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Il ragazzo con la bicicletta (2011) [rece: 5,5]di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne con Cécile De France


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Questa discussione ha avuto 12 risposte

#1
Cinematografo

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Il ragazzo con la bicicletta - RECENSIONE (Cinema)
La nuova storia di infanzie 'difficili' dei DardenneAssidui nonché celebrati frequentatori della croisette (due volte vincitori della Palma d'oro per Rosetta e L'Enfant) i Dardenne tornano ancora una volta sulla tematica sociale (cinema di indagine che li affianca per modi e intenti al britannico Loach), narrando la storia di un ragazzo (solo) che reagisce alla vita con rabbia. Lo fanno con uno stile decisamente nuovo e inconsueto, quello di una fiaba in cui ogni personaggio è stilizzato nella sua funzione narrativa, quasi in linea con lo schema ipotizzato anni or sono dal linguista russo Propp.
Leggi l'articolo completo: Il ragazzo con la bicicletta - RECENSIONE (Cinema)


#2
Akumasama

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Cosa cosa cosa vinsero palma d'oro con Rosetta?! Ma dai?
Mi piacque molto Rosetta ma... Palma d'Oro?! Addirittura?
Boh... adesso mi viene la curiosità di vedere cos'altro c'era in concorso quell'anno.

#3
sally

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Ecco qui i premi di quell'anno:

Vincitori del Festival di Cannes 1999
Rosetta (Palma d'oro al miglior film)
Manoel de Oliveira (Premio della giuria per La lettera [1])
Pedro Almodóvar (Miglior regia per Tutto su mia madre)
L'umanità (Premio speciale della giuria)
Emmanuel Schotté (Miglior attore per L'umanità)
Emilie Duquenne (Miglior attrice per Rosetta)
Séverine Caneele (Miglior attrice per L'umanità)
Moloch (Miglior sceneggiatura)
(Camera d'oro)
L'imperatore e l'assassino (Miglior scenografia)


#4
Touma Mitsuhashiba

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Io ho riso per metà film, per l'altra metà volevo semplicemente strozzare il ragazzino.
Bella fotografia e buoni gli interpreti, il resto, soprattutto i dialoghi, è terribile. La marchetta a Sony, Capcom e Ubisoft nel cinema d'autore poi mi ha fatto rabbrividire XD

#5
Akumasama

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Ecco qui i premi di quell'anno:

Vincitori del Festival di Cannes 1999
Rosetta (Palma d'oro al miglior film)
Manoel de Oliveira (Premio della giuria per La lettera [1])
Pedro Almodóvar (Miglior regia per Tutto su mia madre)
L'umanità (Premio speciale della giuria)
Emmanuel Schotté (Miglior attore per L'umanità)
Emilie Duquenne (Miglior attrice per Rosetta)
Séverine Caneele (Miglior attrice per L'umanità)
Moloch (Miglior sceneggiatura)
(Camera d'oro)
L'imperatore e l'assassino (Miglior scenografia)

L'umanità non l'ho visto o non ricordo di averlo visto, vedo che ha vinto un bel po' di premi. Pure Moloch non mi sovviene. Idem La Lettera di Oliveira
Tutto Su Mia Madre forse si meritava di più? Ma forse era un film troppo "commerciale" per Cannes? In fondo ha vinto miglior regia, non è poco.
L'imperatore e l'assassino me lo ricordo come un film SPLENDIDO in verità, però... si, probabilmente non da palma d'oro dai.

Forse sto semplicemente sottovalutando Rosetta il quale, alla fine, mi ha cmq lasciato un ottimo ricordo devo dire.

#6
giangixz

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Non mi trovo assolutamente d'accordo con la recensione, e credo che vada un attimo spostato l'angolo di visuale del recensore il quale, a mio parere, ha forse poco compreso lo spirito e il succo del film.
Intanto trovo che i Dardenne abbiano maturando una solidità di stile e un equilibrio che non erano ancora apprezzabili in opere ancora tutto sommato acerbe come Rosetta, pellicole nelle quali prevalevano lunghi silenzi in interminabili sequenze, e toni da tragedia senza alcuna possibilità di redenzione. Trovo adesso nuovo equilibrio nella capacità di utilizzare ancora dialoghi essenziali e trame semplici e scarne, ma senza eccedere nello svuotamento, il che portava a una certa pesantezza della messa in scena.
Il primo appunto del recensore è quello relativo alla mancanza di un antefatto che sveli più cose riguardo all'assenza della madre del bambino e al suo background. Bhe, ai fini del film e del messaggio che vuole trasmettere mi sembra del tutto inessenziale, anzi una domanda del genere da parte di uno spettatore mi pare riveli da parte sua una certa acerbità, nella capacità di fruizione di una pellicola. Ai fini del film, ripeto, non si capisce il perché di una richiesta di questo tipo, che niente avrebbe tolto né aggiunto allo svolgimento del plot narrativo. Ossia, dal momento che si capisce benissimo che il ragazzo non ha più la madre, e che si attacca disperatamente al padre in quanto sua unica possibile isola di salvezza in un mondo avverso, sapere che la mamma è morta affogata o è scappata con un talebano in afghanistan, non mi pare faccia una così grossa differenza, anzi è dal tutto pleonastico.
Il recensore ha visto giusto nel fatto che il film dei Dardenne ha una costruzione di tipo fiabesco. Ma non ha colto che è proprio questo elemento che fa sì che il film possa essere trasposto in un universo mitico e archetipico che è, appunto, quello delle fiabe. Questo trasforma un film semplice ed essenziale come questo in un classico dal respiro universale. Di questo forse si sente la mancanza oggi, di nuove narrazioni fiabesche, capaci di trasmettere un senso, una direzione, un indicativo morale, ed è qui che il film, sempre a parer mio, fa centro. Il racconto (del quale non abbiamo antefatto, fortunatamente) è un percorso di formazione verso l'età adulta. Quando si diventa adulti? Quando si è in grado di assumersi la responsabilità delle proprie azioni, e si diventa capaci di accettare le inevitabili conseguenze che da queste derivano. Questo fa il ragazzo in fondo. Si assume le responsabilità di ciò che ha commesso, accetta le conseguenze (essere stato buttato giù dall'albero), prende il sacco del carbone e riparte. Accettazione dei propri errori e delle inevitabili conseguenze, e poi ripartire di nuovo verso la vita. Questo credo voglia essere il messaggio principale del film. Messaggio che oggi, credo, molti abbiano difficoltà a comprendere, poiché viviamo in una epoca nella quale, appunto, la deresponsabilizzazione individuale è all'ordine del giorno. E' per questo stesso motivo che secondo me un film come questo, oggi come oggi, diventa veramente importante.
Voto personale: 8


#7
Akumasama

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Bella interpretazione :sisi:

#8
Kei Kusanaji

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All'epoca non trovai la recensione e forse è meglio così perché probabilmente sarei stato bannato per il rage XD

Ihmo un film insulso che preferirei non aver mai visto per guadagnare due ore di vita, cosa che nonostante veda praticamente tutti i film in uscita non dico mai.

Una trama indegna; approfondimento dei personaggi ZERO; risvolti per far continuare la trama impossibili e completamente campati in aria; un protagonista che vuoi semplicemente strozzare e poi buttare sotto un camion.


Riguardo il post chilometrico qui sopra: Okey è inutile ai fini della trama un bg della storia, perché allora tutti ne sentono il bisogno? perché la si vede come mancanza?
Il film ti proietta immagini che possono e non possono avere senso; sta nell'abilità registica spostare la tua attenzione dove il regista vuole, se non sci riesce vuol dire che non è capace di fare il suo lavoro. Sul concetto di fiaba non mi esprimo, però se questo film fosse davvero una fiaba lo dovrei rapportare a the milionarie e ne uscirebbe polverizzato. Quella è una fiaba.

Del film, lo scrivo senza spoil perché tanto qui non leggerà nessuno (XD), salvo solo la scena finale dove il cellulare riporta in vita il ragazzo. Quella è un ottima scena piena di significato. Ma tanto per dirne una, trovare in principio il proprietario del tabacchi che fa benzina col figlio a carico che da il via alla scena finale è risibile, nonostante si voglia dire che è una fiaba perciò doveva capitare.

#9
giangixz

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vorrei rispondere su The Millionaire: non è una fiaba, a parer mio, ma solo la trasposizione del più stupido e insulso sogno americano sul fondo di una realtà dura e spinosa nonché piena di contraddizioni quale quella indiana. Infatti la parte migliore del film sono i flashback, ma quando si comincia a parlare di soldi facili e amore a lieto fine con tanto di mieloso bacio finale, siamo un po' ai limiti del ridicolo. La fiaba prevede un percorso di crescita, o di redenzione, che in Millionaire non esiste. Non si può affidare la riscossa da tutti i mali al Gerry Scotti di turno.
Il cellulare "riporta in vita", dici? Forse semplicemente non era veramente morto... :)
Poi sul fatto che tutti quanti richiedano un antefatto, come tu dici: ripeto, a parer mio si tratta solo di immaturità di fruizione. Prova a dare un occhiata alla recensione e ai voti di film tv (voti dati da ognuno dei recensori; su 17 recensori solo uno da 6, poi tutti dal 7 in su con prevalenza di 7). Non per niente viiene segnalato come uno dei migliori film oggi al cinema.. non è che sono il solo bischero... :)

#10
sally

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In qualità di 'recensore' vorrei rispondere a giangixz. Per fortuna l'arte, tutta, non ha schemi di fruizione prestabiliti, s'insinua invece nella sensibilità di ognuno in modo diverso, suscitando in ciascuno di noi reazioni altrettanto diverse, talvolta diametralmente opposte. Per questo motivo ci sono film che vengono osannati da alcuni e mal compresi o mal interpretati da altri (ovviamente questo a prescindere dalle qualità tecniche che in registi come i Dardenne non oso nemmeno mettere in discussione). All'interno di questo discorso è dunque lecitissimo e plausibilissimo pensare che io non abbia colto nella 'infantile' struttura del film la sua reale pregnanza. Come è anche vero, però, che altri possono essere stati fuorviati nel loro giudizio dal particolare 'peso' che ha il nome dei Dardenne nel mondo del cinema. A ogni buon conto, quando mi pongo di fronte a un film per analizzarlo non posso prescindere dal coinvolgimento che quest'ultimo è riuscito a suscitarmi, è da lì che poi parto per capire in entrambi i casi (positivo o negativo) cosa ha realmente contribuito al raggiungimento di questo risultato. Nel caso specifico, il film mi ha regalato in generale poche emozioni e poco coinvolgimento, nonostante i temi fossero tutti di scottante attualità. Nel mio caso, quindi, qualcosa non ha funzionato. Non escludo, come dici tu, che possa trattarsi di immaturità di fruizione, anche se a dire il vero non credo di essere proprio a digiuno in quanto a 'decodifiche' del genere. Rimango dunque del parere che l'eccessiva estrapolazione del protagonista dal suo contesto, la celerità di alcuni snodi chiave (in particolare la fase di deriva 'delinquenziale' e quella di 'redenzione' del protagonista), o la semplicità di alcuni dialoghi, non abbiano conferito al film sufficiente pathos narrativo (basta mettere questo lavoro a confronto con Il figlio, sempre dei Dardenne, per capire di cosa parlo: temi smili, differenti incursioni nei personaggi). Di film con padri che sbolognano i figli al primo venuto, fate turchine che se ne prendono cura, bulletti di quartiere che vorrebbero approffitarne, ne abbiamo visti a bizzeffe, ma pochi sono stati quelli che da questi chlichè hanno saputo realmente trarne una fiaba. Ma una fiaba vera, non una storia stilizzata e raccordata nella fisionomia di una fiaba. Loro restano i Dardenne, ma io continuo a pensare che questo film non sia particolarmente riuscito. In quanto essere umano, però, potrei sbagliare...

#11
Kei Kusanaji

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vorrei rispondere su The Millionaire: non è una fiaba, a parer mio, ma solo la trasposizione del più stupido e insulso sogno americano sul fondo di una realtà dura e spinosa nonché piena di contraddizioni quale quella indiana. Infatti la parte migliore del film sono i flashback, ma quando si comincia a parlare di soldi facili e amore a lieto fine con tanto di mieloso bacio finale, siamo un po' ai limiti del ridicolo. La fiaba prevede un percorso di crescita, o di redenzione, che in Millionaire non esiste. Non si può affidare la riscossa da tutti i mali al Gerry Scotti di turno.
Il punto è che o il film lo s'interpreta come il percorso di una vita piena di avversità volte solo a superare 'la sfida finale' e concedere come premio il 'vissero per sempre felici e contenti', oppure lo si prende come un'accozzaglia insulsa di luoghi comuni sull'india che si conclude con il finale mieloso. Ora l'una o l'altra interpretazione (ovviamente estremizzate) si possono solo ricavare dalla sensibilità del fruitore.

Il cellulare "riporta in vita", dici? Forse semplicemente non era veramente morto... :)

Eh, bella merd@ allora XD Ricavando la mia idea da quella scena sono riuscito a farmi piacere almeno una cosa di questo film, se il ragazzo fosse semplicemente svenuto ihmo il film sarebbe da buttare nello scarico in toto :D Come per dire, in magnolia la pioggia di rane la vogliamo interpretare come l'arrivo del destino/ calamità divina; oppure come un semplice aereo che si è perso il carico per sbaglio? XD
Ovviamente a meno che il regista non venga e ci dica cosa intendeva le nostre opinioni non valgon nulla.


Poi sul fatto che tutti quanti richiedano un antefatto, come tu dici: ripeto, a parer mio si tratta solo di immaturità di fruizione. Prova a dare un occhiata alla recensione e ai voti di film tv (voti dati da ognuno dei recensori; su 17 recensori solo uno da 6, poi tutti dal 7 in su con prevalenza di 7). Non per niente viiene segnalato come uno dei migliori film oggi al cinema.. non è che sono il solo bischero... :)

Delle rece me ne sbatto. Me ne sbatto anche se il film l'ha fatto una Uber collaborazione di Friz Lang, Kubrick e Gesù Cristo: se il film per me è una chiavica tale rimane(per me). Per dirne una l'ultimo film di Malik è idolatrato da molti, a me non è piaciuto per una serie di motivi; a serious man pure non mi piacque.
Con ciò non ti sto dando del pecorone; se la tua opinione -in questo caso- riflette la critica bene per te, al prossimo film magari sarai tu ad essere contro i recensori, ma ti voglio solo ricordare per il futuro che l'opinione degli specializzati a conti fatti non ha molta più valenza della nostra (con le dovute eccezioni)



#12
Akumasama

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Io dico solo che la gente (io in primis) dovrebbe smetterla di pretendere l'oggettività dalle recensioni di prodotti non oggettivabili quali film, musica, videogiochi.
Ci sono sicuramente degli aspetti sui quali le divergenze sono perlopiù segno di ignoranza o superficialità, ma nella maggior parte si tratta solo di sensazioni, emozioni e pensieri assolutamente soggettivi.
Intriderli di un alone di assolutezza forse agli occhi di qualcuno può renderli più autorevoli, ma col tempo ho sviluppato l'idea che invece sia solo una cosa lesiva che porta esclusivamente ipocrisia e nient'altro.

Dovremmo tutti prendere le recensioni come l'opinione personale di un più o meno autorevole recensore che esprime i SUOI PENSIERI, non sentenzia la verità assoluta centellinandola a gocce sopre le nostre teste di esseri inferiori.

In questo senso, dunque, concordo con quanto ha scritto Sally che più volte ha mostrato di avere una sensibilità fuori dal comune :)


E questo a prescindere che io sia d'accordo o meno con la sua opinione del film, è un aspetto totalmente irrilevanti ai fine delle affermazioni che ho scritto sopra.

#13
sally

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Ti ringrazio Akumasama per le saggissime parole, che quoto in toto... una critica è un'opinione, di certo non il vangelo...




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