ma se neanche la gavetta fai fare, uno come fa a diventare bravo? :D



#15
Steverance

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Io non ho un amico che sia uno che ad oggi lavora per meritocrazia, tutti imbucati o facilitati o stra finanziati dalla famiglia. La meritocrazia semplicemente non esiste, per lo meno non qui a Roma.

Io che mi ero guadagnato tutto da solo e ne andavo stra fiero giustamente sono stato licenziato :asd:

 

Ah la mia ex è entrata a maggio ad un ente previdenziale perchè ce l'ha messa il paparino (assieme ad altri 10), chiamata diretta, 1300 cucuzze al mese, tempo indeterminato, tredicesima, quattordicesima più premi di produzione e aumento ogni due anni.

 

E poi dicono che il lavoro non c'è....ma baffanculo.






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