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Diventare Giornalista


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Questa discussione ha avuto 55 risposte

#1
CompagnoSir

CompagnoSir
  • Alison, I'm lost

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Credo veramente di aver trovato la mia vocazione, solo che non ho ancora le idee chiarissime sulla strada che devo intraprendere affinché un giorno possa chiamarmi veramente "giornalista". Non mi interessa per ora la questione economica, l'importante è arrivarci.
Il primo nodo da sciogliere è: che laurea mi prendo? Il "pezzo di carta" pur devo averlo, e la scelta è tra Lettere o Scienze Politiche.
Il secondo è: dove fare il praticantato? A una scuola o in una redazione?
Infine l'ultimo riguarda la "direzione" che deve prendere la professione: freelance o in pianta stabile in una redazione?
Avete consigli?

#2
Yuxuri

Yuxuri
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Va bene qualsiasi laurea umanistica, ma non devi trarne assolutamente niente: c'è sempre il rischio di diventare intellettualmente onesti.

Poi per praticare il giornalismo ed avere successo basta seguire queste semplici regole:
1. Terrorizzare la gente e parlare solo di morte, distruzione, panico. Parlare di queste tre cose anche se effettivamente non si stanno verificando o non si sono verificate
2. Mentire su fatti scientificamente accertati perché tanto la scienza non ti può denunciare per diffamazione
3. Scrivere solo quello che la gente vuole leggere e seguire la linea di pensiero del momento
4. Scrivere frasi senza senso per fare qualche soldo in più
5. Non ascoltare la gente che intervisti per poi riscrivere totalmente quello che hanno detto, travisandone completamente il significato e distruggendone l'accuratezza
6. Avere delle mentine a portata di mano per poterti rifare l'alito dopo una leccata di culo (ce ne saranno tante da fare)
7. Non essere capace di scrivere la lettera "E" maiuscola accentata e scrivere "po'" rigorosamente con l'accento, ed in generale non essere capace di scrivere in Italiano.
8. Imparare ad estrapolare frasi e fatti da un contesto, a metà, per poi metterle in un altro e propinare una tesi falsa e distruttiva

Ti lascio infine con qualche motto e frase motivazionale che ogni giornalista legge per trovare la giusta ispirazione:
"Disinformare e spaventare"
"Come vuole il direttore"
"Chi non capisce scrive facendo finta di aver capito"
"La verità fa male"

Modificata da Yuxuri, 07 April 2012 - 03:22 AM.


#3
The Big Boss

The Big Boss
  • Lo direttore dello museo delLO cere delLO Regno

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#4
SonatArcticA

SonatArcticA
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Anche io sto cercando di arrivare a fare il giornalista.

1)Laurea letteraria, evita scienze delle comunicazioni...
2)I giornalisti si dividono in due campi:

- Giornalista Pubblicista: " Il giornalista pubblicista è colui che, secondo la legge italiana, svolge attività giornalistica non occasionale e retribuita ma che esercita altre professioni o impieghi (legge 69/1963, art. 1, IV comma) a differenza del giornalista professionista "che esercita in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista. I giornalisti pubblicisti sono iscritti a un apposito elenco dell'albo dei giornalisti, a cui si può accedere dopo aver svolto un'attività giornalistica non occasionale e retribuita, per almeno due anni. La legge prevede la pubblicazione retribuita di un totale di articoli che varia da regione a regione (da 60 a 80) in due anni consecutivi con un versamento complessivo di circa duemila euro. A differenza dei professionisti, non è previsto esame di idoneità professionale."

- Giornalista Professionista: "Possono divenire giornalisti professionisti solo coloro che hanno svolto almeno 18 mesi di "praticantato" in una redazione dove sono assunti già altri professionisti (almeno quattro), e retribuiti secondo il contratto nazionale di lavoro giornalistico. Successivamente devono superare un esame di idoneità professionale, scritto e orale, con una commissione presieduta da un magistrato.
Vi sono inoltre alcune scuole post universitarie, a numero chiuso, che permettono di poter sostenere la prova di idoneità professionale, senza effettuare il praticantato."

#5
CompagnoSir

CompagnoSir
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Va bene qualsiasi laurea umanistica, ma non devi trarne assolutamente niente: c'è sempre il rischio di diventare intellettualmente onesti.

Poi per praticare il giornalismo ed avere successo basta seguire queste semplici regole:
1. Terrorizzare la gente e parlare solo di morte, distruzione, panico. Parlare di queste tre cose anche se effettivamente non si stanno verificando o non si sono verificate
2. Mentire su fatti scientificamente accertati perché tanto la scienza non ti può denunciare per diffamazione
3. Scrivere solo quello che la gente vuole leggere e seguire la linea di pensiero del momento
4. Scrivere frasi senza senso per fare qualche soldo in più
5. Non ascoltare la gente che intervisti per poi riscrivere totalmente quello che hanno detto, travisandone completamente il significato e distruggendone l'accuratezza
6. Avere delle mentine a portata di mano per poterti rifare l'alito dopo una leccata di culo (ce ne saranno tante da fare)
7. Non essere capace di scrivere la lettera "E" maiuscola accentata e scrivere "po'" rigorosamente con l'accento, ed in generale non essere capace di scrivere in Italiano.
8. Imparare ad estrapolare frasi e fatti da un contesto, a metà, per poi metterle in un altro e propinare una tesi falsa e distruttiva

Ti lascio infine con qualche motto e frase motivazionale che ogni giornalista legge per trovare la giusta ispirazione:
"Disinformare e spaventare"
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"Chi non capisce scrive facendo finta di aver capito"
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Perché deprimermi così ;<

#6
berserk1981

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buona fortuna

#7
SonatArcticA

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Va bene qualsiasi laurea umanistica, ma non devi trarne assolutamente niente: c'è sempre il rischio di diventare intellettualmente onesti.

Poi per praticare il giornalismo ed avere successo basta seguire queste semplici regole:
1. Terrorizzare la gente e parlare solo di morte, distruzione, panico. Parlare di queste tre cose anche se effettivamente non si stanno verificando o non si sono verificate
2. Mentire su fatti scientificamente accertati perché tanto la scienza non ti può denunciare per diffamazione
3. Scrivere solo quello che la gente vuole leggere e seguire la linea di pensiero del momento
4. Scrivere frasi senza senso per fare qualche soldo in più
5. Non ascoltare la gente che intervisti per poi riscrivere totalmente quello che hanno detto, travisandone completamente il significato e distruggendone l'accuratezza
6. Avere delle mentine a portata di mano per poterti rifare l'alito dopo una leccata di culo (ce ne saranno tante da fare)
7. Non essere capace di scrivere la lettera "E" maiuscola accentata e scrivere "po'" rigorosamente con l'accento, ed in generale non essere capace di scrivere in Italiano.
8. Imparare ad estrapolare frasi e fatti da un contesto, a metà, per poi metterle in un altro e propinare una tesi falsa e distruttiva

Ti lascio infine con qualche motto e frase motivazionale che ogni giornalista legge per trovare la giusta ispirazione:
"Disinformare e spaventare"
"Come vuole il direttore"
"Chi non capisce scrive facendo finta di aver capito"
"La verità fa male"


queste sono questioni secondarie... prima devi diventarlo... poi agisci nel modo che ritieni piu' giusto.

#8
Saladino®Origin

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se vuoi fare il giornalista, ti consiglio un padre giornalista.

altrimenti ti aspettano:

anni di precariato a gratis per raccimolare i due anni per iscriverti all'albo, albo che capirai non serve a nulla dato che tutti quelli che sanno scrivere e conoscono a fondo un argomento possono fare i giornalisti, perchè il fatto che i giornalisti siano una categoria professionale definita è una cavolata inventata in italia.



#9
Saladino®Origin

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Anche io sto cercando di arrivare a fare il giornalista.

1)Laurea letteraria, evita scienze dellea comunicazioni.e..
2)I giornalisti si dividono in due campi:



Allora, immagino che per laurea letteraria tu intenda laurea in Lettere, che non è proprio la stessa cosa dato che una laurea letteraria è anche in letteratura inglese o filologia moderna, e per scienze delle comunicazioni intendi scienze della comunicazione....

visto che punti a fare il giornalista dovresti iniziare a fare attenzione a quello che scrivi. E come lo scrivi.

Secondo, al contrario di te penso che tendenzialmente sia meglio laurearsi in Scienze della comunicazione, ma molto dipende dall'università che decide di frequentare... in effetti quello che si deve valutare è la struttura del corso specifico e chi insegna... la qualità dell'insegnamento in questo tipo di corsi fa la differenza.


Riguardo al fatto che i giornalisti si dividano in 2 categorie non è assolutamente vero, i giornalisti sono una categoria e basta. Ci sono 2 albi, ma in effetti puoi fare tranquillamente il giornalista senza essere iscritto all'albo. Molti che scrivono su giornali come Repubblica, Il Messaggero etc. non sono nemmeno pubblicisti ma solo esperti del loro settore o intelletuali. L'iscrizione all'albo serve in genere per altre cose, tipo se vuoi diventare il direttore della testata o simili.

Il mio intervento è solo per aiutare, le mie critiche prendile come costruttive.

:)

Modificata da Saladino(TM), 07 April 2012 - 06:38 PM.


#10
Guest_antoine doineleYe

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#11
Genocide

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Secondo, al contrario di te penso che tendenzialmente sia meglio laurearsi in Scienze della comunicazione, ma molto dipende dall'università che decide di frequentare... in effetti quello che si deve valutare è la struttura del corso specifico e chi insegna... la qualità dell'insegnamento in questo tipo di corsi fa la differenza.


fa la differenza per il livello di conoscenze che arrivi ad avere, giustissimo.

Il problema però sta nel riuscire ad arrivare a dimostrare quel che si conosce. Il limite, il collo di bottiglia, sta tutto lì. Si comincia sempre con un curriculum dove uno scrive la laurea e tutto il resto, non il numero di corsi che ha seguito, chi insegnava ecc...ecc...

Questo per dire che nel mucchio di curricula che arriva alla testata X, il curriculum del laureato in sc.della com. che ha seguito i corsi con Y (sostituire col primo luminare della materia che viene in mente), finisce insieme a tutti gli altri laureati in sc.della com. che magari hanno seguito corsi fatti da Vasco Rossi e Valentino Rossi.


Chiaramente questa cosa vale per tutte le lauree eh, non solo sc.della com., però per quest'ultima c'è la stranota sovrabbondanza (eufemismo) di laureati. Quindi magari sulla scrivania avranno un mucchio di 500 curriculum di sc.della com., 300 di lettere e 100 di scienze politiche.

A fronte di questo conviene senza alcun dubbio prendere una laurea in scienze politiche (se c'è anche dell'interesse poi verso le materie ed i corsi chiaramente) secondo me.


Fermo restando che da quel che ho visto (facendo il caporedattore qui ho letto molti curricula di aspiranti giornalisti e similari) non è affatto facile riuscire a piantare radici stabili e solide in questa tipologia di lavoro, perchè, purtroppo, il modus operandi è quello di switchare stagisti da sfruttare per poi cacciarli una volta che son stati "prosciugati". Mano d'opera a costo 0 praticamente -> schiavismo.

#12
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fa la differenza per il livello di conoscenze che arrivi ad avere, giustissimo.

Il problema però sta nel riuscire ad arrivare a dimostrare quel che si conosce. Il limite, il collo di bottiglia, sta tutto lì. Si comincia sempre con un curriculum dove uno scrive la laurea e tutto il resto, non il numero di corsi che ha seguito, chi insegnava ecc...ecc...

Questo per dire che nel mucchio di curricula che arriva alla testata X, il curriculum del laureato in sc.della com. che ha seguito i corsi con Y (sostituire col primo luminare della materia che viene in mente), finisce insieme a tutti gli altri laureati in sc.della com. che magari hanno seguito corsi fatti da Vasco Rossi e Valentino Rossi.


Chiaramente questa cosa vale per tutte le lauree eh, non solo sc.della com., però per quest'ultima c'è la stranota sovrabbondanza (eufemismo) di laureati. Quindi magari sulla scrivania avranno un mucchio di 500 curriculum di sc.della com., 300 di lettere e 100 di scienze politiche.

A fronte di questo conviene senza alcun dubbio prendere una laurea in scienze politiche (se c'è anche dell'interesse poi verso le materie ed i corsi chiaramente) secondo me.


Fermo restando che da quel che ho visto (facendo il caporedattore qui ho letto molti curricula di aspiranti giornalisti e similari) non è affatto facile riuscire a piantare radici stabili e solide in questa tipologia di lavoro, perchè, purtroppo, il modus operandi è quello di switchare stagisti da sfruttare per poi cacciarli una volta che son stati "prosciugati". Mano d'opera a costo 0 praticamente -> schiavismo.


Mah ne avrei molte da dire, ad ogni modo, dicevo di guardare bene i corsi e chi insegna perché come dici tu è di suo un ambiente difficile, ma se ti laurei in certi corsi di laurea di certe università nemmeno ti prendono in considerazione (ho visto io colloqui dove era messo in evidenza che non prendevano in considerazione gente perchè laureata in alcune università).

Ad ogni modo, è come dici tu, infatti il mio primo consiglio è di procurarsi un padre giornalista per fare il giornalista.

#13
CompagnoSir

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Ma se io non avessi alcuna conoscenza nell'ambiente giornalistico?

(Conosco solo dei ragazzi che scrivono sui giornalini delle rispettive scuole, e sono riuscito a ottenere giusto un'intervista a Mario Orfeo)

#14
Basty

Basty
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Io ero stato specificatamente indirizzato ad inseguire questa professione (è una storia lunga), per cui avevo una certa vocazione finché non scoprii che dovevi scrivere quello che ti veniva detto di scrivere, vero o non vero, interessante o meno.

Poi non ho potuto frequentare la scuola di Giornalismo ad Urbino per motivi puramente economici, dove prendono 32 studenti con cadenza biennale (il motivo di facciata è che dovrebbero seguire maggiormente la "covata" per una preparazione più attenta), ma da quello che ho sentito è un po' tutta una buffonata, i docenti ci sono quando gli gira, non si è seguiti per niente (ho parlato con chi ci è stato) e la formazione te la devi fare da te, perché quella che ti viene data è frammentaria, dispersiva e in definitiva assolutamente insufficiente.

Quando mi capitava di accennare a questa cosa, che a me sarebbe piaciuta molto (non economia che era una tristezza indescrivibile, mollata subito) ero deriso dai miei, che sono troppo ignoranti da troppe generazioni per concepire l'esistenza di professioni che non prevedano necessariamente di spaccarsi la schiena ed essere sporchi e sudati a fine giornata, non esistono.

Direi che alla mia età ho lasciato perdere, a prescindere dalle possibilità di carriera della mia zona nel settore redazionale, mi sarebbe comunque piaciuto come corso di studi, l'unico a dire il vero.

TI auguro buona fortuna, quando inizierai a studiare la scienza/arte del raccontare i fatti per te sarà già un traguardo.

#15
CompagnoSir

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  • Alison, I'm lost

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Io ero stato specificatamente indirizzato ad inseguire questa professione (è una storia lunga), per cui avevo una certa vocazione finché non scoprii che dovevi scrivere quello che ti veniva detto di scrivere, vero o non vero, interessante o meno.

Poi non ho potuto frequentare la scuola di Giornalismo ad Urbino per motivi puramente economici, dove prendono 32 studenti con cadenza biennale (il motivo di facciata è che dovrebbero seguire maggiormente la "covata" per una preparazione più attenta), ma da quello che ho sentito è un po' tutta una buffonata, i docenti ci sono quando gli gira, non si è seguiti per niente (ho parlato con chi ci è stato) e la formazione te la devi fare da te, perché quella che ti viene data è frammentaria, dispersiva e in definitiva assolutamente insufficiente.

Quando mi capitava di accennare a questa cosa, che a me sarebbe piaciuta molto (non economia che era una tristezza indescrivibile, mollata subito) ero deriso dai miei, che sono troppo ignoranti da troppe generazioni per concepire l'esistenza di professioni che non prevedano necessariamente di spaccarsi la schiena ed essere sporchi e sudati a fine giornata, non esistono.

Direi che alla mia età ho lasciato perdere, a prescindere dalle possibilità di carriera della mia zona nel settore redazionale, mi sarebbe comunque piaciuto come corso di studi, l'unico a dire il vero.

TI auguro buona fortuna, quando inizierai a studiare la scienza/arte del raccontare i fatti per te sarà già un traguardo.


Grazie per la risposta, per fortuna i miei si sono "rassegnati" alla mia scelta professionale, perché vedono che mi piace, e perché sto cercando di inserirmi nel mestiere. Il mio piano era laurea triennale qui a Napoli e poi iniziare a collaborare in redazioni fino a che non riesco a diventare praticante. La scuola di Giornalismo è imho una truffa, sia per la questione economica, sia perché secondo me non c'è abbastanza esperienza sul campo.
Non mi aspetto fiumi di soldi, sono pronto a fare le ristrettezze: basta che ci arrivo!


(il mio vero sogno però è fare lo scrittore, e il giornalismo rappresenta una palestra continua, continuo aggiornamento; è pure qualcosa di molto "romantico")




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