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La veritÓ condivisa


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Questa discussione ha avuto 33 risposte

#1
Faber-Castell

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Credevo fosse opportuno staccarsi dalle discussioni nate nei topic ''Il sapere contemporaneo'' e ne ''La Bibbia'', chi ha seguito gli ultimi sviluppi delle discussioni, collegherà più facilmente, ma il topic - ovviamente - è aperto a tutti. Decido, ed è un atto di creazione, di iniziare una nuova discussione sulla, e sulle, Verità. Ho trovato, non per caso, un bel post, che condividerò con voi. Se siete entrati qui e arriverete a leggere fino in fondo questo articolo, ricordate, non sarà un caso. ;) A voi:
 

La Verità

 

Tutti vogliono sapere cos’è la verità, ma se c’è la Verità cos’è allora tutto il resto che esiste e che pure è reale nella coscienza? La verità è che non c’è nessuna verità e se la verità non esiste, tutto è verità!  Tutto è vero. Non esiste nulla di non vero perché tutto deriva dal pensiero della coscienza collettiva che contiene la realtà di tutti i pensieri. Tutto è reale perché tutto trova fondamento e il suo scopo nell’esistenza. Anche i pensieri indirizzati verso la fantasia e l’immaginazione sono veri poiché sono reali. I mondi sottili invisibili, come il mondo esterno, sono realtà create dal pensiero e dall’emozione. Ogni mondo visibile all’esterno è stato creato in realtà dall’immaginazione che ha stimolato altra immaginazione e quindi altra creazione. Tutto ciò che è creato nel pensiero, tutto ciò che esiste nella coscienza, che si manifesta nella forma a qualunque densità visibile o meno: è vero. Ogni pensiero che occupa la tua mente è vero perché è vivo nella coscienza ed è parte di una più grande realtà che è Dio/la sorgente/l’Uno da cui scaturisce tutta la vita.
 
La verità è solo ciò che un individuo percepisce come verità. La verità è un opinione, un atteggiamento, una credenza che nel pensiero creativo è diventata assoluta. Tuttavia ci sono differenze tra le opinioni degli uomini perché ognuno ha basato la propria opinione sulla propria personale esperienza e sulla comprensione o sull’incomprensione che ha raggiunto nella propria anima in tutte le vite che ha vissuto.  Quindi ciò che qualcuno ritiene essere vero non lo sarà forse per un altro e i due esseri spesso non si comprendono perché non hanno lo stesso patrimonio di esperienze. Quale delle due è vera? Entrambe! Entrambe sono giuste perché ognuno esprime la verità come la sua esperienza e la sua comprensione gli permettono di percepirla. Ma se la tua verità consiste nel credere che la tua verità sia l’unica giusta, sappi che sei limitato nella tua comprensione.
 
Ogni anima in questo sogno accetterà e creerà secondo la propria esperienza e il proprio personale bisogno, quelle verità di cui desidera fare esperienza per la propria evoluzione verso la saggezza. E per fare questa esperienza ognuno sceglierà le fonti di verità che confermano ciò che vorrà credere. Per quanti siano gli esseri umani che abitano sulla terra, altrettanto numerose saranno le varietà di verità poiché ciascuno ha il diritto, la volontà e il bisogno di creare le proprie verità in modo differenziato.  Qualunque sia la comprensione momento per momento, quella sarà sempre la verità come egli la conosce,  la vede e la sceglie.  Quindi tutto ciò che leggi o senti da chiunque altro è la verità da lui percepita: come lui la vede, come l’ha imparata, come l’ha creata e come ne fa esperienza.  Ciò che devi decidere è fino a che grado vuoi diventare una particolare verità poiché qualunque  verità tu accetti in te stesso diventerà realtà sperimentata nella tua vita. 
 
C’è verità in ogni cosa ma c’è anche miglioramento in ogni cosa poiché ogni momento affina la verità. 
Per questo l’evoluzione non è mai perfezione ma continuo divenire, così ciascuno progredisce costantemente nella sua comprensione per raggiungere verità sempre più illimitate. 
 
Osserva quando un fiore è un bocciolo. Quando fiorisce è forse un bugiardo perché non è più un bocciolo? No. E’ in uno stato di verità progressiva. Ed è forse bugiardo quando cadono i petali ed esso non c’è più? No. Che cos’è allora? E’ in un altro, ulteriore stadio della sua verità. 
Ogni insegnamento che dunque leggi o senti che divide l’esistenza in bene e male o giusto e sbagliato proviene da esseri che semplicemente hanno accettato questo come loro verità e che si sentono spinti a trasmetterlo al mondo. 
E’ la loro verità e non hanno torto, tuttavia una verità più grande e più raffinata è che chiunque insegni che la vita è in qualche modo limitata, ha una comprensione meno avanzata di altri. 
 
La maggior parte della conoscenza su questo piano è fondata sulla paura, sulla lotta per la sopravvivenza, sul giudizio e sulla separazione dei popoli. E’ basato sulla convinzione che l’uomo è una creatura che non ha in sé alcuna divinità. Ciascuno sa solo nella misura in cui lo desidera e permette a se stesso di sapere. Ascolta attentamente ciò che viene detto e come viene detto. Se è qualcosa che limita, separa e divide è una verità limitante di un essere che deve ancora progredire verso una comprensione più illimitata. Tu sei il solo maestro di te stesso e solo tu sai cos’è meglio per te. 
 
Solo tu puoi sapere quale esperienza serve alla tua anima per la realizzazione, solo tu puoi darti la tua verità perché la verità è costruita e costituita da se stessi. Questa verità non la si può trovare attraverso una comprensione scientifica o intellettuale, ma attraverso una comprensione emozionale perché la verità è un sentimento che si sviluppa attraverso il pensiero e l’emozione. 
Sapere cos’è per te la verità significa sapere cosa senti in te come verità. Nulla può essere provato da ciò che tu definisci “reale” perché la realtà cambia come cambia e si evolve la comprensione dell’umanità. Tutto è una congettura poiché la realtà è continuamente creata e sviluppata attraverso il pensiero e l’emozione. La realtà visibile è l’attuale manifestazione materiale della coscienza collettiva, dei pensieri collettivi che tutta l’umanità ha abbracciato in sé come emozione. 
La più grande realtà sono i sentimenti che tu provi nell’accettare la realtà visibile come verità del pensiero. 
 
L’emozione è la più grande realtà e in questo c’è tutta la verità. Sii illimitato nella tua verità.
 
Se ciò che credi è limitato, quella sarà la tua verità e se ciò che credi è illimitato, sarà questa la tua verità, entrambe sono corrette e precise. 
Ma se stai cercando qualcosa in cui credere non credere né all’una ne all’altra, credi in te stesso! 
Non c’è entità, cosa o realtà più grande di te perché sei Tu l’artefice di ogni verità, il creatore di ogni realtà, l’ideatore di ogni legge nel tuo regno. 
La tua anima sa qual è la verità e te lo dirà attraverso i tuoi sentimenti. 
Quando la verità sarà sentita come “giusta”, allora la tua anima gioirà perché la più grande verità è libertà illimitata, 
è qualunque cosa ti permetta di fare esperienza di qualunque verità desideri. 
 
La verità è una limitazione. 
 
Dire che qualcosa è vero sottintende che c’è qualcosa di non vero. 
In una comprensione più ampia non esiste né vero, né non vero esiste solo l’E’ della vita in perenne evoluzione. 
La vita è l’unica realtà e da essa nasce tutta la verità perché la verità viene creata e sviluppata ogni momento da ogni pensiero. 
In ogni momento tu puoi cambiare opinione e pensare diversamente e rimarranno vere entrambe poiché sono principi reali che ti permettono di raggiungere una comprensione emozionale. Se comprendi che tutto e nulla è vero, che esiste solo l’E’, puoi riconoscere come verità ciò che tu stabilisci essere vero e tale sarà fino a quando la riterrai tale. Nell’istante stesso in cui non dai più credito a quella verità, essa non sarà più reale. 
 
Sappi che qualunque verità crei nella tua vita la puoi anche cambiare. 
 
La sovranità della tua divinità ti permette di pensare qualsiasi cosa e cambiare opinione in ogni momento.
Quanto tempo ti serve per essere felice? Giusto il tempo di pensare alla gioia e subito comincerai ad essere raggiante.
Quanto tempo ti serve per diventare disperato? Giusto il frangente di pensarti disperato. 
Che verità si cela in questo? Che in qualunque momento hai la possibilità di scegliere di diventare l’uno o l’altro e puoi anche scegliere di cambiarlo ogni volta che lo desideri. 
Se riconosci questa verità nel tuo essere, trascenderai la limitatezza per raggiungere la tua divinità. 
E se altri hanno permesso a se stessi di essere dominati dalle leggi, dalla morale e da altri ideali, tu sarai un’entità libera perché non apparterrai a nessuna verità all’infuori della tua. 
Ricorda: ciò che pensi che sia, è! 
E se altri non riescono a comprendere la tua realtà, è solo perché sono completamente assorti nelle illusioni della loro. 
Se dunque comprendi che la verità è, e può essere tutto, significa che non ti poni più limiti nelle tue esperienze. 
Allora sarai aperto ad ogni esperienza, saprai ricavarne saggezza e consapevolezza. 
 
Questa è Libertà! 

Questa illimitatezza di essere ti permette di fluire in armonia con la Legge della Concessione Universale poiché contiene la verità di tutti gli altri e permette a tutte le verità di coesistere in armonia tra loro.
 
Per realizzare te stesso e il tuo destino devi divenire chi e cosa solo tu, nella tua unicità, sei. Non lo diverrai mai se cerchi di vivere secondo il piano di vita di un altro. L’unica via per comprendere chi sei e per capire il fuoco che arde dentro di te, passa attraverso la verità della tua personale comprensione emozionale. Ama dunque intensamente ciò che sei e da ascolto al dio che parla in te. 

Vivi la verità che senti dentro di te.
Vivila, manifestala e falla diventare una testimonianza del tuo splendore. 
Se lo farai, avrai valutato, vissuto e compreso la vita dal tuo punto di vista. 
Sii il tuo insegnante, il tuo maestro e il tuo dio.  
 
Cos’è dunque la verità? 

Qualunque cosa il sé decida essere verità, poiché qualunque cosa tu creda, è; e qualunque cosa tu creda lo diventerai. 
Se comprendi questo, potrai insegnare a molti semplicemente attraverso il tuo modo di vivere. 
Non cercare mai la verità. Sii semplicemente. 
Essendo, sei Uno con gli infiniti universi. 
Sei un essere sovrano che può accettare e creare qualunque verità tu voglia. 
Puoi diventare maestro del tuo regno o permetterti di diventare schiavo a seconda dell’esperienza che vuoi fare. 
Se comprendi che ogni entità è il vero creatore e il primo responsabile della propria vita e il disegnatore del proprio destino, 
potrai usare questa comprensione per crearti una vita più illimitata e illuminata. 
Ricordati che non tutti desiderano la libertà ma anche questo va bene poiché la loro scelta è sacra. 
Amali sapendo che sono semplicemente parti di te stesso in evoluzione dentro di te.

 

Fonte: http://umaniindivenire.grou.ps/613932


Modificata da Faber-Castell, 01 December 2013 - 12:11 PM.


#2
XX-YY-ZZ

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è vero ciò che puoi fare



#3
Faber-Castell

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La verità oggettiva è quella che tu credi sia oggettiva. Sei tu che la ''oggettivizzi''. Sì, ha molto a che fare con il punto di vista da cui guardi. Ecco perché chi leggerà tale discussione e crede che la verità sia solo quella tangibile, oggettiva ed esterna a noi, penserà che queste siano tutte sciocchezze. Ma sta mettendo in atto lo stesso potere, non sapendolo (mentalmente). E troverà conferme ovunque, almeno finché non cambierà ''paradigma'', cosa che è libero di fare, solo prendendo da sè una decisione.

 

Non è possibile definire una verità come unica per tutti. Ciascuno si crea la propria verità. Anzi, come dice l'articolo, non vi è nessuna verità, tutto è vero. Inoltre, la verità che condividiamo (questa realtà, ad es.) è simile per tutti, ma non uguale, ciascuno di noi la modifica secondo il proprio punto di vista, ecco che nascono le varie verità (tutte valide, come si è detto).

La verità co-creata, con-divisa, non è poi una faccenda legata a un semplice accordo, io e te, ma qualcosa fatto coinvolgendo Tutto.

 

Tutto ciò che E' è il mio Essere. Ecco perché ''Tutto è uno'' e ''non vi è separazione tra l'osservatore e ciò che si osserva'', tra me e la realtà.

 

Il mio Essere non è solo la mia Essenza, ma anche la mia Mente, il mio Ego, il mio Corpo, la stanza in cui mi trovo mentre scrivo, il mio PC, voi che mi state leggendo (e voi siete me!), la finestra e ciò che vedo dalla finestra: alberi, uccelli, edifici, montagne, nuvole,  il cielo sopra di me, e poi le stelle e l'intero Universo. Tutta l'Esistenza è il mio Essere.

 

La Verità che metto in Essere, è la Verità che l'Esistenza mette in Essere.

Se ti sarà stretta una verità, ne potrai creare una più amplia. Ecco perché siamo esseri divini.

 

''E' vero ciò che puoi fare''. Vero!

Sei tu a porti i limiti, tutto sottostà alla tua decisione.

Anche i limiti che ti sei imposto come umano, sono stati decisi da te.


Modificata da Faber-Castell, 01 December 2013 - 04:05 PM.


#4
Faber-Castell

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vabbe non capisco cosa vuoi dire quando parli di verità oggettiva in pratica però diciamo che nel campo dell'ìesperienza condivisa aka intersoggettività un certo campo di verità c'è

un sasso in testa fàmale a te quanto a me può farti più o meno male ma il "dolore " è uguale e non sentirai meno dolore con l'aiuto dell'immaginazione o del pensiero

 

Eccerto che sentirai dolore! Questa realtà è ''illusoria'', è ''virtuale'', un ''ologramma'', un ''sogno'' e così via, sì, ma è un'immagine, espediente per far capire che è creata da noi e che è modificabile, ed è mutevole di per sè, ma sopratutto per rendere chiaro qual è il nesso tra noi e la realtà.

Ma la realtà che ci circonda è reale, anche perché non siamo disgiunti da essa, il creatore non può alienarsi dalla propria realtà. Non si può uscire dalla matrix da noi creata. Anche chi si risveglia (ricorda Chi E') non esce dal sogno di tale realtà (ma ha consapevolezza di essere sveglio - proprio come te ora sai di non dormire, nel senso comune del termine).

Neanche morendo si può ''sfuggire'' (ma il verbo non rende bene l'idea: non è una prigione, siamo noi stessi...): 1. si può ritornare, a propria scelta, 2. andremo (creeremo) in una realtà, che è già comunque compresa tra quelle infinite nel Tutto.

 

Per quanto riguarda il dolore corporeo in sé, questo rimane (siamo collegati al nostro corpo fisico, non per nulla, anche per sperimentarlo!), si può intervenire sulla percezione di tale dolore, ed escludendo interventi 'esterni' (medicinali, antidolorifici, droghe etc.), si può farlo solo con il pensiero.


Modificata da Faber-Castell, 01 December 2013 - 04:21 PM.


#5
Faber-Castell

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si ma se senti dolore non può essere un ologramma scusami il dolore è reale come e quanto questa realtà

cioè è una realtà fisica

 

L'ho scritto che è solo un espediente. Nessuna immagine mentale può descrivere a pieno il nostro processo creativo. Sono solo metafore per far venire intuizioni, per spingere a svelare la (tua) Verità.

 

L'immagine dell'ologramma: ci dice che ogni parte dell'Esistenza, è l'Esistenza - come ogni parte dell'ologramma, contiene l'intero ologramma. Ma tale immagini ci potrebbe suggerire che vi sia un ''proiettore'' che la generi. Non v'è nulla del genere, o meglio non vi è nulla del genere all'esterno di noi, siamo noi il ''proiettore'', ma creiamo non immagini fittizie, ma realtà reali. Dei Creatori come siamo come potrebbero essere così limitati a creare realtà fasulle?

 

Ogni metafora che descrivere questi processi non rendono completamente l'idea, per una cosa o per un'altra.

Queste servono però a risvegliare verità che noi già sappiamo nel profondo, nella nostra Essenza, che è sempre in azione, anche se non lo sappiamo.


Modificata da Faber-Castell, 01 December 2013 - 04:31 PM.


#6
Faber-Castell

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76. La mente di pietra

 

Hogen, un insegnante cinese di Zen, viveva tutto solo in un piccolo tempio in campagna. Un giorno arrivarono quattro monaci girovaghi e gli chiesero se potevano accendere un fuoco nel suo cortile per scaldarsi.

Mentre stavano preparando la legna, Hogen li sentì discutere sulla soggettività e sull'oggettività. Andò loro accanto e disse: «Ecco questa grossa pietra. Secondo voi, è dentro o fuori della vostra mente?».

Uno dei monaci rispose: «Dal punto di vista del Buddhismo, tutto è un'oggettivazione della mente, perciò direi che la pietra è nella mia mente».

«Devi sentirti la testa molto pesante,» osservò Hogen «se te ne vai in giro portandoti nella mente una pietra come questa».

 

Anche le storie Zen servono far venire la ''scintilla'', intuizioni. Questa è collegata con la questione avanzata da n3o.



#7
The Candyman

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Dal mio punto di vista (sarà sintetico) la verità è come un diamante (o come una qualsiasi altra gemma o solido tridimensionale con tante facce... ma dire "diamante" è più fico): è insindacabilmente una, ma cambia in base all'angolazione da cui la guardiamo, cambia in base alla faccia della verità-diamante che stiamo guardando e in base a quelle facce che stiamo ignorando.
E credo anche che una cosa non debba per forza accadere perché sia vera.

Spoiler


Modificata da The Candyman, 01 December 2013 - 11:52 PM.


#8
Faber-Castell

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Dal mio punto di vista (sarà sintetico) la verità è come un diamante (o come una qualsiasi altra gemma o solido tridimensionale con tante facce... ma dire "diamante" è più fico): è insindacabilmente una, ma cambia in base all'angolazione da cui la guardiamo, cambia in base alla faccia della verità-diamante che stiamo guardando e in base a quelle facce che stiamo ignorando.
E credo anche che una cosa non debba per forza accadere perché sia vera.

Spoiler

 

Concordo, anche se non conosco Sandman. La Verità è Una, unica è la Fonte.

L'immagine del diamante rende l'idea, ma - come tutte le metafore che possiamo usare - mai la piena sostanza, la verità. Quella non si può cogliere mentalmente, solo attraverso il Sè.

 

PS. Se per ''accadere'' intendi fisicamente, sì. Come si è detto anche i pensieri sono veri, tutto è vero. E poi, poiché non vi è separazione tra noi e la realtà (tutt'uno) tutto può manifestarsi ''all'esterno'' (capite quanto sia a questo punto limitato questo termine). Allora, tutto ciò che pensiamo si manifesta? No, ovviamente, è potenzialmente così, ma si manifestano solo i pensieri di cui siamo convinti (ma veramente, nel profondo) o i pensieri ''persistenti'', che poi divengono abitudini (e quindi appunto si manifestano nella realtà fisica).



#9
Akumasama

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La verità è che non c’è nessuna verità e se la verità non esiste, tutto è verità!  Tutto è vero. Non esiste nulla di non vero perché tutto deriva dal pensiero della coscienza collettiva che contiene la realtà di tutti i pensieri. Tutto è reale perché tutto trova fondamento e il suo scopo nell’esistenza.

 

Penso che la banalità di questa frase iniziale sintetizzi alla perfezione la pochezza del resto dell'articolo.



#10
Clarise

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A me è stato detto che dobbiamo seguire sempre la nostra guida interiore.

Ognuno di noi ha un Io dentro di sé che è la sua guida e che lo "avvisa" quando sta facendo qualcosa che non dovrebbe (che non è in linea con la sua anima) e, invece, lo riempie di fuoco quando la scelta che sta facendo è in linea con la guida dell'io interiore.

Non a caso quando c'è questa sintonia si dice che la persona brilla ha il fuoco dentro di sé.. gli occhi sono lucenti e vivi.

 

Ciò ci porterà a essere felici, a vivere nel presente e ad accettare con serenità qualsiasi cosa ci succeda.. non è affatto semplice né facile ma penso sia l'unica via capace di farti vivere pienamente. Come quando hai capito il motivo per cui sei nato: uno magari aspetta tutta la vita facendo mille cose ma non avendo davvero una passione vera per qualcosa. Un'altra persona un giorno d'un tratto si sveglia e si accorge che.. la cosa che vorrebbe fare è coltivare ortaggi.. e la rende la persona più felice di questo mondo. Perchè dovrebbe impedirsi di seguire questa via pensando che: mah la società valorizza le persone che hanno un lavoro importante o d'ufficio o simili e magari avrai parenti o gente che ti dirà: ma che cavolo fai, dai!.. chi te lo fa fare di coltivare ortaggi?
Però se ti rende felice.. attirerai persone che si incuriosiranno! Avrai come un magnetismo, un sorriso, una luce attorno a te, capace di attrarre la gente pur facendo un lavoretto semplice.

 

Comunque è anche un discorso di non aver paura di essere sé stessi di sentirsi giudicati o cose simili. Di vivere la propria vita e non di imitare la vita di qualcun altro.



#11
Bombay

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La mia verità che condivido con voi è TL,DR.


Modificata da Trombay Zombings, 02 December 2013 - 06:57 PM.


#12
Faber-Castell

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Penso che la banalità di questa frase iniziale sintetizzi alla perfezione la pochezza del resto dell'articolo.

 

Puoi essere più preciso? Cosa non ti risuona in ciò che è scritto?

 

A me è stato detto che dobbiamo seguire sempre la nostra guida interiore.

Ognuno di noi ha un Io dentro di sé che è la sua guida e che lo "avvisa" quando sta facendo qualcosa che non dovrebbe (che non è in linea con la sua anima) e, invece, lo riempie di fuoco quando la scelta che sta facendo è in linea con la guida dell'io interiore.

Non a caso quando c'è questa sintonia si dice che la persona brilla ha il fuoco dentro di sé.. gli occhi sono lucenti e vivi.

 

Ciò ci porterà a essere felici, a vivere nel presente e ad accettare con serenità qualsiasi cosa ci succeda.. non è affatto semplice né facile ma penso sia l'unica via capace di farti vivere pienamente. Come quando hai capito il motivo per cui sei nato: uno magari aspetta tutta la vita facendo mille cose ma non avendo davvero una passione vera per qualcosa. Un'altra persona un giorno d'un tratto si sveglia e si accorge che.. la cosa che vorrebbe fare è coltivare ortaggi.. e la rende la persona più felice di questo mondo. Perchè dovrebbe impedirsi di seguire questa via pensando che: mah la società valorizza le persone che hanno un lavoro importante o d'ufficio o simili e magari avrai parenti o gente che ti dirà: ma che cavolo fai, dai!.. chi te lo fa fare di coltivare ortaggi?
Però se ti rende felice.. attirerai persone che si incuriosiranno! Avrai come un magnetismo, un sorriso, una luce attorno a te, capace di attrarre la gente pur facendo un lavoretto semplice.

 

Comunque è anche un discorso di non aver paura di essere sé stessi di sentirsi giudicati o cose simili. Di vivere la propria vita e non di imitare la vita di qualcun altro.

 

Ciò che dici è vero, ma non completamente esatto, almeno per quanto mi riguarda. Più che una guida, è la nostra Essenza, siamo sempre noi ecco. Però sì, in un certo senso è un ''guida'' in questa piano. Non sono d'accordo sul ruolo di ''avvisare'', per la nostra Essenza in un certo senso tutto va bene, non vi è nulla di ''cattivo'' o ''buono'' (sono giudizi legati alla mente), possiamo Essere qualsiasi cosa, il nostro potere creativo si esprime sia se creiamo realtà amorevoli che di paura, sono entrambe meravigliose perché sono come le abbiamo pensate. Certo, creare delle realtà amorevoli, per così dire, ci rende la vita ''terrena'' più semplice. Ma è una decisione che si deve prendere.

Sul fatto che abbiamo delle ''cose da fare'' in questa vita, è un po' spinosa la cosa. Il destino non esiste, però pare che l'Anima (se vogliamo far combaciare la nostra Essenza con essa, non so quanto sia esatto) abbiano un ''piano'', diciamo un progetto per sperimentare ciò che ha deciso: allora deciderà di nascere in un corpo normodotato o meno, in un dato periodo storico, in un dato luogo (l'ambiente darà il retroterra culturale alla propria mente umana, se il luogo è la Terra), maschio o femmina, con un certo orientamento sessuale, in una data famiglia (accordandosi con le altre anime che faranno da padri, madri, fratelli, zii etc.). Puoi capire come le variabili sono molte, ma ''il bello'' è che una volta nati, ci si dimentica tutto (il gioco non ha scopo, se non quello che gli diamo e giusto lo scopo di ''ricordare Chi Si E'', cioè un Essere infinito, eterno, immortale etc.). Quindi, si possono fare le più libere scelte, e saranno tutte valide.

E' anche vero però che se si sente nel profondo che vi è qualcosa che ''dobbiamo'' fare, ciò è quello che abbiamo deciso - noi e liberamente - di fare in una determinata vita, quindi sicuramente la strada sarà ''spianata'' ed è quello che più ci renderà felice, non perché sia la scelta ''più giusta'' (come detto è qualcosa di relativo), ma perché è in sintonia con il nostro Essere. Ma la cosa si complica un po': poiché non esiste spazio (tutto è qui), nè tempo (tutto è adesso), qualsiasi cosa che scegliamo, in qualsiasi momento della nostra vita (e delle nostre vite, tutte contemporanee), fa divenire la nostra scelta quella che ''da sempre'' abbiamo fatto. E spetta a noi decidere, come ripeto sempre.

Anche perché, qualsiasi cosa scegliamo di fare ed Essere, mira sempre alla ''scopo finale'' del gioco cioè sperimentare cosa siamo (in quanto già sappiamo cosa siamo), ho messo gli apici perché il gioco va avanti ''in eterno'', ma è anche ''già finito'' (tutto avviene adesso).

E' molto difficile far passare qualcosa del genere con un linguaggio mentale, sto facendo grande fatica, perdonatemi se non mi son fatto spiegare bene.


Modificata da Faber-Castell, 02 December 2013 - 09:22 PM.


#13
Faber-Castell

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Ho pescato una carta, forse potrebbe rendersi utile a Clarise:

 

Il Maestro

 

Zen023TheMaster.jpg

Il Maestro

 

Al di là della mente esiste una consapevolezza intrinseca, che non ti è data dall'esterno, e non è un'idea. Finora nessun esperimento ha potuto scoprire un centro del cervello che corrisponde alla consapevolezza. Il lavoro della meditazione è proprio quello di renderti consapevole di tutto ciò che è "mente", e di disidentificarti da essa. Questa separazione è la più grande rivoluzione che possa accadere all'uomo.
Ora puoi muoverti e fare solo ciò che ti rende gioioso, contento, ciò che ti soddisfa, che fa diventare la tua vita una cosa bellissima, un'opera d'arte. Ma questo è possibile solo se il maestro in te si è risvegliato. In questo momento il maestro è profondamente addormentato. E la mente, che è il servitore, recita il ruolo del maestro. Il servitore viene formato dal mondo esterno; segue il mondo esterno e le sue leggi.
Quando la tua consapevolezza diventa una fiamma, può bruciare la schiavitù creata dalla mente. Non c'è benedizione più preziosa della libertà, dell'essere un maestro del proprio destino.

Osho From the False to the Truth Capitolo 7

 

Commento:

Nello Zen, il Maestro non è un maestro per gli altri, ma un Maestro di se stesso. Ogni suo gesto e ogni sua parola riflettono il suo essere illuminato. Non è un insegnante con una dottrina da impartire, né un messaggero soprannaturale con una linea diretta con Dio, ma solo uno che è diventato un esempio vivente delle potenzialità più alte racchiuse all'interno di ogni essere umano. Nei suoi occhi, i discepoli vedono riflessa la loro stessa verità, e nel silenzio della sua presenza si immergono più facilmente nel silenzio del loro essere. La comunità di ricercatori che si raccoglie intorno al Maestro diventa un campo d'energia che sostiene l'unicità di ogni individuo perché trovi la propria luce. Quando trova quella luce, il discepolo arriva a comprendere che il Maestro presente all'esterno era solo un catalizzatore, un espediente per provocare il risveglio dell'interiorità.


Modificata da Faber-Castell, 02 December 2013 - 10:58 PM.


#14
Igno

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la Verità è che biliv che mi leggo tutto 'sto pippone



#15
Faber-Castell

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Per le carte...cosa dicono su di me?

oltre a morte certa....non cadiamo nel ridicolo...please.

 

Visto che me lo hai chiesto, ho pensato a te, ho pescato una carta e... hai fatto tutto da solo eh, io c'entro nulla. :P

 

L'outsider

 

Zen073TheOutsider.jpg

 

 

Dunque ti senti un outsider. È un bene! È solo un periodo di transizione. Ora devi stare attento a non imbottirti di dolore e miserie. Ora che Dio non c'è più, chi potrà consolarti? Ma non hai bisogno di alcuna consolazione. L'umanità è maturata. Sii un uomo, sii una donna, e reggiti sulle tue gambe... Il solo modo per essere connessi all'esistenza è scendere in se stessi, poiché lì, al centro, sei ancora connesso. Dal punto di vista fisico, sei stato staccato da tua madre; quello stacco era assolutamente necessario per fare di te un individuo, con un proprio diritto a esistere. Tuttavia, non sei slegato dall'universo, il tuo legame con l'universo si fonda sulla consapevolezza. Non lo puoi vedere, pertanto devi scendere nel profondo, con immensa attenzione, con piena coscienza, con una presenza attenta, osservando come un testimone distaccato - allora scoprirai quel vincolo. Il buddha è quella connessione!

 

Osho God is Dead: Now Zen is the Only Living Truth Chapter 3

 

Commento:

Il bambino raffigurato in questa carta è fermo da un lato del cancello, e guarda dall'altra parte. È molto piccolo, ed è fermamente convinto di non poter passare: non riesce a vedere che la catena che tiene chiuso il cancello è priva di lucchetto. La sola cosa che deve fare è aprirlo. Ogni volta che ci sentiamo "tagliati fuori" o esclusi, in noi insorge la sensazione di essere un bambino piccolo e inerme, impotente. Non deve sorprendere, in quanto questa sensazione è profondamente radicata nelle esperienze della prima infanzia. Il problema è questo: poiché è una sensazione tanto profondamente radicata in noi, continua a girare e girare nell'arco della nostra esistenza, come un nastro registrato. In questo momento, hai l'opportunità di fermare il nastro, di smettere di tormentarti con l'idea di non essere "abbastanza" per essere accettato e incluso. Riconosci che le radici di queste sensazioni sono nel passato, e lascia andare quella vecchia sofferenza. Ciò ti darà la chiarezza di vedere in che modo puoi aprire il cancello ed essere ciò che da lungo tempo aspiri a diventare.


Modificata da Faber-Castell, 03 December 2013 - 03:47 PM.




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