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Everyeye After - Puntata 3 - SPECIALE (Multi)

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Questa discussione ha avuto 48 risposte

#1
The Newser

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Everyeye After - Puntata 3 - SPECIALE (Multi)
Grand Theft Auto IV e Folklore. I pregiudizi e la loro influenza nell'analisi ludicaL'operazione critica non è mai spoglia da influenze esterne. I facili entusiasmi per un gioco ricevuto in anteprima, la pressione delle aspettative, le opinioni dei colleghi. Le potenziali lamentele dei lettori.Everyeye ha sempre mantenuto la testa alta e la sua indipendenza, cercando di salvaguardare un'obiettività basta su criteri di giudizio rigorosi. Ma molto spesso è difficile scrutare oltre la scintillante realtà del momento, intravedere in un prodotto potenzialità sopite o caratteristiche sopravvalutate, rispettivamente destinate ad influenzare il mercato del futuro o ad essere dimenticate senza pietà. Ed allora è bello, ogni tanto, guardare al passato e provare a strutturare un'analisi "col Senno di Poi".In questa rubrica ci preoccuperemo di inquadrare con occhio critico non tanto i prodotti, quanto le nostre recensioni antiche. E vedremo se, "a mente fredda", sarà possibile confermarle o meno. Vedremo se i prodotti che abbiamo glorificato sono davvero quelli che hanno lasciato un segno, se i titoli che abbiamo condannato agli inferi meritavano davvero un trattamento così severo.Non sarà mai una sorta di elogio funebre, come i "Post Mortem" che popolano i siti d'oltre oceano. Anzi, sarà un percorso vitale, alla ricerca di una traccia lasciata dai videogiochi più importanti; una traccia ancora rigogliosa e florida. Brutta o bella che sia: perchè il ricordo si modifica ed evolve, ed ogni singolo gioco può essere ripensato come una perla rara, come il nuovo revisore di un genere, o come una bruttura spacciata fortunosamente per un grande capolavoro.
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#2
Link-F

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Non mi ero dimenticato. Si è fatta attendere, ma ecco la Terza Puntata. Spero vi piaccia, e vi faccia in qualche modo riflettere.

Fatemi sapere

#3
Alfo'

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come mai dici che il metascore non vi fa lavorare sereni?
timore di uscire dalla massa? o altro?

non è una critica, solo una curiosità ^_^

cmq non ho giocato nessuno dei due enon saprei esprimere un giudizio, però scrivi divinamente

#4
Il Dito Medioludico

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ma infatti le recensioni da fare per ogni titolo sarebbero 2... una al lancio ed una dopo qualche mese...

cmq compimenti per l'articolo, peccato finisca troppo presto! adoro questa rubrica

#5
Zohar

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comunque co st'idea vi siete davvero superati link!
corro a leggere (ma non prima di aver lamerato con la frase "GGTAIV most overestimated game evah" :sisi:).

e giu col flame!

#6
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comunque co st'idea vi siete davvero superati link!
corro a leggere (ma non prima di aver lamerato con la frase "GGTAIV most overestimated game evah" :sisi:).

e giu col flame!


Ti ho anticipato io nell'articolo, mi sa!! ^^

#7
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come mai dici che il metascore non vi fa lavorare sereni?
timore di uscire dalla massa? o altro?

non è una critica, solo una curiosità :sisi:


La situazione è abbastanza particolare. Io, ed in generale i redattori, amiamo sbattercene altamente del Metascore. Però c'è una discreta parte dell'utenza, così come una discreta parte degli addetti al settore, che lo usa come un'arma per avere la meglio in tutte le discussioni, per appiattire la gamma di opinioni e "dimostrare" che se non sei in linea con il metascore, hai torto. Quando, in un'operazione critica, il torto e la ragione sono già abbastanza relativi.
Il problema è poi che le basi di ogni metascore vengono gettate dalle prime review, solitamente quelle più entusiaste (per tanti fattori che ho già discusso nel pezzo), e quindi sono abbastanza "trainanti".
Io stesso, quando avevo poca esperienza, e qualche dubbio, prima di scrivere una review andavo a vedere "cosa si diceva in giro" (Parlo di 5-6 anni fa, quando l'allora Play2eye incominciò ad assumere rilievo). Immagino che siano in tanti a farlo ancora oggi, magari di fronte ad un titolo "importante".
Il Metascore, in generale, sta cambiando il modo di fare critica: diventa quasi un criterio INDISCUTIBILE (molti lo vedono così ) , un segno DEFINITIVO della qualità di un prodotto. E a me, questa cosa, mi fa girare le palle^^ Quando la usano gli utenti per dire che un redattore non "ha capito il gioco" ("ma su metacritic ha preso..." è una delle argomentazioni più odiose) e quando la usano i Publisher per le campagne stampa, come fosse una legittimazione divina.

#8
Judge Dyo

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per quanto riguarda folklore per me è una piccola perla , non perfetto e con dei difetti , ma come genere e come gioco mi è piaciuto molto rispetto a titolo molto più blasonati.
Esagerato dire che folklore è un capolavoro è eagerato dire che non è una gran che....:sisi:

#9
himmelman

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ho sempre "odiato" gta io gli avrei dato 0, giocai solo al 3 riposto nella scatola dopo 30 minuti, credo sia stata una vergogna per quelli che i giochi li sanno fare.
Mia opinione ovviamente

#10
Brick

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Non concordo assolutamente su GTA IV, che ritengo uno dei migliori giochi di questa gen.
Innanzitutto credo che non sia giusto sminuire così l'importanza del lavoro fatto da Rockstar nel ricreare Liberty City e la tremenda cura dei dettagli, che ha portato alla creazione di un'ambientazione incredibilmente realistica. Anche la storia, il gran numero di personaggi, tutti altamente carismatici (a cominciare da Niko Bellic, uno dei protagonisti più umani di sempre), e la cura per i dialoghi concorrono a creare un'atmosfera di rara qualità.

Cosa dire poi del gameplay? Secondo me non soffre per nulla di ripetitività, anzi, un aspetto che ho sempre apprezzato nella saga è la varietà e la fantasia che Rockstar impiega per ideare le missioni. Gare clandestine per le strade di Liberty City, rapine in banca, inseguimenti in macchina, moto, nave e elicottero, missioni di cecchinaggio, di difesa, a tempo... Insomma, non capisco come si possa rinfacciare la ripetitività proprio a un titolo come GTA IV!

L'inserimento di un sistema di copertura credo sia stato fondamentale. Forse non ci si fa troppo caso, ma penso che provando a giocarlo senza si sentirebbe molto la mancanza.

PS
Ma il voto assegnato da Everyeye non era 8,5? :snape:

#11
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Non concordo assolutamente su GTA IV, che ritengo uno dei migliori giochi di questa gen.
Innanzitutto credo che non sia giusto sminuire così l'importanza del lavoro fatto da Rockstar nel ricreare Liberty City e la tremenda cura dei dettagli, che ha portato alla creazione di un'ambientazione incredibilmente realistica. Anche la storia, il gran numero di personaggi, tutti altamente carismatici (a cominciare da Niko Bellic, uno dei protagonisti più umani di sempre), e la cura per i dialoghi concorrono a creare un'atmosfera di rara qualità.

Cosa dire poi del gameplay? Secondo me non soffre per nulla di ripetitività, anzi, un aspetto che ho sempre apprezzato nella saga è la varietà e la fantasia che Rockstar impiega per ideare le missioni. Gare clandestine per le strade di Liberty City, rapine in banca, inseguimenti in macchina, moto, nave e elicottero, missioni di cecchinaggio, di difesa, a tempo... Insomma, non capisco come si possa rinfacciare la ripetitività proprio a un titolo come GTA IV!

L'inserimento di un sistema di copertura credo sia stato fondamentale. Forse non ci si fa troppo caso, ma penso che provando a giocarlo senza si sentirebbe molto la mancanza.

PS
Ma il voto assegnato da Everyeye non era 8,5? :snape:


Il voto era 9 fin da subito;)
Comunque, nessuno sminuisce il valore del contesto, ovvero di quella struttura viva e attiva e dinamica che è Liberty City, ma se questo contesto non influisce sulle meccaniche di gioco, me ne faccio poco...
Tutte quelle che hai citato sono varianti classicissime di "quest fotocopia" che il brand ripropone ormai da CINQUE capitoli. Senza contare che ogni missione impone degli spostamenti assurdi e monotoni da un punto all'altro della città, gli stessi spostamenti che, inframezzati a minigiochi dalla consistenza evanescente, costituiscono di fatto la totalità delle missioni secondarie. Futile e del tutto dimenticabile, non ha niente che non si sia visto già ai tempi di Vice City, dal punto di vista della varietà ludica.

Per quanto riguarda il plot... Boh, a me è piaciuto per circa 3 ore, poi Nico Bellic perde tutta la sua "umanità" (o supposta tale) per diventare (come CJ prima di lui) una marionetta in mano alla malavita organizzata. Bel carattere: si lamenta che è venuto in America per cambiare vita, e piange, e ci scassa facendoci sapere che tutto quello che fa non lo vuol fare, e poi ammazza/ruba/commette tutti i reati federali possibili e immaginabili. Fra l'altro, bel messaggio di speranza che traspare da una serie che non sa più a quale minoranza etnica votarsi (Italoamericani/neri/russi/cinesi (in chinatown wars).. il prossimo protagonista lo fanno esquimese?). (SPOILER) Fra l'altro, il finale di fronte alla statua della libertà è un clichè così abusato e trito che viene da star male. (Come se la libertà, poi, sia quella della vendetta sanguinaria).

#12
TMan

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Premetto che ho sempre acquistato GTA in versione 3d, affascinato da quello che personalmente ritengo l¿anticamera del ponte ologrammi dell¿Enterprise, curioso di vedere le implementazioni che i programmatori avevano inserito in ogni nuovo episodio. Ritengo che GTAIV, per quanto mosso da macchine più performanti, sia ancora agli albori di questo genere e non certo ancora maturo dato che si basa ancora su concetti ludici vecchi e già visti in tantissimi altri giochi, in fondo si tratta di tanti generi messi insieme dove però nessuno di questi eccelle nel suo campo di appartenenza se confrontati con giochi monotematici ed è questo, a mio avviso, il problema maggiore della serie, è vero che la città che fa da contesto al gioco è viva e pulsante ma io vivo a Roma e se voglio vedere una città in continuo movimento mi vado a fare un giro per la città, è vero che la storia è fatta bene con personaggi carismatici e ben realizzati ma a sto punto mi vedo un bel film che è pure meglio. Tanto contorno, tanta carne messa a fuoco, ma il cuore del gioco è sempre lo stesso da anni, alla fine si tralascia la storia e si cazzeggia andando in giro finché non ci si stufa perché fondamentalmente in liberty city può fare tutto ma non puoi fare niente.

#13
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Posso aver i link delle prime 2 puntate? non so perchè me le son perse :<


Nel paragrafo 1 li trovi entrambi ;) C'è il box laterale coi link

#14
Brick

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Il voto era 9 fin da subito;)
Comunque, nessuno sminuisce il valore del contesto, ovvero di quella struttura viva e attiva e dinamica che è Liberty City, ma se questo contesto non influisce sulle meccaniche di gioco, me ne faccio poco...
Tutte quelle che hai citato sono varianti classicissime di "quest fotocopia" che il brand ripropone ormai da CINQUE capitoli. Senza contare che ogni missione impone degli spostamenti assurdi e monotoni da un punto all'altro della città, gli stessi spostamenti che, inframezzati a minigiochi dalla consistenza evanescente, costituiscono di fatto la totalità delle missioni secondarie. Futile e del tutto dimenticabile, non ha niente che non si sia visto già ai tempi di Vice City, dal punto di vista della varietà ludica.


Si sono visti sì, ma con che qualità? Prova a rimettere su San Andreas e Vice City, e dimmi se la qualità delle sparatorie o del modello di guida sono le stesse! Inoltre non trovo per nulla monotoni gli spostamenti per la città, che permettono di apprezzare il paesaggio ascoltando una delle tante stazioni radio. E comunque volendo basta chiamare un taxi e arrivi subito a destinazione.

Per quanto riguarda il plot... Boh, a me è piaciuto per circa 3 ore, poi Nico Bellic perde tutta la sua "umanità" (o supposta tale) per diventare (come CJ prima di lui) una marionetta in mano alla malavita organizzata. Bel carattere: si lamenta che è venuto in America per cambiare vita, e piange, e ci scassa facendoci sapere che tutto quello che fa non lo vuol fare, e poi ammazza/ruba/commette tutti i reati federali possibili e immaginabili. Fra l'altro, bel messaggio di speranza che traspare da una serie che non sa più a quale minoranza etnica votarsi (Italoamericani/neri/russi/cinesi (in chinatown wars).. il prossimo protagonista lo fanno esquimese?). (SPOILER) Fra l'altro, il finale di fronte alla statua della libertà è un clichè così abusato e trito che viene da star male. (Come se la libertà, poi, sia quella della vendetta sanguinaria).


Niko Bellic viene risucchiato nel mondo della malavita. Sbarcato cercando il sogno americano si trova davanti una realtà ben diversa, un mondo dove la criminalità sfrutta qualsiasi persona disperata. Il cugino Roman è ormai entrato nel sistema, e Niko, volente o nolente, è costretto a entrarci a sua volta. Per difendere il cugino è costretto a fare dei torti a qualcuno, e per sopravvivere ha bisogno di formare alleanze (o meglio, venir sfruttato) con criminali sempre più pericolosi. Non c'è modo di uscire da una vita del genere, alla mercè di chi è più potente e vuole sfruttarti, almeno non senza pagare un prezzo altissimo, come dimostra il finale del gioco (tengo in considerazione il finale ufficiale, ma l'altro è simile)

Spoiler


#15
Kruger

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Boh, a me Folklore è piaciuto, anche se a volte è un "moscio", il titolo è abbastanza originale e complessivamente godibile.




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