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Matrimonio a Parigi (2011) [rece: 6]di Claudio Risi con Anna Maria Barbera, Massimo Boldi


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Questa discussione ha avuto 33 risposte

#1
Cinematografo

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Matrimonio a Parigi - RECENSIONE (Cinema)
Boldate d'oltralpe!
Come già c'è stato modo di precisare su queste pagine, se Aurelio De Laurentiis ha fatto del Natale l'elemento cardine delle sue commedie interpretate da Christian De Sica che, puntualmente, invadono ogni anno le sale cinematografiche tricolori nella seconda metà di Dicembre, Massimo Boldi, a seguito della rottura del sodalizio artistico con il figlio del grande Vittorio, si è reso protagonista di una serie di prodotti da ridere dalla data d'uscita autunnale (se si esclude Olé di Carlo Vanzina, che venne distribuito contemporaneamente al Natale a New York Filmauro) e, soprattutto, caratterizzati da un argomento che li accomuna tutti: il matrimonio.Quindi, dopo il pessimo La fidanzata di papà (2008) di Enrico Oldoini e il quasi sufficiente A Natale mi sposo (2010) di Paolo Costella, torna sotto la regia del figlio d'arte Claudio Risi - che già lo diresse in Matrimonio alle Bahamas (2007) - per questa nuova produzione Medusa in cui veste i panni di un milanese doc che vende i prodotti della sua fabbrichetta su una piccola emittente televisiva affiancato dalla moglie Paola Minaccioni, la quale, oltre a fargli da sguaiata valletta, lo consiglia su come evadere il fisco in tutti i modi. Senza immaginare, però, che il napoletano Biagio Izzo a cui, durante il viaggio in treno per andare a Parigi ad assistere alla consegna del diploma del figlio Emanuele Bosi, confessa compiaciuto di non pagare le tasse, non solo sia il padre di Guglielmo Scilla, compagno di studi del ragazzo presso l'Institut de Art et design de Paris, ma svolga l'attività di finanziere.
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#2
albyok

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Mi arrogo il diritto di giudicare senza aver visto questo film, perché davvero, il trailer è più che sufficiente. Ma come si può premiare con la sufficienza un film che chiaramente abusa di cliché che sono diventati la parodia di se stessi? Questo è un cinema da disprezzare e a cui bisogna voltare tutti le spalle, perché sì, nessuno pretende che tutti i film siano impegnati, ma scadere sempre in cotanta bassezza è umiliante. C'è modo e modo di far ridere e in questo modo saremo sempre fermi ai giochini di parole da scuole elementare e dalla sempreverde tecnica del riempire con i culi e le tette, le lacune scenografiche.

E sì, è vero che c'è gente che ci ride, ma almeno "la critica" dovrebbe stroncare questi aborti. Ma diamine, "ho detto culotte, non culette". Questo è il livello delle battute del film. E pensare che "This must be the place" ha preso 6.5...

P.S.
Perdonate la foga, ma 'sti film mi fanno uscire dai gangheri... :bonjo:

#3
Papasmall

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Mi arrogo il diritto di giudicare senza aver visto questo film, perché davvero, il trailer è più che sufficiente. Ma come si può premiare con la sufficienza un film che chiaramente abusa di cliché che sono diventati la parodia di se stessi? Questo è un cinema da disprezzare e a cui bisogna voltare tutti le spalle, perché sì, nessuno pretende che tutti i film siano impegnati, ma scadere sempre in cotanta bassezza è umiliante. C'è modo e modo di far ridere e in questo modo saremo sempre fermi ai giochini di parole da scuole elementare e dalla sempreverde tecnica del riempire con i culi e le tette, le lacune scenografiche.E sì, è vero che c'è gente che ci ride, ma almeno "la critica" dovrebbe stroncare questi aborti. Ma diamine, "ho detto culotte, non culette". Questo è il livello delle battute del film. E pensare che "This must be the place" ha preso 6.5...P.S.Perdonate la foga, ma 'sti film mi fanno uscire dai gangheri... :bonjo:


Non avrei saputo dire di meglio :applauso:

#4
albyok

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...scuole elementare...

Non avrei saputo dire di meglio :applauso:


Avresti tipo potuto scrivere "SCUOLA elementare" :eheh:

#5
Jason Voorhees

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Scusatemi, sono l'autore della recensione, nonché lo stesso che ha dato 4.5 a Cowboys & aliens, 7.5 a immaturi e 8 a Drive. Stando a ciò che scrivete, secondo voi Sorrentino merita sempre più di 7 e Boldi sempre meno di 4. Se i giudizi li prefabbricate, allora a cosa serve la critica cinematografica? Per quale motivo leggete le recensioni? Da parte nostra, motiviamo sempre nella recensione il perché del voto numerico in questione, quindi non vedo, ogni volta, il perché di questa polemica. Oltretutto, ricordatevi che un film va sempre giudicato all'interno del suo genere, quindi, il film di Sorrentino, secondo il mio collega, merita 6.5 come dramma on the road (per me, addirittura, merita solo 6), mentre in ambito trash questo di Boldi merita 6. se non vi piace il trash, non guardatelo così state più tranquilli.

#6
Cobra Caos

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Vorrei sapere solo a quanto ammonta il minutaggio concesso a Rocco, perchè vorrei vedere il film solo per la sua presenza :D

#7
albyok

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Scusatemi, sono l'autore della recensione, nonché lo stesso che ha dato 4.5 a Cowboys & aliens, 7.5 a immaturi e 8 a Drive. Stando a ciò che scrivete, secondo voi Sorrentino merita sempre più di 7 e Boldi sempre meno di 4. Se i giudizi li prefabbricate, allora a cosa serve la critica cinematografica? Per quale motivo leggete le recensioni? Da parte nostra, motiviamo sempre nella recensione il perché del voto numerico in questione, quindi non vedo, ogni volta, il perché di questa polemica. Oltretutto, ricordatevi che un film va sempre giudicato all'interno del suo genere, quindi, il film di Sorrentino, secondo il mio collega, merita 6.5 come dramma on the road (per me, addirittura, merita solo 6), mentre in ambito trash questo di Boldi merita 6. se non vi piace il trash, non guardatelo così state più tranquilli.


Mai detto che Sorrentino merita sempre più di 7 (anche perché ho visto solo quel film) e mai detto che Boldi merita sempre meno di 4. Se però per 10 anni fai dei film fotocopia e dal trailer, non ci vuole troppo per capire che questa è l'ennesima c****ta, non ti aspettare che uno possa sempre buttar via dei soldi per dargli un'altra chance.

E un'altra cosa, il genere di questo film è "comico" e non a caso ho specificato pur'io nella mia critica quest'aspetto. Sono in totale disaccordo sul fatto che questa sia la sufficienza nel suo genere, per motivi che reputo oggettivi: solite trame, soliti giochini di parole, solito utilizzo di tette & culi. Se tu mi dici (ma dalla recensione questo non viene fuori da solo) che in questo film c'è una trama un po' diversa dalle altre, il timbro delle battute non è quello e tette & culi non sono mercificate in quel modo, io mi fido e rischio 1 ora e mezza della mia vita, mi guardo il film e poi decido se bastonare le mie palle, nel caso i miei pregiudizi fossero infondati, o le tue, nel caso mi trovassi di fronte a ciò che il trailer mi ha fatto immaginare.

#8
Jason Voorhees

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Anche Slither ha la stessa trama di Dimensione terrore, ma entrambi sono horror riusciti. Non vedo per quale motivo un film che ha la stessa trama di un altro uscito prima deve essere necessariamente inferiore al prototipo. Comunque, avendo visto un po' tutti i cinepanettoni e derivati, mi dovresti spiegare a quale altro film è uguale la trama di questo.

#9
WLF

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Giuro anche io sono rimasto colpito dalla sufficienza...

#10
albyok

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Anche Slither ha la stessa trama di Dimensione terrore, ma entrambi sono horror riusciti. Non vedo per quale motivo un film che ha la stessa trama di un altro uscito prima deve essere necessariamente inferiore al prototipo. Comunque, avendo visto un po' tutti i cinepanettoni e derivati, mi dovresti spiegare a quale altro film è uguale la trama di questo.


Non la stessa trama di un altro film, la stessa trama dei precedenti "Matrimonio a " o "Natale a ". C'è sempre il milanese ricco, il meridionale (e i suoi stereotipi), i figli che sono all'estero a studiare, ma cazzeggiano, il tradimento della moglie, l'omosessuale e tutte le scontate relative battute, le due famiglie che "per caso" si incontrano, poi c'è sempre l'inciucio tra magari il figlio di una e la figlia dell'altra... Condisci tutta questa scontatezza, con battute altrettanto scontate e non è facile capire perché la sufficienza sembri esagerata. E bada bene, qua non parliamo di macro-trame, che davvero possono essere poche, ma proprio della ripetizione di micro-situazioni. Scommettiamo che anche in questo film ci sono molte delle situazioni che ti ho citato?

Poi che ti devo dire... c'è per forza una parte soggettiva nella recensione, su cui non si può mettere bocca, ma se non si boccia qualcosa che non si rinnova da secoli, come si può andare avanti?

#11
cancelled19-b

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Questi "prodotti commerciali" vanno boicottati senza se e senza ma.

Una scusa per mantenere gli italiani in uno stato intellettuale demente, senza prospettive ne alcun valore.

Un far cassa che più facile non si può, una totale mancanza di senso artistico e una DICHIARATA INTENZIONE DI TRUFFARE LA GENTE.

Non c'è critica che tenga, non c'è contesto che giustifichi, non esiste che la parola "cinema" stia nella stessa frase di questi titoli, che ormai nella testa di tutta la nazione significa solo e unicamente: tette, culi e grettezza.

Imho, quel 6 è un insulto a tutta la cinematografia mondiale.

#12
Thane Krios

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meno male che i recensori non fanno i professori altrimenti chissà che pagelle

#13
Cobra Caos

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Il cinema non è tutto menate filosofiche e grandi contenuti però, può essere anche un semplice veicolo d'evasione. Nessuno viene a criticarvi se in macchina ascoltate il nuovo cd di raggaeton anzichè Mahler o Wagner, allo stesso tempo uno è libero di guardarsi una commediola qualsiasi. Io il film non l'ho visto ma se il recensore gli ha dato la sufficenza avrà avuto i suoi motivi, evidentemente il film funziona per quello che è.
Cioè, ho visto pochi giorni fa il film con Justin Timberlake e Mila Kunis, una mmm3rda che più mmm3rda non si può: ora, perchè non siete tutti a commentare con disprezzo anche quel film (che tra l'altro ha preso lo stesso voto di questo Matrimonio a Parigi)? Solo perchè non c'è "cipollino" nel cast? Mi sa che questa spocchia è riservata solo ai cinepanettoni :P

Firmato
L'avvocato delle cause perse :D

#14
giangixz

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Io non capisco perché i recensori di questo sito non accettino mai le critiche dei lettori alle loro recensioni. Dovrebbero invece leggerle, soppesarle e valutarle molto attentamente, invece di entrare in polemica aperta ogni volta. Ogni parere di ogni lettore dovrebbe essere considerato un arricchimento. Per me il recensore ideale dovrebbe restare al margine dell'arena, leggere i commenti, prendere nota e vedere se ne può cavare qualche arricchimento, e non entrare nel ring con gli altri

#15
Francesco Manca

Francesco Manca
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Ragazzi, io avverto un certo astio nelle vostre parole. Un 6,5 - che, ripeto, è quasi 7 - dato a Sorrentino l'avete fatto diventare una tragedia neanche l'avessimo stroncato senza pietà. Un 6 a Matrimonio a Parigi lo vedete come un "insulto" al cinema ostentando (inutili) pregiudizi a destra e a manca. Ora, torno a ravvisare: dai vostri commenti si avverte solo risentimento, per cosa ancora non si capisce.
Io stesso, come molti di voi (mi pare di capire...), non sono un grande amante dei cinepanettoni e delle commedie nostrane di questi anni, ma non per questo li boccio a priori senza nemmeno guardarli.
Questa mattina ho assistito alla proiezione stampa milanese del film e sono felice di affermare che mi trovo in perfetta sintonia con quanto scritto da Francesco. Non perchè siamo colleghi, ma semplicemente perchè la sua analisi non è tanto mirata ad esprimere una critica sul film in sé, quanto a ribadire che ogni genere cinematografico ha i suoi parametri di valutazione e va giudicato con onestà e, soprattutto, con la mente sgombra da qualsiasi tipo di pregiudizio.
Perchè, allora, Matrimonio a Parigi è un film da 6? Perchè porta a termine in modo tutto sommato discreto e dignitoso molti degli obiettivi prefissati. Si sorride, si passano due ore di svago e ci si gusta qualche bellezza femminile che non è mai di troppo.
Che c'è di male, dunque?




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