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EatalyChe ne pensate?


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Questa discussione ha avuto 59 risposte

#1
Steverance

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Prendendo spunto da questo articolo:

 

http://www.gazzettag...made-in-eataly/

 

Che mazzuola per bene l'idea imprenditorialie di Farinetti, vi chiedo se anche voi siete d'accordo o meno con l'autore. Indubbiamente Eataly non fa bene all'artigianato alimentare italiano se poi va ad inglobare man mano tutti i piccoli produttori ma parlando in termini molto basic, in un mondo dove il fast food americano e cioè lammerda fatta cibo fa da padrone ovunque, se riusciamo ad esportare un marchio che loda e promuove lo slow food italiano per lo meno esportiamo una cultura "giusta" del cibo.

 

Difficile stabilire se i lati negativi prevalgano su quelli positivi o vicervesa, ma accade questo per tutte le grandi realtà imprenditoriali, pian piano il piccolo viene soffocato. Fortunatamente coldiretti con i suoi mercatini promuove la vera identità alimentare italiana così come tante piccole realtà locali. Ponderando bene credo che la "biodeversità" culinaria italiana non venga intaccata più di tanto da un progetto simile.

 

Per lo meno è un'idea imprenditoriale di successo, come lo è Grom, in un momento dove l'italia ne ha gran bisogno, difficile andargli contro.

 

Per quanto mi riguarda non ho trovato una pizza migliore di quella di Eataly a Roma, e di pizzerie ne giro tante. Ho mangiato il panino forse più buono della mia vita (ma a prezzi esorbitanti). Ecco i prezzi sono fuori dal mondo per tante cose mentre per altre a volte si fanno anche degli affari perchè mediamente la qualità è alta. Ogni tanto vengono a rotazione degli chef molto bravi ma i menù sono inavvicinabili.

L'assortimento di birre è impressionante e a prezzi giusti. Quando posso ci vado, ad oggi non ho mai preso fregature.



#2
autechre

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peccato

pensavo fosse un'elemento positivo nell'ottica di difesa della nostra gastronomica

 

ma in effetti, se fagocita a destra e manca, tanto bene non fa

 

ci difenderemo anche da questo

 

esporteremo il frico, il prosciutto per i razzi nostri

e la polenta

e la gubana

ecc. ecc.

 

non abbiamo bisogno di questi paladini del DOC/DOCG

 

:sese:


Modificata da autechre, 05 August 2013 - 06:53 PM.


#3
Sintoide

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Prendendo spunto da questo articolo:

 

http://www.gazzettag...made-in-eataly/

 

Che mazzuola per bene l'idea imprenditorialie di Farinetti, vi chiedo se anche voi siete d'accordo o meno con l'autore. Indubbiamente Eataly non fa bene all'artigianato alimentare italiano se poi va ad inglobare man mano tutti i piccoli produttori ma parlando in termini molto basic, in un mondo dove il fast food americano e cioè lammerda fatta cibo fa da padrone ovunque, se riusciamo ad esportare un marchio che loda e promuove lo slow food italiano per lo meno esportiamo una cultura "giusta" del cibo.

 

Difficile stabilire se i lati negativi prevalgano su quelli positivi o vicervesa, ma accade questo per tutte le grandi realtà imprenditoriali, pian piano il piccolo viene soffocato. Fortunatamente coldiretti con i suoi mercatini promuove la vera identità alimentare italiana così come tante piccole realtà locali. Ponderando bene credo che la "biodeversità" culinaria italiana non venga intaccata più di tanto da un progetto simile.

 

Per lo meno è un'idea imprenditoriale di successo, come lo è Grom, in un momento dove l'italia ne ha gran bisogno, difficile andargli contro.

 

Per quanto mi riguarda non ho trovato una pizza migliore di quella di Eataly a Roma, e di pizzerie ne giro tante. Ho mangiato il panino forse più buono della mia vita (ma a prezzi esorbitanti). Ecco i prezzi sono fuori dal mondo per tante cose mentre per altre a volte si fanno anche degli affari perchè mediamente la qualità è alta. Ogni tanto vengono a rotazione degli chef molto bravi ma i menù sono inavvicinabili.

L'assortimento di birre è impressionante e a prezzi giusti. Quando posso ci vado, ad oggi non ho mai preso fregature.

 

Se mi permetti però c'è anche un pro in questa situazione. Questi piccoli produttori "inglobati" hanno la possibilità di vendere anche i loro prodotti all'estero adesso. Uno dei problemi maggiori dell'Italia è proprio quello di avere centinaia di piccole realtà dinamiche che si fanno la guerra tra loro e si fanno guerra vicendevolmente per le briciole quando potrebbero unirsi tra loro rinunciando ad un po' della propria sovranità ("l'azienda l'ho fatta io nel dopoguerra, giammai!!!") ma creando una struttura in grado di fare numeri e prezzi adeguati alla concorrenza internazionale. Questa incapacità ha quasi ucciso il settore dell'arredamento contract, dei cucinieri ed il polo della calzatura nonchè messo in vendita molti nomi del lusso a grandi gruppi francesi.

Magari la si imparasse tutti questa lezione...



#4
autechre

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ma slow food = bello?

 

eataly = brutto?

 

 

o tutti e due sono brutti?



#5
Steverance

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Se mi permetti però c'è anche un pro in questa situazione. Questi piccoli produttori "inglobati" hanno la possibilità di vendere anche i loro prodotti all'estero adesso. Uno dei problemi maggiori dell'Italia è proprio quello di avere centinaia di piccole realtà dinamiche che si fanno la guerra tra loro e si fanno guerra vicendevolmente per le briciole quando potrebbero unirsi tra loro rinunciando ad un po' della propria sovranità ("l'azienda l'ho fatta io nel dopoguerra, giammai!!!") ma creando una struttura in grado di fare numeri e prezzi adeguati alla concorrenza internazionale. Questa incapacità ha quasi ucciso il settore dell'arredamento contract, dei cucinieri ed il polo della calzatura nonchè messo in vendita molti nomi del lusso a grandi gruppi francesi.

Magari la si imparasse tutti questa lezione...

 

Su questo hai pienamente ragione.

 

Però c'è anche da dire che se un piccolo produttore fa un prodotto di qualità artigianale, nel momento in cui aumenta la produzione e subentra a mano a mano l'industrializzazione la qualità va man mano scemando. Credo sia questo il pericolo maggiore per i prodotti di Eataly.



#6
Steverance

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in pratica la domanda del topic è:riuscirai a far sedere quei cazzò di inglesi a mezzogiorno per mangiare la matriciana invece di un happy meal grazie ad eataly?

Secondo me no.

 

No però per lo meno è una delle cose che possiamo benissimo esportare con successo. Da questo punto di vista fa bene all'esportazione enogastronomica, molto debole e spesso falsificata.

Di certo l'obiettivo non è quello di cambiare le abitudini di un paese intero :lol:



#7
Sintoide

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Su questo hai pienamente ragione.

 

Però c'è anche da dire che se un piccolo produttore fa un prodotto di qualità artigianale, nel momento in cui aumenta la produzione e subentra a mano a mano l'industrializzazione la qualità va man mano scemando. Credo sia questo il pericolo maggiore per i prodotti di Eataly.

 

Nono non credo proprio anzi

Il tizio di "Gianni!!!"  l'ho sentito intervistare parecchie volte su Focus Economia di Radio 24, una delle idee era proprio quella di portare all'estero i prodotti della piccola produzione. Da quel che avevo capito io in quelle interviste Eataly (allora a New York) serviva proprio come Showroom per i piccoli produttori di altissima qualità. Poi chiaramente se aumenti il business mica puoi fare tutto con i piccoli produttori ma se a questi associ dei medi produttori di "alta qualità industriale" (tipo Barilla) beh... tanto di cappello



#8
maronno

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la partenza era molto incoraggiante , poi come tutte le cose ci sono i pro e i contro...ora pero dalle ultime interviste sentivo accenni ad un entrata in borsa ed espansioni che han poco a vedere con la tutela del territorio degli inizi.

Poi naturalemtne se riusciranno a far combaciare dividendi per i soci , qualita e slow-food ben venga...



#9
Darth Mike

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Non conosco il sito e non conosco l'autore.

Mi limito a giudicare l'articolo: dice tutto e niente allo stesso tempo. Sembra semplicemente un parere di una persona che per motivi a noi sconosciuti ha il dento avvelenato con Eataly, un mucchio di asserzioni senza prove o almeno qualcosa di concreto da proporre. Anche nelle risposte che dà nei commenti si ha questa sensazione.

Per come la vedo io, se vogliamo mettere sotto processo Eataly, che avrà comunque i suoi scheletri nell'armadio, allora molte altre catene ben più famose dovrebbe essere incriminate per direttissima (e altro che armadio, si parla di magazzini pieni di scheletri).

 

 

 

Su questo hai pienamente ragione.

 

Però c'è anche da dire che se un piccolo produttore fa un prodotto di qualità artigianale, nel momento in cui aumenta la produzione e subentra a mano a mano l'industrializzazione la qualità va man mano scemando. Credo sia questo il pericolo maggiore per i prodotti di Eataly.

 

In teoria il prodotto "industrializzato" per come lo intendiamo non dovrebbe proprio esserci a Eataly, ma è anche vero che questo non significa che a Eataly ci siano solo prodotti completamente artigianali e/o degni della fama della catena.



#10
killercode

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Purtroppo (o per fortuna) la cucina italiana, come quella cinese e a differenza di quella francese, è troppo variegata e localizzata per essere esportata in maniera globale.

Si vengono così a creare luoghi comuni e idee sbagliate che permettono, all'estero, la proliferazione di prodotti d'imitazione.

È quindi necessario creare prima uno stile di massima che rappresenti l'Italia in toto e poi esportarlo in maniera regolata in tutto il mondo.

Eataly può fare questo.

Aprire i locali sul suolo nazionale è invece inutile se non dannoso.


Modificata da killercode, 05 August 2013 - 09:30 PM.


#11
Sintoide

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Si infatti non immaginavo che li facessero pure in Italia, questo si sa di sfruttamento del brand... 

 

O forse è che in Italia ci sono molti turisti stranieri, almeno c'è un polo in cui acquistare anche prodotti di qualità :sisi:



#12
Sintoide

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guarda che per gli stessi italiani poco informati va benissimo

cioé gente qui di torino di sorprende quando gli dico che se esce 40km dalla città e viene in provincia, dalle langhe e giù di lì trova molti prodotti anche migliori che costano una frazione

 

Si si vero :sisi:

 

Però gli stranieri c'han più grano in saccoccia... sai sono in ferie :sisi:

 

Edit - il vantaggio è sempre quello - l'organizzazione - Se ti vuoi sbattere per spendere meno buon per te - se vuoi uno showroom con qualità e sei disposto a pagare accomodati, ci sono loro :sisi:

Ad internazionalizzarsi spendi un po' di più ma vendi di più :sisi:


Modificata da Sintoide, 05 August 2013 - 09:43 PM.


#13
Darth Mike

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Leggo cose più "polpose" e meno "fumose" nei commenti, sia pro e contro Eataly.

Per esempio questo post

 

Alessandro

Ciao Tokyo, ovviamente sai chi sono e ovviamente non metto il mio cognome perché sennò mi licenziano. Allora per presentarmi agli altri partiamo dal fatto che lavoro ogni giorno con produttori che lavorano con Eataly, che stanno in Slow Food e con ogni tipo di produttore faccia qualità in Italia e all’estero. Detto questo non sono un purista o un talebano del cibo (lavoro anche con multinazionali citate in precedenza)..anzi i talebani mi stanno parecchio sulle palle, soprattutto quando non hanno i mezzi per affrontare certi argomenti.
Ci tengo però a citare un discorso fattomi da più produttori e che quindi alla lunga ha cominciato a sembrarmi realistico inizialmente fu un produttore di biscotti che aveva aperto la sua attività per dare una possibilità di lavoro al figlio disabile (quindi non uno [Censura] rosicone diciamo), ma poi sono sopraggiunti altri:birrai, produttori di formaggio etc etc.
il discorso é questo: I rappresentanti di Eataly generalmente arrivano facendo delle ottime proposte commerciali, ma ovviamente pretendono dei quantitativi minimi garantiti (sacrosanto nel settore GDO), quindi il produttore tende a fare investimenti per aumentare la propria produzione e garantire questo minimo, e per farlo contrae debiti con le banche..a questo punto ovviamente il prezzo del suo prodotto non é detto che sia stabile, magari dopo un anno la gente si é stufata e quindi il prezzo scende (sacrosanto nella GDO)..e magari scende così tanto che non riesce più a stare dietro ai pagamenti alle banche..ecco allora che i rappresentanti di Eataly corrono in soccorso comprandosi per 2 lire azienda e debiti e si diventa dipendenti.
Io non so se questa storia sia del tutto vera..ma il fatto che sempre più produttori si rifiutino di entrare nel canale di Eataly mi fa riflettere…

 
 
Uno dei peccati di Eataly a cui l'autore dell'articolo del blog si riferisce velatamente dovrebbe essere quello descritto nel commento di quest'utente.
L'orrore di Eataly: proporre ottimi accordi commerciali ai produttori locali, chiedere di aumentare la produzione per garantire i rifornimenti ad Eataly, e se per vari motivi il produttore locale va male (per colpa di Eataly, non per colpa delle tasse, delle imposte e di leggi assurde), Eataly osa salvarla dal fallimento comprandola e addirittura compie il gravissimo crimine di far continuare a lavorare come dipendenti i precedenti proprietari.
Sono decisamente perplesso. E qualcosa che si vede in tanti settori, dove si mette in croce il "buono che ogni tanto fa delle cavolate" e si preferisce o addirittura si esalta "il cattivo che occasionalmente fa qualcosina di decente".
 
Un grosso distributore tipico: accordi commerciali del benga ai produttori locali, richiesta di aumentare la produzione e se fallisci calci nel didietro, al massimo acquistano l'azienda a un prezzo da strozzino e poi comunque calci, senza continuare a poter fare almeno il dipendente.

Modificata da Darth Mike, 05 August 2013 - 09:45 PM.


#14
Sintoide

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Leggo cose più "polpose" e meno "fumose" nei commenti, sia pro e contro Eataly.

Per esempio questo post

 

Alessandro

Ciao Tokyo, ovviamente sai chi sono e ovviamente non metto il mio cognome perché sennò mi licenziano. Allora per presentarmi agli altri partiamo dal fatto che lavoro ogni giorno con produttori che lavorano con Eataly, che stanno in Slow Food e con ogni tipo di produttore faccia qualità in Italia e all’estero. Detto questo non sono un purista o un talebano del cibo (lavoro anche con multinazionali citate in precedenza)..anzi i talebani mi stanno parecchio sulle palle, soprattutto quando non hanno i mezzi per affrontare certi argomenti.
Ci tengo però a citare un discorso fattomi da più produttori e che quindi alla lunga ha cominciato a sembrarmi realistico inizialmente fu un produttore di biscotti che aveva aperto la sua attività per dare una possibilità di lavoro al figlio disabile (quindi non uno [Censura] rosicone diciamo), ma poi sono sopraggiunti altri:birrai, produttori di formaggio etc etc.
il discorso é questo: I rappresentanti di Eataly generalmente arrivano facendo delle ottime proposte commerciali, ma ovviamente pretendono dei quantitativi minimi garantiti (sacrosanto nel settore GDO), quindi il produttore tende a fare investimenti per aumentare la propria produzione e garantire questo minimo, e per farlo contrae debiti con le banche..a questo punto ovviamente il prezzo del suo prodotto non é detto che sia stabile, magari dopo un anno la gente si é stufata e quindi il prezzo scende (sacrosanto nella GDO)..e magari scende così tanto che non riesce più a stare dietro ai pagamenti alle banche..ecco allora che i rappresentanti di Eataly corrono in soccorso comprandosi per 2 lire azienda e debiti e si diventa dipendenti.
Io non so se questa storia sia del tutto vera..ma il fatto che sempre più produttori si rifiutino di entrare nel canale di Eataly mi fa riflettere…

 
 
Uno dei peccati di Eataly a cui l'autore dell'articolo del blog si riferisce velatamente dovrebbe essere quello descritto nel commento di quest'utente.
L'orrore di Eataly: proporre ottimi accordi commerciali ai produttori locali, chiedere di aumentare la produzione per garantire i rifornimenti ad Eataly, e se per vari motivi il produttore locale va male (per colpa di Eataly, non per colpa delle tasse, delle imposte e di leggi assurde), Eataly osa salvarla dal fallimento comprandola e addirittura compie il gravissimo crimine di far continuare a lavorare come dipendenti i precedenti proprietari.
Sono decisamente perplesso. E qualcosa che si vede in tanti settori, dove si mette in croce il "buono che ogni tanto fa delle cavolate" e si preferisce o addirittura si esalta "il cattivo che occasionalmente fa qualcosina di decente".
 
Un grosso distributore tipico: accordi commerciali del benga ai produttori locali, richiesta di aumentare la produzione e se fallisci calci nel didietro, al massimo acquistano l'azienda a un prezzo da strozzino e poi comunque calci, senza continuare a poter fare almeno il dipendente.

 

 

Quasi Reggime direi :mellow:



#15
Darth Mike

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Da questo trafiletto dell'articolo

 

All’apertura di un supermercato, i colloqui di lavoro da Eataly durano dai 30 secondi ai due minuti. Qualsiasi sia il posto, c’è così poco tempo per organizzare l’offerta ad una domanda tanto grande e con tanto hype che basta avere mani in più, poco ci frega del cervello. Eataly, nuova frontiera dei così chiamati “Mc Job”.

 

considerando che l'autore del testo è un addetto marketing di una multinazionale, mi viene il sospetto che sia stata vittima di un colloquio andato male, da qui l'antipatia verso Eataly.

Normalmente i colloqui di due minuti sono quellii che per motivi vari sono iniziati mali e proseguiti male, e non per forza per colpa del candidato.

Nel settore della GDO la prassi di solito è quella di colloquio di gruppo con test simil Nasa, secondo colloquio individuale o ancora di gruppo e infine colloquio finale in stile Fantozzi. <_<

 

 

Anche qui

 

 

Eataly World, di cui si sa ancora poco, è ai miei occhi solo un progetto di follia imperialista. Un luogo tanto grande da poter finalmente contenere l’ego di un imprenditore che si definisce rivoluzionario senza rispettare nessuno dei principi di ciò che è Buono, Pulito e Giusto.

 

 

Ma perchè dare addosso a Eataly World?

 

Da quel che leggo nel seguente articolo (e non è l'unico):

 

http://crisiesvilupp...-world-bologna/

 

 

Eataly World avrà l'impianto fotovoltaico più grande d'Europa, salverà dalla chiusura il Centro Agroalimentare Fabbrica Italiana Contadina e darà nuova linfa ai produttori locali (non mi soffermo sul fatto che crea occupazione, visto che  non conta il posto di lavoro in sè, ma la qualità del posto di lavoro, quindi paga e condizioni).

 

 

 

Indagine chiusa dal mio punto di vista. :D

Forse un giorno scopriremo che Eataly è un mostro, ma quell'articolo per me è definitivamente tutto fumo e niente arrosto.


Modificata da Darth Mike, 05 August 2013 - 10:15 PM.





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