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Cella 211 (Celda 211) (2009) [rece: 7]di Daniel Monzón con Luis Tosar, Alberto Ammann


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Questa discussione ha avuto 3 risposte

#1
Cinematografo

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Cella 211 - RECENSIONE (Cinema)
Recensione del film carcerario di Daniel Monzón vincitore di otto premi Goya"Quando mi capitò tra le mani il romanzo Celda 211, lo lessi tutto d'un fiato e capii immediatamente che avrei voluto portare la storia sul grande schermo. Già l'inizio del racconto era impressionante: introduceva un universo potente, realistico e di grande umanità, e per tutto l'arco narrativo la vicenda si sviluppava mantenendo una tensione a dir poco soffocante, con alcuni colpi di scena memorabili".A parlare è lo spagnolo Daniel Monzón, regista nel 2006 del fanta-thriller interpretato da Timothy Hutton The Kovak box-Controllo mentale, il quale, partendo da un romanzo di Francisco Pérez Gandul, torna dietro la macchina da presa con quello che, presentato presso l'edizione 2009 della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia e vincitore di diversi premi in giro per i vari festival, si è aggiudicato ben otto Goya (ovvero gli Oscar iberici), tra cui quello per il miglior film e per la migliore regia.Con il volto di Alberto Ammann, qui al suo esordio su grande schermo, al centro della vicenda troviamo il giovane Juan Olivier, il quale, al suo primo incarico come secondino in un carcere di massima sicurezza, si presenta al lavoro con un giorno d'anticipo, finendo però per essere colpito alla testa da un frammento d'intonaco caduto da una parete in ristrutturazione proprio durante una sua visita al braccio che rinchiude i detenuti più pericolosi. Tra cui il carismatico leader Malamadre, con le fattezze di Luis"Miami Vice"Tosar, il quale, mentre le guardie fanno riprendere il ragazzo all'interno della cella 211, al momento vuota, assume il controllo del braccio e scatena una vera e propria rivolta coinvolgendo anche il povero Juan,a sua volta costretto a fingersi detenuto appena trasferito nel posto.
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#2
NoOne

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In chiave sperimentale, questo film è un progetto interessante. Gli spagnoli strizzano l'occhio a produzioni americane ed asiatiche. Per quanto il mix potrà rivelarsi dispersivo almeno in Spagna ci provano. In Italia ormai non abbiamo altro che film su adolescenti in crisi, adolescenti innamorati, adolescenti con famiglie problematiche e nevrotiche e poco altro.
Perchè non cimentarci in altri generi? Basta vedere il successo che hanno ottenuto quei pochi film che esulano dalla solita solfa (leggasi la ragazza del lago) per capire che basterebbe poco a rilanciare il nostro cinema.

#3
Zalera

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questo dicono sia na ficata proprio...

#4
Instagib

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l'ho visto poco fa e mi è piaciuto molto.... è un po' particolare ma prende molto...
concordo con chi dice che il cinema italiano dovrebbe imparare da quello spagnolo e francese per quello che offrono ultimamente... cioe qua abbiamo solo commedie e film adolescenziali...




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