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Porta a Porta non si smentisce mai ..Il Trash Supremo :sese:


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The Big Boss

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Premessa. Quello che segue non è un discorso tipo “Giù le mani dai Beatles”. Non credo che ci sia una élite che ha titolo per parlare dei Beatles e un popolo bue che non si deve permettere. Però gente, l’immenso schifo messo in piedi da Bruno Vespa ieri sera, a Porta a Porta (“Mezzo secolo di Beatles”) è tale che viene voglia di andare a prendere di peso Berlusconi e riportarglielo lì. Credetemi, al confronto, la serie vespiana sui delitti di Cogne e Perugia era sontuosa tv pubblica.

Eccetto il plastico del Dakota Building, il reuccio di RaiUno non ci ha risparmiato niente. Il parterre de roi di opinionisti, pur insolitamente privo di opinioniste scosciate e di ignazilarussa, si presentava ricco di autorità del calibro di Marino Bartoletti, Dario Salvatori, Catherine Spaak, Edoardo Vianello, Antonio Caprarica, Paolo Limiti, Peppino Di Capri. E le ho viste, le ironie dei beatlesiani su Twitter, che si scatenavano soprattutto sugli ultimi due - che invece, mioddio, erano quelli più plausibili: Limiti perché (lasciate perdere un attimo Floradora) (...oddio, è dura lasciar perdere Floradora) ha una cultura musicale. E Peppino Di Capri perché quando i Beatles esplosero anche in Italia, era un big - tant’è che aprì i loro concerti nel 1965. Lui era lì, io e voi no - che cavolo, non eravamo nemmeno nati. Ma in generale, è stato come se i Blue Meanies (aka “i biechi blu”) fossero saliti in cattedra a ricoprire di rassicuranti banalità la più grande rockband di sempre. Che poi, magari fossero state solo banalità.

Per dire: Antonio Caprarica. Inviato Rai a Londra, che paragona Liverpool a “Matera - anzi no, Taranto”. Liverpool, che a un certo punto aveva più abitanti di Londra, Liverpool, il porto più importante degli inventori del colonialismo, la Seconda Città dell’Impero.

Per dire: Dario Salvatori. Uno di quei tipetti che bivaccano in Rai da sempre - ce lo portò Renzo Arbore, gli faceva fare il ragazzo saccente già ai tempi di Speciale per Voi. Salvatori, che in teoria era l’esperto di rock, ha liquidato Paul McCartney come semplice “melodista”. Paul McCartney, autore di Helter Skelter, che pare scritta dai Black Sabbath - ma arrabbiati.


Per dire: Marino Bartoletti. Si occupa di calcio da decenni tra Rai e Mediaset, e non siamo certi che sia nella top 100 degli opinionisti calcistici italiani (e ci vuol tutta). Afferma con gravità: “Il vero capitano dei Beatles era John Lennon”. Ecco, ora sappiamo chi avrebbe scambiato i gagliardetti con Roby Facchinetti in un'eventuale partita di coppa.
Per dire: Brunetto Vespa a un certo punto chiede al consesso cosa hanno fatto i Bìtels dopo lo scioglimento. Poco o niente, alza le spalle il panel di esperti. Niente My Sweet Lord (Harrison), niente nove n.1 in Usa (McCartney), giusto “una bellissima canzone come Imagine”, informa Bartoletti. E non crediate che Brunetto volesse sottintendere che McCartney è morto: del desaparecido baronetto è apparsa un’intervista esclusiva realizzata dalla Rai, che si è aperta con la roboante domanda: “Da cosa trae la sua ispirazione?” (...la risposta ve la risparmio: ho letto abbastanza interviste a McCartney da sapere che dà risposte intelligenti alle domande intelligenti, e risposte cretine alle domande cretine)

Per dire: a un certo punto hanno iniziato a sbucare da tutte le parti bambini canterini come in un programma della Clerici, a interpretare Yellow Submarine e Obladi-Oblada accompagnati dal maestro Leonardo De Amicis.

Per dire: scheda sulla morte di Lennon, dalla quale apprendiamo che Mike Chapman prima di ucciderlo gli gridò: “Sei pronto a entrare nella storia?”. Ma dove l’hanno trovata? E poi, “Lui creò i Beatles, lui li distrusse” è semplicemente falso, fu lo scomparso Paul a chiamarsi fuori.

Per dire: siccome Brunetto Vespa si batte come un leone perché l’Italia si rassegni ad essere The Land of the Peracottari, scorrono vecchi spezzoni Rai tipo quelli proposti dal programmaTechetechetè (...che già il titolo fa tanto osteria de viale Mazzini) con i Beatles secondo Bice Valori, secondo Mina, secondo Alighiero Noschese, questi con un’imitazione particolarmente deprimente (...a salvare il tutto con una risata, un omaggio beatlesiano clamorosamente gaypride di Raffaella Carrà, con maschioni nudi ovunque - da spanarsi dalle risate).

Per dire: di punto in bianco viene inquadrata tra il pubblico una ragazza. Brunetto si sente rimescolare: “Date il microfono a quella ragazza con la maglia dei Beatles! Alzati! Vieni qui, su”. La ragazza - Dio la benedica - non si presta alla burattinata. Brunetto insiste: “Ma quella maglietta è perché stasera avevamo una serata Beatles oppure ti piacciono veramente?”
(...aspettate, non è finita)
“Poi ci lasci la maglietta?”

Ma Brunetto!, vagliela pure a togliere di persona, facendo il surf sulla tua stessa bava. E durante tutto questo, su RaiDue c’erano, credeteci o no, sempre i quattro tarantini d’oltremanica, nel documentario della BBC The Unseen Beatles, in delirante contemporanea. Ma d’altro canto, come si può mettere sullo stesso piano la BBC e la Rai: quegli sfigati costretti a fare documentari venduti in tutto il mondo perché non hanno la fortuna di avere un Bruno Vespa.



http://www.rollingst...e-lorrore/58744


Qui la replica della rai :asd:

http://www.rai.tv/dl...2012-10-09&vc=1




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