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Lo spazio bianco - RECENSIONE (Cinema)


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The Newser

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Lo spazio bianco - RECENSIONE (Cinema)
La recensione del nuovo film con Margherita Buy.Maria (Margherita Buy) è stata abbandonata dal compagno nel decisivo momento del parto e rimane pertanto sola ad affrontare tutte le irrazionalità che la vita sta per approntarle. Una gravidanza fortemente compromessa sembrerebbe essere la prova con la quale l'emotività dell'insegnante ha da confrontarsi, in un film pregnantemente umano. Il parto è prematuro e l'esistenza di sua figlia, inconcussa dall'incubatrice, pare essere in totale balia del caso. Non resta che aspettare, in un'attesa di vita o di morte che fa male.
Da questo conflitto la Comencini innerverà il suo nuovo lavoro - presentato anche alla mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia 2009 - capace di caratterizzare una situazione non certo inedita ma tale nella maniera in cui riesce ad irrigidire una Margherita Buy mai così stimolata, dalla mimica sfumata ed impercettibilmente mobile, nervosa, trattenuta nell'impeto di un'angoscia tutta materna, capace di interagire non con una spalla, ma con un'incubatrice ed una figlia già nata, ma in attesa di vivere.
Con un recente passato da attivista alle spalle, con un suo stile che la sostanzia, Maria tenta di ristorarsi di libri come spesso un certo spleen colto vuole, ma in questo caso la sofferenza smobilita il quotidiano ed anche il sociale, deriva appena sfiorata, si scardina; la storia qui filmata è un cerchio interno alla madre, estremamente asciutta, sulla sospensione della vita.

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